Karin - per RFS
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Venduta all’asta è il secondo volume della serie I don della mafia di Boston, autoconclusivo, in cui si accenna a ciò che è avvenuto in precedenza ma semplicemente citandone i protagonisti e a grandi linee, quanto accaduto e ciò che avverrà in questo libro.
Parto dal presupposto che questo genere lo si ama o si odia, e di solito adoro l’immagine del maschio crudele e di potere che per qualsivoglia ragione (vendetta, soldi, autorità…) si crede al centro dell’universo e obbliga chiunque a sottostare al suo volere, uomo o donna che sia.
Il cliché della giovane donna che vende la sua verginità per denaro mi è piaciuto da subito, la sinossi del romanzo è chiara: l’uomo più potente di Boston mette le mani sulla ragazza bisognosa donandole un bel gruzzoletto che le risolverà la vita. Sappiamo tutti che le regalerà la salvezza economica e una serie di orgasmi ben riusciti, e ci piace per questo. Il lieto fine è alle porte con un mare di violenza e sesso.
Perché la mia premessa? Perché ero molto consapevole di ciò che mi accingevo a leggere e, per quanto trovi che la storia abbia un suo potenziale ancora grezzo, il romanzo non mi ha soddisfatta.
La personalità dei protagonisti non imprime emozioni, così come i dialoghi talvolta non incollati su di loro e che tendono a risultare infantili.
Il maschio alpha mi piace in ogni sua forma ma deve avere sostanza. Malachy è un don irlandese trapiantato a Boston che gestisce la malavita della città, appassionato di BDSM ha l’hobby di comprare donne vergini per soddisfare le sue esigenze di dolore e controllo (ogni riferimento ad altri libri probabilmente è puramente casuale… ma pure la sculacciata!), peccato però che la ventiquattrenne Scarlett provochi in lui più un senso di protezione. Oltre ai fiumi organici di sperma ovviamente!
Scarlett ha seri problemi economici che non sa più come risolvere e si ritrova costretta per una questione di vita o di morte a concedere la sua verginità al primo offerente. È una ragazza che ha sofferto tanto nella sua vita, forte di carattere, insicura nelle azioni che lotterà una guerra con se stessa e con Malachy per non uscirne distrutta, perché qualunque donna ha solo un cuore da perdere.
Non fraintendetemi, non è un libro da cestinare ma è ancora una bozza (è solo la mia opinione e conta quanto una goccia in un oceano, ricordatevelo!). Credo fermamente che le personalità dei protagonisti avrebbero bisogno di un marcato lavoro di revisione sia per uno show, don’t tell che appassioni, sia affinché il cambio di ritmo nella narrazione e dialoghi più ironici e accattivanti colpiscano il lettore.
È il primo romanzo che leggo di questa autrice a cui lodo l’idea ma non la realizzazione; una scrittura ancora altalenante che necessita di un editing più accurato che renda la lettura adrenalinica e passionale senza una mera descrizione di scene semplicemente ad alto tasso erotico.