Aegyptus, anno 1230 dalla fondazione di Roma. La Cohors Auxiliaria Arcana, l’unità speciale istituita dall’Imperatore Teodomiro per proteggere l’Impero dalle minacce sovrannaturali, è reduce dalla battaglia vinta contro la sanguinaria setta del dio fenicio Yahm. Flavio Aurelio Saturnino e i suoi Custodes sono di passaggio ad Alessandria diretti verso Roma, per ricevere il prossimo incarico. La partenza viene però rimandata a causa del brutale assassinio di alcuni loro commilitoni, e tutti gli indizi portano agli Akhw, demoni notturni dotati di artigli letali come lame, e considerati estinti dopo la caduta dei Faraoni. Seguendo la scia di morte che le creature si lasciano dietro, Aurelio e i suoi compagni perlustrano il corso del Nilo alla ricerca del perduto Libro di Thoth, tra le cui pagine si cela la formula di un culto ancestrale che minaccia la sopravvivenza stessa dell’Impero: il risveglio del Serpente Eterno che divorerà Roma... Lex Arcana è il gioco di ruolo italiano più famoso al mondo, nel quale l’Impero Romano non è mai caduto, e dove la magia, le creature sovrannaturali e gli antichi dei fanno parte della vita imperiale.
Una piccola gemma da perfezionare, ma che nasconde un potenziale.
Il pregio più grande è l'ambientazione. Risulta anche ideale per chi ama i romanzi brevi, in meno di 200 pagine ci restituisce una storia quasi completa. Quasi perché l'azione c'è tutta e non è neanche male, tuttavia manca appunto una forte costruzione dell'empatia con i personaggi.
Andando con ordine, il punto di forza è sicuramente l'affascinante ambientazione del gioco Lex Arcana: un impero romano sopravvissuto alla caduta grazie alle connessioni con il soprannaturale. Un Egitto ricco di culture e popoli diversi, divinità e tradizioni uniche che risaltano grazie anche alla cura dell'autore nel citare riferimenti alle mitologie greca, egizia, romana e mediorientale (purtroppo qui non riesco a essere più preciso). La società multietnica e cosmopolita emerge anche dai personaggi provenienti dai più svariati angoli dell'impero ma ben integrati in quelle terre.
La trama è divisa tra un mistero da svelare e l'azione/avventura dell'esplorazione e dei combattenti tipici del gioco di ruolo. Il risultato è estremamente godibile ed equilibrato, sebbene si sente la mancanza di un villain carismatico e delle sue intenzioni.
Iniziando infatti a parlare dei difetti, abbiamo uno scarso approfondimento dei personaggi, in realtà caratterizzati non male. I tre protagonisti hanno una loro identità credibile e riconoscibile, con un passato mostrato grazie al loro carattere. Tuttavia, nessuno di loro compie un vero arco narrativo e arriva al termine della storia solo leggermente cambiato, almeno in superficie. Ma non abbiamo occasione di andare più in profondità.
Ciò ci porta all'ultimo punto, lo stile. Non esistono capitoli ma cambi di PdV, spesso molto rapidi, che favoriscono la lettura non creando lunghe sezioni pesanti. Ma nel contempo non permettono di empatizzare o approfondire i personaggi. Combinando ciò anche ad alcune scelte di PdV discutibili, a mio parere inutili, si finisce per annacquare la possibilità di approfondimento (ma non la trama).
Infine, lo stile dal punto di vista più tecnico pecca di qualche traccia di narratore invadente, con una scelta di periodi che spesso capovolge l'ordine temporale degli eventi per restituire una frase "più elegante" (insomma, un abuso dei poi, quando, mentre..). Il ritmo è abbastanza serrato da non creare davvero problemi, tuttavia non passa inosservato.
È davvero strano come abbia sentito parlare poco (quasi niente) di un'ottima storia come quella di "Lex Arcana. Le spire del serpente eterno" (2023, Acheron Books) di Flavia Gallia Scholastica ("tradotta" da Davide Mana) e come sia passata praticamente inosservata.
È una storia tutta d'azione, antichi misteri e orrore ambientata nell'Egitto nel 1230 AUC (477 DC), che narra un'avventura della Cohors Arcana, unità specializzata in "problemi" occulti e che risponde direttamente all'Imperatore, "qualcosa di cui tutti sapevano ma nessuno parlava". Si parte subito in quarta con la "sistemazione" di una setta fedele a un mostruoso dio fenicio e si prosegue con l'indagine relativa alla strage di un manipolo di uomini della Cohors in un vicolo di Alessandria. Una strage non attribuibile a mano umana. Gli indizi raccolti portano "oltre il vallo, dove il potere di Roma non arriva", verso i mostruosi portatori di lame rintanati in un tempio di Seth in rovina, e sule tracce dei Libri di Thoth, che gli uomini non dovrebbero leggere. E poi dal Nilo si prosegue verso una città morta sulle montagne, a caccia di chi tira i fili e sta minacciando Roma. E ancora oltre, verso Coptos, una città ai margini dell'impero, fino ad arrivare al cospetto dell'Eterno Serpente.
Tra mostri e uomini (come sempre non è chiaro chi sia meglio), dei e spettri, vi affezionerete (anche se non dovreste mai affezionarvi troppo ai personaggi) a Spuria Livilla Rutila, Flavio Aurelio Saturnino e Cornelio, il Libico, e forse anche ai gregari e agli asini, ma prestate sempre attenzione alle parole di Appio Quinto Barbato, l'intellettuale del nostro manipolo, conoscitore di dei e di scienza.
"- Ho visto cose strane e meravigliose, da quando servo nella Cohors Arcana. - Strane e pericolose".
Il romanzo è ambientato nel mondo dell'omonimo gioco di ruolo di Acheron Games, che non è comunque necessario conoscere o aver giocato per godersi pienamente la lettura.
Ambientazione affascinante ma scrittura non all'altezza: cambi di soggetto nella stessa frase, periodi a tratti elementari e utilizzo di termini latini gettati a caso.
Trama completamente raffazzonata. Gli eventi e gli spazi cambiano senza alcuna motivazione e da un momento all'altro: si racconta della fatica di un viaggio, scatta un combattimento dal nulla e poi si riparte per una destinazione completamente diversa...
Personaggi improvvisati che si alternano senza alcuna profondità, sono presi e messi lì perché tornano utili al momento. Ci sono accenni a episodi passati che rimangono sospesi e si è spettatori della scomparsa di un personaggio tra due battute di dialogo!