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Sul senso della vita

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Nel marzo del 1946, appena undici mesi dopo essere stato liberato dai campi di concentramento nazisti, Viktor E. Frankl tenne una serie di conferenze per l'università popolare di Ottakring, a Vienna. Il testo di quelle lezioni fu pubblicato da un piccolo editore in un volume andato presto esaurito e qui tradotto in italiano per la prima volta.

Sopravvissuto all'indicibile orrore dell'Olocausto, che gli aveva portato via i genitori e la moglie incinta, pur nell'estrema sofferenza, Frankl ribadisce in queste pagine la sua convinzione che è sempre possibile "dire sì alla vita". L'importante è darle un con l'azione, con l'amore, con il nostro atteggiamento anche nelle situazioni più dolorose. Perché se non possiamo cambiare il destino, possiamo almeno accettarlo e farne un'occasione di crescita interiore.

In un mondo che ha conosciuto la pandemia, l'isolamento sociale, la guerra e una grande incertezza economica, le sue parole sulla resilienza risuonano oggi più attuali che mai.

101 pages, Kindle Edition

Published November 15, 2022

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About the author

Viktor E. Frankl

182 books8,074 followers
Viktor Emil Frankl was an Austrian neurologist, psychologist, philosopher, and Holocaust survivor, who founded logotherapy, a school of psychotherapy that describes a search for a life's meaning as the central human motivational force. Logotherapy is part of existential and humanistic psychology theories.
Logotherapy was promoted as the third school of Viennese Psychotherapy, after those established by Sigmund Freud and Alfred Adler.
Frankl published 39 books. The autobiographical Man's Search for Meaning, a best-selling book, is based on his experiences in various Nazi concentration camps.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Giulio Ciacchini.
390 reviews14 followers
December 30, 2024
Terribile è sapere che, ogni istante, sono responsabile di quello che verrà subito dopo; che ciascuna decisione, la più piccola come la più grande, è una decisione "per l'eternità"; che in ogni istante realizzo o perdo una possibilità, la possibilità di quell'istante particolare. Ogni istante comporta migliaia di possibilità, e io posso sceglierne e realizzarne una soltanto; così facendo, però, condanno tutte le altre a non esistere mai, anche questo «per l'eternità»! Meraviglioso, invece, è sapere che in qualche modo il futuro, il mio e con esso quello delle cose, delle persone che mi circondano anche se in piccolissima misura dipende in ogni istante dalla mia decisione. Ciò che realizzo attraverso tale decisione, ciò che, come abbiamo detto, «porto nel mondo», lo salvo nella realtà preservandolo dalla transitorietà

Ogni volta che leggo Frankl mi stupisco di come riesca a trasmette una profonda gioia di vivere nonostante (o forse proprio a causa) l'esperienza drammatica che ha vissuto.
Come sempre il linguaggio è molto accessibile, denotando uno sforzo dello psichiatria per farsi capire da un numero di persone più ampio possibile.
Questo piccolo testo raccoglie una serie di conferenze e discorsi sulla ricerca del significato della vita, un tema centrale nella logoterapia, la corrente psicoterapeutica sviluppata dall'autore. Frankl, noto soprattutto per L’uomo in cerca di senso, esplora nuovamente il concetto di significato come forza motrice dell’esistenza umana, offrendo spunti che derivano sia dalla sua esperienza nei campi di concentramento nazisti sia dalla sua vasta carriera come psichiatra e filosofo.
Il concetto di fondo di Frankl è che la domanda stessa se la vita abbia significato è mal posta
C'era dunque da compiere una rivoluzione che, con Kant, verrebbe da chiamare «copernicana», un rovesciamento di 180 gradi attraverso il quale la domanda non è più "Cosa devo aspettarmi dalla vita?", bensì "Cosa si aspetta la vita da me?". Quale compito mi aspetta nella vita?
Adesso comprendiamo anche quanto sia mal posta, in fondo, la domanda sul significato della vita, se la poniamo come si fa di solito: non siamo noi a poter fare domande sul senso della vita, ma è la vita stessa che le rivolge a noi, è lei a interrogarci! E siamo noi quelli tenuti a rispondere, a dover fornire una risposta all'interrogativo che la vita ci pone costantemente, alle questioni vitali. La vita stessa non è altro che un essere-interrogati, tutto il nostro essere non è altro che un rispondere alla o un rispondere della vita, un esserne responsabili. Assumendo una posizione del genere, però, più nulla può spaventarci, nessun futuro, nessuna apparente mancanza di futuro. Ora, infatti, il presente è tutto, poiché racchiude l'interrogativo eternamente nuovo che la vita ci rivolge. Ora tutto dipende da cosa ci si aspetta da noi. Quello che ci riserva il futuro, invece, non abbiamo bisogno di saperlo, non più di quanto siamo in grado di conoscerlo.

Un tema centrale è la sofferenza. Frankl ribadisce che, sebbene nessuno possa evitare il dolore, tutti possiamo scegliere come affrontarlo. La capacità di dare un senso anche alle esperienze più drammatiche è, secondo lui, ciò che ci rende umani e ci permette di vivere una vita piena. Questa idea risuona con particolare forza nel nostro tempo, dove spesso cerchiamo di fuggire dalla sofferenza invece di accoglierla come un’opportunità di crescita interiore.
Un altro aspetto che colpisce ancor di più la nostra società rispetto a 50 anni fa è la mentalità utilitaristica e consumistica che ci pervade: se una persona non è più in grado di produrre che utilità ha dentro la società?
Se osserviamo le cose da questa angolatura, la durata di una vita umana ci si rivela sostanzialmente irrilevante. Una vita lunga non è per forza significativa, così come una vita breve non è necessariamente priva di significato. Non giudichiamo certo la biografia di un individuo concreto dal numero di pagine del libro che la racchiude, bensì solo dalla sua ricchezza di contenuti. E c'è un'altra questione che vorremmo sfiorare a questo punto: la vita di un essere umano che non ha procreato risulta per questo motivo priva di significato? A tale domanda possiamo rispondere che o la vita, la singola vita, ha un significato, e in quel caso continuerà ad averlo senza bisogno di riprodursi, senza affidarsi a un "eternamento" biologico (che, sia detto per inciso, è del tutto illusorio). Oppure la singola vita, la vita del singolo essere umano, non ha alcun significato, e in quel caso non potrà mai acquisirne uno solo perché ambisce a «eternarsi procreando. Perché perpetuare qualcosa che in sé è «senza senso» è a sua volta senza senso.

Infine un intero capitolo è dedicato a sviscerare il tema del suicidio e quello ad esso collegato della eutanasia, entrambi questi atti estremi vengono rigettati dallo psichiatra
Per quanto riguarda invece l'altro lato della questione, e cioè il fatto che i malati incurabili non sarebbero più di nessuna utilità alla comunità umana, che occuparsi di loro sarebbe "improduttivo", bisognerebbe ricordare che l'utilità non rappresenta mai e poi mai l'unico criterio che abbiamo il diritto di adottare riguardo a un essere umano. Non è difficile dimostrarlo proprio rispetto a questa problematica: i ritardati mentali che vengono tenuti in manicomio e li attendono ai loro elementari lavori, spingendo una carriola di mattoni o semplicemente aiutando a lavare le stoviglie, sono comunque molto più utili e produttivi, per esempio, dei nostri nonni, che trascorrono i loro ultimi anni in modo del tutto <«improduttivo»; tuttavia il pensiero di sopprimerli solo a causa di questa loro improduttività sarebbe aborrito persino da coloro che altrimenti sono per l'eliminazione della vita improduttiva. Quanto è improduttiva l'esistenza di un'anziana che, semiparalizzata, sonnecchia in poltrona davanti alla finestra: eppure è circondata dall'affetto di figli e nipoti! All'interno di questo amore è questa particolare nonna, niente di più e niente di meno; e come tale è unica e insostituibile, proprio come può essere unico e insostituibile un altro individuo, magari ancora attivo nella sua professione, rispetto alle prestazioni che offre alla società!
Profile Image for Tsvetana.
7 reviews
May 12, 2024
Niente interessante, troppo generico. La persona è interessante, ma il modo che usa per descrivere - non è emozionante
Profile Image for Stefania Barbs.
5 reviews1 follower
January 21, 2024
Una testimonianza che vale la pena leggere. Come dice Nietzsche "con un perché forte si supera ogni situazione". Libro non facile e che va letto al momento giusto.
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