Nel febbraio del 1998 un gruppo poco conosciuto, ma destinato a diventare una band di culto, pubblica il suo secondo disco: In the Aeroplane over the Sea, un concept album ispirato dalla lettura del diario di Anne Frank. I Neutral Milk Hotel non puntano al successo né a essere ricordati, non gli interessa vendere e non hanno alcuna intenzione di vendersi – non sanno come si fa, non lo impareranno mai, neppure quando arriverà il momento del loro grande “recupero” da parte di fan più giovani. Irruento, ispirato, genialmente rumoroso, il disco racconta la più celebre tra le vittime della Shoah abolendo ogni distanza tra sogno e memoria, visione e quotidiano. Spettro, freak, ragazzo a due teste: l’adolescente di Amsterdam naviga tra le ere e i continenti, penetrando dentro incongrue stanze americane. Ne esce una narrazione sconcertante, trasfigurata, di una tragedia che si ripete sempre diversa. Massimo Palma si immerge in questo “controcanto da cinquant’anni dopo” e nel disco intenso fino all’insostenibile sente risuonare potenti, e inconsapevoli, echi di Levi, Roth, Kafka e Sebald.
Olanda, 1945 mostra come nel più improbabile tra i tempi e i luoghi – a fine anni Novanta, nella periferia americana – il mito, il fantasma di Anne abbia preso una nuova voce e un nuovo suono. “Perché fantasmi e suoni si somigliano”, scrive Palma. “Non riconoscono le durezze dello spazio, le fratture del tempo. Rifiutano l’epoca, ripropongono incubi e umori – non hanno carne, eppure incidono i corpi”.
Massimo Palma (1978) vive a Roma e insegna Filosofia politica a Napoli. Ha pubblicato i libri Berlino Zoo Station (Cooper, 2012), Nico e le maree (Castelvecchi, 2019), Happy Diaz (Arcana, 2015; Castelvecchi, 2021). Con Movimento e stasi (Industria & Letteratura, 2021) ha vinto il Premio Franco Fortini per la poesia. Ha tradotto e curato opere di Max Weber, Walter Benjamin, Georges Bataille, Georg Heym, Fredric Jameson.
C’è un filo invisibile che lega Anne Frank a Primo Levi, Philip Roth, Kafka e i Neutral Milk Hotel.
I suoni e le parole di Jeff Mangum si rincorrono in queste pagine alla ricerca di una narrazione oggettiva, una critica musicale a un album stupendo (In the Aeroplane over the Sea) ma anche a un certo mistero e desiderio di capire le motivazioni che hanno portato la band americana a parlare di determinati temi con peculiari strumenti e discutibili approcci allo show e al modo di comunicarsi.
Per chi non conosce queste canzoni, il libro edito da Nottempo è una piccola guida alla scoperta di un tesoro e di modi nuovi di leggere il dramma della Shoah. Per chi ama la band, invece, è imperdonabile non citare il più grande e romantico viaggio nel tempo che sia mai avvenuto.
Un viaggio nel disco dei Neutral Milk Hotel, opera oscura della fine degli anni '90, che ha al centro la figura di Anne Frank, trasfigurata attraverso le ansie che emergono dalla provincia americana. Palma fa un'archeologia ricca di immaginazione e poesia, e all'analisi traccia per traccia del disco insieme ad Anna Frank mescola anche Primo Levi, Kafka, Roth, Sebald. Un'opera ambiziosa e affascinante, da cui trarre ispirazione rispetto alla capacità di generare contaminazioni.