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Il parco dei cervi

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Apparsa improvvisamente su un set cinematografico, la giovane Wakaba attira l’attenzione di un frustrato aiuto regista, Murase Takayuki. Ammaliato dalla sua bellezza e dal suo fascino ambiguo, Takayuki scopre che la ragazza è la figlia di una celebre attrice del passato suicidatasi proprio all’interno di quegli studios. Nel tentativo di dare una svolta alla propria carriera, Takayuki la sceglie come protagonista del suo primo film. Quando però la notizia giunge alle orecchie dell’acclamato regista di fama internazionale Makiguchi Kenzô, gli eventi prenderanno una piega inaspettata, in una continua escalation di eros e horror. Per la prima volta tradotto fuori dai confini del Giappone, Il parco dei cervi è un incantevole esperimento narrativo, in bilico tra suggestioni letterarie e cinematografiche.

Hardcover

First published January 1, 1976

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About the author

Kazuo Kamimura

84 books43 followers
Name (in native language) : 上村一夫

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5 (6%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Met.
440 reviews33 followers
February 7, 2021
Uno dei Kamimura migliori in circolazione. Rispetto a Golden Gai e a I fiori del male, qui l’estetica dell’erotismo e della violenza emerge senza sembrare gratuita. Anzi sembra addirittura nascondere intenti di denuncia verso lo specifico filone dei “pink movies” giapponesi degli anni sessanta.
Non prende 5 stelle solo perché Kamimura ha un serio problema nel diversificare le sue donne (tutte bellissime e fascinosissime... ma tutte identiche!)
Profile Image for Alessandro.
126 reviews9 followers
March 30, 2021
Secondo volume edito in Italia dove assaporiamo la magica collaborazione fra Kamimura e Suzuki, a differenza di Golden Gai ne Il parco dei cervi vediamo una storia più lineare: seguiamo un morboso quadrilatero di personaggi - il giovane 34enne Takayuki Murase, aiuto-regista sfinito dalla sua condizione, il suo mentore Kenzo Makiguchi, regista un tempo di successo ma che ha ormai perso l'ispirazione, la moglie (che sembrerebbe più una figlia) di questi Mayumi, e la giovane promessa Wakaba Ayanokoji.
Dopo un primo capitolo introduttivo, al riunirsi dei quattro membri ha inizio la trama effettiva, dove ogni personaggio inizia a perdere lentamente il senno a causa di un altro: il binomio Murase-Makiguchi (la novità contro il vecchiume, il moderno contro il vetusto), il triangolo tra il giovane e le due belle della situazione, e ancora una volta i tre giovani contro il vecchio. Com'è usuale nelle storie di Kamimura (e altri) la vicenda non tarda a riempirsi di nefandezze, ma questa volta vi è un finale a dir poco apocalittico a sostenere il tutto.
La struttura dell'opera gira attorno al mondo del cinema, a partire dall'impostazione dei frontespizi, fino alle tre pagine finali, che concludono il tutto in una maniera molto filmica (sipario e The End)

I saggi in chiusura, specie le tre pagine di postfazione di Paolo La Marca, aiutano tantissimo a comprendere il contesto in cui è stato concepito questo parc-aux-cerfs, un contesto che è decisamente molto ma molto interessante e intertestuale.

Ma dato che sono un filthy spammer, ne parlo meglio qui: https://www.youtube.com/watch?v=HnZF3...
Profile Image for Lisa.
89 reviews2 followers
August 22, 2025
Con Il parco dei cervi, Coconino Press prosegue il prezioso lavoro di diffusione in Italia dell’opera di Kamimura Kazuo, portando per la prima volta fuori dal Giappone un manga del 1976 che nasce dall’incontro fra due giganti: il maestro del disegno e Noribumi Suzuki, regista e sceneggiatore. Il volume, elegante e curatissimo come già Il fiume Shinano, si presenta come un esperimento narrativo sospeso fra cinema e letteratura. Non a caso, ogni capitolo si apre come fosse la locandina di un film, con tanto di “regia” e “sceneggiatura” dichiarate.

Suzuki intreccia due fili tematici principali: il declino del cinema erotico giapponese degli anni ’70 e la vendetta femminile. Da un lato, il manga restituisce un affresco spietato del mondo del pinku-eiga, dove registi e produttori spadroneggiano senza scrupoli, mentre i giovani cineasti arrancano nel tentativo di emergere. Murase Takayuki, alter-ego dello stesso Suzuki, incarna proprio questa lotta generazionale destinata a consumarsi in un’atmosfera di rancore e sopraffazione. Dall’altro lato, il centro narrativo si sposta sulla figura di Azusa Wakaba, eroina tragica kamimuriana: una donna sola, determinata, che usa senza esitazione la propria sensualità per portare avanti un piano di vendetta dalle tinte sempre più oscure e persino soprannaturali.

L’opera si nutre di rimandi colti e stratificati. In Giappone, il romanzo di Akinari Ueda La passione del serpente fornisce il materiale del film da realizzare e introduce la potente figura simbolica del serpente, che percorre l’intero manga come metafora della seduzione e della costrizione. In Occidente, invece, riecheggia Il parco dei cervi di Norman Mailer, con il suo ritratto cinico e scandaloso del mondo dello spettacolo. Lo stesso titolo evoca inoltre il “Parc-aux-Cerfs” di Versailles, il bordello segreto di Luigi XV, ulteriore legame fra sesso, potere e spettacolo.

Sul piano visivo Kamimura dà prova di una raffinatezza straordinaria: corde, pellicole e oggetti di scena si piegano per evocare la forma sinuosa del serpente, che avvolge e soffoca, proprio come fa Azusa con le sue vittime. Le tavole diventano così inquadrature sofisticate, quasi cinematiche, capaci di fondere eros, tensione drammatica e allegoria.

La conclusione del manga è tanto tragica quanto inevitabile: la vendetta di Azusa si compie, ma a cadere non sono solo i singoli colpevoli, bensì l’intero sistema cinematografico, su cui Kamimura cala un sipario carico di simboli.

A impreziosire l’edizione italiana vi sono due approfondimenti critici, firmati da Giacomo Calorio e Paolo La Marca, che aiutano a contestualizzare l’opera nel suo scenario culturale e storico.

Il parco dei cervi è, in definitiva, un tassello essenziale per chi ama Kamimura: un manga che unisce sesso, cinema e letteratura in un racconto che è al tempo stesso spietato e affascinante, elegante e disturbante. Una lettura consigliata, da collezionare e assaporare lentamente, come una pellicola d’autore che non smette di parlare al presente.
Profile Image for Zioluc.
715 reviews48 followers
January 3, 2023
Collaborazione fra due autori che si ispira alla tradizione giapponese (serpenti e donne serpenti), al parco dei cervi di Versailles (luogo di concubinaggio), al romanzo omonimo di Mailer (sul conflitto fra forze giovani e sincere e resistenze vecchie e ipocrite), al cinema (per alcuni dettagli nella presentazione, es. la protagonista presentata come "per la prima volta sugli schermi"), oltre che al fatto che l'intenzione dichiarata sarebbe stata trarne un film.
La storia è condensata in brevissime pagine suggestive ma del tutto oscure, che probabilmente per limiti miei non mi hanno mai coinvolto o affascinato.
Profile Image for Irene ➰.
972 reviews88 followers
May 9, 2024
3.5/5

Difficile recensire un volume quando porta temi forti e decisamente più seri.

Questo volume unico ci racconta dei cosiddetti "pink movies" giapponesi degli anni sessanta.
Una storia di violenza, senza mezze misure o mezzi termini.
Cruda, diretta e possiamo dire anche senza troppe censure.

Seguiamo da lontano e da vicino le vicende che si susseguono ad un ritmo molto veloce in questa Giappone sicuramente diversa da come ce la si aspetta e immagina.

Un lato oscuro che però bisogna far conoscere e di cui non ci si può dimenticare.
Decisamente una lettura non adatta a tutti e con uno stile di disegno tipico del maestro che può piacere o non.

Personalmente non sono amante del tratto utilizzato, però la narrazione, ancora una vola, risulta il punto di forza dell'intero libro.
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