Il barone Archibald d’Handrax è l’ultimo rampollo di una lunga dinastia nobiliare, vive nel maniero di famiglia in un paesino che porta il nome della sua casata, e incontrarlo significa entrare in un universo bislacco in cui si parlano lingue sconosciute, si collezionano case fatiscenti, si organizzano cene tra sosia e di tanto in tanto ci si trasferisce in collegio per riassaporare il gusto dell’infanzia. Un giorno il narratore Bernard, appassionato d’arte, giunge al castello per chiedere informazioni su un avo del barone, il misconosciuto pittore Henri Mouquin d’Handrax, e si ritrova risucchiato suo malgrado in un mondo spiazzante e fuori dal tempo che finirà per cambiargli la vita. Nel Ritratto del barone d’Handrax Quiriny si abbandona al piacere dell’invenzione e dello stile, e affastella dialoghi arguti, dissertazioni erudite e brevi bozzetti di un’assurda quotidianità per consegnarci un romanzo gioiosamente strampalato che mescola con la consueta maestria umorismo nero e ridanciana ironia.
Bernard Quiriny, born on June 27 1978 in Bastogne, Belgium, is a Belgian author, doctor of law, critic and professor of law at the University of Bourgogne.
Il barone vive in un castello dell'Allier, nella Francia centrale, nella cittadina di Handrax, che sembra fuori dal mondo, avendo conservato le caratteristiche di un paese silenzioso e tranquillo, scampato fortunatamente alla globalizzazione. L'"io narrante" vi giunge perché è in cerca dei quadri di un pittore defunto, Henri Mouquin d'Handrax, zio del del barone protagonista: questi conserva le sue tele dimenticate in un ripostiglio del castello. Proprio per questa ricerca il narratore prende dimora nella cittadina, che possiede un piccolo museo, del quale diventa il secondo custode. Avendo questo interesse artistico si mette a frequentare il maniero del barone e si lega d'amicizia con lui. Questi è una figura bizzarra, stravagante, capace di molti scherzi (che non finiscono neanche con la sua dipartita) e di discorsi di una logica spiazzante che mette in difficoltà gli interlocutori, i quali tuttavia ne restano affascinati ed esilarati. Il barone sembra vivere in un'epoca in bilico tra passato e presente, in una condizione ambigua tra sogno e realtà, lasciando sconcertato l'amico narratore e di conseguenza lo stesso lettore. Collocherei l'autore a metà strada tra Pennac e Calvino che, con la stranezza dei loro personaggi e delle vicende narrate, finiscono col dare ai l lettore occasioni di ripensamento e meditazione sull'adeguamento della vita quotidiana alla mentalità e alla moda del proprio tempo. Ne consiglio la lettura perché è divertente, ma invita alla riflessione e all'anticonformismo. La lingua è molto limpida, scorrevole e con molti dialoghi brevi, ironici e imbarazzanti. L'autore ha dato anche prova della sua cultura in diversi settori: da quello artistico-letterario a quello storico, filosofico, e ad altre esperienze personali, direttamente o attraverso i dialoghi e le discussioni col suo protagonista.
Avete mai visitato la cittadina di Handrax, nel dipartimento francese dell'Allier recandovi anche magari nel locale museo dedicato al suo figlio più illustre, il pittore Henri Mouquin d’Handrax, nato nel 1896 e morto nel 1960? Come dite: non lo avete mai fatto, ma a questo punto ve ne è venuta la voglia e state già compulsando Google Maps e i più recenti manuali di storia dell'arte perchè né di questa cittadina né di questo pittore avete mai sentito parlare? Beh, mettetevi l'anima in pace e soprattutto rappacificatevi con il vostro amor proprio: non siete in deficit di nulla perchè Handrax e il pittore Mouquin non esistono. O meglio, esistono sì, ma solo nella fervidissima fantasia dell'autore di questo godibilissimo romanzo, il belga Bernard Quiriny, nella vita poco più che quarantenne docente di diritto in una università francese e già autore di romanzi e racconti il cui stile immaginifico hanno fatto accostare il suo nome a quello di autori quali Edgar Allan Poe e Jorge Luis Borges. Quiriny è davvero un grande narratore la cui fantasia crea universi sconcertanti, fantasmagorici o divertenti, dove si incontrano personaggi insoliti. Il barone d'Handrax è uno di loro. Ma per meglio amalgamare realtà e finzione, l'autore sostiene di averlo conosciuto realmente facendo così dell'eroe di un libro un uomo in carne ed ossa. E per rafforzare il dubbio dando credito a questo personaggio, insieme silenzioso e folle, la cui stravaganza rasenta la saggezza, Bernard Quiriny, una volta steso il ritratto del barone, assume il ruolo di semplice prefatore per pubblicare i quaderni postumi dell'uomo che era suo amico e divenne suo suocero. Un romanzo insolito, divertente, mai banale e intelligente senza mai essere pedante.
A bit disappointing this, while at the same time being really special. So not disappointing as such. Confused? The main idea - and the premise behing the Baron - is really good (reminded me of a novel from Brussolo!); the treatment is, linguistically, pretty neat. The atmosphere is very Quiriny-esque, too. So all in all not disappointing. Except some lingering feeling of: ok, and? But also not - does there need to be an 'and'? Isn't there one anyway? Am I sure? Why do I doubt that, while at the same time not?
"Ritratto del barone d'Handrax" è l'ultima fatica di Bernard Quiriny edito in Italia da L'orma Editore. Io non vedevo l'ora di leggerlo fin dal momento in cui ho scoperto per caso che era uscito in un giro fortuito in libreria e sono contentissima che sia stato all'altezza delle mie aspettative. Ormai leggo il nome dello scrittore e non mi faccio più nessun tipo di domanda, voglio leggere ogni suo scritto. E ancora una volta mi sono innamorata della sua scrittura.
Da quando per un caso fortuito ho scoperto Bernard Quiriny non ho mai smesso di leggere tutto quello che ha scritto. Immergermi nel suo mondo è una esigenza forte che mi ha conquistato completamente e mi lascia sempre senza parole, come quando scopri un tesoro e lo devi studiare a fondo per capire cosa recuperare e tenere vicino. Quiriny ha la capacità di costruire fondamenta solide per storie che lasciano sempre senza parole, che disegnano i confini di personaggi che emergono dalla pagina scritta con una chiarezza che lascia sorpresi e compiaciuti. Non fa eccezione neanche il Barone Archibald d'Handrax l'ultimo personaggio nato dalla fantasia della sua penna. Lo scrittore belga ricostruisce la vita di questo personaggio tramite le esperienze del narratore, non percepiamo mai interamente l'intimità delle sue emozioni, ma la sua personalità e i suoi guizzi emergono chiari e precisi dalle sue interazioni e dagli episodi raccontati. Il narratore, appassionato d'arte fa conoscenza per caso del Barone d'Handrax, sta infatti cercando informazioni su un suo antenato e si ritrova catapultato direttamente nella sua vita e nelle dinamiche della sua famiglia. Mentre le sue ricerche si approfondiscono, Bernard resta affascinato dalla figura del Barone e mentre le pagine scorrono il lettore ne conosce sempre più aspetti fino a rimanere avvinghiato alla sua personalità. Il Barone è una persona curiosa, effervescente, che cerca sempre nuovi modi per affermarsi in un mondo che lo incuriosisce ad ogni passo. Bernard racconta episodi quotidiani: le cene, gli intrattenimenti, le feste e noi scopriamo la casa del Barone, i suoi hobby, le sue necessità. Mentre il gioco diventa scoprire le persone appena decedute, in una stanza della casa appare la stanza delle mappe, mentre i pasti sono un affare speciale, pure il suo menage familiare non è così scontato. Archibald è un uomo che ha un'opinione su tutto, che non si lascia facilmente spaventare, un instancabile collezionista, un portento affascinante. Mentre organizza cene con sosia di personaggi famosi, invia biglietti divertenti in giro, e mentre gli anni passano, Bernard diventa parte integrante della sua famiglia per più di un motivo. Quiriny è straordinario nel delineare un personaggio con tutta una serie di particolarissimi dettagli che creano una visione di insieme non solo di un uomo, ma di una intera situazione. In un angolo sperduto di mondo d'Handrax è una di quelle personalità molto amate e molto apprezzate, che conosce, che esplora, che vaga, che costruisce. Non è solo adamantino nelle sue esternazioni, ma diventa l'ago di una bussola per distinguere e destreggiarsi nella vita, per Bernard è più di un amico, è un riferimento che determina il cammino che continuerà ad intraprendere attimo dopo attimo. Tutto diventa un pretesto per condividere le opinioni del barone, le sue idiosincrasie, la sua visione dell'esistenza, in un insieme di aneddoti che diventano le pennellate per dipingere il suo ritratto.
Il particolare da non dimenticare? Un armadio...
Il ritratto pieno di contrasti di un uomo che ha vissuto appieno tutte le sue peculiarità, in un insieme di episodi apparentemente scollegati ma che regalano il senso di tutta una vita, difficile e serena, dolorosa ed effervescente, piena di affetti e di sacrifici. Quiriny esplora il barone d'Handrax ma esplora tutta una pletora di emozioni umane distintive della sua produzione, guizzi creativi che si sommano in una storia che rimane nei ricordi, perché il barone diventa una figura cara indimenticabile. Buona lettura guys!