Isabella è un nome perfetto se vuoi diventare una principessa delle favole. Ma Bella non ha nessuna voglia di perdersi in sogni a ventiquattro anni, tutto ciò a cui pensa è terminare gli studi e, nel frattempo, godersi il Natale con sua mamma, una buona tazza di cioccolata calda e una serie tv a farle compagnia. Sua madre Anita, però, stravolge i suoi piani. Invitati a cena a casa Castellitto, sono costrette a rimanere lì a causa di una tempesta di neve. In realtà, sua madre e i signori Castellitto avevano già programmato tutto, perché il padre di Bella è in libera uscita dal carcere ed è pronto a cercarle. Ed è allora che entra in gioco Marco, figlio dei proprietari di casa; un ragazzo prepotente e burbero come non mai, deciso a non uscire da quella casa per nessun motivo al mondo. A Marco è successo qualcosa, qualcosa di così terribile da costringerlo a non mostrarsi a nessuno all'infuori dei suoi genitori e dei domestici. Isabella crede di essere in trappola in quel posto, ma Marco è in una situazione ben più si trova in trappola con se stesso. Obbligati a stare sotto lo stesso tetto, per loro due sarà inevitabile incontrarsi e scontrarsi. Ma, come recita la fiaba originale, non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché la vera bellezza si trova nel cuore.
L'idea è sicuramente carina, l'ambientazione non è male e i personaggi avevano del potenziale. Ma. Ci sono sicuramente molti "ma": - tante sviste grammaticali, - la madre di Marco che ancora non ho capito se si chiami Anita o Giada, - i personaggi che prima affermano una cosa e poi completamente l'opposto, - situazioni su cui l'autrice si sarebbe potuta soffermare maggiormente (il padre di Bella, per esempio) e che invece sono state risolte in un millisecondo, - personaggi secondari (come Monica) che non sono stati minimamente approfonditi.
Avevo bisogno di leggere qualcosa di leggero e veloce, qualcosa che mi facesse sognare senza pensare molto e non essendo molto portata a questo genere di lettura, non sapevo decidermi finché non mi sono imbattuta per caso in Come il sole ad Est, mi si è accesa una luce, conoscevo queste parole e poi ho letto un retelling della Bella e la Bestia, una delle fiabe che amo e che non mi stanco mai di leggere o di vedere un film. Il genere retelling non mi attirano ma ultimamente debbo dire che ne sono stati pubblicati di carini e Come il sole ad Est è uno di questi. Bella, si chiama Isabella e sta studiando psicologia, la Bestia è Marco il figlio ci una coppia di amici di sua madre, Anita che si deve nascondere, il marito e padre di Bella è in libera uscita dal carcere per le feste Natalizie e dove andare se non in questa mega villa di amici? Dunque Marco insopportabile, prepotente che non vuole farsi vedere da nessuno, perché ha avuto un incidente e non vuole mostrare il suo volto. Come in tutte le fiabe, conosciamo la storia e il finale, ma debbo dire che è ben riscritta, la storia raccontata in prima persona, sia da Bella che da Marco, l’ambiente ben descritto ed anche i personaggi, sia fisicamente che emotivamente. Di solito io parteggio sempre per la Bestia in questo caso mi è stato difficile e l’amica del cuore Monica è il personaggio che mi è piaciuto di più. Mi ha aiutato a non pensare e a trascorrere un ora serena dunque consigliato.
Questo era uno dei libri della seconda edizione dello STUFF YOUR KINDLE DAY. È una rivisitazione della "La Bella e La Bestia" e io sono profondamente di parte. Storia rivisitata in chiave moderna, con un twist simile alla serie tv con Preziosi per la componente della Bestia. Bella è una giovane ragazza, alle porte della laurea in Psicologia. È una ragazza semplice e normale, con i suoi difetti e i suoi pregi. Marco è un ragazzo che ha "perso" una parte di sé in un incidente e si nasconde dal mondo. Il Fato li fa incontrare, il Destino li fa trovare. Io sono di parte, ma sta fiaba è bella in tutte le salse.
Una storia moderna emozionante, con i riferimenti alla Bella e la Bestia vividi e tutto tranne che forzati! Ho riletto un capitolo subito due volte tanto mi era piaciuto 😅! La lettura è molto scorrevole e piacevole, uno di quei romanzi che si divorano.
Sono stata attratta da questa storia fin da quando ne sono venuta a conoscenza, un retelling in chiave moderna della favola della bella e la bestia, avevo proprio piacere a fare una lettura del genere! Ero piena di aspettative e devo ammettere davvero a malincuore che mi sarei aspettata un qualcosina in più in generale dalla trama...penso che il problema principale sia stata la sua brevità, che non ha dato modo alle situazioni e ai sentimenti dei protagonisti di nascere ed evolvere nei tempi e modi più giusti. Nella prima metà del romanzo il ritmo abbastanza lento e gli avvenimenti, specialmente tra Marco e Bella, si svolgono in maniera tranquilla, ma senza sconvolgimenti o colpi di scena tali da spiegare l'esplosione di amore e passione che vediamo nella seconda metà, ripeto tra due persone che quasi non si sono parlati se non per pochi momenti. Posso capire l'attrazione fisica tra due ragazzi, ma che basti un ballo ed una notte insieme per capire di aver incontrato il vero amore che lacera il cuore e non fa capire più nulla... Beh, mi è sembrato un po' troppo. Troppo affrettato tutto. Troppo repentini i cambiamenti dentro Bella e Marco, nonostante abbia apprezzato il grande lavoro che fa su se stesso, aiutato indirettamente dalla presenza di Bella, ad uscire fuori dalla sua stanza e riaffacciarsi al mondo dopo la tragedia che l'ha coinvolto. Questa storia aveva davvero un bel potenziale, ed uno stile di scrittura davvero scorrevole e coinvolgente. Ma è stata risolta troppo in fretta, senza darle i giusti tempi di maturazione che avrebbero sicuramente fatto accettare e comprendere meglio certi passaggi ed il finale. Tutto sommato è una lettura veloce e leggera che consiglio per momenti di stacco da letture più impegnative.
Un retelling di una storia che in molti amano, rivisitata in chiave moderna, La Bella e La Bestia è un racconto che colpisce molte persone, ne ha fatte innamorare ancora di più. Questa storia invita i lettori a riflettere sull'aspetto esteriore e sul fatto che non è tutto, infatti l'importante è scavare a fondo e scoprire che oltre le apparenze e oltre a cicatrici fisiche e psicologiche, c'è di più. Bella è una futura psicologa, che però si rivela essere poco paziente, testarda e a volte con comportamenti contrastanti tra i pensieri che ha e le azioni che compie. Marco invece è schivo, chiuso e iracondo con il mondo, non vuole saperne di nessuno e resta chiuso ore intere nella biblioteca della casa, suonando tristi melodie con il suo pianoforte. La trama, essendo in un universo contemporaneo a noi, è priva di qualsiasi rimando alla magia o all'ambiente fatato o fiabesco che caratterizza la storia da cui deriva. La storia è interessante anche se molto rapida nella sua evoluzione. Ho apprezzato alcuni punti, altri li ho trovati molto affrettati, ma nel complesso sono soddisfatta della lettura. I personaggi sono interessanti, soprattutto quelli secondari. L'unica che mi lascia perplessa in alcune parti è proprio Bella, che si comporta da quasi adolescente in alcuni passi e non da laureanda in psicologia. Ho invece amato alcune scene, come quella del ballo. Nella trama sono inseriti alcuni colpi di scena che mi hanno stupita durante la lettura. La scrittura è scorrevole, intrigante e leggera, le pagine scorrono veloci, anche grazie al fatto che siano 123. Un retelling interessante, consigliato per chi ama la storia della Bella e la Bestia, senza però grandi approfondimenti sui sentimenti di cui ho amato moltissimo il finale, inaspettato ed emozionante. Recensione completa sul blog Noi_leggiamo, anche su instagram e facebook Ari
L'ho recuperato gratis grazie a un'offerta di San Valentino della Casa Editrice. Carine l'idea e l'ambientazione. Ma ho grosse perplessità sull'editing di questo libro. Posso perdonare qualche refuso, che può sfuggire a tutti. Ad esempio una frase tipo "presi una tartina al salmone e uno alle olive" o qualcosa del genere, in cui le tartine diventano maschili. Ma ci sono problemi ben più grandi. Uno dei personaggi si chiama prima Giada, poi Anita, poi di nuovo Giada... In tutto, la persona in questione viene citata 16 volte come Anita (che all'inizio era il nome di un altro personaggio) e 19 come Giada. Un personaggio non viene menzionato come presente ad un evento, poi fa una battuta, ma quando tutti gli altri lasciano la sala non è di nuovo menzionato. (Non dico quale evento per evitare spoiler, per chi lo ha letto è quello finale) La protagonista è estremamente infantile, per essere una 24enne che sta per laurearsi. Il protagonista non vuole farsi vedere nemmeno dai genitori o dai nonni ma teoricamente ha una professione che lo espone costantemente al pubblico. Come fa a lavorare? Infine, ci sarebbero dei sottotemi interessanti da approfondire, come la violenza sulle donne o il "bullismo" tra "maschi alfa" che se la fanno pagare a vicenda, ma sono trattati in modo estremamente superficiale. Libriccino leggero da leggere ma che non lascia nulla al lettore se non la domanda: "Ma almeno l'autrice li ha riletto prima di darlo alle stampe?"
Non amo i retelling perché amo troppo le favole così come sono, e mi spaventa tantissimo l'idea che vengano in qualche modo storpiate. Al tempo stesso però, mi incuriosisce il fatto che molte favole siano esattamente equiparabili a storie vere, che accadono intorno a me; ed ecco che Miriana è riuscita a rendere VERA la meravigliosa storia de "La Bella e la Bestia", una delle mie preferite in assoluto, e a farcela rivivere dentro la storia di Isabella e Marco, che fino all'ultimo mi ha lasciata con il cuore straziato e le lacrime agli occhi. Unico difetto: troppo breve. Ma che bella che è!
Contemporaneo e fiabesco, mi è piaciuto molto nonostante non l'abbia trovato perfetto. Veloce il ritmo, qualche errore di battitura su cui passiamo sopra e trama di base comunque tanto simile all'originale fiaba della disney.
3⭐️ Un libro che ho trovato molto carino da leggere, un buon retelling di una storia che viene cambiata hai tempi d’oggi.👑 Ho considerato, particolarmente, interessante il carattere del protagonista maschile che si vede nel proseguire del romanzo la sua apertura verso la protagonista.