"Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire." Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera. In questo "piccolo vademecum per bastardi di professione" l'ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell'utopia delle pari opportunità, "nascere bene" aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l'arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori.
Dipinto della squallida realtà del management italiano pubblico e "parastatale".
Celli è stato direttore generale della Rai : quindi questo vademecum è stato scritto da chi lo ha messo in pratica e ottenuto successo. Una lettura lenta che fa venire il voltastomaco perchè è pura realtà italiana. Bisogna riconoscergli il merito di aver avuto il coraggio di metterlo nero su bianco. "Quarto: usate i migliori per fare, e i peggiori per comandare. Chi è bravo non deve avere anche la possibilità di dimostrarlo occupando leve di comando." Purtroppo questa mediocrità non è solo statale e parastale, ma di tutte le grandi aziende italiane. Questo è un paese da disprezzare e da lasciare per la propria classe politica e dirigente .. che è lo specchio di un popoletto "c'ho famiglia" e devo pensare alla pagnotta. Senza speranza.
Per la prima metà del libro pensavo ci fosse una sottile vena ironica, poi ho concluso fosse semplicemente una storia dell'orrore. Il finale poi pare anche essere un avvertimento.