Jump to ratings and reviews
Rate this book

Menopausal Palestine - Women at the Edge

Rate this book
Palestine, menopausal? Can a women's condition called 'change of life' afflict a state-in-the-making? Suad Amiry's wacky, irreverent, unmistakably political account links the state of Palestine to the lives often women for whom Palestine or its absence was the centrifugal force around which their lives revolved. For 40 years, from the 1967 war till Hamas' victory in 2006, the women in this book shared a past and unfulfilled dreams and aspirations. With that victory, however, they now mourn the loss of a diverse Arab culture, of secularism and pluralism, and their replacement by what Amiry calls 'local nationalism' and 'global religious fundamentalism'.

161 pages, Paperback

Published January 1, 2010

3 people are currently reading
152 people want to read

About the author

Suad Amiry

25 books252 followers
Suad Amiry (Arabic: سعاد العامري) is a Palestinian writer and architect has been living in Ramallah since 1981.
Born in Damascus, Amiry grew up between Amman, Damascus, Beirut and Cairo. She studied architecture at the American University of Beirut, Michigan, US, and in Edinburgh, Scotland.
Amiry is author of the well-known book Sharon and My Mother-in-Law which has been translated into 17 languages and was awarded the prestigious 2004 Viareggio Prize.
She is the founder and Director of the Riwaq: Centre for Architectural Conservation. Amiry is the vice-president of the Board of Trustees of Birzeit University.
Her book Menopausal Palestine: Women at the Edge was published in India by Women Unlimited (2010) Her latest book Nothing to Lose But your Life, has been published by Bloomsbury Qatar Foundation April 2010. Amiry lives in Ramallah with her husband, the academic and political activist Salim Tamari.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
11 (13%)
4 stars
21 (25%)
3 stars
32 (39%)
2 stars
11 (13%)
1 star
7 (8%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for chiara lusetti.
112 reviews1 follower
June 1, 2024
Mi sto impegnando a leggere e rileggere più letteratura palestinese che posso, giusto per ricordarmi che l’orrore che vediamo oggi è solo l’apice di un processo lungo 70 anni. Suad Amiry mi piace per la sua leggerezza e per il suo sguardo originale. Qui racconta le storie di alcune donne, accumunate dalla Palestina e dalla menopausa. Per me lei l’entry level perfetta per far avvicinare chiunque alla vita quotidiana fatta di soprusi del popolo palestinese.
Profile Image for giada.
698 reviews108 followers
February 6, 2024
Suad Amiry ha un talento incredibile nel raccontare il quotidiano con freschezza e vitalità nell’orrore della guerra, insieme a tutte le difficoltà e tragedie fin troppo sopportate del vivere in Palestina.

Questo libro era nato nella sua mente come un compendio di vite di sue amiche e conoscenti partigiane della OLP, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ma una volta che ha iniziato a registrare le chiacchierate per carpire le informazioni necessarie, si è resa conto che poche di loro volevano parlare solo di guerra e politica, ma anche della loro infanzia, degli standard di bellezza del mondo arabo e della menopausa. Da qui si sviluppa un insieme di vite di donne palestinesi (o che abitano in Palestina), queste storie personali a loro volta incorniciate da una cena del gruppo di “donne in menopausa”, incontratesi la sera delle elezioni del 2006, prima di scoprire il loro esito: Hamas vince con la maggioranza dei voti.

Divertente e toccante, mi ha ricordato come tono quello di Natalia Ginzburg in Lessico Famigliare.

Avevo altri libri dell’autrice nella lista delle cose da leggere senza essermi resa conto fossero suoi, e ora li leggerò con ancora più piacere sapendo che ritroverò la sua voce ironica e allegra.
Profile Image for Ruppe.
514 reviews50 followers
May 29, 2022
L’idea di raccontare la situazione della Palestina, tra passato e presente, attraverso le vicende e le infanzie delle sue amiche è fantastica.
Anche il paragone, apparentemente azzardato ma calzante, tra la menopausa galoppante del gruppo di eclettiche donne e la condizione del paese (alla vigilia di un voto di ripiego interno, con risultati conservatori), è un buon meccanismo.
Questa volta però il libro non funziona del tutto, le storie delle amiche sono in alcuni casi approssimative, frammentarie e sbrigative.
Il filo del racconto si spezza, le sezioni sono scollegate; avrebbe potuto essere sfruttato meglio, come elemento aggregante, il pranzo fra le donne.
Ho come l’impressione che sia un’opera troppo breve o frettolosa, che avrebbe meritato più spazio e approfondimento.
Profile Image for Anna Cuccuru.
41 reviews1 follower
February 23, 2020
This writer represents in this book a connection between palestine and Menopausal female problems.
10 Palestine women meet once a week in a Restaurant in Ramallah to talk about their problems as often happens between women, sex and men. The second level refers to the birth and history of the PLO (the Organization for the Liberation of Palestine, founded in 1964, ed.) Which is also our personal political history. And as some of us entered the menopause, the PLO, in a sense, is also in menopause. Palestine is in a very difficult moment because the most important political party, Fatah, has lost power. Finally, I wanted to recall the title of the famous American serial "Sex in the city", which is very popular in these parts, as well as in Jordan.
Profile Image for Valentina G.
229 reviews26 followers
June 4, 2024
Audiolibro.
Molto interessante il parallelo tra una donna in menopausa e un momento storico della Palestina, quello in cui Hamas è salito al potere. Sarebbe stato per me molto meglio leggerlo che non ascoltarlo, popolato dalle storie di tante donne, avrei carpito meglio i caratteri, il loro vissuto.
Il precedente libro ascoltato della stessa autrice - Storia di un abito inglese e una mucca ebrea - mi aveva sicuramente colpita di più e ancora me lo porto dentro. Indubbiamente Suad Amiry è una voce che vale la pena conoscere per avere un po’ di cognizione in più su ciò che accade in Palestina.
Profile Image for GONZA.
7,446 reviews126 followers
August 12, 2018
La vita di alcune donne che hanno come denominatori comuni la Palestina e la Menopausa, piú come stato mentale che fisiologico. I racconti che vanno dal triste al tragico, ma sempre scritti in modo ironico quando non sarcastico, danno l'idea di un paese che pur distrutto non si arrenderá facilmente, o almeno non lo fará fino a che non lo faranno le donne che lo abitano. Purtroppo peró é stato scritto nel 2006 e ho come la sensazione che se avesse dovuto pubblicarlo ora, la leggerezza per cui l'autrice é famosa per scrivere anche le cose piú serie, sarebbe ormai completamente assente.
Profile Image for Marcello Fassino.
116 reviews
November 7, 2020
Punto di vista interessante ed originale sul sogno di uno stato palestinese , attraverso lo sguardo di donne, mamme e figlie.
Le storie sono vita quotidiana nelle difficoltà e contraddizioni di mentalità diverse, un piede nelle tradizioni ed un altro nell'occidente.
Ho scoperto aspetti nuovi di quei popoli.
Profile Image for erica.
133 reviews1 follower
Read
July 27, 2025
i'm a little confused because most of the accounts in this book had nothing to do with menopause...? the quality was all over the place too, with some accounts way better written than others. i found the structure/presentation in general odd, though i could sympathize with all of these women and their struggles living in occupied palestine. fuck israel fr
Profile Image for Paola.
761 reviews156 followers
October 13, 2012
Palestina climaterica

Biografia dell'autrice:

http://it.wikipedia.org/wiki/Suad_Amiry

Qui di sotto un link di un filmato di presentazione del libro da parte della Amiry:

http://it.youtube.com/watch?v=nPDqAoQ...

Recensione del Sole 24Ore che mi ha fatto decidere nell'acquisto del libro:
3 ottobre 2007
"Suad Amiry: niente sesso in Palestina
di Silvia Giuberti
C'è un CRIMINE che paga e appaga. A colpi di "mezze"-stuzzicanti antipasti arabi- e grigliate miste di carne, si crivellano, tra risate al sangue e vampate di ormoni e bombe, due terre che sconfinano in amore, amarezza ed ansia: la Palestina e la femminilità.
Acronimo di Committee of Ramallah Independent Menopausal Inner Network Enterprise, il CRIMINE, chiassoso e impenitente, rappresenta un gruppo di amiche fascinosamente climateriche che si riuniscono periodicamente al Darna Restaurant, il locale più chic di Ramallah, per sgravarsi di una viscerale memoria politica collettiva di attiviste e "ripensarsi nella loro individualità".
Atipiche -secondo un'irritante considerazione tutta occidentale, stigmatizzata dall'autrice Suad Amiry, architetto palestinese e scrittrice- eppure profondamente "arabe" tra libertà, cultura, cosmopolitismo e gioielli, le protagoniste di "Niente sesso in città" -bugia messa sotto titolo, per preservare, in un mondo arabo apparentemente casto al di fuori del matrimonio e senza devianze o perversioni, "la sottile accettazione del non detto e del non nominato"- hanno rivoluzionato, se non l'assetto politico palestinese, certo l'originale progetto letterario della carismatica amica Suad. Scrivere la storia di Palestina e Medio Oriente attraverso le testimonianze delle donne che avevano militato nell'Olp nei suoi stessi anni.
"Dell'infanzia e dell'avvicinarsi della maturità, ecco di che cosa volevano parlare" Ola, Jamileh, Lena, le altre affiliate fondatrici e le più giovani new entries dall'ormone ancora vivo e vitalizzante. Donne reali, plasmate dalla storia, dalla chirurgia plastica più all'avanguardia e da "ogni possibile trucco di cui gli scrittori dispongono in materia di privacy". Palestinesi per nascita o per scelta. Profumo di donna lungo una scia spazio-temporale che va dalla Seconda guerra mondiale alla sofferta e discussa elezione di Hamas.
Ci si addentra con cautela in un libro che definisce la Palestina furiosa e in menopausa. Ma i brevi capitoli dal nome di donna -tranci di vita conditi di ironia e tragedia- conquistano nella loro individualità che traduce, oltre i confini di memorie e aneddoti di famiglia, il linguaggio -spesso criptato o parzialmente parafrasato- della Storia mediorientale.
Bambini invitati a giocare solo se figli di uno shahid (martire), tragedie siglate dallo smalto rosso tolto dalle unghie, partite a Monopoli tra ragazzi invaghiti che scatenano gelosie paterne, matrimoni in tassativo bianco per tutte le invitate insanguinati da attentati, il sesso secondo Simone de Beauvoir e Ultimo tango a Parigi, danze del ventre di ricche adolescenti per essere scelte come fidanzate nei buoni salotti, equilibri familiari universal-arabici: la penna a mezzaluna della Amiry è colorata e tagliente. Intuito, empatia e simpatia al femminile in una sintesi di battaglie domestiche e guerre internazionali, di mariti-comparse e politici corrotti, di "imbottiture intellettuali" e "rimodellamenti estetici", lungo la trincea di donne che sanno impugnare amore, vita e morte.
L'autrice tira, dunque, a segno i tre "argomenti più irresistibili, attraenti e alla moda" -Islam, terrorismo e donne- sfidando stereotipi e vittimismo. Mentre il sesso -indagato in libertà, assicura Amiry, attorno al tavolo della Sala Vip del Darna Restaurant, in una versione palestinese e verace di "Sex and the city"- rimane decorosamente tra le righe e le rughe.


E per finire due mie brevi annotazioni formali sulla traduzione del libro: primo non si trova da nessuna parte qual'é il titolo e la lingua originale con cui é stato scritto il libro, all'inizio solo l'indicazione "Traduzione e cura di Tal dei Tali". Un giro veloce in internet non mi ha permesso di saperlo.
L'italiano però risulta piatto e povero,"infantilizzato" la sintassi ridotta, e ciò mi fa pensare che la traduzione sia stata fatta (non bene e non da qualcuno di molto bravo) dall'arabo.
Purtroppo l'arabo é una lingua difficile morfologicamente e sintatticamente complessa da tradurre. Se il traduttore non conosce più che perfettamente la lingua di partenza e quella ricevente il risultato é questo. Peccato ad ogni modo e purtroppo ho letto di peggio, ma anche, e per fortuna, di molto meglio tradotto.
Da ultimo tre stelline che sarebbero potute essere tre e mezzo, ma in alcune parti del racconto l'autrice usa un tono leggero e scherzoso che non mi é piaciuto molto e mi pareva eccessivo visto il contesto.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.