Oltre cento anni di cinema giapponese percorsi attraverso gli snodi epocali, le scelte produttive, le grandi opere di molti singoli pionieri. Non solo nomi conosciuti in Occidente ma anche registi meno noti e proposte da scoprire in una delle cinematografie più complesse e importanti del mondo. Corredato da estratti di documenti originali per percorrerne lo sviluppo da una prospettiva ampia e avvincente, il volume è uno strumento di consultazione indispensabile non solo per seguire la genesi dei capolavori dei grandi maestri come Ozu, Mizoguchi e Kurosawa, ma anche per avvicinarsi alle tendenze e proposte che sempre più di frequente giungono dal Giappone. Scorrono infatti tra i tanti titoli gli esempi più indicativi di alcuni generi filmici meno rappresentati in Occidente, dall'atmosfera noir a quella erotica, dalle produzioni underground ai documentari e i film di impegno.
Testo sicuramente molto valido diciamo fino agli anni '80, e in particolare relativamente ai grandi maestri (sia quelli noti che non in occidente). L'analisi del contemporaneo è molto più affrettata, da Kitano e Tsukamoto a Miike a Kiyoshi Kurosawa (altri nomi come Sion Sono all'epoca della uscita avevano esordito ma non era chiaro se sarebbero rimasti), ecc., e anche la "fotografia" del mercato che dovrebbe essere presente è talmente lontana da parere vetusta- le trasformazioni recenti del cinema giapponese lo hanno trasformato in un oggetto davvero bizzarro negli ultimi anni (gli appassionati ricorderanno il trauma della chiusura dello storico sito di critica Midnight Eye e le motivazioni, condivisibilissime, della redazione) . Quindi ottimo ma datato, troppo anche rispetto alla data di uscita originale. Per saperne sul cinema giapponese contemporaneo (davvero contemporaneo) dovrete approfondire su altri testi.