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Che cosa sono le BR. Le radici, la nascita, la storia, il presente

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Facendo tesoro delle inchieste giudiziarie e con la testimonianza diretta di Alberto Franceschini, fondatore delle BR, si può chiarire la storia e individuare la rete del terrorismo rosso, a partire dagli inizi, dai legami con la Resistenza, il Pci, e i personaggi di spicco legati al mondo cattolico. Per poi capire che cos'è e cosa è stata la rete clandestina parallela, accertata in documenti e testimonianze. Questo libro ha il merito di riavviare la macchina della verità e i meccanismi della memoria per cercare di comprendere quanto e perché è successo. Senza dietrologie, rimanendo ai fatti e alle parole. Perché il passato ritorna, se vogliamo decifrarlo.

256 pages, Paperback

First published May 5, 2004

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Giovanni Fasanella

39 books8 followers

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Profile Image for Orsodimondo.
2,521 reviews2,527 followers
November 17, 2025
IL SOL DELL’AVVENIRE

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Franceschini fu tra i fondatori delle BR, che infatti nacquero in una locanda di un paesello vicino a Reggio Emilia durante un lungo weekend (agosto 1970). Fu forse il primo a entrare in clandestinità: renitente alla leva, fu costretto a nascondersi, e sparire, clandestino e latitante allo stesso tempo.
Fu probabilmente colui che si oppose con maggior forza all’uccisione del giudice Sossi, sequestro che organizzò e seguì dall’inizio alla fine (Genova, 1974). Fu arrestato insieme a Renato Curcio nel 1974 a Pinerolo (mentre Mario Moretti si salvò dall’imboscata e da allora divenne il numero uno delle BR).
Dopo otto anni di carcere, si dissocia dalla lotta armata. Lascia il carcere dopo diciotto anni, a pena estinta. Da allora ha lavorato nell’ARCI.
Fino allo scorso aprile quando è morto, a settantotto anni.

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Tra i fondatori, parte del nucleo storico di Reggio Emilia, tra i maggiori sostenitori dell’eredità partigiana, finisce in carcere prima della catena di omicidi in serie (ma due missini di Padova erano stati uccisi proprio prima dell’arresto): questo probabilmente gli procurò la sensazione che la sua “creatura” gli fosse sfuggita di mano, fosse stata diretta da qualcuno di poco trasparente (Moretti) e avesse rinnegato i valori di base.
E questo, probabilmente, lo colloca tra chi riconosce scarsa trasparenza a certi personaggi – su tutti Corrado Simioni, di cui in quest’opera si parla finalmente a ruota libera, e Mario Moretti, che eliminati i capi fondatori (Cagol morta, Curcio e Franceschini in prigione) diventò il leader pressoché incontrastato – e l’esistenza di nodi non risolti e mai spiegati, ben più della possibilità che la sua “creatura” sia finita eterodiretta, infiltrata e gestita da servizi segreti nazionali ed esteri.

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Franceschini e Curcio dietro le sbarre durante un processo.

Giovanni Fasanella è un giornalista specializzato su quel periodo storico e quegli accadimenti. È il suo terzo libro che leggo sugli anni-di-piombo. Persona giusta, direi quasi perfetta, per realizzare quest’ottima intervista, che va a scontrarsi con l’altra, altrettanta interessante, di Moretti con Rossana Rossanda e Carla Mosca: perché i punti di vista di Moretti e Franceschini sono agli antipodi, nonostante un passato comune. Moretti nega ci siano infiltrazioni, nega il controllo di servizi segreti nazionali e/o esteri, nega l’esistenza di un Grande Capo (fu Bettino Craxi a usare questa espressione), nega l’importanza della scuola parigina di lingue Hyperion e di conseguenza anche di Corrado Simioni, nega in via Fani ci fosse qualcuno che non sia già stato individuato e nominato, nega misteri e dubbi.
Franceschini afferma esattamente le cose che Moretti nega, e cerca di dimostrarle e articolarle.

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Le armi nascoste dai partigiani dopo la fine della guerra furono consegnate ai futuri brigatisti.

Mi viene da pensare che a monte delle convinzioni di Franceschini possa esserci rancore per come sono andate le cose, per l’essere finito escluso troppo presto causa arresto (1974): arresto del quale Moretti sapeva trattarsi di trappola e non lo ha avvertito (né lui né Curcio) ma riuscì a salvarsi comunque.
Scontro a distanza tra le due personalità: Franceschini molto più ideologo e politico, con il suo cordone ombelicale agganciato alla Resistenza (tradita, e di conseguenza la lunga guerra civile strisciante), Moretti molto più pragmatico e interessato all’organizzazione più che al movimento.
È soprattutto qui il nucleo dell’intervista: ben più che la vera storia delle BR.
Il bravo Fasanella sembra condividere la visione di Franceschini, molto più di quella di Moretti. Così come il giudice Rosario Priore che aggiunge una lunga postfazione in un italiano dall’ardore risorgimentale.

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L’arresto di Franceschini e Curcio alla stazione di Pinerolo.
Profile Image for Andrea Crivellotto.
19 reviews1 follower
August 15, 2019
"Partimmo alla conquista di un mondo nuovo e non ci accorgemmo che in realtà stavamo puntellando quello vecchio". Con queste emblematiche parole si tirano le somme dell'esperienza delle BR. Chi si aspetta una confessione cade in un profondo errore, perché i debiti giudiziari sono stati estinti da chi è stato giudicato, ed il tempo ha provveduto ad escludere altri giudicati. Franceschini, con il suo narrato, squarcia il velo del tempio sul contesto, sulle conoscenze, le connivenze, i collegamenti, le infiltrazioni e le direzioni degli eventi relativi al fenomeno dell'eversione brigatista.
22 reviews
September 11, 2020
Per chi ama il genere ed è appassionato della storia degli anni di piombo è un libro fantastico, tratto dal racconto di uno dei protagonisti. Mi ha aiutato a comprendere meglio la psicologia di quegli anni e di chi ha deciso di usare la violenza per cercare di cambiare le cose, secondo la propria visione del mondo.
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