Mi rendo conto, che per chi non abbia mai visto uno sketch del trio Troisi/Arena/De Caro, la sola lettura delle scene dello spettacolo televisivo andato in onda negli anni 80, può non avere lo stesso effetto, ma vi assicuro, che chi come me le conosce a menadito, si delizierà. Sembra quasi di sentire quella cadenza particolare di Massimo Troisi, di cogliere il suo sarcasmo particolare e mai banale e avvertire anche una certa malinconia pensando che non c'è più. Un libro piccino che contiene pezzi di teatro intramontabili.
Beh', ovviamente La Smorfia non è da leggere ma da vedere in atto... Ciò nonostante, la trascrizione è una strafigata: sembra quasi di sentire la voce di Massimo Troisi mentre lo si legge! Questo è il personaggio in se, così originale e stupendo che viene a galla anche attaverso un testo, - ma è pur parte di un ottimo lavoro editoriale <3 Libricino piccolino ma bello sodo e zeppo.
Da vedere (meno da leggere) Inebriata dal documentario di Mario Martone sulla vita e sull'opera di Massimo Troisi, che ho trovato lirico e struggente (come, a mio avviso, tutto ciò che esce dalle mani, dalla testa, dal cuore di Martone), ho letto queste trascrizioni pedisseque degli spettacoli messi in scena sul finire degli anni '70 dal trio "La smorfia", passati poi anche sulla Rai (e, come di prassi, citati in giudizio per vilipendio alla religion di Stato). Durante la lettura ho fatto un' enorme fatica, poiché spesso non mi era chiaro il dialetto napoletano, che non conosco: in vero, è un problema che ho con tutti i dialetti. Limite mio. Quindi il veicolo che normalmente mi è più congeniale- la parola scritta- in questo caso si è rivelato un ostacolo alla comprensione: figuriamoci al divertimento. Poi, però, grazie a saggi e solerti suggerimenti ed invii, sono riuscita a vedere rappresentati in vecchi filmati televisivi restaurati i testi che avevo letto: ed ecco che lí, attraverso il canale visivo, le risate sono sgorgate a fiumi cristalline, il corpo e la mimica mi hanno svelato oceani di senso rimasti inaccessibili prima e, alla fine, ho sentito chiara la tristezza per ciò che Massimo Troisi avrebbe ancora potuto regalare. Suggerisco la visione, pertanto, non la lettura.