Se or siam fatti nemici, non d’essi soli è la colpa …
«Il sole di maggio calava dietro le colline tutto indorando il cielo ad occidente. la piccola compagnia sotto il caprifoglio rompeva il silenzio con brevi conversari a voce rattenuta per non guastare la perfezione di quel meriggio che lentamente cedeva alla sera. Anche gli animali tacevano, anche gli uccelli. Tutto pareva attendere il quotidiano morir del giorno con la quieta malinconia della certezza che l’indomani il giorno sarebbe risorto.».
I DODICI ABATI DI CHALLANT (1981)
Ambientato verso la fine del XIII Secolo in un castello della Val d’Aosta. Protagonista l’incantevole Bianca, marchesa di Challant. Il Duca Franchino di Modena, vedovo della sorella di Bianca, eredita il feudo con una clausola di castità. Dodici abati vengono incaricati di vegliare sull’osservanza di tale clausola.
Tanti i personaggi che giugnono al castello, e movimentano la vita dei dodici abati e Bianca(neve). L’ottimo cavaliere Venafro; l’Inventore, Enrico da Morazzone; il Filosofo, scacciato dalla Sorbona, perché in odore di Eresia, in quanto seguace di Abelardo (1079 – 1142. “Non si deve credere in nulla se prima non lo si è capito” …); La saggia Pretessa (che tanto mi ricorda la Donna del Fiume di Candace Robb); madonna Maravì, da Napoli; il Mercante veneziano; il Trovator … cortese; l’Astrologo.
«- Voi siete molto buono, Venafro.
Venafro sorrise in silenzio, poi disse:
- Non so neppure che cos’è la bontà. sto con voi perché mi fa piacere. La vostra presenza mi rende ora lieto ora triste, qualche volta mi fa soffrire molto. Ma sempre mi tiene vivo, mi fa godere di più della gioia, rende più acuti i miei occhi e più sensibili le mie orecchie; la mia mente è più desta, e se mai occorresse, avrei più coraggio. Senza di voi, forse non soffrirei, ma vivrei di meno. E la vita e tutto quello che abbiamo.».
La storia? come fosse … Dodici piccoli … abati …
IL MIRACOLO DI SANTA ODILIA (1989)
Colline del Monferrato, Alto Medioevo (476-1066). Odilia dei Conti di Agliano, viene destinata al convento, dove la vecchia zia Odilia, badessa, inutilmente ha cercato il miracolo che tanto lustro avrebbe portato alla casata. Ancora fanciulla, assiste ad un torneo e si invaghisce di un giovane cavaliere in partenza per le Crociate. Non ancora ventenne è già anche lei Badessa, e si adopera per migliorare le condizioni di vita del convento e del contado attorno.
Anche qui, personaggi che impreziosiscono questo splendido arazzo: Ser Francesco, un nobile vicino, suor Buccia, la cuoca; il cavaliere-pellegrino; il Vescovo Zenone, bonario e saggio, e altri ancora …
«Zenone: Io credo che l’esistenza di un uomo, la sua anima forse, ma di anima preferisco non parlare, sia parte di quel tutto formato dalle esistenze degli esseri umani. Ciò che l’uomo fa, di bene e di male, non muore con lui, ma sopravvive nelle conseguenze che ogni gesto provoca nella vita dell’umanità, nelle sue conseguenze, lo ripeto, piccole, piccolissime, o grandi. L’uomo è parte di una totalità: nessuno sfugge a questa totalità, e ad essa l’uomo dà il suo apporto, in modi e misure infiniti, nel bene e nel male. In questa totalità tutto resta; in essa l’uomo sopravvive anche quando è morto.».
Riuscirà il gelsomino a ... compiere il miracolo? …
GLI OCCHI DELL’IMPERATORE (1993)
XIII Secolo. Due castelli in Puglia e Piemonte. La Contessa Bianca Lancia attende da anni, nel suo castello in Piemonte, un segno di re Federico II di Svevia, padre di suo figlio Manfredi. Federico è trattenuto in Puglia nel suo castello.
Il fedele cavaliere Tannhaüser e la sua arpa; Ben Zargan, consigliere arabo dell’Imperatore; il pirata Stefano; un viaggio per mare da Genova ad Amalfi; un matrimonio in articulo mortis …
«Ma ora mostratemi la via per la capanna, signora, che io possa un poco riposare, poi che così dolce accoglienza ha lenito il dolore che nel mio cuore è insediato come ospite costante.»
Rubando alla Treccani … prosa questa, naturale, semplice, scorrevole, limpida, elegante, lirica ... preziosa!