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Fantasy carino, ma troppo per bambini
Opera prima dell'autrice di "The Vampire Diaries" - che avevo provato a leggere ma ho smollato sdegnatissima perché nun se po' fa'! Pure al trash c'è un limite e la protagonista la vorresti prendere a sberle sulle pupille! - è un fantasy carino che tira in ballo le streghe e un sistema magico in parte originale, peccato che non lo spieghi fino in fondo.
La Smith ci porta in California e ci presenta 4 ragazzini di età compresa tra i 7 e i 16 anni, tutti fratelli/sorelle.
La più piccola, Claudia, si imbatte in una volpe parlante che si scopre essere il famiglio di Morgana Shee, una delle più potenti streghe di WildWorld, Mondo Parallelo abitato da streghe e creature magiche separato dal Mondo Immobile degli Umani. A causa di problemi molto gravi relativi all'epoca della Caccia alle Streghe, alle creature magiche è fatto divieto di viaggiare tra i due mondi. Pena, la perdita completa dei poteri. Può farlo solo Morgana perché in parte Quislai, essere fatato che ha per natura la capacità di viaggiare tra i mondi.
Morgana costruisce una Casa nel Mondo Umano ed ogni stanza è collegata alla rispettiva stanza del WildWolrld per mezzo di specchi, che ne diventano i portali.
E visto che La Notte del Solstizio d'Inverno è la sola notte dell'anno in cui è possibile a tutti gli esseri magici di utilizzare liberamente i passaggi, Cadal Forge - terribile stregone con una bella sacchettata di motivi di vendetta nei confronti degli umani - attua un piano diabolico per sterminare la razza umana. E visto che Morgana decide di fermarlo, se la rifà con lei.
La volpe decide di intervenire e salvare la sua padrona, chiedendo l'aiuto di Claudia e dei suoi fratelli e sorelle. Non ci è dato sapere perché.
Sorvolando sull'insensatezza di chiedere aiuto a una nidiata di bimbetti senza alcuna capacità magica, devo dire che il libro non è malaccio.
Per me 2 stelline su 5 in genere significano: si fa leggere. Mi addentro per spiegare il mio voto.
Il libro è parecchio per bambini, almeno secondo un mio registro personale - e, di conseguenza, sindacabile. Ho fatto fatica a entrare nella storia, e di base la noia mi è sempre rimasta un pochino appiccicata addosso.
Lo stile della Smith non è male, e neppure la caratterizzazione dei personaggi. Però è come se la storia fosse indirizzata a un pubblico di ragazzini e/o bambini quindi, nonostante le trovate siano plausibili e originali non sono mai riuscita davvero né a empatizzare con nessuno e neppure a sentire mai la voglia di prendere in mano il libro per proseguire con la storia.
Il vero e proprio difetto del libro è forse la spiegazione del sistema magico, che risulta un pochino carente. Le streghe e gli stregoni presentati sono abbastanza "classici" e ci propongono incantesimi, strumenti e formule tipici. Però la Smith introduce come strumenti degli evocatori delle verghe, ognuna contraddistinta da un diverso colore e ci fa capire - in alcuni casi più o meno distintamente - che esiste una gerarchia di queste verghe, e di conseguenza una differenza di prestigio e potere nel possederle. Però non ci spiega mai quale sia questa gerarchia, quali i poteri associati e neppure le motivazioni che hanno portato a possederle.
Trattandosi del primo libro di una saga, può darsi che questa lacuna abbastanza importante sia stata successivamente colmata, ma siccome io leggo esclusivamente in lingua italiana e i libri successivi a questo non sono mai stati tradotti nella nostra lingua, dubito che lo scoprirò.
Non che la cosa mi levi il sonno.
Invece un bel world building che non mi è dispiaciuto. Forse avrei preferito che mi mostrasse di più del Wild Wolrld. Ma ci può stare.
Insomma, un libro non male ma forse per me è passata la data di scadenza per la lettura.