Jump to ratings and reviews
Rate this book

Guns And Barbed Wire: A Child Survives the Holocaust

Rate this book
The author was taken to Auschwitz in 1942 when he was 13 years old and spent a total of 22 months in Auschwitz and Buchenwald before he was freed by the Allies in April 1945. As he recuperated, he drew from memory pictures of daily life in the camps. This book contains 17 of Geve's color drawings.

220 pages, Hardcover

First published December 31, 1981

1 person is currently reading
78 people want to read

About the author

Thomas Geve

9 books11 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
14 (23%)
4 stars
26 (43%)
3 stars
16 (26%)
2 stars
3 (5%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Paola.
761 reviews157 followers
Read
November 23, 2014
Dice tutto il titolo. Thomas Geve non diventa fumo nero che esce da un camino subito dopo il suo arrivo ad Auschwitz, come lo furono tutti i bambini che vi giunsero, perché dimostrava di più dei suoi tredici anni. Divenne uno schiavo. Dopo due anni, liberato dal mattatoio Buchenwald, in pochissimo tempo disegna quanto ha vissuto. Lo fa per suo padre, a mò di spiegazione, di cosa é stato del suo tempo nei campi. I disegni sono semplici, colorati ad acquarello, con scene della vita quotidiana di un campo di concentramento, oppure mappe dettagliate della configurazione e della logistica dei campi, testi di un paio di canzoni, liste di compiti e funzioni dei carcerieri e dei deportati. Il “bambino” Thomas riesce a prendere distanza da quanto vissuto disegnandolo. Thomas sopravvive alla morte fisica e psichica dello spazio e tempo concentrazionario grazie alla sua acuta e instancabile curiosità rispetto al luogo in cui si ritrova prigioniero. I suoi disegni sono il frutto delle sue scoperte, non denunciano, non giudicano, non hanno nessun intento morale o etico, semplicemente documentano in modo estremamente dettagliato quando succede in quel mondo. Una testimonianza rara, rarissima, da parte di uno dei pochissimi bambini sopravvissuti al genocidio.
4 reviews
October 18, 2023
Heel schrijnend, aangrijpend en pakkend. Door de “oudere” taal/schrijfwijze was het soms moeilijk voor mij om aandachtig te blijven en las ik soms stukken waarvan ik achteraf niet meer wist wat ik gelezen had.
Profile Image for Denis Bruins.
105 reviews1 follower
February 12, 2021
Goed en indrukwekkend boek van Thomas Geve (een pseudoniem) die in 1943 in Auschwitz terecht is gekomen.
Profile Image for Moloch.
507 reviews781 followers
February 17, 2015
In occasione della Giornata della Memoria, ho letto questo volumetto che avevo acquistato ormai da un paio d'anni, e di cui appresi grazie a questo articolo sul Corriere della Sera (tra l'altro proprio in questi giorni, sempre per Einaudi, è uscita un'altra testimonianza di una bambina sopravvissuta ad Auschwitz, Il diario di Helga ).

Per questo libro penso che parlino meglio di me la biografia del suo autore, e un link ai suoi disegni (vedi più avanti) su Google Images. Thomas Geve nacque nel 1929 a Stettino; nel 1935 si trasferì a Berlino con i genitori. Nel 1938 suo padre fu costretto a emigrare a Londra, da dove cercò, inutilmente, di farsi raggiungere anche da moglie e figlio. Ma le cose andarono diversamente. Nel 1943 Thomas e la madre vennero deportati ad Auschwitz; la madre non ne uscì viva. Thomas invece, che aveva solo 13 anni ma, per sua fortuna, ne dimostrava di più, scampò alla prima selezione (quella che destinava tutti i bambini e gli inabili al lavoro direttamente alle camere a gas) e resistette per due anni nel campo di concentramento. All'inizio del 1945, nel corso di una delle famigerate marce della morte, venne trasferito a Buchenwald con gli altri detenuti. Lì, l'11 aprile, arrivarono i soldati americani liberatori. Thomas aveva 15 anni, era uno dei più giovani sopravvissuti. In un centro di assistenza per bambini vittime della guerra in Svizzera, nell'attesa di raggiungere il padre in Inghilterra, per raccontargli la sua esperienza, non riuscì a usare le parole. Si servì dei disegni: usò il retro di tanti moduli della documentazione del campo lasciata indietro dalle SS e schizzò tante scenette, con uno stile infantile e, proprio per questo, potentemente espressivo: la sua vita, giorno per giorno, l'arrivo, la disinfestazione, gli appelli, le baracche, il lavoro, le punizioni, la fame, la marcia finale, la liberazione.

Non a caso Thomas, da adulto, diventerà un ingegnere: nei suoi disegni colpiscono l'attenzione per le costruzioni, la precisione nel delineare mappe, scale e distanze, oltre che la memoria spaziale del bambino, che disegnava a posteriori. Tutto questo sforzo "organizzativo" e regolatore mi è sembrato anche una prova della sua intelligenza e (anche se quasi mi vergogno, dall'alto non so di che, a pronunciare giudizi su un ragazzo che ha vissuto quell'inferno) della sua grande forza di volontà, del fatto che si sia mantenuto sveglio, vigile, attento, vivo.

A questo genere di libri si dà un "voto" che non può non tener conto più di tutto del valore di testimonianza, della sofferenza che c'è dietro. Ho però qualche perplessità sull'edizione italiana: a parte le didascalie esplicative che Geve ha aggiunto anni dopo, i disegni sono fitti di annotazioni: la gran parte di queste è stata tradotta, ma non tutte (ad es., qui, solo una parte di questo "alfabeto di Auschwitz"): io me la sono cavata abbastanza bene col poco tedesco che conosco, ma forse sarebbe stato meglio darne una traduzione integrale.

4/5

http://moloch981.wordpress.com/2014/0...
Profile Image for Adriana.
3 reviews
February 5, 2017
Testimonianza rarissima di un bambino sopravvissuto ad Auschwitz, che non ha e non deve avere una valutazione. L'unica perplessità sta nell'edizione italiana, dove i disegni sono stati tradotti solo parzialmente, impedendo di coglierne ogni singola sfumatura. Gli approfondimenti sui disegni a fine libro sono molto interessanti ma, anche lì, avrei voluto un maggiore sviluppo sul tema dell'infanzia "rubata" e della conseguente rieducazione da eseguire.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.