Una storia di sofferenza, di crescita ma anche di forza, per uscire dal torpore di una relazione nociva sin dalla nascita. Un plauso a Kyoko che, nelle sue fragilità, è riuscita ad essere la più coraggiosa. Ha messo il punto finale ad una storia morta da tempo, sulla scia della quale stava iniziando a morire anche lei. Jiro, d'altra parte, ragazzo ancora immaturo che ha trascinato Kyoko nel vortice delle sue insicurezze, spegnendola sempre di più. Non credo lo facesse di proposito. Pensava spesso a chiudere la storia, ma non riusciva ad avere la forza di chiudere quella che era diventata ormai una comoda abitudine. Chi sarebbe stato altrimenti? Cosa ne avrebbe fatto della sua vita? Non era ancora pronto a rispondere, e queste incertezze le scaricava spesso su Kyoko. Alla fine, però, sono riusciti a prendere consapevolezza di tutto, e il loro ultimo addio riflette questa presa di coscienza.