En plena Segunda Guerra Mundial, las pequeñas huérfanas Penny y Baby han sido acogidas en una villa italiana por sus tíos y primas. A pesar de la muerte de sus padres su existencia es feliz en medio de juegos, músicas y personajes tan entrañables como extravagantes. Hasta que las persecuciones raciales del fascismo y del nazismo llegan a la villa, y la muerte y el horror convierten aquel paraíso en el escenario de la tragedia.
Lorenza Mazzetti narró en esta novela, publicada por primera vez en 1961 y rescatada años después con gran éxito de crítica y público por la prestigiosa editorial Sellerio, su propia infancia. El punto de vista de Penny, la jovencísima narradora de la historia, es el punto de vista de Lorenza: la realidad a través de los ojos de una niña soñadora y traviesa que crece fascinada por la personalidad de su tío Robert, primo del conocido científico Albert Einstein y cabeza de una acomodada familia de origen judío que, en el verano de 1944, recibiría la trágica visita de las SS por orden personal del mismísimo Adolf Hitler, quien deseaba dejar sin parientes al padre de la física moderna.
Lorenza Mazzetti (born 1928, Florence) is an Italian author and film maker. She is the author of Il cielo cade (The Sky Falls, 1961), based on her tragic childhood. She was orphaned at a very young age and brought up by her aunt and uncle, along with their two daughters. On 3 August 1944, the SS killed her aunt and two cousins. Her uncle committed suicide a year later. In the early 1950s, Mazzetti moved to London where she studied at the Slade School of Art. On the strength of a short film she made at Slade, an adaptation of Kafka's The Metamorphosis in 1954 with an exceptional intuition for not falling for the usual artificial clichés, the British Film Institute Experimental Film Fund awarded her the opportunity to make Together, a film about two deaf-mutes in the East End of London. After being screened as part of the first Free cinema screening alongside Karel Reisz and Tony Richardson's Momma Don't Allow and Lindsay Anderson's O Dreamland in February 1956 at the National Film Theatre, the film went on to be screened at the 1956 Cannes Film Festival, where it received a special mention. Mazzetti moved to Rome in 1959, where she continued to make TV programmes for RAI TV. She still lives in Rome.
başından beri evet evet çok tatlı anlatıyor derken bizi kötü bir şeylerin beklediğini biliyordum. ikinci dünya savaşı sonuçta. yahudi ve doğrularından vazgeçmeyen bir enişte. mussolini ve italya… anlatıcımız küçücük yaşta öksüz yetim kalmış penny. hayatta en çok küçük kardeşi baby’i seviyor. sonra anne babasını sonra eniştesini sonra isa’yı sonra duçe’yi ay hay allah sırası yanlış mı oldu ki… işte aşırı faşist ve katolik bir ortamda büyüyen penny’nin kafasının karışıklığını, çocuğun her şeye başka bir anlam yükleme yetisini, masumiyeti öyle bir anlarmış ki lorenza mazzetti, hayran kaldım. çocukluğa hafiften takık biri olarak, edebiyatımızda maalesef pek anlatılamadığını da bildiğimden saf ve sahici çocuk anlatıcı buldum mu mest oluyorum. mazzetti bu kitabı 1962’de memleketine geri döndüğünde yazmış. bu geri dönüş geçmişte bastırdığı travmaların patlamasıyla kısa değil uzun süreli olmuş ve her şerden bir hayır doğduğunu biliyoruz, “gökyüzü düşerken” çıkmış ortaya. öyle iyi bir anlatım tekniği bulmuş ki tek bir kelimede, cümlede bile yazarın yetişkin bilincinin yansımasını görmüyoruz ki işte bizde yok dediğim şey bu zaten. hakiki çocuk (yaramaz, meraklı, bazen kötü niyetli, çocuk gibi çocuk), hakiki çocukluk anlatılırken arka planda faşizmi ve kiliseyi sonuna kadar hissediyoruz. minicik detaylarla kocaman bir roman yazmış mazzetti. kötü şeylerle yüzleşmeyi geciktirmek için kitabın yarısında kalkıp yattım. ama dün bu yüzleşmeyi daha fazla geciktiremedim ve bunu ben bile beklemiyormuşum. neyse spoiler olmasın ama insan hep aynı, savaş hep aynı, asker hep aynı. abv. yelda gürlek çok iyi çevirmiş. hala ve enişte doğru çevrildiği an bunu anladım zaten ^.^
Lorenza Mazzetti(1927-2020) è stata una regista e scrittrice. Fu un’innovatrice nel campo della cinematografia. Erano gli anni ’50 e lei si trovava a Londra quando, letteralmente, rubò, alla scuola di cinema che frequentava, l’attrezzatura per girare un film: “K” tratto dalle Metamorfosi di Kafka. Questa prima produzione preparava il nuovo movimento detto “Free Cinema” (https://it.wikipedia.org/wiki/Free_ci...).
Che Lorenza fosse una contestatrice nata è chiaro dalle pagine di questo pseudo-romanzo. Il cielo cade (1961), infatti, fu presentato come opera di fiction ma in realtà, si tratta di uno scritto autobiografico (perlopiù, si discosta dalla realtà cambiando solo i nomi dei protagonisti) dove l'autrice ripercorre l'infanzia fino alla Strage di Rignano (https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_...).
Siamo in Toscana nel pieno del regime fascista mentre l’Europa è attraversata dai venti di guerra. In un’antica e nobile dimora vivono Penny (alter ego dell'autrice) e Baby (la sorella di Lorenza, Paola), due bambine rimaste orfane ed adottate dalla zia moglie di Robert Einstein, cugino del più famoso Albert. Attraverso la voce e gli occhi della piccola Penny assistiamo allo scorrere della vita quotidiana. Sono anni in cui l’educazione cattolica e quella fascista condizionano il pensiero comune e ancor più quello dei bambini che crescono in quell'epoca dove gli insegnamenti sono divisi tra un parroco che terrorizza con le immagini delle fiamme infernali ed una maestra la cui unica cura pedagogica è riservata all’idolatria del duce.
Una bambina in cerca d’amore e spensieratezza fino al giorno in cui l’ingenuità si scontra con la cieca crudeltà di un incomprensibile mondo adulto...
Dalla dedica finale dell'autrice
"Questa vita mi è stata regalata solo perché ero «di un’altra razza».
Tutti i sopravvissuti portano con loro il peso di questo «privilegio» ed il bisogno di testimoniare.
Questo libro vuole descrivere la gioia e l’allegria che quella famiglia mi ha dato nella mia infanzia, accogliendomi come «uguale», mentre sono stata «uguale» a loro nella gioia e «diversa» al momento della morte.
«Loro dormono sulla collina», scrive Lorenza Mazzetti nella sua dedica, poco più di una pagina, posta alla fine del romanzo. Loro sono gli zii, Robert Einstein (cugino di Albert, parentela che molto probabilmente fu causa stessa dell'eccidio, mai spiegato fino in fondo se non dall'odio che Hitler nutriva nei confronti dello stesso Fisico, fuggito negli Stati Uniti e così scampato alle persecuzioni razziali) e Cesarina Mazzetti, e le cugine, Luce e Annamaria, trasfigurati nei protagonisti del brevissimo romanzo autobiografico che Lorenza Mazzetti scrive nel 1961, diciassette anni dopo i fatti.I fatti, terribili, sono quelli conosciuti come la "La strage della famiglia Einstein, nota anche come strage di Rignano e strage del Focardo, [che] avvenne il 3 agosto 1944 nel territorio di Rignano sull'Arno nel corso della seconda guerra mondiale, a opera di militari tedeschi." (cit. Wikipedia)Occorre però fare un passo indietro e tornare a poco tempo prima, quando il padre Corrado affidò Lorenza e la sorella gemella Paola (che erano orfane di madre, morta poco tempo dopo averle date alla luce) alla famiglia della sorella, che le accolse in seno alla sua famiglia nella speranza di offrire loro la serenità e il calore che fino a quel momento non avevano avuto.
Nina Mazzetti e Robert Einstein (che morì suicida poco meno di un anno dopo l'eccidio della sua famiglia)
Lorenza e Paola, Penny e Baby, crescono, studiano e giocano nella tenuta degli zii insieme a cugini, servitù e figli dei contadini, fra l'ebraicità non vissuta dello zio, il distacco dalla religione della famiglia di adozione, i riti cattolici della comunità circostante, l'intrusione dei nazisti nella villa di famiglia, le diversità fra loro e gli altri, che emergono a scuola e in famiglia, fra i compagni di gioco e i contadini, fra fascismo e persecuzione: ma dalle possibilità della Storia sia bandito tutto quello che un bambino non può spiegare, entro la sua mitologia, è scritto nella sinossi riportata in quarta di copertina, ed è la frase che mi ha colpita di più relativa a questo breve romanzo, più di quanto non abbiano potuto il romanzo stesso o il Premio Viareggio assegnatogli fra lodi e altri premi nel 1961: Penny e Baby sono due bambine vivaci e curiose, che trasformano ogni esperienza nel proprio mondo, che fanno di ogni diversità la propria ricchezza e il proprio mondo dei giochi, e la loro voce, quella di Penny che rappresenta l'autrice stessa, è personificazione stessa di quella mitologia, poetica del bambino in guerra (una guerra che di lì a poco si abbatterà tragicamente sulle loro vite) che è capace di trasformare in gioco l'insicurezza e la transitorietà, di vedere poesia anche dove non ci sono soprusi e abusi.E dunque se le mie parole possono sembrare distoniche rispetto alla valutazione finale, è solo perché all'indiscutibile valore umano e letterario non è corrisposto, da parte mia, un reale piacere di lettura.
Di Lorenza Mazzetti, figura di rilievo in ambito culturale e artistico, diplomata alla Slade School of Fine Art di Londra e successivamente tornata in Italia, dove iniziò una lunga collaborazione con la rivista Vie Nuove del Partito Comunista, divenuta da adulta regista (il suo film Together vinse la Mension au film del recherch al Festival di Cannes del 1956), scrittrice (iniziò a scrivere Il cielo cade per sfuggire alla profonda depressione in cui era caduta) e pittrice (carriera culminata in due mostre distinte: Album di famiglia, con 80 dipinti che illustrano le vicende de Il cielo cade, e A proposito del Free Cinema, ritratti dei personaggi chiave del cinema inglese degli anni ‘50 e ‘60), fondatrice del teatro di burattini per bambini e bambine Puppet Theatre a Campo de' Fiori, ho scoperto l'esistenza solo il 4 gennaio di quest'anno, quando ho sentito annunciare al telegiornale la sua morte, avvenuta a Roma all'età di 92 anni.
«Il dare è sempre meglio che riprendere», il saluto di Paola Mazzetti alla sorella Lorenza.
Guardo su Sky arte una trasmissione biografica di Lorenza Mazzetti che non conoscevo, né come scrittrice, pittrice, né tantomeno come regista. Mi incuriosisco e acquisto questo diario giovanile.
Ecco, se vuoi avere la percezione dell'invasività del regime totalitario e di quanto le persone possano essere succubi dell'ideologia, tanto più se sono giovani, questa breve opera vale più di tanti trattati storici. Non solo l'autrice racconta del fascismo, ma anche della pervasività della fede religiosa che insieme al primo, diventano l'argomento unico del gioco dei bambini. Le due forme "educative" vanno solidali a braccetto, non lasciando nessuno spazio alle alternative di pensiero, almeno finché la barbarie finale non solleva qualche dubbio critico. Per fortuna l'autrice è riuscita a sopravvivere e poi a prendere le distanze dalla formazione coatta ed esprimersi egregiamente nelle arti che ha sviluppato.
Tiene bastante menos fuerza que su continuación "Con rabia", además de estar escrito (quizá para adecuarse a la edad de las protagonistas) de una forma algo más...infantil. Así y con todo, esta suerte de autobiografía encubierta tiene algunos momentos del todo memorables y emotivos, amén de un final del todo devastador que demuestra lo delirante, infernal y trágico que fue el periodo de dominación nazi y fascista en los países ocupados y aliados del Eje.
3,5/4 ‘Bu yaşam bana sadece “başka bir ırktan” olduğum için bahşedildi. Hayatta kalan herkes bu “ayrıcalığın” yükünü ve tanıklık etme ihtiyacını daima yüreğinde taşır. İşte bu kitap, çocukluğumda beni “aynı” olduğumuz hissiyle kucaklarken, sevinçte “aynı”, ölümde “ayrı” düştüğüm bu ailenin bana verdiği neşeyi ve mutluluğu anlatıyor.’
Çocuksu bakış açısıyla yazılmış ama sizi en kırılgan yerinizden vuran bir kitap Gökyüzü Düşerken. İkinci Dünya Savaşı’nın ortasında, bir çocuğun saf neşesini ve yavaş yavaş elinden alınan dünyasını anlatıyor. Neşenin nasıl yavaşça korkuya, sonra da kayba dönüştüğünü okuyoruz.
Mazzetti ve kız kardeşi, ebeveynlerinin ölümünden sonra Floransa kırsalında, Einstein ailesine mensup kuzenleri, eniştesi ve halasıyla birlikte büyür. Bu yarı otobiyografik hikayeyi , o yıllardan yola çıkarak kaleme alır. Anlatıcı Penny (yazar), dünyayı küçük kardeşiyle, oyunlarla, yaramazlıklarla, hayvanlarla ve sevgili ailesiyle birlikte tanır. Her şey büyülü, her şey mümkün. Ve sonra gökyüzü düşmeye başlar. Sessizce, yavaş yavaş, herkesi ve her şeyi altüst ederek…
Savaşın ve antisemitizmin gölgesinde, bir çocuğun dünyası, anlam veremediği bir biçimde ama yavaşça çatlamaya başlar. Kitap boyunca hissettiğimiz o hafiflik, sonunda ağır bir gerçeğe dönüşür.
Gökyüzü gerçekten de düştü bu kitabın sonlarında. Ama belki o düşen gökyüzünün altında hâlâ hatırlamamız gereken bir şey var; çocukların sevgisi, neşenin izi ve adaletsizliğin yakıcılığı.
Libro autobiografico questo di Lorenza Mazzetti che racconta con uno stile particolare l’evento drammatico vissuto da lei e sua sorella, nel 1944. Il 3 agosto di quell’anno in commando tedesco uccise la famiglia degli zii, presso i quali le due sorelle vivevano, solo perché il loro cognome era italiano. Lo zio era ebreo e si chiamava Einstein. Ho parlato di stile particolare perché le vicende vengono narrate dalla piccola Penny. La focalizzazione interna e un linguaggio volutamente infantile rendono la vicenda particolarmente toccante. Le bambine, rimaste orfane, vengono cresciute dalla zia materna che ha sposato l’ebreo Robert Einstein. Vita tranquilla a casa, vita piena di giochi spensierati con gli amici fuori in campagna, vita intensa anche a scuola dove la realtà che sentono raccontare del mito del Duce, delle Giovani Italiane e della pratica religiosa cattolica non trovano un riscontro nella realtà della famiglia degli zii. Allora le piccole Penny e Baby sono assalite da dubbi ma volano con la fantasia, si vedono a combattere il male, a salvare i Bene o quello che per loro in quel momento è il Bene, salvare lo zio e le persone care. La loro infanzia si svolge così, felice, in mezzo a giochi spericolati e a nuove scoperte, finchè la guerra o meglio la barbarie ne decreta la fine.
Se i miei calcoli sono esatti Lorenza Mazzetti aveva compiuto da poco i 17 anni quando, con la sorella Paola, assistette all'uccisione della zia Cesarina (Nina) Mazzetti Einstein e delle cugine Luce e Annamaria Einstein il 3 Agosto 1944, assassinio perpetrato dalle milizie tedesche naziste. Lorenza e Paola furono risparmiate perchè si chiamavano Mazzetti e non Einstein. Dopo aver fucilato le donne i tedeschi bruciarono la villa dove esse avevano abitato e dove erano cresciute anche Lorenza e Paola Mazzetti che, essendo rimaste orfane di madre, erano state accolte dagli zii Nina e Robert Einstein come parte della loro famiglia.
"Il cielo cade" è l'esperienza autobiografica di Lorenza Mazzetti, della sua infanzia fino a quella tragica notte d'inizio Agosto del '44. Reimmergendosi completamente nel suo essere bambina, nella sua infanzia con i suoi pensieri, le sue emozioni e la sua mentalità semplice di allora Lorenza Mazzetti riesce a far comprendere quanto l'ideologia fascista fosse pervasiva e in che modo fosse inculcata in ogni classe sociale fin dall'infanzia, sulla quale faceva particolare presa affettiva.
Devo essere sincera, non mi ha proprio entusiasmata questo testi, sotto vari punti di vista (certi episodi e concetti ripetuti fino allo stremo dopo solo poche pagine iniziavano a risultarmi un po'ridondanti) ma sono fermamente convinta che vada letto, il suo valore rimane intatto al di là di ogni gradimento personale. Questa è la sua esperienza, vera, vissuta, e lei ha deciso di raccontarla così. E sento che questo va rispettato ed onorato piuttosto che commentato.
Inoltre lei è davvero una grande grande grandissima donna, artista creativissima e Anima immensa. Un bellissimo essere umano.
i laughed and i laughed and i laughed and then i cried so hard. some more great mischievous girl fiction, set with the backdrop of fascist Catholic Italy.
La protagonista de “El cielo se cae” de Lorenza Mazzetti es Penny que, junto con su hermana pequeña Baby, vive con sus tíos y sus primas en una lujosa villa italiana. Sus padres han muerto y estamos en plena Segunda Guerra Mundial, pero esto no impide que ellas lleven una infancia feliz, en medio de juegos, travesuras y los castigos que éstas conllevan. El culto a Mussolini y la religión católica lo empapan todo: en la escuela la señorita les manda hacer redacciones alabando a il Duce y el cura les intenta inculcar el temor a Dios y les asegura que su tío irá al infierno porque es judío. Así que las dos hermanas, con la ayuda de sus amigos, decidirán hacer todo lo posible para salvar al tío Wilhelm, cosas como montar un altar dedicado a la Virgen o hacer penitencia de las formas más estrafalarias.
El mayor acierto de la novela es la voz narrativa. Narrada en primera persona por una niña, realmente lo hace en la forma peculiar en la que todos articulamos nuestro pensamiento cuando somos niños (pero luego muchas veces olvidamos) y no en la forma en la que creen los adultos que los niños piensan, que es lo que suele ocurrir la mayoría de veces en este tipo de libros que intentan retratar la infancia de forma fidedigna. “El cielo se cae” también habla del choque entre el mundo de los niños y el mundo de los adultos. Como lectores, Lorenza Mazzetti nos vuelve a poner del lado de los niños y es por esta razón que este libro es tan exquisito: es como revivir con nostalgia nuestra infancia feliz. Es un libro extremamente feliz y extremamente divertido, en el que la mayor parte de la comicidad nace de los choques entre la forma de ver el mundo que tienen los que aún no son adultos y la que tienen los que han dejado de ser niños. Lo que para los primeros es algo perfectamente lógico, para los segundos es una burrada para llevarse las manos a la cabeza.
Pero toda felicidad tiene su final. Una mañana empiezan a llegar soldados alemanes a la villa y cada día que pasa los cañonazos se oyen más cerca. “El cielo se cae” es una novela autobiográfica y Lorenza Mazzetti plasma los recuerdos que guarda de cuando vivió en casa de su tío Robert Einstein, primo del famoso físico alemán. En la Nota de la Autora, Mazzetti confiesa, con el (prácticamente) inevitable sentimiento de culpa del superviviente, que esta novela está escrita en agradecimiento a “la alegría y el gozo” que le proporcionó la familia de su tío Robert durante la infancia. Divertida, fresca y llena de vida, “El cielo se cae” en un principio hace reír y luego puede hacerte llorar, pero de forma honesta, ya que el final está contado con el lenguaje simple y sincero de la niñez, cosa que hace que el desenlace parezca aún más terrible.
"השמים נופלים" הוא סיפור אוטוביוגרפי שכתבה לורנצה מאצטי, אחייניתו של אלברט איינשטיין. הוא מתאר את ילדותה באיטליה הפשיסטית אצל משפחת דודיה לאחר שהיא ואחותה התייתמו מהוריהן ואת הטבח שביצעו הנאצים במשפחת דודה שהיו יהודיים.
לורנצה מאצטי ואחותה בייבי ניצלו רק הודות לעובדה שהיו נוצריות ולמעשה פרסום הספר הוא בגדר קיום הצוואה שהותיר דודן וילהלם לפני שהתאבד.
באופן פרדוכסלי, למרות שמדובר בתקופה חשוכה מבחינת המשטר האיטלקי, תקופה של שילטון דיקטטורי על כל המשמעויות וההשלכות שלו, הזיכרונות האישיים שעולים מהספר אינם מציירים תמונה עגומה של סבל אזרחי (לדוגמא כמו בנובלה שסקרתי לא מזמן "תותים ושוקולד") אלא תקופה של אמונה חזקה בכוחו של המנהיג ובכוחה של הדת הנוצרית להוביל לגאולת הנפש.
מאחר וזה ספר זיכרונות בבסיסו, מטבעו הספר עוסק באירועים מנקודת מבט מיקרו אנושית, של לורנצה (המכונה פני) ואחותה בייבי ותיאור שיגרת חיי המשפחה בכפר, על העימותים המשפחתיים הקטנים והבדלי הגישות החינוכיות בין הסביבה שבה הן גדלו לבין הסביבה במשפחת דודן. התיאורים היומיומיים מעמידים חלופה לאירועים הגדולים שהתרחשו באותו הזמן ולמעשה עד כמעט מחצית הספר גוברים על הסיטואציה ההיסטורית שמחלחלת למציאות של הבנות עם הגעתו של הקצין הגרמני להתאמן בפסנתר שבבית דודן.
גם אז, כניסת המציאות לחיי הבנות מציבה דיסוננס בולט בין הגרמנים התרבותיים, המשחקים עם הדוד (היהודי) שחמט מנגנים בפסנתר ובין הרצח ההמוני שהתרחש באותה העת בכל רחבי אירופה. עדינות אנושית ורגישות למול הסבל של הטקסים והפנאטיות הדתית שמערערת את החיים והשקט של הבנות. רק בפרקים האחרונים המציאות בכל עוזה מרעימה עם רעם התותחים המתקרבים.
ספר עדין ורגיש על ילדות בצל המלחמה והפנאטיות הדתית.
This fictional autobiography relates to the period in which the orphaned author and her younger sister were taken in by their aunt, uncle and two older cousins and cared for in their villa in Tuscany. The story is narrated by the elder sister, who must be around the age of ten years old, and it is all told through her perspective.
This is 1944 and the family has not been materially impacted by the war so far despite the fact that the narrator's uncle is Jewish. The first half of this short novel is a series of anecdotes revolving around the girls' village life, their school, their village friends, the ever present teachings of the church with its threats of eternal damnation, the adoration of the Duce, and their interaction with their uncle, aunt and cousins. The most touching parts of the story are those in which the child-narrator shares her yearning to be loved and held, as she hasn't been since the death of her parents, and her intense love and admiration for her uncle whose attention she craves. I found the description of the idyllic atmosphere of the girls' village life through their endless games and childish escapades repetitive and tedious.
And then, about halfway into the novel, the war enters their life, initially with the billeting of a General and his staff in their home, and finally with the arrival of a group of SS soldiers in search of the Jewish uncle. The second part of the book, although still anecdotal, has more movement as it builds up to the horrific finale in the final few pages. It's a quick read, but the childish perspective and the endlessly episodic structure of the story didn't work for me.
"On Emir’i tekrarlıyorduk ve ben zina yapmak da ne demek diye kendi kendime soruyordum. Pasquetta, bunun, Tanrı hakkında kötü konuşmak anlamına geldiğini söyledi. Bunun dışında, başkasının karısına göz dikmeyeceksin emri benim için anlaşmazlığını koruyordu. Başkasının karısını arzulamak hiçbir zaman aklımın köşesinden geçmemişti. Buna karşılık hep başkasının bisikletini arzulamıştım."
Çocukluğun neşesini, masumiyetini ve üzerine çöken gölgeyi o içten, saf çocuk sesiyle anlatan bu kitaba -ve Lorenza Mazzetti'ye- kalbimi bıraktım.
Gökyüzü Düşerken Odipa yayınlarından çıkan üçüncü kitap. Bir de Bedenim ve Ben kitabı var elimde okunmayı bekleyen. Gökyüzü Düşerken'in tanıtım yazısını okurken ve kitap ismine ayrıca hayran olurken duyduğum heyecanı okurken çok duyamadım açıkçası. Sonu oldukca hüzünlü biten, biyografik öğeler taşıdığını düşündüğüm bir roman.. Dili edebi değil, okuması çok kolay ve sade bir üslupla yazılmış. Çabuk okunuyor ama hikaye açıkçası bende ismi ve tanıtım yazısı, özellikle romanın sonundaki yazarın anlatımının yer aldığı ufak bir not kadar yer etmedi nedense.
What a gorgeous, heartbreaking book. Bought in Paris at this gorg bookstore w Gillian. Had one of those serendipitous moments with this book where they mentioned something else that I had just read in the intro (Tove Ditlevsen - looks like I am a fan of auto-fiction!). Heartbreaking and a grave reminder of the depth and recency of suffering of Jewish people in Italy (and in general), which in my experience was framed so strangely in Italy. The nation, as pointed out far more poignantly and eloquently by Umberto Eco (Ur-Facism) than I, operates under this very constrained, fundamental belief that Facism was a one-time mistake which cannot reemerge, but also that Italy served a rather secondary role within the war. Were there extermination camps on Italian soil? No, some Italians retort (not true, by the way, there was one - Risiera di San Sabba). But even still, there were transportation camps/facilities in which Jews were gathered by Italian forces working on behalf of the Nazi regime before being sent to further north, non-Italian extermination camps. This book made me cry and made me angry, it also reminded me of how resilient we have been.
No he tardado ni dos horas en leerlo. Es una delicia de libro: se nos presenta a Penny, la joven protagonista, y su apacible vida en una villa italiana cuyo propietario es el marido de su tía, un judío alemán en pleno auge del fascismo en Italia. En sus doscientas páginas da pie a sonrisas, algunas risas, cabeceos de simpatía con las palabras de la niña y, ante todo, un estremecimiento final al llegar a los últimos (breves) capítulos de la historia. Una novela sencilla, deliciosa y agradable en la que Lorenza Mazzetti hace un retorno al pasado para mostrarnos cuan injusta fue la vida con personas completamente inocentes por el mero hecho de pertenecer a otra «raza».
Siamo nell'estate del 1943, sulle colline toscane, e chi racconta questa storia è Penny, che insieme alla sorella Baby, è stata accolta in casa dallo zio dopo la morte dei genitori. E' un racconto tenero e ingenuo ma vero e terribile, visto con gli occhi di una bambina, che sente davvero il bisogno di essere amata, compresa, soprattutto dallo zio. Purtroppo lo zio è ebreo, e la casa viene utilizzata dai tedeschi come loro base. I bambini sono bambini e loro giocano, si divertono, curiosano ma non riescono a capire quello che succede loro attorno, anche se l'epilogo del libro aleggia nell'aria. Un libro da leggere!
El cielo se cae narra la desgarradora historia de Penny y su hermana Baby en un contexto de Segunda Guerra Mundial.
Ambas niñas, luego de la muerte de sus padres, son acogidas por sus tíos (familia judía adinerada) en una villa, en Italia. Una vez allí viven felices, disfrutando de su niñez entre juegos y amigos.
La autora cuenta su propia historia a través de la mirada de Penny. Una niña con mucha picardía, traviesa, y soñadora, que admira profundamente a su tío, primo del científico Albert Einstein. Pero en 1944 las persecuciones raciales se hacen presentes. El fascismo y nacismo abren sus puertas para convertirse en moneda corriente y la familia recibe en la villa la visita de las SS, por orden de Hitler, quien desea arruinar la vida del físico moderno, y la muerte convierte la infancia de Penny en tragedia y horror.
El cielo se cae es una historia dura, contada desde la voz de una niña, que no entiende lo que pasa a su alrededor. En cada relato de Penny hay una gran profundidad y dolor extremo. La voz narrativa, en primera persona desde una niña, es la decisión más acertada en esta novela; hace de la lectura un momento exquisito. Genera gran empatía y entendimiento de la mirada del mundo que tienen los niños.
Llegué a este libro en razón de que quería leer Con rabia (segundo libro de esta trilogía). Sé que los tres pueden leerse de manera independiente, pero sin dudas creo que haber decidido empezar por El cielo se cae fue lo más acertado.
"Questa vita mi è stata regalata solo perché ero di un'altra razza." "Questo libro vuole descrivere la gioia e l'allegria che quella famiglia mi ha dato nella mia infanzia, accogliendomi come uguale, mentre sono stata uguale al loro nella gioia e diversa al momento della morte." è difficile per me dare una valutazione ad un libro del genere che parla della crudeltà a cui può arrivare l'essere umano. onestamente, ho l'impressione che molte parti di questo libro potevano essere tagliate. l'ho trovato troppo lungo in alcuni punti e con dettagli non troppo rilevanti per quanto concerne la storia principale. la parte finale è quella che, ovviamente, mi ha colpita di più. è sempre tosto leggere storie ambientate in questo particolare periodo e non sempre si riescono a cogliere tutti i sentimenti che questi libri vogliono trasmettere. la storia di Lorenza è indubbiamente sotto determinati punti di vista allegra e sotto altri molto triste e crudele. la mia valutazione infatti riguarda strettamente lo stile di scrittura e la scorrevolezza del libro. nonostante l'abbia trovato a tratti un po' lento, è una lettura che consiglio a tutti perché può aiutare ad aprire gli occhi su molti aspetti della vita.
The haunting and wry first instalment of Lorenza Mazzetti's novelization of her youth. The Sky Falls follows the rise of Mussolini, Nazis, and anti-Semitism, as seen through the eyes of a child taught and caught up in the fervour of nationalism, before the veil is gradually lifted to reveal the true meaning behind the sentiment she so passionately mimics.
Mazzetti beautifully captures the hurricane of the moment. She was a child thrust into a perfect storm of personal and societal contradiction she had no maturity to deal with when her parents die and she and her sister are sent to live with her aunt's family: The intricacies of acceptance and mistrust in a new family. The indoctrination of Italian children on the rise of WW2. The Christian messages that are at odds with their love of their Jewish uncle. The experience of Nazi occupation...
And, at the same time, The Sky Falls also holds a true-crime, tabloid sort of fascination because this is not only Mazzetti's life, but also the tragic story of the Einstein Family (Albert's cousin).
Ritratto d’infanzia dell’autrice, “Il cielo cade” non è tanto la fine del fascismo vista con gli occhi dei bambini protagonisti. Quando si è piccoli, il proprio mondo è un universo a parte, ‘fascismo’ sono solo rituali, gli ufficiali sono solo uomini eleganti di cui preoccuparsi che siano buoni o no. L’innocenza e l’incoscienza dominano questa narrativa fatta di brevi capitoli rimestati dal pozzo dei ricordi. Ai bambini importa giocare, esplorare, curiosare, ed è quello che fanno anche se con dispetto ed i primi guizzi di anarchia da autoasserzione. Innocenza che termina il giorno in cui tutto viene tolto da sotto i loro piedi. In pochissimo tempo, tutto finisce, il cielo cade ed è qui che finisce l’infanzia ed il libro. Stupendo!
Il romanzo ha per narratrice Penny una bimba che dopo la morte dei genitori viene affidata insieme alla sorella Baby allo zio, un ricco uomo rispettato da tutti. Siamo nell'Italia fascista e vediamo come all'epoca la figura di Mussolini veniva equiparata quasi ad una divinità:a lui si dedicavano recite, pensierini, poesie. I bambini crescevano col suo culto. L'antisemitismo e la persecuzione vengono lette sotto l'occhio ingenuo dei più piccoli a descrivere una realtà che si stenta ancora ad accettare come parte della propria Storia. Da leggere!
Un libretto breve, appena più di 150 pagine, ma indiscutibilmente intenso.
Mi ha affascinato molto rivedere nella narrazione di Penny quel modo quasi "magico" di approcciarsi alle nozioni e ai dogmi trasmessi dagli adulti. Le figure religiose, quelle della propaganda di regime, e anche quella dello Zio acquisiscono un'aria mistica e fantastica nello sguardo della bambina e si tingono di colori sgargianti, assumendo vita propria nei suoi sogni.
Poi vabbè, ho quasi pianto alla fine but that's on me!!
Il libro è autobiografico, l’autrice racconta una parte della sua infanzia (l’ultimo periodo della guerra in particolare) in cui, insieme alla sorelle, ha vissuto con gli zii a causa della morte dei genitori (lo zio era ebreo). È una storia che merita di essere letta, tuttavia non mi è piaciuto il modo in cui viene raccontata.
Il fatto che sia raccontata dal punto di vista della bambina non mi ha fatto emozionare, ho trovato la maggior parte del libro noioso e non sono arrivata alla fine con la giusta preparazione emotiva, di questo mi dispiace.
Required reading! Mazzetti expertly navigates the world of a child in Fascist Italy, never straying from her vantage. The Second World War enters the narrative like fissures, never embellished, as Penny is nestling within wistful pastoral scenes and navigates the idyllic life of the Interbellum intelligentsia. And it is the fragile naïveté and innocence, the piety and petulance, that deliver you unto total devastation.
A horrifying but riveting glance at childhood during racist Italy, and the trauma of being raised in religion. I didn’t expect to like this book this much, I bought it from LRB literally because it was cool looking, the only book plastic wrapped, and the last copy but damn this was a banger. It somehow was so childish but so mature, it’s insane
Umeek zer ikusi- hortan jolastu- horrela hazi. Gustatu zait. Umearen ahotsetik dena kontatzea erreal bezain gordina egiten du. Eta are errealago bilakatzen da azken orrian, umea heldu denean gertatutakoa birgogorarazten duenean. Erreal bezain filmikoa iruditu zait.