Dopo il crollo dell’impero sovietico e la fine del bipolarismo, l’idea di una unificazione politica e giuridica del pianeta si è andata progressivamente affermando. La crescente interdipendenza dei fattori politici ed economici – si sostiene – esige “una governance globale come alternativa all’anarchia, alla guerra civile planetaria”, al terrorismo. Occorrono istituzioni internazionali che siano capaci di contenere le turbolenze dei mercati finanziari, attenuare le differenze dello sviluppo economico, correggere gli squilibri ecologici, reprimere i conflitti locali, proteggere i diritti umani attraverso l’istituzione di Corti penali internazionali. Ispirandosi a una concezione realistica e complessa dei rapporti internazionali, Danilo Zolo sottolinea i rischi impliciti nella prospettiva cosmopolitica. Nonostante il suo idealismo universalistico, essa tende a coincidere con le strategie “imperiali” delle grandi potenze industriali, in particolare degli Stati Uniti. E finisce per giustificare l’uso sistematico della forza militare per garantire la stabilità egemonica dell’ordine mondiale.
Danilo Zolo, Cosmópolis: Prospects for World Government, es el que expresa con mayor claridad la hipótesis de que el paradigma del proyecto del nuevo orden mundial debe localizarse en la Paz de Viena. Seguimos sus análisis en muchos aspectos.
Una clara exposición sobre los fundamentos filosóficos y políticos que sustentan la articulación de un orden internacional centralizado, tal como se evidencia en organismos como la ONU. Zolo traza una línea que va desde la Santa Alianza hasta la creación de naciones unidas para advertirnos de las consecuencias de confirmar un orden mundial basado en el pacifismo institucional y el cosmopolitismo. Su propuesta es corta y general: un pacifismo débil con un orden mundial complejo y policéntrico, más acordé al modelo Westfaliano de soberanía estatal y de poca injerencia supranacional.