Almuric, il pianeta selvaggio: l'ultimo racconto di uno scrittore tra i massimi esponenti del fantastico/horror del primo Novecento. Pubblicato postumo nel 1939, Almuric racconta di Esaù Cairn, un uomo dalla statura imponente che nell'America degli anni '30 si trova estraneo, tutto quello che succede nel Mondo non lo appassiona, ma un bel giorno scopre una roccia particolare che gli cambierà la vita!
Non mi va di raccontare altro sulla trama, invece vorrei spendere due parole per l'autore. Rober E. Howard nasce nel 1906 in Texas, ha un'infanzia non delle migliori, osteggiato dai suoi coetanei e da suo padre, si chiuderà sempre più in se stesso e nella protezione di una madre possessiva, così inizia da subito a sviluppare una passione spropositata verso i libri, la lettura d'evasione, saranno i suoi veri amici. Così come sviluppa la creatività letteraria già adolescente, scrivendo racconti di avventure. Uomo di stazza imponente, le sue storie hanno come protagonisti dei suoi alter-ego, vedi Conan, che sconfiggono il male e la prepotenza con il temperamento, la forza e l'onestà dei sentimenti. Quando nel 1936 sua madre muore, Robert non regge all'urto e si suicida...
Scrittore straordinario, con una capacità descrittiva inesauribile, riesce ad amalgamare capitoli di forte impatto, come i combattimenti, epici, con spade, martelli, pugni e soprattutto con l'impetuosità, a capitoli dove ci racconta l'ambiente alieno, infine a capitoli dove le storie leggendarie e mitiche riesumano mostri venuti da un lontano passato, diciamo i Grandi Antichi tanto raccontati dal suo amico epistolare Lovecraft.
Almuric è l'esempio più incredibile di racconto fantastico/horror che abbia mai letto. In 182 pagine ci racconta di avventure al limite dell'incredibile e dell'insondabile, insomma imprescindibile per un lettore avvezzo a questo genere!
C'è un'ora del giorno che sembra fatta apposta per imprimere negli uomini inseguiti o incarcerati un senso d'impotenza, di rassegnazione dinanzi all'ineluttabile. E' l'alba. E' il momento di fredda luce grigia in cui l'organismo umano è al suo più basso indice di vitalità, quando nelle corsie d'ospedale i moribondi esalano l'ultimo respiro e le partorienti sgravano più spesso. Ed è l'ora in cui sulla Terra la polizia segreta fa irruzione nelle case dei sospetti ben sapendo di trovarli poco disposti a reagire, o in cui i condannati a morte vengono svegliati per essere condotti storditi e passivi al loro destino.