"Esiste un'enigmatica 'terra' della memoria, sempre reinventata, e insieme riscoperta, lungo una linea internazionale vitale. Questa memoria è onnicomprensiva e insieme selettiva, a vari livelli, ed è costituita da un sottofondo, da un brusio innumerevole di voci contraddittorie. Come la traccia scritta lasciata dall'uomo, è memoria il canto di un uccello nel bosco, lo spirare del vento o il rombo della valanga. Lo è soprattutto quell'eco misteriosa di una lingua che era in noi e che noi abbiamo perduta".Così il poeta Andrea Zanzotto ha parlato dell'opera di Rigoni Stern; e questa immagine dello scrittore degli altipiani che fissa e trascrive la storia dell'uomo anche attraverso la voce di un animale gioca in modo particolare in questo libro, che riunisce quattro raccolte di racconti, ognuna delle quali ha il respiro di un breve romanzo: I giorni del Nord-Est, "con il cielo e le selve", Stagione di vita in compagnia delle api, Lavori di montagna.E' il mondo di Rigoni Stern, i suoi inverni, con i segni rossi sulla neve del lepre ferito, le sue primavere, con le coturnici che cantano, e i prati che si riempiono del giallo del tarassaco e di sciami di api. (dalla quarta di copertina)
Mario Rigoni Stern è il cantore della memoria e della montagna. In questo libro, che comprende quattro raccolte, lo scrittore ci introduce in una vita condotta a stretto contatto con una natura quotidiana, e ricorda gli animali che adesso sono in parte spariti, le sue esperienze di apicoltore, i lavori di una volta. Articolato in brevi ed agilissimi raccontini, Uomini, boschi e api già dal titolo promette (e mantiene) una semplicità di argomenti e di scrittura che, lungi dall’essere semplicistiche, si rivelano invece essenziali, rimandando a ciò che più serve all’uomo: armonia con la natura, il ricordo del passato, un lavoro non alienante, il contatto umano, la vita di paese. Un libro consigliatissimo, come tutti quelli di questo autore.