Jump to ratings and reviews
Rate this book

Ragazze perbene

Rate this book
Nelle città di provincia le ragazze perbene si assomigliano tutte. Per sottrarsi a un futuro già raccontato, Clara si trasferisce a Londra, dove insegna italiano a ricchi expat e si trova intrappolata nel vortice degli incontri online. Ma il matrimonio della bellissima cugina Rossella, inseparabile compagna d’infanzia diventata poi modella di abiti da sposa, la richiama a Caserta. Clara si trova così ancora immersa nel mondo da cui è fuggita: all’addio al nubilato della cugina rivede le vecchie compagne di scuola, e nei giorni successivi incontra Luca, lo sposo, con cui aveva stretto in passato un’amicizia clandestina. All’improvviso, però, Rossella scompare senza lasciare traccia. E Clara, convinta che la cugina nasconda qualcosa, scopre nel suo diario un segreto impossibile da confidare, che minaccia il futuro radioso che Rossella ha sempre incarnato. Olga Campofreda toglie il velo sulle seconde vite e i desideri nascosti delle ragazze perbene, i cui destini sono specchio di una femminilità che parla di sacrifici e rinunce, di principi azzurri e segreti, di infelicità che si tramandano nel tempo, di madre in figlia. E racconta la storia di una ragazza che si ribella a sogni e consuetudini già logore, per inventare una strada nuova, tutta sua, da costruire con consapevolezza giorno dopo giorno. Questo libro è per chi si perde a immaginare le storie dei personaggi ritratti nei quadri, per chi ha passato lunghi pomeriggi ad ascoltare Baby one more time sul walkman, per chi ha scoperto il piacere tra le mani di un estraneo, e per i fiori veri che sbocciano nelle città di plastica, semplici e fragilissimi, e per questo meravigliosi.

215 pages, Paperback

Published January 27, 2023

20 people are currently reading
1556 people want to read

About the author

Olga Campofreda

8 books10 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
280 (16%)
4 stars
648 (38%)
3 stars
577 (34%)
2 stars
147 (8%)
1 star
22 (1%)
Displaying 1 - 30 of 216 reviews
Profile Image for Mir.
275 reviews42 followers
February 11, 2023
Ho appena finito di leggerlo e posso dire che i temi trattati dal libro avrebbero avuto tantissimo potenziale, ma il modus operandi non lo ha permesso. Tralasciando la narrazione un po' piatta, che non permette davvero di entrare in ciò che sta accadendo, questo testo sembra un tentativo di adattarsi al mercato italiano, ricalcando lo stile di autrici come Giulia Caminito e di Marta Zura-Puntaroni. Inoltre penso che il finale lasci a desiderare e si riduca veramente nella banalità (siamo un po' tuttx un po' felici un po' tristi ma andiamo avanti).
Spero per un futuro più roseo, magari meno acceso di questa copertina.
Profile Image for Giorgia Legge Tanto.
418 reviews13 followers
March 9, 2023
NNE sta tirando fuori un titolo più bello dell'altro nella collana Le Fuggitive. In particolare in questo testo Clara vuole sfuggire alla famiglia e alla vita di provincia di Caserta e si trasferisce a Londra. Ma torna per il matrimonio della cugina Rossella, e i segreti e tutto ciò da cui è scappata ritornano a galla. Rossella ha un segreto da confessare a Clara, ma sparisce prima di raccontarglielo. Questo è un romanzo che parla di adolescenza, di etichette da rispettare e che vengono imposte. Una scrittura ipnotica e un ritmo incalzante, un libro da leggere.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
March 15, 2023
“Ma una volta almeno si deve raccontare tutto di sé,
se sei fortunata di trovare qualcuno di cui fidarti. Nessuno può mantenere il silenzio su se stesso
per tutta la vita, pena la pazzia.”

Goliarda Sapienza ~ Appuntamento a Positano


Clara è nata a Caserta ed è una “spatriata”. Vive a Londra da un po’ di anni e ritorna a Caserta per il matrimonio di sua cugina, Rossella, nonché sua migliore amica.

Clara raramente dice che è di Caserta, quando le chiedono di dove sia; in genere, risponde quasi sempre che è nata vicino a Napoli.

In questo romanzo, ho riconosciuto tanti dei tratti dell’educazione impartita alle ragazze del sud, che devono comportarsi come ragazze perbene.

Nel ritorno a Caserta, Clara deve fare i conti con i motivi della sua costante fuga: scoprirà anche delle scomode verità, che le apriranno gli occhi su quello che sarebbe potuto essere io sul futuro è che invece non è stato.

“Scusami, Clara, mi sento una stupida a scriverti queste cose. Ti racconto tante storie a metà e forse ti annoio. Non era questo il punto, in ogni caso.
Il punto è che tu sei andata, tu hai avuto coraggio e te lo invidio. Come quando leggevi i manga da ragazzina, quei fumetti che io non volevo neanche guardare per paura di essere scoperta, adesso ti mando avanti perché tu possa raccontarmi poi cosa succede, cosa si prova.”

Olga Campofreda, in questo esordio letterario, vuole mettere in evidenza non solo la difficoltà di affrancarsi da una realtà che va stretta, ma anche le difficoltà di avere relazioni durature, provando ad allacciarle attraverso i siti di incontri (come Tinder).

“Simone de Beauvoir diceva che non si può cambiare vita senza prima cambiare se stessi. Tenevo scritta questa frase su uno dei miei diari, tanti anni fa, ma solo adesso riesco a comprenderla del tutto.
Allontanarsi non è mai stata la soluzione. Lo sarebbe tuttavia tornare più spesso, mettere su una musica scema, ballare con mia madre nel salotto e prendere da lei quelle sue mosse goffe e allegre, confonderle insieme e poi buttarci sul divano, domandarle come stai mamma – come stai, come stai, come stai, come stai – ti voglio bene.
Imparare a dire: questo non mi piace, e perché.
Raccontarle chi sono davvero.
Riscrivere la storia della mia fuga e trasformarla in un racconto di consapevolezza.”


Tra 3 e 4 stelle: perché manca qualcosa, perché siano 4 stelle piene.


Scrive Gaia Manzini, nella presentazione del libro al Premio Strega 2023:
“Propongo la candidatura del romanzo Ragazze perbene di Olga Campofreda, NN editore, per il Premio Strega 2023, perché sa raccontare con grazia e incisività la vertigine di chi si sente estraneo anche nella sua stessa terra. Di chi, come Clara, non si riconosce nelle posture, nel linguaggio e nell’immaginario di quel luogo che dovrebbe chiamare “casa”, ma che casa non è più, o non è mai stata. Con una lingua agile e una voce originale, Olga Campofreda mette in scena un ritorno nella città natia che ha l’intonazione della farsa e dell’impostura: non c’è niente della sua protagonista che corrisponda in alcun modo al femminile che ritrova a Caserta – quel femminile censurato nel profondo, da sempre ignaro dei propri desideri, che rimane intrappolato nell’afasia tragica di chi neanche riesce a dire del proprio dissenso.
Clara ha scelto un’altra via, ha scelto un altrove con altri colori, altri suoni e molte strade da percorrere. La sua scelta coincide con una solitudine perseguita con volizione, giacché la solitudine è spesso la condizione di chi sceglie di essere libero/libera soprattutto dalle aspettative di un mondo cristallizzato nei suoi valori. In questo essere “spatriata”, sradicata, balorda, sfocata, con le radici che puntano verso il cielo, invece che nel terreno, Clara è alla ricerca costante del proprio percorso identitario e, dunque, incarna un personaggio femminile profondamente contemporaneo: emblematico nella sua attualità e nella capacità di trasformare la sofferenza in un ponte verso sé stessa.”
Profile Image for Gabril.
1,051 reviews259 followers
April 28, 2023
Clara e Rossella, storia di chi fugge e di chi resta.

Due cugine, nate e vissute a Caserta, ragazze di buona famiglia con i fili del destino già intessuti in una trama semplice: finire bene o male le scuole superiori, fare un buon matrimonio, figliare, vivere felici e contente. Contente soprattutto, nel senso di accontentarsi di quel che è stato stabilito e che a un tratto non può più mutare.
Nel frattempo, fanciulle in fiore, essere scelte a fare sfilate di moda nella modaiola isola di Capri. Massima aspirazione: indossare abiti da sposa.

“Una linea retta, dal cortile della scuola cattolica alla chiesa, le brave ragazze, le ragazze perbene che hanno sempre detto di sì.”

Clara, la narratrice, è fuggitiva invece. Da quel cortile sta cercando di scappare, vuole emanciparsi dalla mentalità asfittica della provincia.
Dopo gli studi comincia una vita diversa a Londra, ha un sogno nel cassetto: scrivere, ma intanto si trastulla su Tinder, celebre sito di incontri, e così la storia si sposta dalla City alla città dell’infanzia, dal presente al passato, dalla protagonista alle altre ragazze. Al suo contraltare soprattutto: Rossella, fidanzata con il bel Luca, promettente carriera di notaio, bellissima lei stessa.

Ma davvero queste ragazze aderiscono senza moti di fastidio alla loro sorte? Non si tratta soltanto di un bel vestito immaginato da altri e che loro si sforzano di indossare con finta naturalezza? E poi: basta questo a silenziare il potente grido di libertà che sgorga dall’anima?
Se la sfilata è un gioco di ragazze, il matrimonio sarà la fine di ogni altra possibile vita.

“I mondi che esplodono in silenzio dalle vite che non abbiamo scelto sono infiniti. Noi procediamo avanti e ogni passo è una picconata che sottrae materia dal blocco di marmo che stiamo scolpendo.”

Perché solo una è la domanda che vale la pena di farsi:
“Siamo già tutto quello che ci rende felici? “

La storia è interessante, il tema centrale anche. La vita di una città di provincia del Sud ha proprio quel sapore dolceamaro, quel sentimento di banalità, quel dejavu che puntualmente si riavvolge ripercorrendo lo stesso solco, generazione dopo generazione.

Qualche momento di stanca nella narrazione c’è, qualche dispersione che trascina un filo di noia pure. Ma Clara e Rossella (e Flavia, bel personaggio minore) sono figure femminili vivide che rappresentano insieme le aspirazioni e le sconfitte, la forza del desiderio e la sua (dolente) rimozione.

3.5
Profile Image for Libriletti.
366 reviews75 followers
April 11, 2023
Voto: 8+

Ho divorato questo libro in soli due giorni perché mi ha completamente rapita e trasportata nella storia. Di solito alterno i libri che leggo perché mi piace fare così, ma ogni tanto, come stavolta, capita che io debba concentrarmi esclusivamente su una storia.

Nonostante io non mi rispecchi nel tipo di vicenda raccontata, ho comunque trovato queste pagine molto verosimili, reali e concrete. Mi spiego: il romanzo parla della necessità di lasciare il proprio luogo di nascita per trasferirsi altrove e crearsi un futuro libero da certi vincoli pressanti e pesanti; io, al contrario, non ho avuto, almeno per ora, questo bisogno e, anche se ho studiato diversi anni lontano da casa, ho sempre saputo dentro di me che sarei tornata, perché è quello che volevo. Ma, nonostante questa grande differenza, il libro mi è piaciuto e mi è arrivato forte e chiaro nel suo messaggio. Proprio perché nella vita non si deve comprendere solo quello che è vicino a noi, anzi, bisogna fare uno sforzo maggiore per capire le scelte degli altri senza giudicarle.

E per questo motivo credo che "Ragazze perbene" sia un libro che possa piacere sia a chi si immedesima nella storia, che si sentirà compreso, sia a chi non si immedesima, che sarà aiutato a comprendere.
Profile Image for Marta Zura-Puntaroni.
Author 3 books161 followers
Read
January 31, 2023
Un esordio che come sempre per gli esordi migliori non ha pretese né di organicità né di universalità, ma che proprio per questo parla chiaramente a una generazione (millennials expat e non) che non può non trovarsi accolta nei c6 delle chat dei primi anni 2000, negli incontri su tinder, nei ritorni in provincia, nelle speranze disattese dei futuri che i nostri genitori ci avevano detto avremmo meritato, essendo speciali.
Profile Image for thebookaholic_ Giuliana.
120 reviews120 followers
February 6, 2023
Le canzoni di Brintey urlate nel quadrato di camera che è tutto il mondo di un adolescente, un legame profondo tra due cugine ma superficiale come la città in cui vivono, una famiglia di “apparenze”, dove devi recitare bene il tuo ruolo, questa è la vita delle ragazze per bene di provincia, che frequentano le scuole giuste, le persone giuste e vanno nella chiesta giusta la domenica.
Ho vissuto e vivo in quella città, sono stata questa persona, delle volte i miei genitori mi chiedono ancora di esserlo, ho frequentato quelle persone, con la personalità multipla di Superman, Clark Kent in famiglia, ma che di Superman avevano ben poco.
Una città di “Plastica”, dove, per sopravvivere conta farsi notare, evitare gli scandali, e portare alto il buono nome della famiglia, una città pirandelliana, dove tuti sono maschere e nessuno è volto.
La storia di Rossella e Clara è complicata, circuita da parole non dette, sentimenti soffocati, come si conviene alla provincia.
Rossella non ha mai scelto, è stata la mentalità di provincia a scegliere per lei, che le si è attaccata inghiottendola e rigurgitandola in un matrimonio perfetto, per la città perfetta.
Clara ha scelto, esausta, è andata via, inadeguata, insofferente si è svincolata dalle catene della reputazione dei sui parenti, di sua cugina.
“Chi siamo quando nessuno ci vede?”
Olga ha abbattuto parola dopo parola, virgola dopo virgola, le facciate di una città- maschera, dei suoi famigliari, di se stessa, dove tutto è finto, immobile, immutabile nel tempo, dimostrando, che quando nessuno ci vede , liberi da quella mentalità di provincia che grava sul nostro io, influenzando le nostre scelte, le amicizie , gli amori, siamo rari fiori che germogliano, in silenzio, dove alcuni diventeranno plastica uniformandosi alla città di provincia ed altri avranno il coraggio di sbocciare altrove, di autorecidersi per mutare e diventare davvero quello che sono, senza paura.
Olga , le tue parole mi hanno commossa, mi hanno dato forza, per non soffocare in questa città, in quello che vogliono i miei genitori, in quello che è si conviene per me, e di deviare da quella linea retta per cui sono passata, come te, anche io partendo da Via Mazzini e passando per il liceo classico, quindi grazie.
Clara-mente vi consiglio la lettura.
Profile Image for Martina (polveresucarta).
155 reviews178 followers
October 18, 2023
3.5⭐️
La vita di provincia, sei sei nel sud Italia, non è mai facile, men che meno se sei un’adolescente che sta cercando di definire la propria identità.
Per la maggior parte delle donne il rischio è quello di diventare una ragazza perbene: ovvero una che rispetta le etichette, che obbedisce, che non esprime la sua opinione ma abbassa la testa, che non si mostra per ciò che è ma per come gli altri vorrebbero che fosse.
Una “femmina” a modo è costretta a reprimere i suoi sentimenti e le sue aspirazioni per perseguire quelle che, secondo la sua famiglia, le si addicono; è relegata alla vita di casa e il suo scopo nella vita sarà trovare un buon marito e accudire i suoi figli. Perché così è sempre stato e così dovrà essere.
È per questo che la città, le persone, tutto sembra di plastica e nella plastica ci si muove, recitando e facendo finta di essere qualcuno che non si è.

In questo contesto Olga Campofreda racconta la storia di Clara che, per sfuggire al suo destino di ragazza perbene, si trasferisce oltreoceano, cercando di dimenticare le sue origini e prendendo le distanze da chiunque possa ricordagliele.
Un giorno, però, è richiamata in patria per il matrimonio di sua cugina Rossella, con cui un tempo erano tanto legate.
Scontrarsi con le persone che si è lasciata indietro la porterà a riflettere sulla sua libertà e sulla prigione da cui è sfuggita, prigione che molti chiamano casa.

Con una scrittura liscia ed evocativa l’autrice racconta perfettamente il senso di inadeguatezza, il desiderio di libertà e rivalsa delle giovani donne, costrette all’obbedienza e al silenzio perché, generazione dopo generazione, ognuna di esse preme il pulsante “muto” sul telecomando dei propri pensieri e sentimenti.
Un romanzo forte e duro, in cui Campofreda mette nero su bianco la condizione di tante donne italiane, purtroppo valida ancora oggi.
Profile Image for fe p.
53 reviews5 followers
March 1, 2023
A mancare è quel guizzo che permette di raccontare qualcosa senza doverla spezzettare.
Però ei, divorato.
Profile Image for Jaroslav Zanon.
226 reviews183 followers
March 19, 2023


«Quante porte ci separano dalla versione di noi stessi che più ci assomiglia? E da quella che diciamo di essere? Sempre più di frequente mi scopro a cabotare i mondi di tutte le decisioni che non ho preso, ne contemplo gli esiti e le direzioni, mi ci perdo dentro come un viandante stanco. Mi chiedo se lo faccia mai anche Rossella: stare in bilico al bivio, cercare qualche secondo di silenzio in più prima di dire ancora sì e procedere come al solito verso la direzione più opportuna, quel compromesso d’amore che mette d’accordo tutti».

Soddisfare le aspettative dei parenti e della società è difficile. È una lotta continua tra quello che riusciamo/vogliamo fare e quello che ci si aspetta da noi: finire gli studi, trovare un buon lavoro, unə partner con cui fare una famiglia. I genitori, che dovrebbero sostenerci e incoraggiarci nelle nostre scelte, spesso non ci capiscono e ci caricano di un peso insormontabile solo perché “il figlio di X si è sposato” o “Guarda, Y si è laureato e ora ha trovato subito lavoro”. Anche queste affermazioni apparentemente innocenti possono non solo riappesantire il nostro carico, ma, a lungo andare, farci allontanare dai parenti con la speranza che prima o poi ci proveranno a capire.

Fare i conti con le aspettative è ancora più difficile se si è donne e si vive in provincia. Lo sanno bene Clara e Rossella, le protagoniste di “Ragazze perbene” di Olga Campofreda, pubblicato da NNeditore. Clara e Rossella sono cugine, quest’ultima sta per sposarsi col fidanzato storico, Luca. Clara vive da anni a Londra, dove insegna italiano a studenti benestanti, e deve tornare a Caserta per il matrimonio di Rossella. Tornare, per Clara, non è semplice perché vuol dire rimettersi una pelle non sua, di una Clara del passato o di una Clara immaginata dai genitori.

Il punto di forza del libro è l’analisi del rapporto tra le due cugine e su come entrambe, ciascuna a modo proprio, affrontano le aspettative della società: se Rossella intende sposare il fidanzato storico, Clara ha una vita sentimentale scandita dagli incontri su Tinder. Ecco, proprio il racconto degli appuntamenti di Clara mi ha distratto dalla linea principale del racconto e ha smorzato un po’ la tensione. Ho apprezzato, però, l’uso delle bio fittizie di Tinder per descrivere i parenti.

Leggendo le difficoltà di Clara “to fit in” in una società sempre più performativa, mi sono sentito capito, quasi come se lei fosse una sorella maggiore, incasinata e indecisa sul futuro.

Grazie Campofreda per aver dato voce al peso delle aspettative e alla difficoltà di trovare la propria strada 💜


P.S. lo trovate anche in versione audiolibro su audible 🎧
Profile Image for Fede La Lettrice.
839 reviews88 followers
March 23, 2023
Il problema con questo racconto è che si fa il pieno di luoghi comuni, il tema, la fuga da un ambiente provinciale, borghese e soffocante, è stato trattato da altri autori e in altri romanzi abbondantemente e "Ragazze perbene" non aggiunge nulla.
La scrittura però non è affatto male e attendo l'autrice in future prove in cui il talento nello scrivere si possa fondere con contenuti interessanti.

Voto: 2&mezzo/5
Profile Image for Gabriella.
113 reviews13 followers
March 20, 2023
Mi ci sono immedesimata in modo abbastanza inquietante, per assonanza di pensieri, geolocalizzazione e solitudine.
Una prosa lucida, logica, senza zucchero. Olga sei stata bravissima, non vedo l’ora di riflettere sulle prossime storie che condividerai con noi.
Profile Image for LibriCheTiPassa.
204 reviews11 followers
March 6, 2023
Una lettura fatta tutta d’un fiato e decisamente consigliata!
Profile Image for Giulia Guzzardi.
155 reviews32 followers
May 11, 2023
✨ QUARTO LIBRO DEL 2023 ✨
[image error]

Quante porte ci separano dalla versione di noi stessi che più ci assomiglia? E da quella che diciamo di essere? Sempre più di frequente mi scopro a cabotare i mondi di tutte le decisioni che non ho preso, ne contemplo gli esiti e le direzioni, mi ci perdo dentro come un viandante stanco.


Quando vivi in una città di provincia hai due alternative: o ti conformi alle aspettative, diventando una ragazza perbene , come Rossella; oppure fai come Clara, che fugge in un’altra nazione alla ricerca di una (presunta?) libertà.

Se decidi di diventare una ragazza perbene hai tutta una lista di atteggiamenti ai quali conformarti: diventi l’attrice che interpreta la te che gli altri si aspettano che tu sia, impari a nascondere la tua vera essenza e a essere bella perché anche la bellezza ha connotazione morale.

➡️ Continua qui
Profile Image for Valentina Zanga.
199 reviews24 followers
April 4, 2023
adesso capisco cosa si intende quando si dice che la letteratura italiana contemporanea ha una bell(issim)a forma e NESSUNA sostanza
Profile Image for Daniela Di Pierro.
94 reviews5 followers
January 30, 2023
"Ragazze perbene" di Olga Campofreda è un romanzo pubblicato da NN Editore il 27 gennaio.

Si tratta del terzo romanzo pubblicato per la collana Le fuggitive, storie di donne in fuga alla ricerca della libertà e di un loro posto nel mondo. Al momento gli altri due titoli che compongono questa collana sono "Atti di sottomissione" di Megan Nolan e "Il corpo ricorda" di Lacy M. Johnson.

Olga Campofreda ha scritto un romanzo in cui viene tolta quella patina di facciata sulle vite delle donne. Donne cresciute nella convinzione che il loro destino sia essere mogli e madri amorevoli, magari anche a discapito del lavoro, in perenne attesa di un principe azzurro che dia un senso a tutto.

Squarciato questo velo quello che rimane sono i desideri, gli impulsi più nascosti, di quelli che a volte ci fanno vergognare, ma che sono la nostra vera essenza: chi siamo quando nessuno ci vede?

Trovate la recensione completa sul blog

https://leggendoabari.wordpress.com/2...
Profile Image for Milena.
72 reviews2 followers
March 30, 2023
" Quante persone siamo stati dall'ultima volta che abbiamo provato a essere noi stessi? "

Essere veramente chi siamo o interpretare una parte che altri hanno costruito per noi o che noi stessi ci siamo convinti sia ciò che vogliamo.
Essere ragazze perbene, perbene gli occhi dei propri genitori, perbene agli occhi degli altri, perbene per questa "città di plastica" nella quale viviamo e che sentiamo stretta.

Clara si trasferisce a Londra, per allontanarsi da Caserta, "soltanto una ragazza che tenta di farcela nella grande città" ma la vera ragione le è chiara solo quando torna per il matrimonio della "cugina gemella" e riesce a vedere con distacco e con chiarezza l'ipocrisia di chi è restato.

"Nella mia vecchia cameretta rappresento oggi un corpo estraneo, ospite nella camera degli ospiti".

"Non è mai troppo tardi per smettere di provare rancore e finalmente farsi la domanda giusta: siamo già tutto quello che ci rende felici?"
Profile Image for Elena Moro.
9 reviews
August 23, 2024
La lettura di questo libro è stata accompagnata da un pensiero ricorrente: "l'avessi letto dieci anni fa, quand'ero una diciassettenne persa, l'avrei apprezzato di più". Olga Campofreda, con una scrittura fluida e coinvolgente, ci porta dentro la vita di Clara: expat costretta a fare ritorno nella perfida e soffocante provincia di Caserta per prendere parte al matrimonio di sua cugina Rossella, una Ragazza Perbene. Il romanzo è di facile lettura e, come detto precedentemente, molto coinvolgente. Purtroppo, dal punto di vista del contenuto, alcune tematiche - come la fuga dalla provincia italiana e il dramma dell'adolescenza - risultano essere banali e già abbondantemente trattate in altri romanzi. Una nota di apprezzamento per i capitoli dedicati ai match su Tinder della protagonista.
Profile Image for Claudia.
328 reviews117 followers
dnf-abbandonati
March 12, 2023
Dnf 35%

Ho ascoltato un paio di ore (su sei) perché ero curiosa. La parte che più ho apprezzato è quella in cui descrive la famiglia e le loro aspettative; i rapporti tra genitori e zie, cugina ecc
Non lo finisco (almeno non ora) perché manca un po’ un motivo e la spinta per leggere l’evoluzione delle personagge; insomma per me non è il cosa, ma il come. Mi sembra che la narrazione sia lenta e piuttosto noiosa (mi viene in mente il verbo ”to drag”). Un po’ moscetto fino a dove ho letto io, mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente.
Profile Image for Elisa.
952 reviews12 followers
May 27, 2024
Purtroppo avevo molto hype, che si è perso per strada.
Troppe cose tutte insieme: tinder, adolescenza,matrimoni, ritorni a casa, allontanamenti..
Qualche scena l’ho apprezzata, ma nel complesso non mi ha fatto impazzire.
Unica nota positiva: le protagoniste sono tutte donne, di generazioni diversi, di caratteri diversi, ma unite da un unica famiglia.
Profile Image for cristina..
128 reviews5 followers
August 10, 2023
“ Siamo già tutto quello che ci rende felici?
Che cosa mi rende felice? “ ✨
Profile Image for lereaders.
75 reviews16 followers
September 27, 2023

Clara si è stabilita a Londra da qualche anno torna a Caserta per il matrimonio di sua cugina Rossella. Qui entra in contatto da tutto ciò di cui era scappata stabilendosi all’estero. Una città che le definisce di plastica, in cui si fa attenzione all’apparenza. Clara ritrova i suoi amici dell’adolescenza e si scontra ancora con la loro mentalità e il prestare attenzione verso cose che per lei sono del tutto futili soffocando ciò che vogliono veramente. Sua cugina è una delle famose brave ragazze, che dà il titolo al libro, che sposa il suo fidanzato storico. Ma cosa nascondono queste brave ragazze? Che rinunce ha dovuto fare per recitare questo ruolo della brava ragazza imposto dalla società?

Olga Campofreda fa un ritratto cinico della mentalità di provincia. Nonostante la protagonista si senta diversa dai suoi compaesani, in realtà è bloccata, proprio come loro, in relazioni fallimentari senza riuscire a prendere una posizione. La protagonista subisce gli eventi come i fantasmi del passato che gli si presentano come una sliding door.

Per me questo libro è un ni. Mi è piaciuto l’inizio e gli spunti che propone. Verso la fine secondo e si perde un po’ nel vortice degli eventi sulla fine.
Profile Image for Carlotta Sanzogni.
44 reviews278 followers
February 27, 2023
"I mondi che esplodono in silenzio dalle vite che non abbiamo scelto sono infiniti".
Come si può convivere con in testa le voci di tutte le persone che saremmo potute essere? In questo libro si cerca una risposta ma più che trovarla conta il viaggio verso di essa.
Profile Image for Anna.
27 reviews3 followers
August 23, 2023
Era da tanto che un libro non mi faceva sentire così durante la sua lettura. Mi sono commossa, ho riso, ho pensato molto a questa storia. Clara mi rimarrà nel cuore e tornerò spesso alle sue parole che sono state come un balsamo ✨
Grazie Olga per questo romanzo così delicato e potente.
Profile Image for Pollapollina Books.
737 reviews68 followers
March 14, 2024
I libri che raccontano di ragazze mi parlano sempre tutti. Quelli italiani mi parlano un po’ di più perché ci sono anche dentro le mie paure e i miei ricordi.
Quelli sulle vite che si fanno domande mi fanno piangere e sentire meno sola.
Profile Image for Elena_19_02.
467 reviews32 followers
November 17, 2023
Prima autrice contemporanea italiana che leggo (non per chissà che motivo, semplicemente non ho mai trovato qualcosa che mi ispirasse) e sono già convinta di seguire altre sue opere🥹🥹🫶


Olga Campofreda parla delle “ragazze perbene”, ovvero quelle ragazze che rispondono alle regole del patriarcato, specie a quelle italiane, in situazioni in cui tantissime millennial -cresciute quindi tra gli anni ‘90 e gli anni 2000a possono rivedersi. Grazie alla storia di Clara e del suo peculiare legame con la migliore amica Rossella, parla delle giovani generazioni di donne di questo paese, tracciando un preciso ritratto delle realtà del sud Italia senza stereotiparlo, ma dando sfumature, emotività e denunce sociali🙏🏻



— Le frasi per descrivere la città e la reputazione sociale, già da quando si nasce, sono poetiche e puntuali:
“A Caserta le cose sono spesso anche qualcos’altro. Non tanto ciò che sono in realtà, quanto quello che vorrebbero essere. E così pure le persone.
I casertani dicono che sono di Napoli. Il palazzo reale finge di sssere il Vaticano. Il ponte vorrebbe essere un vero ponte ma è solo un passssggio scavato sotto un grande giardino.”


Clara è cresciuta con l’amore per la letteratura e l’abitudine al silenzio e, dopo l’educazione cattolica a scuola e una tipicamente patriarcale a casa, decide di trasferirsi a Londra per studiare all’università, attuando una ribellione contro una città che sembra a sé stante: è turistica, sì ma non abbastanza grande e conosciuta da essere aperta alle connessioni.
Nella metropoli inglese ha persino trovato un ragazzo, Thomas, ma non ne parla a nessuno, perché sarebbe impensabile e assurdo per loro che una “brava ragazza casertana” si sia trovata qualcuno al di fuori da quella realtà.


La cosa interessante del personaggio è che è in grado di fare lucide analisi sia sull’esterno e sia su sé stessa, perché durante tutto il romanzo descrive Caserta e la sua popolazione come falsa, opportunista e giudicante, ma lei stessa, tornandoci dopo tanto tempo con l’occasione del matrimonio della sua migliore amica, teme di essersi data un “carattere”, essersi messa una maschera definitiva sopra:
“Quante porte ci separano dalla versione di noi stessi che più ci somiglia? E da quella che diciamo di essere?”

“Tornerò a essere la bambina impacciata. La bugiarda. La ribelle senza causa. […] questa metamorfosi inversa, un incantesimo antico che ancora non ho imparato a spezzare”




Alternati ai capitoli ambientati a Caserta e ai suoi ricordi dell’infanzia, ci sono quelli sui suoi precedenti anni a Londra nei quali ha scoperto il mondo del casual dating su Tinder, e si interroga sul tema delle relazioni -molto caro alla generazione millennial-:

“Ma che cos’e poi una relazione seria? A a guardare le loro verrebbe da prenderli alla lettera. Immaginare che essere adulti insieme coincida con la perdita del sorriso”


Ciò significa parlare della disparità di genere anche nelle piccole percezioni ai primi appuntamenti (le prese in giro sugli uomini erano divertentissime AHAAHHA), e poi di desiderio di esplorazione della propria sessualità— ho amato ad esempio la scena della threesome, in cui c’è anche una ragazza (per cui una spontanea rappresentazione della bisessualità🙌🏳️‍🌈senza specifici commenti su quella e senza essere uno stereotipo sessualizzante), il sesso scritto delicatamente, sull’importanza del consenso e dell’ascolto.
A Londra, scopre che la libertà di muoversi e conoscere persone fuori da una cerchia dà un senso di autocoscienza che mai avrebbe pensato:

“Nella grande città, ricordarsi di essere corpo è l’unico modo per non sparire del tutto”


E una tale capacità di catturare i dettagli nello spazio si vede anche quando scrive di Londra, della quale nota non solo le luci ma anche le ombre e, sebbene non si penta mai della scelta, riconosce che un’altra realtà apparentemente luccicante ha comunque altri limiti:

“Passeggiare per Soho è anche attraversare un discorso di classe, che si allontana dalla lotta per avvicinarsi alla farsa e al travestimento. L’eccitazione dei ricchi si accende nel prendere possesso di luoghi che non gli appartengono, posti che un tempo erano scenari della working class, e che oggi sono il loro parco giochi della trasgressione”







— Al ritrovo prima e dopo il matrimonio di Rossella con Luca, Clara ricorda il passato, inevitabilmente condizionato dalle donne attorno a lei come la madre, le zie, la sua migliore amica e le compagne di scuola, e del fatto che anche in tutte le loro diversità l’essere donna come entità forzata alla passività le accomuna:

“Questa disposizione all’obbedienza appartiene a una città che giace adagiata sugli sfarzi di un regno che fu. La cui eredità è così pesante che non si riesce a procedere oltre”



Parlando di famiglia attinge persino all’origine semantica (queste sono riflessioni quasi filosofiche, tra le migliori che una scrittrice -ovvero qualcuno che lavora con la lingua e le parole- possa fare🙌). Fa riferimento a tutte le domande invadenti sul fidanzatino e i figli, sugli atteggiamenti normalizzati, i sussurri, i rimproveri per il minimo sguardo di troppo oltre quei paletti, una collettività ancorata al suo orto e alle regole

“La fretta di arrivare al possessivo quando si parla della famiglia. La famiglia che possiedi e che ti possiede, che ti trasforma in un nome senza articolo determinativo, pilastro grammaticale della libertà.
Si dice “il mio ragazzo” ma “mio marito””

“La famiglia nella mia lingua mette i lacci, e a volte stringe così tanto che ti restano addosso i segni. Li nascondi sotto strati di vestiti, nel luogo gelato dove sei scappato per sentirti liberi”

“In un microcosmo come il nostro in cui tutto quello che si fa esiste principalmente perché se ne parli, il racconto è una goccia d’acqua, che lenta si posa sulla roccia e a poco a poco la calcifica, ricoprendo la superficie originale. La storia viene modellata per il pubblico, epurata, edulcorata, resa avvincente con dettagli che magari non sono mai
accaduti, ma che a furia di essere riportati diventano reali.
È l’effetto Twister, a uso e beneficio della famiglia borghese”

“Le donne della mia famiglia sono boccioli di rosa selvatica a cui è stato imposto di fare i gerani. È stato così anche per me e per Rossella: come gerani, siamo state curate per essere esposte sui balconi di casa. Sotto lo sguardo dei vicini. A esaltare il buon nome dei nostri padri.”






— E poi la crescita da bambina a ragazza, in particolare in un periodo difficile come il passaggio tra due decenni:
“Un miscuglio tra innocenza e trasgressione, senza mai varcare alcuna soglia”

Ho apprezzato tantissimo i riferimenti pop a canzoni, film e moda dell’epoca, una cultura che come una che metteva le radici nel consumismo, fatto apposta per vendere ideali di bellezza e standard ancora più alti per le ragazze, che ha ha aumentato la competitività e la misoginia internalizzata con cui ancora facciamo i conti.
Le esperienze di Clara e Rossella che guardavano Britney Spears in televisione che prima si muove a passi perfetti e un attimo dopo è in uno stato psicofisico terribile (come oggi, 10 anni dopo, possiamo ben sapere tra tutte le questioni giuridiche e l’autobiografia della cantante), svelano la facciata perfetta di quell’educazione alla femminilità, in cui questo termine è una gabbia dorata che fa arrugginire quel metallo.

In quella fase di pubertà Clara ha ancora più sofferto la gelosia verso Rossella, nata lo stesso giorno ma a un mese di distanza, insieme dalla culla eppure sempre un passo avanti per il pubblico: la più bella su cui mettere i vestiti eleganti, la promessa di brava ragazza tra danza classica e attività di modella per abiti da sposa in giovane età.

“Nella scuola di danza invece, i corpi divennero un discriminate. Eravamo bambine che imparavano ad abitare nuovi margini. Donne che vivevano la propria fisicità come un segreto che non doveva essere comunicato”





Clara invidia Rossella ma la compatisce anche, per come uomini e donne di tutte le famiglie sembrano volerle mettere le mani addosso, confezionando il loro giocattolo perfetto.
La contraddizione è visibile anche nella crescita, quando Rossella si fidanza con Luca, il quale avrà poco dopo avrà una breve ma passionale frequentazione proprio con Clara. Ella ha passato anni confusi, dal sentirsi niente al sentirsi per una volta “la cugina prescelta”, per poi tornare di nuovo all’invisibilità e realtà delle scuole di Caserta: ragazzi educati a fare gli uomini predatori -persino Luca entra in una rissa della tipica gelosia, pur essendo “””normale””” per un ragazzo giovane- (ma normale secondo quale società?); l’ansia del non trovare lavoro, e le ragazze educate a fare le brave bambine sedute.
E le crolla di nuovo tutto addosso, e il rapporto con Luca, con il quale ancora si scambia degli sguardi, è la “persona giusta al momento sbagliato” :/ 💔

“Il solo luogo in cui siamo esisti davvero, noi due insieme, è stata una città che non esiste. Un posto senza strade sotto i piedi”🌫️🥺






— Altro tema che l’autrice scrive egregiamente è la critica al trauma generazionale: i millennials sono cresciuti con la speranza di un mondo migliore, tecnologico e globalizzato, più alla mano, per poi trovarsi ad annaspare nell’acqua come dei pesci fuori da un acquario costruito:

“Dalla generazione che aveva condiviso tutto siamo stati cresciuti con la convinzione che non avremmo dovuto condividere niente. Abbiamo avuto tutto nostro, e in questo privilegio ci siamo ritrovati da soli. Ci hanno detto che eravamo speciali, ma per esserlo appieno avremmo dovuto allinearci a tutti gli alti. Ugualmente eccezionali seguendo un unico tracciato ben preciso.
La città punta il dito sui ventri vuoti, su chi sceglie egoisticamente sé stesso, senza pensare che i nonni sono liberi e aspettano solo che gli venga riempita la vita. […] Negare loro un bambino, alle loro braccia assetate, avide d’amore? Cosa faranno con tutto quel tempo che pensavano di spendere per gli altri?”


“Il mondo dei nostri adulti ci si rivelò in quel momento come il paese dove le felicità andavano a morire”



Un generale senso di non appartenenza, di asse piegata nel verso sbagliato rispetto una riga su cui percorrere, e poi la disillusione che non sono in quella via non accompagnerà nessuno, ma che se si sbaglia percorso si sarà marchiati a vita dagli altri:


“Ci sono due ragazzi, solo, nel mezzo di un paesaggio squallido, che però a loro sembra bellissimo. Per un attimo nessuno dei due deve fare finta di essere quello che non è. O accettare la vita per quello che è, che poi è lo stesso. E se non è amore, è certo qualcosa di altrettanto forte, che li fa sentire felici di essere esattamente così come sono. Sbagliati, inadeguati, imperfetti.”

(Questo paragrafo lo trovo bellissimo, perché oltre a essere scritto poeticamente è in parte astratto, e quei due soggetti al maschile potrebbero illudere a due ragazzi- una relazione ovviamente in contrasto con la tipica morale eteronormativa)






— Di questo risentono ancora di più le donne, il cui mondo è fatto di un’oppresione sottaciuta: nella cultura dello stupro, nella costrizione al silenzio. E riesce a descriverlo persino nell’evento che sconvolge il giorno del matrimonio di Rossella, quando viene investita da un’auto.
Clara ripercorre i ricordi dell’amica-cugina, che è stata un vaso da riempire con le aspettative altrui, anche rappresentato dal simbolismo di lei sul letto d’ospedale. Persino quando è immobile non è libera dalla marchiatura di quel luogo:

“Nel cuore della tragedia, la città santifica la ragazza perbene, che dorme senza poter ricordare i propri sogni” […] l’immagine della massima virtù: un corpo di donna che non desidera, e che non si muove. Un corpo a cui la vita accade. Un corpo muto, che non si fa sentire, non disturba.”



In particolare, Clara legge il suo diario— e sì, sbaglia invadendo la sua privacy, ma un errore in un personaggio realistico forse era necessaria per raccontare una storia fatta di deviazioni dallo standard perfetto ;)
Rossella non solo non avrebbe voluto essere la principessa da riempire di pizzi e merletti, ma come un fuoco da spegnere immediatamente, non avrebbe neanche potuto: in una delle pagine di diario adolescenziale scrive di aver provato sentimenti per la sua migliore amica Leo, di averla baciata d’istinto, del fatto che lei avesse reagito male (che sia per imbarazzo, o per vergogna, o per omofobia internalizzata o perché non ricambiava chi può dirlo?) Una ferita che ha incrinato un’amicizia che stava diventando troppo stretta, troppo tempo passato insieme per far rischiare di scoppiare e di non essere più la ragazza perbene che tutti volevano.

(si può intuire quindi, dalla frase di un’amica pettegola che dice che Luca e Rossella non hanno mai avuto un rapporto sessuale, che alla ragazza neanche piacciono gli uomini👁️ ma che si stia costringendo per il perfetto matrimonio uomo-donna da Mulino Bianco)


“I nostri adulti ci avevano insegnato a non chiedere mai. La rinuncia al desiderio era la nostra espiazione. Così pure quella vita che ci avevano messo davanti, un percorso a tappe, ben preciso, dalla casa dei nostri padri a quella dei nostri mariti. Il nostro desiderio sarebbe rimasto muto, non interrogato. Ma capitava, a volte, che l’animale si risvegliasse dentro. Che la bestia affamata, mal nutrita e dimenticata, cominciasse a scalciare. Come si tiene a bada il desiderio? Assecondandolo o sopprimendolo per sempre, ce ne stiamo in bilico accarezzando l’una o l’altra possibilità, prima di capire da che parte stare, dove lasciarci cadere”



C’è una delicatezza e una brutale onestà nel modo in cui la scrittrice descrive il senso di spaesamento e di energica scoperta, quando le persone queer giovani (a maggior ragione anni fa era più difficile, e in certi contesti dove non se ne parla) si innamorano di persone del loro stesso genere:

“Le persone non si innamorerebbero mai se prima non avessero sentito parlare dell’amore […] di storie come la sua, di un sentimento così forte come quello che provava per l’amica, Rossella non aveva mai sentito parlare. Non c’era niente di simile nei film che aveva guardato, e neppure nei romanzi che aveva letto. Non sapeva dargli un nome, né una forma e, davanti a tutto questo vuoto, si era sentita persa”💔

“Quante persone siamo state prima di provare a essere noi stessi? L’adolescenza territori infame da cui il suo esce mai vivo”🥲❤️‍🔥❤️



Questa forza dell’amore è esplosiva, fin troppo per una città come Caserta e per la famiglia di Rossella, e per tutte le altre identiche, specchio del loro egoismo.
Da un biglietto della metro timbrato a Milano scopriamo che Rossella è andata lì, probabilmente per ritrovare il suo amore perduto che non si è mai potuto concretizzare—- costretta a sostituirlo di nuovo con Luca, perché il fidanzato storico è un’altra di quelle cose che piace tanto alla cultura conservatrice italiana.

A una realtà abitativa che sembra surreale:

“C’era una volta una città in cui ogni cosa era di plastica […] di plastica erano le persone stesse, la loro pelle perfetta, impermeabile come le loro vite senza macchia. Nella città di plastica, tutti seguivano perfettamente la loro parte […] a volte, solo a volte, quando la luce si inclinava al tramonto, qualcuno sembrava più reale degli altri. Ma solo per un momento. Un brivido di orrore attraversava la schiena di aveva intravisto l’anomalia”👄💔


Un dialogo particolarmente bello è quello conflittuale tra Rossella e Clara in cui la prima accusa di essere arrogante solo perché se n’è andata, quando non tutti possono uscire da quel fossato.
Il tema psicologico e generazionale passa quindi per i discorsi sulle scelte drastiche, sulla libertà, sul senso di colpa di lasciare i propri affetti per il sacrificio di trovare sé stessi.
Non si è migliori di chi è rimasto, perché diversi sono i cuori, l’audacia, il trauma, e la conciliazione del concetto di ricostruirsi una vita: sarà cucita su di noi, o ci farà stare bene? Ce ne convinciamo o è davvero così?


“I mondi che esplodono in silenzio, dalle vite che non abbiamo scelto, sono infiniti. Noi procediamo avanti e ogni passo è una picconata, che sottrae materia dal blocco di marmo che stiamo scolpendo”❤️‍🩹🏘️


E da qui altre bellissime riflessioni sulle infinite strade future, o su quelle che avremmo potuto percorrere ma non abbiamo fatto. Se Rossella ha trovato la sua amata a Milano con un uomo più vecchio, se Leo è felice con lui o se sta anche lei reprimendo la sua identità, o se hanno fatto pace, o se è rimasta in un limbo di amicizia: qualcosa di diverso, un sentimento indescrivibile che deviava dalla norma.
Anche questo, al tempismo sbagliato🥲

“Nel mondo presente, quello che abbiamo scelto, Clara, Luca e Rossella restano tre infelicità, che si sono inseguite senza mai toccarsi. Ci siamo affannati a proseguire lungo un circuito in cui ci era stato detto di correre e non fermarci”






— La migliore conclusione per un libro del genere, basato sugli eventi inaspettati rispetto alle regole, è quella delle aspirazioni di Clara, che capisce l’importanza del connettersi con parte del suo cuore, volente o nolente originario da lì.
Dove ha conosciuto gioie e dolori che l’hanno fatta crescere, dove ha avuto una madre che, nonostante le regole ferreee l’identità a cui è stata forzata, non può non provare un affetto per lei:
“[…] Raccontarle chi sono davvero. Riscrivere la storia della mia fuga e trasformarla in un racconto di consapevolezza […] non è mai troppo tardi per smettere di provare rancore e finalmente farsi la domanda giusta: siamo già tutto quell che ci rende felici? Che cosa mi rende felici?”


Quando Clara torna a Londra compra un appartamento tutto per sé, decide di avere più di indipendenza dal fidanzato e di vivere la relazione con meno ansia; forse non ha importanza deciderlo ora, perché basta è aver trovato il suo spazio, una persona che ama e una nuova consapevolezza su cosa significa passare da un posto all’altro. Lasciare tracce ovunque vada.

“In un mondo o nell’altro, adesso so che starò bene.”❤️


E poi, il tocco finale con la citazione di Goliarda Sapienza presa da un suo epistolario:
“Ma una volta, almeno, si deve raccontare tutto di sé, se sei fortunata di trovare qualcuno di cui fidarti. Nessuno può mantenere il silenzio su sé stesso per tutta la vita, pena la pazzia, pena la pazzia- Goliarda Sapienza”



L’animo di questo romanzo è femminista, filosofico e moderno, scorrevole e potente nel parlare della fluidità delle cose di tutti i giorni, che vanno dalla gestione della distanza, ai sentimenti rimpianti e quelli che riaffiorano, agli amori che oltrepassano le convenzi, e soprattutto alla totale espressione del proprio io.
Sembra possibile solo in un mondo utopico, o forse in quello che si può provare con tutte le proprie forze a costruirsi.
Una dedica alle ragazze rotte cresciute come quelle perbene che, nello spezzarsi e nel ricomporsi, si sono ritrovate. E devono essere solo per sé stesse🩷
Profile Image for Manuela Rotasperti.
491 reviews16 followers
January 5, 2024
"𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶. 𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝗶𝗻𝗻𝗲𝘀𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶, 𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼, 𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝗼, 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝘀𝘁𝗮."

Clara vive a Londra ormai da 10 anni ed insegna italiano agli stranieri. In occasione del matrimonio della cugina, con cui è cresciuta, rientra nella sua terra d'origine: Caserta, una terra che le è sempre andata stretta e che soffocava il suo desiderio di libertà.

È la storia di una ragazza che lascia la propria terra d'origine, in cui si sente soffocata ed oscurata dal ruolo impostole dal retaggio culturale della famiglia, alla ricerca della libertà e della felicità. Olga Campofreda bene descrive Caserta, questa città dalle case basse, in modo da non superare in altezza la vecchia casa del re, da sempre votata all'obbedienza. Ed è ciò che si respira anche tra gli abitanti di questa città di provincia, dalla mentalità chiusa, sempre impegnata nelle routine che si tramandano da anni: la messa della domenica prima del pranzo dai nonni, l'importanza dello studio, la preparazione del corredo per le giovani spose. Per la donna non c'è spazio: da lei ci si aspetta soltanto che si occupi della cucina, del risparmio e della qualità dei prodotti. Le donne sono come "boccioli di rosa selvatica costretti a fare i gerani per essere esposte sui balconi di casa", perché ciò che conta è non dare scandalo e l'apparenza. I giovani sono vittime delle scelte dei genitori, costretti a soffocare i propri desideri, finché si spegneranno o si risveglieranno con prepotenza: "la sposa dall'abito bianco come tela bianca su cui disegnare i desideri e le aspettative degli altri". Ed è qui che entra in gioco Clara, la protagonista che in prima persona racconta la sua "fuga" e si ribella a delle regole che non le permettono di essere se stessa, in una città che non sente sua: "Caserta non mi manca mai, ma a volte mi manca quando ci sto. Mi manca ciò che non è mai stata e che avrebbe potuto essere per la mia generazione". La trama si articola così tra ricordi dell'adolescenza, nelle cui descrizioni si avvertono suoni e profumi, ricordi più recenti legati alla vita londinese ed il tempo presente. Dopo una premessa generale in cui la protagonista illustra le differenze tra la pudica Caserta e la più trasgressiva Londra, si inserisce una storia che riserva colpi di scena.Si avverte il contrasto tra antico e moderno, tra usanze passate e modalità d'incontro attuali. Si parla dell'app di incontro di Tinder e devo dire che mi sono sentita vecchia pure io, dal momento che sono dovuta andare a cercarmi cosa volesse dire " fare match". È un libro che sicuramente offre spunti di riflessione e che porta anche il lettore a chiedersi cosa lo rende felice, perché non è mai troppo tardi per far sbocciare un fiore vero in una città di plastica. La scrittura è semplice, molto scorrevole, diretta e in alcune occasioni tagliente e provocatoria. Interessanti anche i temi secondari legati al senso di inadeguatezza per il proprio corpo, alle prime forme di esclusione e bullismo, all'omosessualità. Il finale è aperto, ma non mi è dispiaciuto. Ho sentito parecchi pareri negativi, ma a me invece questa lettura è piaciuta molto!
Displaying 1 - 30 of 216 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.