"Uscire da soli dai problemi è l'avarizia, uscire insieme è la politica."
Seconda edizione speciale: a cura di Michele Gesualdi, Fondazione Don Lorenzo Milani Il manifesto dei ragazzi bocciati e dei loro genitori contro la selezione scolastica, in difesa dei 'cretini' e degli 'svogliati'.
"Quando voi discutere sulla efficacia di una parola e di una espressione in relazione a quello che volete dire a far capire,vi rivolgete o rivolgete il vostro pensiero non a degli uomini di cultura che già sanno, ma a chi deve capire. Non analizzate cioè, la parola o la espressione dal punto di vista letterario, formale, intelletuale per controllare se sono o non sono interessanti o piacevoli o belle; ma vi rendete conto se sono efficaci ed attauli per il fine vi siete proposti. Così giorno per giorno il vostro linguaggio si rinnova." (dalla prefazione di Giovanni Michelucci)
Don Lorenzo Milani, nome completo Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967), è stato un presbitero, scrittore, docente ed educatore cattolico italiano.
La sua figura di prete è legata all'esperienza didattica rivolta ai bambini poveri nella disagiata e isolata scuola di Barbiana, nella canonica della chiesa di Sant'Andrea. I suoi scritti innescarono aspre polemiche, coinvolgendo la Chiesa cattolica, gli intellettuali e politici dell'epoca; Milani fu un sostenitore dell'obiezione di coscienza opposta al servizio militare maschile (all'epoca obbligatorio in Italia); per tale motivo fu processato per apologia di reato[1]. In primo grado venne assolto "perché il fatto non costituisce reato", mentre in appello morì prima che si giungesse a sentenza.[2]
Il suo libro Esperienze Pastorali, inizialmente dotato dell'imprimatur ecclesiastico,[3] fu oggetto di un decreto del Sant'Uffizio del 1958 contenente la proibizione di stampa e di diffusione[4] e, solo nel 2014, dopo 56 anni, la ristampa del libro non ha più avuto proibizione da parte della Chiesa.
È stato molto bello e fluido e un libro che si può leggere anche due giorni ed interessante come argomento di come e nata anche l'educazione pedagogica, volevo mettere 3/1.2 di stella ma ho messo 2 pieno.
Trama: A un'amica che gli chiedeva che cosa si potesse fare per "Lettera a una professoressa" appena dato alle stampe un Lorenzo Milani in fin di vita rispose: «Fate baccano!». Il libro in effetti ne ha fatto parecchio di "baccano" e ha reso celebri don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana in tutto il Mondo lasciando segni profondi nella cultura e nella società nonostante travisamenti e strumentalizzazioni. Frutto di una scrittura collettiva sostenuta da un imponente lavoro preparatorio e di cesello linguistico per renderlo «tutto leggibile per chi ha fatto la quinta o poco più» questo libro-icona - nel contestare una scuola «che non è più scuola» ma «un ospedale che cura i sani e respinge i malati» - rivendica il diritto allo studio a fronte di una realtà scolastica che riproduceva ferocemente le diseguaglianze sociali. E ancora oggi rivolge il suo appassionato appello morale e civile il rivoluzionario messaggio di un sacerdote convinto che un maestro amante del vero e del giusto può cambiare il mondo.
Pietra miliare dei testi sulla scuola. Capolavoro pedagogico che tutti dovrebbero conoscere per comprendere le dinamiche scolastiche di un tempo che risultano, purtroppo, ancora attuali.
Rileggere e rileggere sempre, ogni volta che prendiamo la scorciatoia di una valutazione affrettata, prima di uno scrutinio e degli esami, prima di preparare una lezione troppo formale o noiosa, prima di fare la programmazione di inizio anno! Rileggere!Ma dovrebbero leggerlo anche i ragazzi, per scoprire il valore dell'impegno, per trovare una visione di scuola che sa di opportunità e non di obbligo, senza i loro comodi macchini che li portano a scuola, senza gli smartphone da cui tentare di copiare (e non capire) il più possibile! Chiunque varca le porte di una scuola ogni giorno dovrebbe leggerlo e rileggerlo!
É stata una lettura data dalla mia professoressa di scienze umane. Bello, affascinante, ricorda come dovrebbe essere la scuola e dona, anche a studenti, una visione del meraviglioso lavoro che é quello dell'insegnamento quando viene fatto bene. Di solito non leggo le letture scolastiche, questo sì. E l'ho finito.