Entre le Mussolini de ceux qui le prennent pour une marionnette de l'histoire, celui des nostalgiques du fascisme qui ressassent la propagande des années 20 et 30, des amateurs d'anecdotes qu'intéresse uniquement la vie sentimentale (agitée) du Duce et celui dont une érudition parfois accablante risque d'estomper les traits, la véritable personnalité de l'une des figures noires du siècle qui s'achève demeure pour beaucoup d'Européens une énigme. Comment saisir les sinuosités d'une carrière commencée à l'ombre de Garibaldi et Mazzini, de Proudhon, Marx et Nietzsche et achevée dans la fange de la République de Salo ? Pourquoi un fils du peuple devenu militant ouvrier et journaliste, héraut de l'intervention dans la Première Guerre mondiale et numéro 2 du PSI, s'est-il métamorphosé en nationaliste à tous crins ; comment l'agitateur s'est-il fait le promoteur d'un régime d'ordre, comment le futuriste a-t-il fini par prôner le retour à la Rome antique ? Pour quelles raisons un homme de longue date hostile à l'Allemagne et indifférent aux problèmes "raciaux" a-t-il pu être l' alter ego latin du Führer, jetant son pays dans une nouvelle guerre, mal préparée, et se faisant le complice du génocide ? Qui est cet anticlérical signant les accords du Latran, cet anticolonialiste conquérant l'Ethiopie, ce républicain offrant au roi le titre d'empereur, cet adepte de l'union libre exaltant la famille traditionnelle ? Etc., etc. Ces contradictions, ces revirements, ces reniements, Mussolini les a assumés et même voulus, car il s'est très tôt persuadé qu'il était à lui seul le salut de l'Italie, et cette certitude l'habita jusqu'à la fin ou presque. La passivité voire le soutien (au moins jusqu'au milieu des années 30) des Italiens firent le reste en le confortant dans cette idée.
Pierre Milza, professeur d'histoire contemporaine à l'Institut d'études politiques de Paris et directeur du Centre d'histoire de l'Europe du vingtième siècle (CHEVS/FNSP), est spécialiste de l'histoire du fascisme et de l'Italie des XIXe et XXe siècles.
Da ragazzo leggevo tante biografie. Mi ricordo che andavo da Alessandro Magno a Caterina di Russia, da Napoleone a Cristoforo Colombo, da Giulio Cesare a Pietro il Grande. Penso che mi piacesse proprio il genere in sé, perché permette quell’immersione provvisoria in luoghi e tempi lontani attraverso la singola vita, più immediatamente coinvolgente rispetto ad analisi magari più ampie e approfondite. A pensarci bene, forse è tra quelle cose che ho smesso di leggere tra liceo e università: in qualche modo conformandomi alla tradizione storiografica italiana che non è nemmeno lontanamente avvicinabile a quella anglosassone, ad esempio, nel valorizzare la forma-biografia.
Divagazioni a parte, questa vita di Mussolini è piuttosto ampia (relativamente, certo: non ho mai letto tutti i volumi di De Felice!), visto che le 950 pagine sono anche di formato abbastanza grande e di scrittura piuttosto piccola, ma l'autore riesce a mantenere sempre vivo l'interesse. (Al netto di un gran numero di refusi: soprattutto sembra mancare il tasto A maiuscolo...; e di qualche ripetizione, credo però voluta, perché funzionale a una lettura anche per parti separate, così come le paginette di sguardo complessivo che vengono poste all'inizio di ogni capitolo).
E mi sembra un lavoro equilibrato. Ad esempio nel prendere in considerazione anche testimonianze e ricostruzioni di persone vicine a Mussolini ma poi sue nemiche, come Angelica Balabanov in particolare e, se è il caso, nel rifiutarle decisamente, argomentando però sempre dove e perché non appaiono fondate.
Ogni tanto si vede che l’autore (e il pubblico per cui è stato maggiormente pensato il libro) è francese: per l’importanza data ad alcune fonti; per i particolari che dà per conosciuti quando si tratta di storia francese; e per la relativa enfasi che dà ai rapporti di Mussolini con la Francia. Ma anche questo aspetto non mi sembra indebolire l'equilibrio complessivo.
Dicevo che si legge bene, in una narrazione complessiva che non si impunta sull'approfondimento estremo dei singoli punti, ma in cui non mancano utili e rapide presentazioni, quando serve, di interpretazioni diverse da parte degli storici sulle varie questioni; sempre seguite dalla chiara preferenza data a una linea ma senza ignorare le altre.
Dopo la presa del potere diventa meno una biografia in senso stretto e, necessariamente, anche un libro sul fascismo in generale, sulle «cerchie del potere», sullo Stato, sul partito, sull'Italia... Anche con qualche spunto di confronto con i "veri" totalitarismi.
E infine diventa un libro sulla guerra (le guerre); e diventa, in tutti i sensi, un libro tragico, in un prolungato finale davvero angosciante, dove tutti gli aspetti peggiori dell'esperienza mussoliniana si inaspriscono ulteriormente, accoppiandosi con una impressionante e crescente decadenza fisica e psicologica.
Foi com muita persistência que terminei este livro.Não sei exatamente como classificar este livro, certamente não é uma biografia de Mussolini, está muito mais para uma colcha de retalhos sobre facismo italiano. Traz muitos dados sobre o governo Mussolini mas omite fatos importantíssimos prometidos na própria sinopse do livro! A infância de Mussolini não é citada, exceto pela menção de ser filho de um ferreiro , nada é dito sobre seu trabalho como professor, sobre seu engajamento no socialismo e como houve a mudança ideológica para o facismo. A Marcha sobre Roma é mencionada inúmeras vezes mas nunca é explicada. Muitos fatos e siglas são citados como óbvios mas nunca explicados (como por exemplo o assassinato de Matteotti), o golpe que derruba Mussolini em 1943 também é absurdamente ignorado como se houvesse um corte no livro do ano de 1939 para o momento em que Mussolini já está preso. Para não ser injusto digo que tem alguns bons capítulos como o da guerra da Abissínia, o resgate de Mussolini pelos nazistas e o último sobre sua captura e morte. Só recomendo este livro pra quem já conhece extensamente o assunto e procura algo a mais pra ler, no meu caso ,precisarei achar outro livro sobre o tema para entender melhor.