Da ragazzo leggevo tante biografie. Mi ricordo che andavo da Alessandro Magno a Caterina di Russia, da Napoleone a Cristoforo Colombo, da Giulio Cesare a Pietro il Grande.
Penso che mi piacesse proprio il genere in sé, perché permette quell’immersione provvisoria in luoghi e tempi lontani attraverso la singola vita, più immediatamente coinvolgente rispetto ad analisi magari più ampie e approfondite.
A pensarci bene, forse è tra quelle cose che ho smesso di leggere tra liceo e università: in qualche modo conformandomi alla tradizione storiografica italiana che non è nemmeno lontanamente avvicinabile a quella anglosassone, ad esempio, nel valorizzare la forma-biografia.
Divagazioni a parte, questa vita di Mussolini è piuttosto ampia (relativamente, certo: non ho mai letto tutti i volumi di De Felice!), visto che le 950 pagine sono anche di formato abbastanza grande e di scrittura piuttosto piccola, ma l'autore riesce a mantenere sempre vivo l'interesse.
(Al netto di un gran numero di refusi: soprattutto sembra mancare il tasto A maiuscolo...; e di qualche ripetizione, credo però voluta, perché funzionale a una lettura anche per parti separate, così come le paginette di sguardo complessivo che vengono poste all'inizio di ogni capitolo).
E mi sembra un lavoro equilibrato. Ad esempio nel prendere in considerazione anche testimonianze e ricostruzioni di persone vicine a Mussolini ma poi sue nemiche, come Angelica Balabanov in particolare e, se è il caso, nel rifiutarle decisamente, argomentando però sempre dove e perché non appaiono fondate.
Ogni tanto si vede che l’autore (e il pubblico per cui è stato maggiormente pensato il libro) è francese: per l’importanza data ad alcune fonti; per i particolari che dà per conosciuti quando si tratta di storia francese; e per la relativa enfasi che dà ai rapporti di Mussolini con la Francia. Ma anche questo aspetto non mi sembra indebolire l'equilibrio complessivo.
Dicevo che si legge bene, in una narrazione complessiva che non si impunta sull'approfondimento estremo dei singoli punti, ma in cui non mancano utili e rapide presentazioni, quando serve, di interpretazioni diverse da parte degli storici sulle varie questioni; sempre seguite dalla chiara preferenza data a una linea ma senza ignorare le altre.
Dopo la presa del potere diventa meno una biografia in senso stretto e, necessariamente, anche un libro sul fascismo in generale, sulle «cerchie del potere», sullo Stato, sul partito, sull'Italia... Anche con qualche spunto di confronto con i "veri" totalitarismi.
E infine diventa un libro sulla guerra (le guerre); e diventa, in tutti i sensi, un libro tragico, in un prolungato finale davvero angosciante, dove tutti gli aspetti peggiori dell'esperienza mussoliniana si inaspriscono ulteriormente, accoppiandosi con una impressionante e crescente decadenza fisica e psicologica.