Dopo un altro volume di lettere che mi aveva entusiasmata, questo inizialmente mi appesantisce, soprattutto perché è in prestito e cerco di leggerlo più spesso che posso per rispettare i tempi, escludendo di distrarmi con altre letture, ma così non funziona. Sono decisa a riconsegnarlo, poi decido che lo leggerò con calma e finalmente ci prendo gusto: ritrovo la ragazza affettuosa che travolge gli amici di lettere, aneddoti e uno sguardo ironico, spesso comico e sorprendentemente contemporaneo. Faccio fatica a figurarmela in carrozza o in formali abiti da sera, con quel suo spirito caustico e beffardo nei confronti delle norme sociali. Rispetto al volume che ho letto. quello della maturità letteraria in cui l'autrice dialoga sulla produzione e sul successo dei propri romanzi, ha una rassicurante vita coniugale e un'amante appassionata, ma anche gravi crisi di salute mentale, qui la sua vita è ancora tutta da scrivere: dubita di poter diventare una scrittrice, coltiva vivaci amicizie maschili e femminili, viaggia, perde metà della sua amata famiglia e soffre immensamente per il distacco dalla sorella dopo il matrimonio. Al suo Virginia pensa con preoccupazione: quella di rimanere zitella e senza figli e quella di non sapersi adattare a una serie di doveri e convenzioni che sono estranei alla sua profonda indipendenza, tra cui l'intimità sessuale.
Le sue lettere mi hanno fatto venire una gran voglia di party eleganti, viaggi in Europa e soggiorni nella campagna inglese, leggere classici e passare pomeriggi di scrittura forsennata ma, soprattutto, di scrivere centinaia di lettere alle persone che conosco, piuttosto arduo oggi che persino le mail stanno scomparendo. Un'esperienza di lettura totale, profonda, impegnativa, talvolta snervante ma anche esaltante. Quanto avrei voluta conoscerla, le voglio sinceramente bene.