Diario beat è la raccolta di diari e taccuini compilati da Ginsberg nel decennio 1952-1962, quando Allen muoveva i suoi primi passi da poeta e iniziava ad affermarsi come scrittore di eccezionale valore, e pubblicati sotto la sua supervisione qualche decennio più tardi. Nel Diario c'è tutto ciò che si potrebbe aspettare dal rappresentante di spicco della poesia beat: viaggi, trip allucinogeni, sesso, randagismo, ossature e scheletri di poesie, alcune abbandonate nelle pagine dei diari, altre che saranno germe ad alcuni grandi componimenti del corpus lirico ginsberghiano. Per lo più abbondano stesure di sogni vissuti dal poeta, alcuni giusto abbozzati, alcuni trattati specificamente, con l'intento da parte di Ginsberg di sviscerare la materia onirica e comprendere l'essenza che si cela al di sotto dell'immagine. Alla lunga un po' stancano, essendo il contenuto ricorrente (sesso e feste), ma sono interessantissimi, assieme a scene tratteggiate di serate vissute dall'autore, per delineare l'intera scena beat degli anni cinquanta sessanta, caratterizzando alcuni dei grandi interpreti della letteratura americana e mondiale di quel periodo: Borroughs, Kerouac, Corso e così via, oltre che ovviamente dello stesso Allen. Per quanto invece i viaggi del poeta siano interessanti per gli itinerari tracciati e vissuti, non hanno una amplificazione letteraria, restano per lo più la registrazione piatta di ciò che Ginsberg osserva. Il Diario è interessante se si intende dunque comprendere e sviscerare la figura di Ginsberg uomo e poeta, penetrare nella sua vita e nel suo laboratorio privato di scrittura, e comprendere al meglio gli affetti, le relazioni spesso anche complesse tra i grandi scrittori beat: altrimenti passate oltre.