La lettura dei diari di personaggi realmente esistiti ha un fascino particolare perché entri davvero nell'intimità, nell'interiorità delle persone, ne conosci i pensieri, le debolezze, i dolori, i desideri, le frustrazioni...
Questa raccolta in particolare è di estremo interesse e molto coinvolgente perché attraverso le parole e i sentimenti di Sof'ia scopriamo, nel contempo, un Tolstoj in versione familiare, ne comprendiamo meglio la personalità, molto contraddittoria, che traspare anche dai suoi scritti: letterato geniale ma uomo a di poco discutibile, “una sorta di mostro”, come non ha esitato a definirlo, nella sua bella prefazione, Doris Lessing.
Sof'ja era poco più che una ragazza ancora piena di sogni e di aspettative quando, a 18 anni e dopo qualche settimana si fidanzamento, sposo il maturo e passionale Lev. Una vita totalmente dedicata a lui, ai suoi figli, alle sue opere che trascrisse innumerevoli volte (solo Guerra e Pace ben 7).
Un amore che nn cessò mai, malgrado i momenti di scoramento, di frustrazione, di insoddisfazione.
Sof'ja era una donna intelligente, istruita, che avrebbe voluto un po' di spazio per sé, da dedicare alla sua crescita spirituale e intellettuale, viaggiare, emanciparsi ma, nn le fu possibile. L'egoismo del marito, la sua indifferenza per tutto ciò che lo circondava, che nn fosse il suo lavorio filosofico, quindi anche per la numerosa prole, la mancanza di tempo materiale, la obbligarono a condurre una routine familiare sempre uguale, sterile, povera di contenuti a lei congeniali. Sof'ja si occupò non solo di mettere al mondo ben tredici figli (di cui solo tre morirono in tenera età), di allevarli e di istruirli dando loro lezioni in varie materie, ma anche di gestire la vita domestica e l'amministrazione delle proprietà da cui la famiglia Tolstoj traeva il proprio sostentamento, soprattutto dopo che lo scrittore, in preda a una forma di esaltazione mistico-religiosa non condivisa dalla lei, si era totalmente disinteressato ad esse.
Dalle pagine che Sof'ja riempie in modo discontinuo, saltando lunghi periodi e scrivendo più intensamente in altri, apprendiamo tutta la sua infelicità di donna repressa, sacrificata a vivere lontano dalla società per l'avversione che il marito provava per la vita cittadina, e impossibilitata a coltivare in modo soddisfacente le proprie ambizioni culturali, : non solo per ovvia mancanza di tempo, ma anche e soprattutto a causa delle idee visionarie professate da Tolstoj nel corso dell'ultima parte della sua vita.
Sof'ja soffre molto per il disinteresse che il marito ostenta nei confronti dei figli, e ancora di più per il fatto che il loro rapporto coniugale le appaia basato esclusivamente sulla carnalità, avvertendo per tutta la vita la mancanza di una reale sintonia spirituale con il proprio compagno.
Dalle sue pagine esce il ritratto a tratti impietoso di un Tolstoj duro, freddo, anche se non privo di slanci e tenerezze inaspettate, in preda a manie salutiste, alla perenne ricerca di un vano ascetismo, circondato e circuito da uomini senza scrupoli, come il famoso e odiato Čertkòvch, oltre che da un nugolo di poveri diavoli che affermandosi suoi discepoli, bivaccavano a Jasnaja Poljana, la loro residenza di campagna. Sempre schiavo fino alla vecchiaia della propria sensualità, nonché assurdamente geloso della moglie e delle sue platoniche simpatie per uomini in cui Sof'ja cercava qualche appagamento alla propria sensibilità, primo fra tutti il musicista Sergej Ivanovič Taneev.
Pagine di intenso dolore quelle dedicate alla morte del figlioletto prediletto Ivan, detto Vanička, alla delusione e all'amarezza per i comportamenti dei figli in età matura, l'ossessione che le prese in seguito per il suicidio, e alla morte di Lev Tolstoj ad Astapovo, nella misera abitazione del capostazione, dal quale fu tenuta lontana dai suoi seguaci e che rivedrà ormai agonizzante...
Solo alla fine di una vita travagliata all'ombra di un genio della letteratura quale fu Lev Tolstoj si rese conto che, malgrado tutto, era stata una privilegiata, che non si poteva esigere un comportamento “convenzionale” da un genio e che lui, a modo suo, non cesso mai di amarla. La loro unione fu forte anche se attraversò mille tempeste...
Il dibattito sulla sua figura e sull'influenza per tanti negativa, per altri positiva, che ebbe su Lev Tolstoj fu ,dopo la sua morte ed è ancora oggi, in pieno fermento.