Il «Bach» di Piero Buscaroli è uno studio esemplare per chi voglia avvicinarsi al grande compositore barocco. Pubblicato nel 1985, questo libro ha riscoperto e riletto con eccezionale scrupolo filologico le fonti primarie della vicenda bachiana, ne ha ridisegnato con acume e capacità di penetrazione psicologica le linee artistiche e familiari. Il risultato è un saggio che restituisce al musicista tedesco la sua intera storia, la sua umanità, l'ansia, il gran carattere, la volontà di potenza, i suoi scopi d'artista, i rapporti col mondo circostante, il passato e il futuro dell'arte.
"Consideriamo un dovere limitare le descrizioni verbali, gli aggettivi rimbombanti ed estatici, e tutti i fastidiosi artifici con cui chi debba scrivere di musica cerca di colmare l'abisso che separa le parole dalle note, la logica letteraria da quella musicale, reciprocamente autonome e straniere: artifici che paiono a volte indispensabili per scacciare il sospetto di aridità, ma che recano quel fastidioso impressionismo artistoide, che nelle analisi erudite aggiunge agli esibizionismi soggettivi la falsa oggettività della pretesa tecnica." Buscaroli è uomo d'altri tempi, rigoroso fino al parossismo e dalla prosa ricercatissima e un po' logorroica: ciò potrebbe allontanare il lettore meno ostinato da quella che resta una biografia fondamentale (per approfondimento e prospettiva, ma anche solo per la minuzia e precisione documentale) del massimo genio musicale di ogni tempo, oltre che un libro appassionante e rivelatore. Sarebbe un peccato.