Jump to ratings and reviews
Rate this book

Bambiland

Rate this book
Ce récit, sous la forme d'un long monologue, prend pour objet la guerre d'Irak et fait rélérence au 11 septembre 2001 et au scandale de la prison d'Abou Ghrai͏̈b. Il évoque les erreurs de Xerxès, les réussites industrielles d'Haliburton ou le toutou de George W. Bush, le tout au service d'une dénonciation de la guerre et du comportement des consommateurs médiatiques de celle-ci.

100 pages, Hardcover

First published January 1, 2004

Loading...
Loading...

About the author

Elfriede Jelinek

162 books1,133 followers
Elfriede Jelinek is an Austrian playwright and novelist, best known for her novel, The Piano Teacher.

She was awarded the Nobel Prize in Literature in 2004 for her "musical flow of voices and counter-voices in novels and plays that, with extraordinary linguistic zeal, reveal the absurdity of society's clichés and their subjugating power."

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
16 (21%)
4 stars
21 (27%)
3 stars
23 (30%)
2 stars
10 (13%)
1 star
6 (7%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Maria AC.
136 reviews3 followers
January 17, 2025
De verdad intenté terminarlo. Me interesaba mucho su mensaje antibélico, pero cada página se hizo más insufrible que la anterior. Es un libro que exige mucha paciencia y yo no la tengo.
Profile Image for Sara.
189 reviews77 followers
July 20, 2020
"Povero potere. Rende i poveri più poveri e i ricchi più ricchi. È la sua particolarità, tra le molte altre stranezze. Tutto ritorna sempre, specie le guerre. Ma il fatto che ritornino sempre rappresenta appunto il massimo avvicinamento di questo mondo del divenire a quello dell’essere. Tutto È, perché tutto è distrutto. Perché l’abbiamo detto noi e basta. Basta. Basta. Basta. Noi stiamo sulla vetta della contemplazione, ci guardiamo attorno, vediamo che ciò che è apparenza, appena è finalmente diventato nulla, e distogliamo lo sguardo e guardiamo dentro di noi e fuori da noi. Non sappiamo niente, non conosciamo niente, ci sbagliamo, ricominciamo da capo, ci inganniamo, inganniamo gli altri, siamo delusi per non aver ancora vinto. Ma presto avremo vinto. Presto ci compreremo un altro biglietto della lotteria, presto ci sbarazzeremo di noi, qualcuno ci aiuterà pure, non sono io, non ancora, ma presto, presto. Basta. Basta. Basta."

L'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti, Dick Cheney, Bush nostro Signore, gli interessi petroliferi e l'Halliburton, i missili col "margine minimo" di errore, padri iracheni che sventolano ai soldati le foto dei figli uccisi dagli esportatori di democrazia. Un'apnea di una settantina di pagine sulla guerra in Iraq ma anche su tutte le guerre, sulla macchina della propaganda e sulla sempiterna falsificazione di crimini di guerra da parte dei vincitori.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books74 followers
April 24, 2016
Prime righe: questo non è il mio genere, penso, questa densa poesia in prosa dal linguaggio immaginifico il cui traduttore ha palesemente sudato sette camicie (e ogni tanto lo dice sotto forma di N.d.T.) per renderlo in italiano.
Poi mi prende e non mi molla più, come è giusto che sia per un poema epico, una moderna Iliade.
Fortunatamente sono soltanto 72 pagine, altrimenti l'apnea mi avrebbe ucciso.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews