In queste dieci avventure forsennate e trucide il punto di vista è prima di tutto quello dei malavitosi di una città affamata di soldi. "Kriminalbar" è il romanzo-vademecum per capire il nuovo volto della criminalità italiana e milanese, con i suoi discutibili eroi, i suoi comportamenti, le sue regole. È un mondo livido e feroce, cinico e disperato, popolato da una corte dei miracoli tragicomica e pericolosa, raccontato in presa diretta, illuminato da una scrittura incalzante e da battute folgoranti.
Colaprico merita qui il massimo, una bella raccolta di racconti ma interconnessi con personaggi vivaci e un bel po' di colore milanese. Non cercate il "Milano Calibro 9" di oggi che anche lui rispetta i maestri, Scerbanenco non aggiunse colore, Colaprico che � gi� vincolato al rasoterra dei resoconti come nerista, si permette qui di sceneggiare e pitturare. Lo fa con misura e quindi non sconvolge la plausibilit�. Colaprico � un fratello motociclista e sa bene che a dar troppo gas ti parte il posteriore e son momenti.
"Alle soglie del Duemila uno deve scrivere solo se è capace di distrarre o di far pensare, se ha qualche bella storia mai sentita, qualche nuovo punto di vista. Terenzio, invece, dava a Genito l'idea di uno che scriveva solo per occupare uno spazio fisico."
anche alle soglie del 2011, se è per questo, ma sai quanti ce ne sono che scrivono solo per occupare uno spazio fisico?
ecco, appunto: bisogna fare spazio, liberare lo spazio da quelli che inutilmente lo occupano.