È un libro utile e molto chiaro.
Si chiede di base da cosa dipenda la felicità. Comunemente attribuiamo la causa della felicità alla congiuntura di condizione esterne, su cui non abbiamo alcun potere. Invece fermandoci a riflettere possiamo riscontrare nelle attività che ci assorbono integralmente portandoci in una condizione di “flow” il modo migliore per vivere la nostra esistenza ed essere retrospettivamente felici nell’immediato e a lungo termine.
Il libro parte suddividendo le attività che compongono il nostro vivere in tre categorie: attività lavorative, attività necessarie, attività di svago. Vengono analizzate in ogni capitolo i vari tipi di attività ponendo l’accento sull’importanza del contesto ambientale come amicizie e famiglia, società e cultura.
Un’importante distinzione va fatta tra attività passive e attive, ed è particolarmente nelle attività attive che si raggiunge il flow quando il compito da svolgere non è troppo facile tanto da risultare noioso né troppo difficile tanto da risultare impossibile.
Nel libro c’è molto altro, ma il suggerimento importante che vuole darci è di ricercare il più possibile il “flow” nel nostre vite che si compie ai massimi in attività che ci appassionano.
È un libro che non espone chissà quale verità eclatante, però tutto è sorretto da dati statistici e da studi approfonditi che spesso confermano il senso comune e le riflessioni che ognuno fa nel corso della vita.