Wolf Lennox, conte di Blackwood e potente magnate della Lennox Industry, è uno scozzese dall’animo arido. Cinico e arrogante, si divide tra Edimburgo, Londra e New York, gestendo la vita privata come gli affari. Solo due cose per lui sono più importanti del titolo e del potere: la famiglia e il castello di Blackwood, la sua casa.
Rose McGregor è una giovane donna al servizio dei Lennox. Rimasta presto orfana, vive grazie alla generosità della nobile famiglia, che le ha dato un lavoro e un tetto sulla testa. Diciannovenne pura e ingenua, fin da bambina custodisce un segreto. L’amore per un uomo di quattordici anni più vecchio, fratello maggiore della sua migliore amica e primogenito del duca di Highfield: Wolf Lennox. Tanto irraggiungibile che ignora persino il suo nome.
Ma quando, finalmente, la nota, ha inizio la caccia. Lui la desidera. Ha fame di lei. Nel bosco di Blackwood e fra i sentieri pericolosi in cui è condotta, Rose scoprirà che l’amore non è un sogno puro, limpido, casto. Piuttosto, somiglia agli occhi neri di un uomo che, di lei, non ha esitato a divorare anche l’anima.
Capisco sia il retelling di una favola ma se si opta per un’ambientazione contemporanea ci deve essere una contestualizzazione realistica, altrimenti meglio introdurre elementi fantastici che possano permettere di fare ammenda su certe incoerenze.
Il figlio di un Duca in vita del padre è un Marchese, non un Conte. Già questo mi ha indisposta ma non sarebbe nulla rispetto a quanto segue.
Rose è rimasta orfana e cresciuta al castello… Chi ne aveva la tutela? Il Duca? Perché un minore orfano, in assenza di altra famiglia, ricade sotto una tutela giuridica anche in Scozia. Non basta ambientare una storia all’estero per avere un free-pass nell’anarchia.
Rose ha 19 anni e lavora per il Duca (il suo ex tutore? Non si sa) Ha studiato questa ragazza o no? Come fa ad essere assistente personale del Duca così, è stata addirittura promossa quindi lavora da quando ? Dai 16 anni? Per il suo tutore? Roba da servizi sociali.
Rose a 19 anni pensa a sposarsi. Mi sento male. Rose pensa a sposarsi perché ha avuto una storia di sesso, una, con un narcisista e la sua reazione, a 19 anni vale la pena ripeterlo, non è di mandare quella banda di matti a quel paese ma di sposarsi con qualcuno che non ama… restando vittima della sindrome di Stoccolma nel maniero. Bonjour le dixneuvieme siecle!
Alice e Snow che fanno? Intendo a parte ciondolare indolenti al castello? Studiano? Non si sa. Lavorano? Non si sa. Snow suona l’arpa (magari è concertista e io sono malfidata). Insomma le tardoadolescenti gentildonne esistono nel castello senza scopo apparente, però il protagonista vuole coinvolgerle nella gestione del patrimonio di famiglia, sono probabilmente CFOs autodidatte (e io sono appunto malfidata).
Alice e Snow, due ladies, escono la sera con Rose (l’orfana tuttofare dimenticata dai servizi sociali) e con Ashley una cameriera 18enne. Ma per piacere. Vanno al pub dove incontrano gioventù locale che hanno incontrato dove? A scuola? Andavano alla scuola del paesello? In effetti è proprio una favola.
Di cosa si è innamorato Wolf a parte l’aspetto fisico ? Non si sa. La voleva fine e quindi la sposa, mi viene da citare il Manzoniano “la sventurata rispose” rispetto a Rose, ma non commuoviamoci troppo i due si meritano.
Il fidanzato di Rose (con cui lei si fidanza sapendo di non amarlo per poter restare nella casetta del bosco) viene umiliato, ingannato, gli viene bruciata la casa è costretto a cambiare città… Da chi? Dall’ “eroe” romantico del giorno che ha 32 anni e non li sente e si comporta come mio figlio quando ne aveva 7 e non voleva che la sorella giocasse con l’uomo ragno gonfiabile: distrugge tutto. Rose, l’orfana più sensibile d’Europa, non si sente neanche in colpa, non ci parla neppure. Stava per sposarlo, tutto quello che è accaduto a questo ragazzo è colpa sua e lei ci vede solo una prova d’amore del suo narcisista, psicopatico. Che bella gente! Appunto, si meritano.
Il protagonista è quindi un criminale, maschilista, bullo in cerca di una trophy wife. Non evolve di un millimetro, guardando il viso di suo padre il Duca mentre l’orfana prodigio raggiunge l’altare, il suo pensiero è che in effetti la ragazza che sta per diventare una contessa è una signora nessuno… Però il sesso va alla grande quindi ok. lo chiamiamo amore?
La protagonista, un’improbabile vergine 19 enne senza talenti alcuni che diventa immediatamente una dea del sesso, ama l’aspetto fisico del narcisista psicopatico, il potere, il denaro e vuole solo rivincita da un passato ai margini non con le sue forze ma accettando un matrimonio in vuoto di potere. Lo chiamiamo amore?
Se dovessi dare un titolo alla recensione sarebbe “Il libro da non far leggere a vostra figlia “
Le Bully Romance sono un genere, tuttavia bisogna stare attenti ai messaggi che si passano. Questo libro scritto e letto più o meno il 25.01.2023 è disturbante.
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Non mi capita spesso di trovarmi realmente in difficoltà con una recensione, ma nel caso di Wolf’s kiss ho preferito prendermi il mio tempo prima di mettermi seduta e buttare giù i miei pensieri. Per Veronica Deanike non deve essere stato facile aprire le porte del castello, parlarci di questi due protagonisti così diversi, o di tutti i personaggi secondari che si troveranno man mano negli altri libri della serie. Non sono un’amante dei retelling ma devo ammettere che l’aver trovato tutto in chiave moderna ha aiutato e non ho trovato il richiamo pesante o stancante, in più non mi era mai capitato di leggere qualcosa inerente a Cappuccetto Rosso, quindi va sicuramente a suo favore per l’originalità. Ma veniamo alla storia… il tutto è molto intrigante, cupo e leggero al punto giusto, la chimica tra Wolf e Rose la si percepisce fin da subito, mi è piaciuto che all’inizio di ogni capitoli ci fosse un versetto della fiaba. Mi è piaciuto vedere il grande e grosso lupo cattivo e stronzo cedere e lasciarsi trasportare dai sentimenti e dai suoi impulsi e cambiare per esso. Ho anche apprezzato che Rose per quanto fragile e innocente, non lo fosse del tutto, riuscendo a tenergli testa nonostante i sentimenti che provava. So che state aspettando un “ma” e quel “ma” è davvero una piccola sottigliezza, che mi ha impedito di dare un punteggio pieno. Per quanto la storia mi sia piaciuta a tutto tondo, lo stile di scrittura mi ha bloccata a più riprese. Razionalmente so che per rendere al meglio il tutto non si potesse usare una scrittura in prima persona, ma il romanzo è stato scritto come se si fosse trattato di uno storico – e capisco l’ambientazione bellissima, il fattore dell’essere un duca lui e un’assistente lei – ma il tutto l’ho trovato… strano, con termini che magari nel mondo moderno non si usano e che ha portato la lettura a non essere del tutto fluida o veloce come la trovo di solito con la scrittura dell’autrice, ma questo non ha comunque intaccato la storia e la bellezza di essa, quindi mi rendo conto che si tratti solo di un gusto personale e vorrei che questo fosse chiaro. Leggerò sicuramente anche gli altri libri della serie e nel frattempo vi dico di non farvi scappare Wolf, perché è decisamente il lupo cattivo che vorremmo tutte.
Doppia Recensione . Mrs Steel -per RFS Voto - 4,00 . Mie care sognatrici. Appena ho scoperto che Veronica Deanike e altre apprezzate autrici italiane avrebbero pubblicato una serie dedicata alle favole che da piccole hanno fatto innamorare la maggior parte di noi, ne sono stata elettrizzata. Tutto si è amplificato quando ho appreso che uno dei trope presenti in Wolf’s kiss della Deanike, appunto, sarebbe stato l’Age Gap, allora sono impazzita. Il primo romanzo è un retelling della fiaba di Cappuccetto rosso e il lupo. Rose, la nostra protagonista, ha un’anima sognatrice, fragile per molti aspetti. L’ho adorata perché ama tutto (o quasi) ciò che vive fra le mura del magico castello di Blackwood, in Scozia, dove continua a stare anche dopo la morte dei genitori che avevano lavorato per la nobile famiglia. Il nostro Wolf, duca di Blackwood e magnate della Lennox Industry, ha un’anima riservata, cinica e fredda, e nessuno sa mai quello che gli passa per la testa. Non voglio spoilerare niente perché desidero che abbiate la possibilità di perdervi fra le mura di questo castello che, fra i rami degli alberi che vivono nel bosco alle spalle della dimora, sussurra storie di vite passate e racconti antichi. È qui che la nostra protagonista ama perdersi e raccogliere piante dagli effetti curativi. Il nostro lupo, se dapprima ha cercato in tutti modi di non cedere alla passione e al sentimento, alla fine non potrà fare altro che arrendersi e viversi questa storia ricca di suspense, ostacoli, case che prendono fuoco e una gita a New York. Ammetto che a volte avrei voluto urlare a Rose di tirare fuori il coraggio, di tenere testa al lupo cattivo e ostinato incapace di ammettere i suoi sentimenti, se non dopo averla quasi persa e spinta fra le braccia di un vecchio amico di lei. Lo stile dell’autrice è descrittivo, pulito e sa dare la giusta dose di spicy alle scene in cui la passione la fa da protagonista. Ho adorato le ambientazioni, le descrizioni minuziose che hanno creato nella mia testa mille scenari e immagini, la caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi. Ho amato anche i personaggi secondari come nonna Mureol, nonché Duchessa madre, una forza della natura, il gemello di Wolf, Alistair, le sorelle Snow, Alice e il fratello Hunter. Sono contenta di aver la possibilità di ritrovare molti di loro nei romanzi a venire. Mi sento di consigliarvi questo libro per la magia che sprigiona, per la giusta dose di romanticismo che non guasta mai e per farvi passare qualche ora spensierata.
‘Conosci la fiaba di Pollicino? Era tanto piccolo da poter dormire nel palmo di una mano. Io, nel caldo dei tuoi palmi, potrei vivere una vita intera. Felice. Non chiederei altro.’ ========================= Malefica 81 - per RFS Voto - 3 Bentornate Fenici!
Oggi vi parlerò per sommi capi del primo volume di questa serie che ci porta in Scozia, dove i vari personaggi sono protagonisti di altrettanti retelling di favole famose. In questo caso si tratta della favola di Cappuccetto Rosso nelle due versioni più note, quella di Perrault del 1697 e quella dei fratelli Grimm del 1857 che, come anche le innumerevoli varianti, hanno molti punti in comune: l’ingenua Cappuccetto e il lupo cattivo. Rose McGregor è un’orfana cresciuta nel castello sotto la tutela dei Lennox, la potente famiglia scozzese con origini antichissime. Wolf Lennox, conte di Blackwood è il lupo della situazione. Un lupo sia negli affari che nella vita privata, cinico, amorale, senza alcun rispetto per gli altri e Rose ne è innamorata ma sa che questo è un amore tossico e quindi cosa fa? Ci cade dentro con tutte le scarpe per così dire. Per placare l’ossessione che ha per lei, Wolf le propone una settimana con lui con la scusa del lavoro e invece…
Veniamo alle note dolenti. Nulla da eccepire sullo stile ma le descrizioni sono anche troppo ridondanti, sono dell’idea che se riesci a delineare un paesaggio o una situazione senza scrivere tremila pagine riesci a cogliere il punto. Ho trovato Rose insopportabile, piagnucolosa fino all’eccesso, avevo voglia di prenderla a sberle un giorno sì e l’altro pure. Va bene che rappresenti il trope della ragazzina ingenua e innamorata dell’uomo impossibile, anzi dello stronzo impossibile, ma qui esageriamo. È un age gap estremo. Seriamente, piangi per tutto? Hai diciannove anni, un po’ di contegno e di cervello, non capisco dove sia la tua forza. Lei addomestica il lupo? Mmm, più o meno. L’eccessivo piangersi addosso è qualcosa che non sopporto in un personaggio femminile. Wolf è il lupo, stronzo, cattivo, ti porto sulla strada della perdizione e bla, bla bla… Non comprendo il repentino cambio da “stronzo” a “ho capito di essermi innamorato di te”, forse sono io che non so leggere ma ho avuto come l’impressione che l’autrice volesse finire il libro il prima possibile dando una svolta fulminea senza far capire a chi legge che caspita sia successo. Se si voleva dare un pelino più di spessore a Wolf avrei evitato alcuni passaggi per concentrarmi su di lui, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa. La sua vita perfetta stravolta da una ragazzina, se l’amore fa questo effetto, cavolo! Niente da dire sui personaggi secondari che saranno protagonisti dei prossimi volumi, Alistair, il gemello di Wolf, mi è piaciuto moltissimo, Snow e Alice tanto carucce e sono curiosa di saperne di più così come di Hunter e Sylar. Una su tutte nonna Mureol, “mare infuocato” in gaelico. La voce della coscienza della famiglia Lennox, quella che striglia tutti, che dà buoni consigli, che capisce e intuisce. Una sorta di Grillo parlante armato di fucile. Pensate di fare uno spin-off su di lei? Da giovane magari, non sarebbe male. Quindi non so che dirvi, non è brutto ma nemmeno bello, non è un capolavoro. È un libro che si fa leggere, che inizia lentamente, forse anche troppo, e poi esplode oltre la metà. La prossima volta evito di farmi prendere dall’entusiasmo e seguirò di più il mio istinto. Alla prossima!
Ammetto che non mi aspettavo tutto ciò, invece l'autrice ha deciso di giocare bene le sue carte e far procedere la storia con i giusti tempi. Ma anche questo ha un bel difetto..... si finisce subito, un'attimo prima sei al capitolo uno e quello dopo all'epilogo.... ma a parte gli scherzi, il romanzo mi è piaciuto moltissimo, e sicuramente non mi perderò gli altri volumi della serie. Ma in questa lotta personale per comprendere i reciproci sentimenti non saranno soli, Wolf e Rose possono contare su diversi componenti della famiglia Lennox. Tra cui uno dei miei preferiti nonna Mureol, un personaggio divertente che mi ha conquistata subito.
“…certi uomini non hanno bisogno della forza per strapparti via quello che vogliono, inclusa l’anima.”
Signore e Signori, benvenuti a Blackwood Castle!
Con immenso piacere apriamo le danze della nuovissima collezione made in italy con il retelling di Cappuccetto Rosso di Veronika Deanike.
Chi non ha mai sognato di vivere in un castello, circondato da bellezza, magia, e perché no, in compagnia del proprio principe?
Ecco, la piccola Rose non solo ha ben in mente il suo sogno, ma lo vive anche nella realtà. Solo che il principe non è davvero un principe, e nemmeno suo, e lei è l’aiuto governante. Certo, essendo cresciuta nel castello e quindi amica intima delle figlie del duca è come se fosse anche lei di famiglia, ma la distanza tra sogno e realtà sembra – ed è – sempre incolmabile. Soprattutto se l’oggetto dei suoi desideri è un lupo solitario, burbero e siderale.
Wolf Lennox ha poche cose che gli interessano al mondo: il lavoro, la sua posizione sociale, e comandare. Il suo percorso non prevede deviazioni, al massimo qualche area di sosta in cui levarsi pruriti carnali, per poi tornare dritto in pista verso il prossimo successo.
Abituato sin da bambino a prendersi cura di ciò che fa parte del castello di Blackwood, non conosce altra risposta ai suoi comandi se non l’assenso.
Quando suo padre il duca di Highfield gli comunica di aver promosso la piccola aiuto governante Rose al ruolo di assistente, in quanto creatura sveglia e promettente, la voglia soverchiante di intimidirla e farla fuggire lo spinge a metterla all’angolo. Solo che ciò che si aspettava di provare non coincide affatto con le emozioni che gli fanno perdere il controllo, e la voglia di divorarla prende improvvisamente il sopravvento.
Per contro Rose è ben consapevole di essere in procinto di schiantarsi a tutta velocità contro un muro, ma le poche difese della ragazza nulla possono di fronte alla forza distruttrice di Wolf.
Infatti, come ben sapete, il lupo è un predatore dall’olfatto sopraffino, e i tentativi della piccola Rose di camuffare il suo terrore sono totalmente inutili. Ciò che però il lupo non sa, è che mangiarla in un sol boccone non placherà la sua fame, anzi… lo renderà schiavo.
Una storia ben riuscita con due protagonisti interessanti e altrettanti personaggi secondari piacevolissimi. Ho adorato nonna Mureol e il gemello buono Al, ma anche l’ambientazione è stata deliziosa.
Unica pecca, ma qui è il mero gusto personale che parla, avrei preferito maggiore definizione nei punti di vista, e non alternati ogni poche righe senza suddivisione. Spesso dovevo riprendere la pagina perché confusa da chi pensasse cosa e perché. E poi magari meno enfasi nelle le esclamazioni? A volte un buon punto conferisce maggior potere di un punto esclamativo urlato.
Detto questo, un’incantevole lettura e un libro divorato in pochissime ore. Che dire, ragazze vi aspetto con il prossimo volume!
Buongiorno a tutti, oggi vi parlo del primo volume della The Blackwood Castle series, si tratta di Wolf's kiss, di Veronica Deanike.
Parto col dirvi che difficilmente leggo i retelling perché spesso arrivano ad annoiarmi, tranne rare eccezione. Questa sarà una di quelle?
"Si addormentò angustiata da strani incubi: un bosco, un lupo e lei che scappava lontano, al di là della scogliera, dei monti rocciosi e della sua stessa volontà."
Retelling della fiaba di Cappuccetto Rosso. Una storia appassionante, che mi ha tenuta col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Una scrittura ricercata e coinvolgente, dal sapore antico, come l'ambientazione e l'ostentazione della nobiltà. Ottima la psicologia dei protagonisti che richiama la tipizzazione fiabesca: l'ingenua Rose che vaga per il bosco e va a trovare la (più scaltra) nonna Mureol, e Wolf, il lupo, che rimane fedele alla sua natura ferina. Si potrebbe dire, "perde il pelo ma non il vizio". Apertura convincente di una serie che mi ha stuzzicato fin dall'annuncio e che non vedo l'ora di proseguire.
libro piacevole e leggero da leggere, rivisitazione di cappuccetto rosso in chiave moderna. Tuttavia i due personaggi non mi hanno proprio convinta: lei , capisco la giovane età, un po' troppo piagnucolosa e con zero nerbo; lui davvero irritante e, capisco che è il Lupo, ma ha una prosopopea che la metà basta (altro che dirgli si, l'avrei fatto penare alla grande) e poi...ma quel povero Cailian trattato a quel modo e nessuna ammenda? nemmeno da lei? e dai..
Premessa: questo è uno di quei casi in cui “non sei tu, sono io”, perché già da prima di iniziarlo sapevo che questo romanzo includeva tutta una serie di trope che sono assolutamente lontani dal mio gusto personale, ma avendo letto - e apprezzato - uno dei successivi di questa serie ho voluto recuperarli tutti, senza lasciarmi condizionare dai miei stessi pregiudizi; non sarebbe comunque stata la prima volta in cui venivo positivamente smentita. That said, purtroppo non è stato questo il caso.
Tralascerei tutto quello che riguarda probabilmente un gusto personale, dalle scelte eticamente molto discutibili del protagonista maschile - alcune, devo dire, parecchio disturbanti, specie nella parte finale del romanzo -, a tutte le volte in cui ho pensato che un lieto fine sarebbe stata un’ordinanza restrittiva, e in generale a tutte le dinamiche da predatore e preda che ci stanno benissimo in un retelling di Cappuccetto Rosso ma che personalmente apprezzo da zero a niente. Il problema, in sintesi, non è il lupo cattivo - per quanto, da un uomo fatto e finito, per contare le volte in cui si comporta come adolescente non bastano due mani - ma il modo in cui viene gestito.
È mancata, secondo me, tutta la costruzione dell’evoluzione del rapporto tra i personaggi; se all’inizio le dinamiche sono chiare - Rose è infatuata di lui, Wolf è attratto fisicamente da lei - non mi è stato chiaro come e quando e perché queste dinamiche cambino nel tempo; la mia impressione è stata che scelte, azioni, parole dei personaggi fossero forzati dalla trama a cui dovevano attenersi, quando al contrario sarebbero le svolte di trama a dover essere la logica conseguenza dell’evoluzione del rapporto tra i personaggi. Quand’è che i sentimenti di Rose sono passati da un’infatuazione infantile a un amore vero e proprio, visto il modo indegno in cui lui la tratta? Ancora più complesso per me è stato capire quand’è che Wolf si sarebbe innamorato di lei; in tutta onestà, arrivata alla fine del romanzo dubito ancora che la ami del tutto. Ma tant’è.
Un altro grossissimo problema per quanto mi riguarda è stata la gestione del punto di vista; non tanto perché è una terza persona e non una prima - si può essere altrettanto immersivi nella personalità dei personaggi anche utilizzando la terza persona - quanto perché la terza persona è sì limitata, ma salta da un personaggio all’altro nel corso della stessa scena, a volte sfociando anche nel narratore onnisciente. Una delle regole base della narrativa di genere è mantenere fisso il punto di vista, segnalando molto chiaramente (ad esempio con un cambio di scena, o capitolo) il punto in cui questo passa da un personaggio all’altro, nel caso di punto di vista multipli all’interno di uno stesso romanzo; questo sia per evitare confusione - diventa complicato capire a chi appartengano determinati pensieri o giudizi quando il POV continua a saltare da un personaggio all’altro come se fosse una partita di ping pong - ma soprattutto per permettere al lettore di entrare in sintonia con i personaggi, per immergersi completamente nelle loro vite e nei loro pensieri e sentimenti. Posso comprendere in questo caso, essendo il primo capitolo di una serie corale, la necessità di presentare degnamente anche i personaggi che diventeranno i protagonisti dei romanzi successivi, ma credo che a) il fastidio di un POV ballerino è di gran lunga superiore al valore aggiunto di conoscere più intimamente i personaggi secondari e b) sarebbe stato molto più interessante conoscerli attraverso il filtro del punto di vista dei due protagonisti, specie se questo era molto diverso, per poi avere la possibilità di conoscerli attraverso i loro stessi pensieri arrivati al loro romanzo.
Menzione speciale al personaggio di nonna Mureol, che ho adorato in ogni singola scena.
recensione a cura del blog "Libri Magnetici" by Ila
“Non puoi salvare una preda che non vede l’ora di essere mangiata.»
Primo volume della nuova serie "The Blackwood Castel", rappresenta un retelling della storia di Cappuccetto Rosso: protagonista della storia è Wolf Lennox, cinico e spietato uomo d’affari oltre che conte ed erede del castello di Blackwood. Un uomo arido e arrogante sia nel lavoro che nella vita privata che ha a cuore una sola cosa: il prestigio e il benessere della sua famiglia.
Wolf sorrise, divertito, nel constatare che quella deliziosa creatura, profumata di fragola e innocenza, aveva una mente brillante. L’acume che aveva mostrato nella semplice e lineare esposizione del suo pensiero lo aveva sorpreso. Era giovane, molto giovane. Una bambina. Intelligente, istruita, sensibile. Devota alla famiglia.
Rose McGregor è un’orfana cresciuta a castello grazie alla benevolenza del vecchio conte, lavora nell’impresa della famiglia Blackwood e nella sua giovane vita ha una sola certezza: l’amore che prova verso Wolf.
Wolf Lennox, Conte di Blackwood, primogenito del duca, la stava guardando e lei, in risposta, aveva smesso di respirare. I lineamenti duri, lo sguardo severo, un accenno di barba scura, il corpo alto e possente, l’eleganza innata e il carisma incantatore non mancavano di stregarla. Era una stupida. Invisibile per quelli come lui, eppure… la stava osservando. Intensamente.
Rose è consapevole che Wolf non sa nemmeno che lei esista, ignora il suo nome e tutto quello che la riguarda, ma le cose stanno per cambiare e nel momento in cui il conte la nota la caccia ha inizio! Purtroppo per lei scoprirà che l’amore che ha sempre idealizzato non esiste, e che dovrà trovare un modo per arrivare al cuore di Wolf… ammesso che lui un cuore lo abbia ancora.
Non ci furono parole e mai– si disse, completamente piegata alla sua forza − ci sarebbero state con Wolf Lennox. La verità era tanto scomoda quanto lampante: lui era un lupo e lei la sua preda.
Due cose ho amato in questo libro sopra ogni altra cosa: la prima è l’ambientazione, amo la Scozia, l’ho visitata diverse volte e in questo libro ne ho ritrovato un pezzetto nella descrizione dei paesaggi, dei boschi, delle scogliere e nella magia in cui questa terra sembra sia immersa. La seconda è il protagonista, Wolf, amo come rimanga costantemente fedele a se stesso per tutta la durata della storia, come non perda mai la sua connotazione, nemmeno quando si innamora di Rose. L’amore lo ingentilisce, ma non lo snatura, non diventa improvvisamente un personaggio totalmente positivo, resta comunque in possesso di tutti i suoi lati oscuri (e non ha paura di usarli). Tra i due personaggi il divario sia sociale che di età è ben rappresentato, e volutamente non si fa nulla per colmarlo. Rose dovrà accettare il lupo per quello che è o non accettarlo affatto. I personaggi secondari già delineano quali potrebbero essere gli sviluppi dei prossimi volumi della serie creando molta aspettativa.
Rose lo guardò un’ultima volta. Contrariamente alle sue parole, la stava osservando con l’espressione di chi non protegge ma attacca senza rimorso. Un brivido le corse lungo la schiena. Non era desiderio, non solo. Era istinto di sopravvivenza. Ricordò le parole della duchessa madre: “Certi uomini non hanno bisogno della forza per strapparti via quello che vogliono, inclusa l’anima”. E allora capì. Doveva stargli alla larga.
Buongiorno lettori, oggi vi parlo del primo volume di un’altra serie che ha tutti i presupposti per regalarvi tantissime emozioni, soprattutto se amate il genere. La “The Blackwood Castle series” parte con il botto con “Wolf’s Kiss - Il bacio del lupo” di Veronica Deanike, una rivisitazione in chiave romance che mi ha coinvolta dall’inizio alla fine. Per me è stata la prima lettura di questa autrice, anche se in realtà ho tutti i suoi libri nel kindle che attendono di essere letti. È stata una bella scoperta, la sua scrittura è esattamente come il suo protagonista maschile Wolf, ammaliante e seducente. Veronica Deanike è riuscita nell’impresa di aprirmi le porte del castello esattamente nell’istante in cui ho girato la prima pagina, da lì in poi la sensazione che ho provato è stata di essere vissuta tra quella mura, di aver conosciuto tutti i suoi abitanti e di aver partecipato ad ogni vicenda. Affacciata ad una finestra o spiando da dietro il tronco di un albero nel bosco, ho avuto l’illusione di sentire i profumi, l’attesa crescente o forse è meglio dire la trepidazione e l’eccitazione che arrivava dritta sottopelle attraverso le parole che correvano sulle pagine. “Voltandogli le spalle, si dimenticò della promessa appena fatta e inseguì sulle scale quella curiosa figura che indossava la sua giacca come fosse un mantello e sgambettava come una lepre in cerca della propria tana. Si sentì eccitato. Un’eccitazione che non provava da tempo e che aveva il sapore ancestrale della caccia.” I personaggi sono ben caratterizzati è stato davvero semplice e immediato ricrearli nella mente, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che per quello più intimo e introspettivo. L’autrice ha fatto un ottimo lavoro di ambientazione e atmosfere, usando inchiostro e pagine ha costruito intorno al lettore un mondo vivo, concreto e palpabile. Immergersi e dimenticarsi di essere mamma e moglie per qualche ora, è stato inevitabile. La trama è coinvolgente, mi ha richiamato alla mente alcuni sprazzi della fiaba letta da bambina. I personaggi sono cresciuti e si sono adattati a tempi più moderni e contemporanei, ho apprezzato il fatto di estremizzare i due protagonisti, lui lupo cattivo e lei preda ingenua e remissiva, se vogliamo l’autrice qui ha tenuto il filo con la fiaba. Una rivisitazione che non si concentra solo sui protagonisti ma che presenta anche personaggi secondari come la nonna e Rufus, che regalano un tocco ironico e Alistar che mi ha conquistata e incuriosita. Dettagli che contribuiscono a rendere la storia scorrevole e coinvolgente al punto giusto. Alla prossima, Emanuela.
Credo di non essere ancora ritornata con i piedi per terra e di essere rimasta intrappolata tra le pagine della storia. Sono ancora nel bosco, in macchina con Wolf, su quella scrivania 🤭 o dietro quella porta a Edimburgo quando il mio cuore si è sciolto definitivamente.
✍️Non sono mai stata un'amante dei retelling, non so per quale motivo, forse perché avevo paura che il ricordo di quella fiaba venisse "contaminato" da altri elementi, come mi sbagliavo!
Mi sono buttata ad occhi chiusi su Wolf 😁 e mi sono lasciata travolgere e coinvolgere dal lupo cattivo, perché lui lo è!. Veronica non ci proprina la storiella del lupo che con uno schiocco di dita si lascia ammaliare da un'ingenua ragazzina diventando il principe azzurro, lei fa di più, ci mostra come un uomo abituato a comandare e non a chiedere, un uomo che non è stato "educato" ma "addestrato", si trovi impreparato all'amore di Rose
✍️Rose credo che rappresenti quel lato nascosto di ogni donna, è una guerriera che non si lascia intimorire, sa il rischio che corre, sa di potersi bruciare ma cammina lo stesso sul fuoco, perché è il cuore a guidarla e si sa, mai contraddirlo.
Wolf è come me l'aspettavo, forse ancora più str@@@o ma ci sta, avrei storto il naso se fosse stato diverso. Ho amato il suo prendere consapevolezza dei sentimenti, il suo essere fratello maggiore con Snow, Alice. Con il fratello ribelle Hunter, lui è la sua moto 😍 E poi il rapporto tra lui e il suo gemello, Alistair. Veronica riesce a farci percepire quel legame speciale che intercorre tra gemelli. Al con i suoi gesti si è già conquistato il mio cuore.
Veronica ha avuto l'onore e l'onere di aprire la serie e l'ha fatto mettendo tutta se stessa e si vede e regalandoci già un assaggio delle storie future.
Curiosa di conoscere la cugina Margaret, e poi vogliamo parlare di John e quel video?? E la nonna quanto mi sono divertita con lei, e non per ultimo Sylar tanto simile a Wolf, il mascalzone sa di avere fatto colpo su di me.
Quindi non mi resta che dire "chapeau" Veronica!!!
Le porte di questo misterioso castello finalmente si aprono e ci portano in questo mondo inventato e a mio avviso misterioso.
Questo gruppo di autrici si è lanciata in questo progetto e io non potevo che seguirle in questa avventura. Veronika è un'autrice che io apprezzo e seguo quindi non potevo esserne che felice che fosse lei ad iniziare. È molto scrupolosa e le sue storie mi lasciano sempre un profondo senso di appagatezza oltre che di stupore. Wolf Lennox, o meglio Il conte di Blackwood, è un uomo cinico, freddo ma anche seducente e ammaliante. Ha sempre ignorato l'esistenza della piccola Rose, fino a quando non gli si palesa davanti una giovane donna bella e troppo ingenua. Non vi nego che questo romanzo ha avuto una serie di alti e bassi che mi hanno veramente fatta arrabbiare ma ho apprezzato come sempre il modo di Veronika nel rendere i suoi protagonisti sempre imperfetti e credibili. Rose è ancora una ragazzina, cresciuta nel castello e accolta sotto l'ala protettrice del Duca, quando i suoi genitori sono morti prematuramente. Il suo amore verso Wolf nasce da bambina verso un ragazzo sempre ligio al dovere e al "nome" della famiglia. La passione tra i due attraversa le parole e arriva dritto al lettore e come ogni volta che Veronika scrive ti trasporta nel suo mondo. Anche se più volte avrei voluto ribellarmi io al posto di Rose, ho amato l'ingenuità e la dolcezza del personaggio che si contrappone a Wolf, molto crudo e rude. Insomma la serie "The Blackwood Castle" ci riporta nel primo volume con la rivisitazione della storia di "Cappuccetto Rosso" e la piccola Rose mi è parsa proprio come la protagonista della favola. Io apprezzo sempre una storia scritta bene, con un'intensità pazzesca. C'è solo da complimentarsi sia per come è costruita la storia che per come l'autrice abbia dovuto spiegare intrecci e descrivere personaggi secondari. Non vedo l'ora di conoscere cosa ci riserverà il secondo volume.
Wolf’s kiss apre la serie dedicata alla famiglia Lennox, e Veronica Deanike si prende l’onere di presentarci il primo protagonista, Wolf Lennox, Conte di Blackwood. Ispirata alla fiaba di Cappuccetto rosso ci mostra tutti i personaggi principali. Rose, l’ingenua fanciulla, Wolf il feroce lupo, Cailian, il giovane cacciatore, e Mureol, una nonna fuori dagli schemi. Il conte Wolf Lennox, primogenito della famiglia, si occupa dell’azienda di famiglia, viaggia tra Scozia e USA e torna al castello regolarmente per incontrare il padre e parlare di affari. Il castello è la sua casa e l’uomo, nonostante il suo carattere freddo e scostante, è legato alla famiglia. Durante una di queste visite incontra la giovane Rose scoprendo che il padre le ha dato l’incarico di propria assistente. Rose, da sempre è innamorata di Wolf pur temendo quel suo atteggiamento intimidatorio; a lui basta uno sguardo per decidere di volerla divorare. Eccolo il lupo che vuole mangiare Cappuccetto. Lui vuole solo sesso, lei, ingenua, pensa che l’amore possa vincere e questa specie di rapporto va avanti tra alti e bassi. Lei soffre, seppur felice di poterlo amare, lui inizialmente si immerge nel proprio egoismo, poi qualcosa cambia e un sentimento pare nascere. Sarà un lungo rincorrersi ma alla fine la favola avrà il suo lieto fine. Due personaggi agli antipodi, lei ingenua, innamorata, sentimentale, leale lui egoista, freddo e calcolatore, insensibile. Non li ho particolarmente amati, ma ho amato la loro storia un amore impossibile eppure… La lettura di questo libro è avvincente e i personaggi che saranno protagonisti dei libri successivi promettono bene, quindi ve lo consiglio. Il lupo ha il suo fascino nonostante susciti timore ma qui Cappuccetto non ha paura.
‘Pensava ancora a lei e al disastro che avrebbe potuto causare. Una vergogna per se stesso e per la sua famiglia. In silenzio, Desiderio e Dovere combattevano ferocemente dentro di lui, e per la prima volta nella sua vita non era certo del vincitore.’
Rose e Wolf 🐺❤️🔥diamo il benvenuto al primo di otto libri ambientati in Scozia al Blackwood Castle dove la nobile famiglia dei Lennox vive. Un ottimo inizio con il retelling di Cappuccetto Rosso e una disillusa orfanella cresciuta nel castello conoscerà la crudeltà del lupo, il conte Wolf che la sbranerà. Tanti sono i riferimenti e i personaggi secondari, sono già curiosissima e non vedo l’ora di leggere i prossimi libri. Abbiamo un Duca odioso quasi quanto il suo primogenito, Wolf è arrogante e inarrivabile, cinico ma sempre sincero. Poi abbiamo il suo gemello Alistair, dolce e romantico come i libri che legge, c’è Hunter il fratello ribelle e le piccole Snow e Alice. Ma la nonna, selvaggia e indomita, la duchessa madre è una vera forza della natura e il rapporto ironico con il suo servo Rufus una vera chicca. Adoro i retelling e ho apprezzato la terza persona perché è proprio così che una fiaba deve essere raccontata, ho apprezzato come l’autrice abbia fatto odiare il protagonista fino alla fine dandogli spessore e credibilità e posso dire che mi ha intrigata dall’inizio alla fine. Per Rose tanta empatia, sicuramente la differenza di età non ha giocato a suo favore ma anche nel suo essere arrendevole non ha disatteso le aspettative per una Cappucetto Rosso con il cuore spezzato che ha saputo far cadere ai suoi piedi il lupo cattivo. Complimenti alla Deanike, una lettura che mi ha rapita, aspetto gli altri libri delle altre autrici 🙌🏻
Wolf’s Kiss è il primo volume della serie Contemporary Romance The Blackwood Castle, chiamata così per l’omonima dimora dove vivono o sono cresciuti i Lennox, una potente e ricchissima famiglia aristocratica scozzese. Ogni volume può essere letto singolarmente ma personaggi che appaiono come secondari diventeranno poi protagonisti nei libri successivi. In questo volume, conosceremo Wolf Lennox, il figlio maggiore del duca e Rose McGregor l’assistente personale del padre. Le vicende sono raccontate soprattutto dal punto di vista dei due protagonisti che, mi dispiace dirlo, non ho apprezzato per niente. Rose è agghiacciante. Piange continuamente, non ha carattere e per quasi tutto il libro volevo solo darle una bella scrollata per farla svegliare un po’. A un certo punto ho pensato, ci sarà un salto temporale e finalmente la troveremo meno accondiscendente, invece niente. Accetta qualsiasi cosa da parte del protagonista maschile. Perché si sia innamorata di lui, non mi è chiaro. Wolf non è da meno. Tratta la povera protagonista come una pezza da piedi per quasi tutto il romanzo e alla fine non è ben chiaro perché si sia innamorato di Rose. Senza contare che cambia atteggiamento in maniera poco credibile. Quello che ho visto tra i due protagonisti è solo lussuria e attrazione, non amore. Sentire che si trattava di un retelling di Cappuccetto rosso mi aveva attratto molto, invece delusione totale. La trama è davvero povera e la parte finale sembra scritta da un’altra persona. Era il primo libro che leggevo di quest’autrice e le premesse erano interessanti ma purtroppo non mi ha entusiasmato. Spero abbia scritto di meglio perché vorrei darle una seconda possibilità.
L'ho finito solo perché voglio provare a leggere anche gli altri libri della serie... Sperando che siano ben diversi da questo. Ero partita con molto entusiasmo, ma è andato rapidamente scemando. Non solo ho rivisto ben poco della favola di Cappuccetto rosso, ma né i personaggi né tantomeno lo stile di scrittura mi hanno colpita in maniera positiva. Infatti, ho trovato Rose ancora più immatura dei suoi diciannove anni, sempre a piangere, prendersela per tutto e sminuirsi da sola. Non ha volontà né orgoglio, lascia che Wolf faccia quello che vuole, che le manchi di rispetto. Non avrei avuto problemi se le avesse proposto un accordo di solo se**o (è un trope che mi piace abbastanza), ma lui lo gestisce davvero male. La prende, la lascia, la illude... Cavolo, non lo sa nemmeno lui che cosa vuole fare. Un personaggio piatto, incoerente, che mi ha irritato tanto quanto Rose. In più, anche lo stile dell'autrice è immaturo ed infantile, anche se questo lo sapevo già (ho provato tempo fa a leggere un suo romanzo, ma ho interrotto dopo pochi capitoli). Stavolta il tutto ha un'aria pomposa e altisonante, ma la sostanza non cambia.
"Wolf's kiss" è forte e crudo, eppure riesce a far sognare e ammaliare il lettore. Io mi sono sentita in balìa di un mix di emozioni, ma soprattutto sono stata rapita e travolta da queste atmosfere evocative e suggestive. Ho trovato lati di luce e di ombra in questa lettura, ma i pregi mi hanno conquistata così come la lettura stessa. È un romanzo che mi sento di consigliare a coloro che vogliono rivivere l'atmosfera delle favole in chiave moderna, a coloro che cercano una trama originale e una serie da iniziare. Le aspettative per questa serie sono molto alte e sono davvero soddisfatta di averla iniziata. Veronica Deanike ha avuto un compito arduo e nella mia valutazione non posso dimenticare che è stata bravissima nel tenere le redini di tutti i personaggi. La storia è bella e particolare, inoltre ho apprezzato la funzione introduttiva del romanzo. Il castello ha finalmente aperto le porte e sono felice di essere stata sua ospite. Non vedo l'ora di tornarci con i prossimi volumi.
Bellissimo, come ogni cosa scritta da Veronica Deanike. Questo romanzo è il retelling di Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo. L’ho divorato, letteralmente. Scrittura leggera, scorrevole, storia ben strutturata e benché scritto in terza persona, modo che non amo particolarmente, mi sono appassionata. Ho amato tutti i personaggi, principali e non. Wolf, o lo ami o lo odi. Io l'ho amato. E Rose dolce e dal cuore grande, troppo ingenua per i miei gusti ma d'altronde deve interpretare l'innocente cappuccetto rosso e quindi ci sta. Personaggi secondari ben descritti e che interagiscono meravigliosamente nella storia. Ti stuzzicano la curiosità e non vedi l'ora di scoprire di più su di loro nei prossimi libri della serie. Che altro posto dire?! Complimenti , e non vedo l'ora di conoscere le altre storie🖤
Ero cosi curiosa di questa collection sui retelling, il primo volume che introduce questa serie è ispirata a Cappuccetto Rosso e il Lupo.
Wolfe è il magnate di questa famiglia lussuosa, cinico, senza ritegno si divide tra Edimburgo, Londra e New York, per lui conta la sua famiglia, le donne le tratta come i fazzoletti di carta.
Rose, è giovane e cameriera della famiglia Blackwood, e sfida Wolfe, perchè da anni è innamorata di lui, lo spinge a diventare matti, a sclerare. Wolfe comincia a non capire più nulla quando c’è lei, e continua a dirgli che la loro è solo passione.
Riuscirà Rose a fare breccia nel suo cuore?? Beh nn vi resta che leggere questa storia bellissima. E nn vedo l’ora di leggere anche gli altri volumi ❤️
Perfetta rivisitazione della favola che tutti almeno una volta nella vita abbiamo ascoltato. Nella favola originale di cappuccetto rosso, abbiamo imparato che il lupo è il cattivo della storia mentre il cacciatore è il buono; in questa storia riscritta e reinterpretata da Veronica Deanike la storia è molto diversa da quella alla quale siamo abituati. Wolf è cinico, legato alla tradizione e alla sua famiglia ; Rose è un’orfana cresciuta in mezzo alla ricchezza della famiglia Lennox , innamorata da sempre di Wolf che vede come irraggiungibile per la differenza d’età ed ovviamente per il ceto sociale. L’ambiente descritto è davvero da favola Edimburgo, Londra, New York ❤️… Ho amato questo libro 😍 consigliato
Buongiorno a tutti, oggi vi parlo del primo volume della The Blackwood Castle series, si tratta di Wolf's kiss, di Veronica Deanike.
Parto col dirvi che difficilmente leggo i retelling perché spesso arrivano ad annoiarmi, tranne rare eccezione. Questa sarà una di quelle?
"Si addormentò angustiata da strani incubi: un bosco, un lupo e lei che scappava lontano, al di là della scogliera, dei monti rocciosi e della sua stessa volontà."
"Tu credi alle favole e io non ne ho mai letta una”
Incredibile come dalla prima riga ci si senta immersi in questo bosco che nasconde lupi e segreti dietro ogni albero.
Rose è la nostra piccola cappuccetto rosso, 19 anni, giovane e innocente, pura nel cuore e nell’animo, che ama incondizionatamente da sempre un lupo nero troppo cattivo con lei…
Mi è piaciuto come in Rose ci si ritrovi così facilmente: è fragile ma forte, delicata ma guerriera, l’idea di questo folle amore che va contro i ranghi sociali, l’età, la accompagna da tutta la vita e non ha mai permesso che il pessimo carattere di Wolf lo scalfisse. È determinata, ma mantiene sempre quel velo da ragazzina che la contraddistingue, e coperta da una mantella rossa.
Ma nel bosco, si sa, ci sono sempre pericoli e creature in agguato, e Wolf è la più pericolosa di tutte per il suo giovane cuore innamorato.
Io e Wolf non siamo andati molto d’accordo, tra la voglia di tirargli una mattonata in faccia e una sprangata sulle gengive, mi ha fatta impazzire!
È la perfetta personificazione del lupo, oscuro e cattivo, pronto a sbranare la preda, ed è quello che ha fatto con Rose. Non si è mai accorto della sua presenza, per lui troppo insulsa per essere notata, ma quando lo fa, non ci pensa un attimo a trascinarla con forza e furia, a volte senza curarsi minimamente di lei.
Però, nonostante io non lo abbia apprezzato molto, ammetto che alla fine si riscatta un po’, ti fa sorridere, e ti fa comunque capire che è tutto perfettamente coerente con l’immagine del grande lupo cattivo e della piccola cappuccetto rosso.
Ho amato il fatto che mi sono sentita trasportata nella favola, come quando mi veniva raccontata da bambina, e a parte qualche volta in cui avrei voluto dei dettagli in più nell’arco narrativo, mi ha fatto ricordare che anche se si è grandi, a volte tornare alle cose semplici, come una fiaba, può fare solo che bene.
Bellissimo! Un retelling strepitoso, con una Veronica Deanike in grandissima forma! Molto belli i protagonisti, Rose, giovane, romantica ma con un carattere d'acciaio al momento giusto! Wolf, meraviglioso, un vero maschio Alfa, ma che a volte avrebbe meritato una sequela di insulti infinita! Bellissima l'ambientazione, la presentazione degli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Cappuccetto rosso non mi è mai sembrata favalo più bella! L'autrice scrive benissimo, dialoghi interessanti, e personaggi intriganti! Bellissimo è sire poco!
Trovo molto affascinante questo nuovo progetto che è stato intrapreso da 7 brave autrici. Questo primo libro di Veronica accende la curiosità sul Blackwood Castle e sui suoi abitanti oltre a raccontarci in modo magistrale la fiaba di Cappuccetto Rosso rivisitata in chiave moderna con Wolf e Rose. Non vedo l'ora di sapere chi sarà il prossimo protagonista e quale sarà la fiaba di riferimento. Spero di non dover aspettare molto.
Una bellissima fiaba rivista in una chiave più moderna. Sinceramente non ho mai amato tantissimo questa favola ma posso dire che Veronica ha saputo davvero conquistarmi con questa sua rivisitazione. Wolf è oscuro,potente ,rigido alle regole che gli sono state imposte da suo padre ma si accorgerà che una ragazzina riuscirà con il suo amore e la sua ingenuità a scalfire quella corazza pian piano.Assolutamente consigliato ❤️
Veronica Deanike è un'autrice che apprezzo tantissimo, le sue storie mi appassionano sempre e questo primo romanzo della Blackwood Castel è stato veramente bello. L'unica nota dolente la narrazione in terza persona che non apprezzo molto e a volte faccio fatica a leggere perché non mi coinvolge.
Questo libro ha una bella storia peccato che i personaggi non lo siano. La scrittura mi è piaciuta molto sembrava di leggere una fiaba, inoltre mi piace che abbia fatto un retelling su cappuccetto rosso.