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Il conte Attilio

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Un inaspettato prequel dei Promessi Sposi , narrato dal punto di vista degli Arrigoni, mortali nemici dei Manzoni. E se il conte Attilio non fosse stato poi così cattivo?
Anno di grazia 1627. Mentre il capitano di ventura Attilio Arrigoni combatte nelle Fiandre alla testa dei Tercios spagnoli, sotto il comando del generale Spinola, a Milano la diciottenne Lucrezia, la donna che ama da tutta la vita, è stata rinchiusa in convento dal fratello e sta per prendere i voti. In una disperata corsa contro il tempo, Attilio, accompagnato dal fedele amico Massimiliano Bonati e in groppa al suo Baiardo, affronta un viaggio avventuroso e irto di pericoli per provare a salvarla da un destino che non ha scelto. Ma una volta giunto a Milano, la città del suo cuore, tanto ricca quanto corrotta, scoprirà che la sua famiglia, colpita dalla crisi finanziaria spagnola per alcuni investimenti sbagliati, rischia la rovina. Con l’aiuto del cugino don Rodrigo, signorotto del Lago di Como, Attilio cercherà di difendere il suo amore e di ricostruire la sua fortuna, architettando un piano rischioso e geniale.
Tra congiure antispagnole, partite di pallacorda, agguati, tradimenti e duelli all’ultimo sangue, Paglieri, con una scrittura elegante e calibratissima, ci regala una narrazione avvincente, che unisce la fedele ricostruzione storica al gusto per l’avventura e alle atmosfere tipiche dei romanzi di cappa e spada.

460 pages, Kindle Edition

Published January 11, 2023

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About the author

Claudio Paglieri

18 books10 followers
Claudio Paglieri è uno scrittore e giornalista italiano.

Ligure, nato a Genova nel 1965, autore di libri umoristici e di romanzi, è giornalista del quotidiano ligure Il Secolo XIX. Ha vinto il Premio Bancarella Sport per il romanzo giallo Domenica Nera del 2005.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Rachele.
57 reviews
February 9, 2023
Da dove cominciare...
Ho cominciato questo romanzo un po' per scherzo, senza pretese, incuriosita però da questi noti personaggi, specie da Attilio, il cugino fichissimo di don Rodrigo. Dico fichissimo perché non saprei descriverlo altrimenti. Non ci sono parole per definirlo. Davvero un buon personaggio, quello che sarebbe stato un bad boy - simpatico, non toxic - nel 1600.

Il libro viene presentato come romanzo storico, perché effettivamente narra di vicende avvenute dal 1627 in poi a Milano, coinvolgendo la guerra, la crisi; viene anche citata la faida fra la famiglia di don Rodrigo e quella di Manzoni, fatto davvero interessante. Ma Conte Attilio non si limita a questo, no no: è adatto a chiunque abbia intenzione di immergersi in una lettura carica di momenti critici, con tanto di duelli, rivalità, inciuci e sì, naturalmente, anche passione. Ma non temete, perché seppur l'autore abbia tentato di piazzare qualche scena spicy, è davvero soft. Nulla di scandaloso o volgare.

Conte Attilio è il prequel ufficioso de I promessi sposi, ma non immaginatevi una narrazione complessa e articolata, anzi: veniamo immediatamente coinvolti in una storia scorrevole, con dialoghi semplicissimi e personaggi alla buona. Pure don Rodrigo lo vedrete con occhi diversi.

Nel primo capitolo conosciamo la povera giovane Lucrezia, non del tutto rassegnata a un destino a cui l'ha costretta il fratello maggiore - chi è il fratello maggiore??? eheheh -: la vita in convento. Lei proprio non ci sta a questa decisione e si gioca il jolly: chiedere aiuto a qualcuno che sa che non la abbandonerebbe mai.

Ed è così che veniamo catapultati indietro nel tempo, precisamente, a un mese prima, quando Attilio riceve un biglietto che lo costringe a tornare immediatamente a Milano, abbandonando il campo di battaglia. Ad accompagnarlo, il fedele amico Massimiliano. Che apprezzerete. E poi non più.
Naturalmente i due ricevono delle raccomandazioni su quale tragitto intraprendere ma, siccome Attilio non ha tempo da perdere - ed è fin troppo testardo se vogliamo dirla tutta.... - opta per quello più breve che, chiaramente, si rivela essere pieno zeppo di intoppi. E di briganti, soprattutto. Capiamo che il suo rientro è collegato a ciò che sta per succedere a Lucrezia. Lo sappiamo da pagina 1, perché altrimenti quale altro sarebbe stato il punto? Ma l'autore se la prende con comodo, e i dettagli li lascia qua e là, in modo particolarmente disinvolto. Un modo talmente disinvolto che arriverà il momento in cui comincerete a sentirvi incredibilmente turbati. Ma andiamo per ordine, perché nel mentre accadono altre tragedie. Tipo: il migliore amico di Attilio viene gravemente ferito. E allora il poverino continua il viaggio da solo. E ancora: il cavallo che dovrebbe portare il nostro adorato protagonista a Milano muore a poche miglia dalla destinazione. Stecchito, perché troppo stressato dal viaggio tumultuoso. Insomma, sembrerebbe che ci siano tutte le carte in regola affinché questo intervento divino non sia da fare.
È proprio Attilio la persona chiamata in soccorso di Lucrezia; ha a disposizione un mese per tornare a casa ed evitare che la ragazza prenda i voti. Credete che ci riesca? BEH........................ vorrei che fosse semplice ma la verità è che le cose semplici non piacciono a nessuno. Nemmeno a Paglieri, a quanto pare.

A un certo punto, il lettore è chiamato a fare due più due. Tre per tre. Eh sì, perché l'autore si dedica a una questione, non ponendoci però chissà quale attenzione. E se lui stesso non ci pone attenzione, perché dovremmo farci caso noi, no? Si limita a scriverla e basta, come se fosse nostro compito capirlo prima che venga rivelato. E il lettore, allora, visto che nella storia non viene dato particolare peso alla questione - all'inizio, intendo - si limita a pensare "dai, pazzesco, che coincidenza...". Solo che poi, arrivati alla pagina seguente, succede un'altra cosa bizzarra. Folle. Si arriva alla realizzazione di ciò che Paglieri ci sta dicendo. E quindi da quel momento la lettura la si vive in maniera diversa: devastante. Struggente. Una lettura che vi farà male al cuore. Lo giuro. A me ha turbato, non tanto per quanto rivelato - cioè, sì, anche - ma soprattutto per le conseguenze. Perché una volta arrivati a quella consapevolezza capirete che non potrà che finire in un certo modo.
Quanto al finale non ho molto da dire, se non che, SÌ, è vero, non finisce come avremmo voluto ma sapete che c'è? Era ora che ci dessero un libro devastante per l'anima senza la conclusione necessariamente felice.

Cinque stelle, ma se potessi gliene darei centordicimila.
Profile Image for Sabrina.
Author 15 books118 followers
March 5, 2023
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmelo scappare?
Assolutamente no.
Tutti conosciamo la storia de I Promessi Sposi ma nessuno sa cosa ci fosse prima.
Ebbene, in questo romanzo veniamo catapultati anni prima ai fatti che vedono tra i protagonisti Don Abbondio.
Siamo nel 1627 e il nostro protagonista è il Conte Attilio Arrigoni, un nobile milanese che sta combattendo nelle Fiandre.
Quando viene a sapere che la sua amata Lucrezia è rimasta orfana ed è stata costretta dal fratello a prendere i voti, chiede al suo Generale il permesso per tornare immediatamente a Milano per salvarla, prima che sia troppo tardi.
A Lecco troverà ospitalità da Don Rodrigo che lo aiuterà a raggiungere il suo obiettivo prima che non ci sia più nulla da fare.
 
Io sono tra quelle persone che non ha mai amato i Promessi Sposi, né tantomeno Romeo e Giulietta, quindi forse è per questo motivo che invece questo romanzo l'ho adorato!
Fresco, diverso, frizzante! Seppur ci porti davanti personaggi conosciuti e si presenti come un prequel, si fa divorare e ti porta alla curiosità di andare avanti con una vena moderna in parte, che nei romanzi citati sopra mancava, rendendoli solo pesanti. Ma epoche diverse, stili diversi, questo è quanto.
Lo consiglio assolutamente, quindi, a tutti gli appassionati del genere e a chi vuole leggere qualcosa di nuovo e storico.
Profile Image for Babette Brown.
1,116 reviews29 followers
February 20, 2024
Un romanzo che mantiene ciò che promette.
Viene proposto come un cappa e spada, genere ormai abbandonato dalla narrativa avventurosa, ed è esattamente questo ciò che troviamo.
L’autore si appropria di un personaggio minore dei Promessi Sposi, cugino del famigerato Don Rodrigo, e gli attribuisce un’antica casata italiana, quella degli Arrigoni, trasformandolo nell’eroe di una storia movimentata, nella quale si susseguono intrighi familiari e politici, duelli, agguati, scaramucce piccanti, tensioni amorose e desideri proibiti.
Ogni ingrediente è dosato con cura, mescolando scene d’azione con momenti più riflessivi che ci trasportano nell’Italia del 1600, allargando lo sguardo anche oltre, nell’Europa impegnata in una guerra di religione tra cattolici e protestanti.

Attilio è costretto a lasciare il suo reggimento, impegnato a combattere nel Brandeburgo, per correre in soccorso di Lucrezia, costretta a farsi monaca.
Il viaggio di ritorno è denso di vicissitudini ma, una volta arrivato a Milano, i pericoli in agguato non sono da meno.
Senza dubbio, l’autore ha la passione e l’esperienza giuste per proporre un romanzo di questo tipo. Le scene che raccontano duelli sono appassionanti e non si perdono in tecnicismi; i momenti erotici vengono risolti in pochi gesti senza attardarsi in lungaggini superflue, l’intreccio tra la Storia e la finzione è ben costruito, il protagonista ha personalità.
Attilio è il nostro eroe, ma non è privo di difetti. Dopotutto è un nobile, quindi abituato a considerarsi più in alto dei plebei, a pensare che nessuna donna del popolo rifiuterebbe una relazione con un uomo del suo rango (non dimentichiamo che è il cugino di Rodrigo, il quale ha adocchiato una certa Lucia…).
A volte è troppo impulsivo, altre volte ingenuo, ma è leale e coraggioso, tanto da suscitare la nostra empatia. Attorno a lui ruota una serie di personaggi altrettanto interessanti: amici leali e ingegnosi, donne seducenti con tracce di femminismo, parenti difficili, avversari subdoli.

Un romanzo che non ha momenti di lentezza e dove riconoscere le citazioni da I promessi sposi rappresenta un divertimento in più. Una lettura piacevolissima, che ci immerge nell’Italia del 1600, ma ci riporta alla memoria anche i romanzi di Dumas, popolati di spadaccini un po’ guasconi e sempre squattrinati.
Ci ritroviamo a fianco di Attilio mentre si arrabatta in tutti i modi per non farsi travolgere da debiti di cui non è responsabile e dal disonore di non averli saputi onorare. E gli perdoniamo metodi non proprio limpidi, espedienti non troppo legali e piani degni di Arsenio Lupin.
E quando, nell’ultima riga, ci ritroviamo sotto gli occhi un’informazione maliziosa possiamo concludere la lettura con un sorriso.
Cinque stelline,
Copia acquistata.
FERNANDA ROMANI PER IL BLOG "BABETTE BROWN LEGGE PER VOI"
Profile Image for Djana Mazzaro.
558 reviews4 followers
January 4, 2024
Come prima lettura dell’anno ho scelto un autore italiano e un romanzo storico, che funge un po' da prequel e un po' da spin-off dei Promessi Sposi. Il protagonista è il capitano Attilio Arrigoni, lo scanzonato gaudente che farà la “scommessa-Lucia” col cugino Don Rodrigo. Qui appare come un amante dei piaceri della vita, ma semper fidelis a una donna in particolare: la sorellastra Lucrezia. Per salvarla dalla reclusione forzata in convento, Attilio affronterà insidie e pericoli di ogni genere sulla strada dal fronte a Milano. Ma, una volta lì, scoprirà che i suoi problemi sono appena all’inizio. Mi è piaciuto molto lo stile scorrevole dell’autore, ma ho trovato la trama un po' dispersiva, come se mancasse un filo conduttore, tra un assalto nel buio, un’avventura galante, un duello e una gara di pallacorda. Apprezzatissimi i riferimenti ai Promessi Sposi, sparpagliati in tutto il romanzo, e la ricostruzione di un personaggio di pura invenzione manzoniana come il conte Attilio. Mi sono piaciuti anche gli accenni alla faida tra la famiglia Manzoni e gli Arrigoni – perché Don Rodrigo non era affatto il cattivo della storia, ma si sa che “la penna è più potente della spada”. Nonostante sia un romanzo piuttosto lungo, è avvincente e si legge velocemente. Forse avrei apprezzato un po' di spessore psicologico sui personaggi di Attilio e Lucrezia, ma è stata comunque una lettura piacevole.
Profile Image for Yelin.
5 reviews
July 26, 2024
2.5⭐/5⭐

Come cominciare. Questo è un libro che ho iniziato a leggere per gioco, oltre che come sfida ironica con i miei amici che mi accusano di essere troppo ossessionato con i promessi sposi (hanno ragione), ed è stato strano, molto diverso da ciò che mi aspettavo.
Trovo che la trama sia interessante e appassionante, a eccezione di qualche buco narrativo e del rapporto incestuoso tra Attilio e Lucrezia, di cui non mi è ben chiara la funzione e il significato, ma che anzi mi è parso non necessario e leggermente disturbante. Il punto però è che questa storia sarebbe potuta essere scritta anche senza utilizzare così i promessi sposi. Infatti, ciò che non mi è piaciuto è stato proprio il modo in cui i personaggi di Manzoni vengono alterati in maniera così marcata e, come reso chiaro poi dalla nota d'autore, soggettiva.
L'impressione in assoluto è che si tratti di un libro scritto per chi non ha mai letto/studiato seriamente i promessi sposi, e che anche lo stesso autore abbia delle lacune per quanto riguarda l'analisi dell'opera di Manzoni. Il conte Attilio viene infatti trasformato da ottuso, volgare e ignorante simbolo della nobiltà condannata da Manzoni a eroe giusto e arguto, capace di ottenere la simpatia del lettore.
In conclusione non ritengo che si tratti di un brutto libro, anzi penso sia piacevole, ma di certo non lo consiglierei se siete degli appassionati di Manzoni a cui sta particolarmente a cuore la fedeltà all'originale.
Profile Image for A. D. Oliva.
53 reviews
January 27, 2025
4.4⭐⭐⭐⭐✨
Premetto che non ho letto i Promessi sposi ed ero ignaro del suo collegamento. È stata la trama (e la copertina) ad avermi spinto a prendere in mano il libro.
Divertente, piacevole da leggere e mette in mostra usi, costumi e oggetti che conosco poco ma che mi affascinano enormemente. È stato il mio primo "cappa e spada", nonché il primo libro di un autore italiano che abbia mai letto.
Il ritmo della storia è calzante, non annoia e non si perde in dettagli superflui, anzi, i dettagli che aggiunge attorno al cast dei personaggi sono quegli ingredienti, di una torta già buona di suo, la cui mancanza si farebbe sentire.
Mi sono affezionato al protagonista ed anche le genti intorno al lui sono caratterizzati bene. Le uniche pecche che mi sento di dare, che ahimè hanno pesato sulla valutazione finale, non concedendo difatti le 5 stelle, sono gli aiuti di trama veramente troppo frequenti ed il fatto che Attilio sappia fare tutto. Ho storto il naso qualche volta ma, complice una scrittura comprensibile e alla mano, le vicende narrate mi hanno incuriosito e tenuto sulle pagine fino alla stanchezza.
Decisamente consigliato.
Profile Image for Alessandra Giovanile.
Author 4 books11 followers
October 7, 2023
Molto bello e avvincente. È essenzialmente un romanzo d'avventura di ambientazione storica, ma la ricerca storica fatta dall'autore si evince in ogni pagina, rendendo sensate tutte le vicende, tanto che potrebbero essere accadute esattamente così come vengono raccontate. Attilio è in effetti molto fortunato, perché le sue vicende personali finiscono sempre bene, come un eroe di un romanzo ottocentesco, ma il personaggio è sfaccettato, ricco di sfumature, simpatico, tanto che gli si perdona la fortuna sfacciata.
Il finale mi trova a desiderare un seguito...
This entire review has been hidden because of spoilers.
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