Non so se è il kharma a farmi iniziare nuovi autori sempre dal volume sbagliato, o se davvero tra me ed Edgar Allan il dialogo è impossibile. Sta di fatto che odio, ODIO capire a pagina 1 dove andremo a finire alla fine della storia.... Mi è piaciuto molto lo stile, ha oggettivamente una capacità descrittiva di rara evocatività. Ma purtroppo, il bello stile non mi convince ad amare un libro, da solo. Non dubito che questa mia poca convinzione sia data dal non apprezzare particolarmente l'eccesso di indizi sulla risoluzione di un mistero in un racconto, e sul fatto che siano piece talmente brevi da non permettere uno sviluppo approfondito dell'argomento, che avrei apprezzato. Peccato, peccato per la diavolo di convinzione di Poe di dover scrivere solo cose brevi: Il Ritratto Ovale avrebbe potuto essere un secondo Picture of Dorian Gray. E meno male che Oscar Wilde ci ha pensato a sviscerare l'ottima idea. (lato positivo numero due: mi contestualizza Stephen King, e me lo fa apprezzare maggiormente. Non è che il signor King mi fa capire la fine a pagina 20 per disattenzione, è solo che segue una tradizione precisa. Tradizione che è un mio problema non apprezzare.) E ora la grande domanda: Dovrei fermarmi qui? Dovrei provare a leggere altro, perchè questi sono i racconti scrausi, in cui ha messo meno impegno? Sono una Lovecraftiana irrecuperabile?
Affascinato dai racconti del terrore e da quelli del mistero, avevo forse aspettative troppo alte per quest'altra raccolta di Poe. Una raccolta piacevole, a volte un po' prolissa nelle descrizioni naturalistiche, con qualche spunto interessante soprattutto nella seconda parte.
Sinceramente questo libro non mi è piaciuto molto, ma gli dò comunque due stelle perché ci sono delle parti che mi hanno preso abbastanza.
Proverò a riprendere questo libro tra qualche anno, magari quando sarò all'università, perché è interessante ma in questo momento della mia vita non è adatto.