Edmond Jabes was a major voice in French poetry in the latter half of this century. An Egyptian Jew, he was haunted by the question of place and the loss of place in relation to writing, and he was one of the most significant thinkers of what one might call poetical alienation. He focused on the space of the book, seeing it as the true space in which exile and the promised land meet in poetry and in question. (This is summarized from the reader's description in A New History of French Literature, ed. Denis Hollier.) Very many of Jabes's books of prose and poetry have been translated into English, including The Book of Dialogue ( Wesleyan, 1987) and The Book of Margins (Chicago, 1993), both translated by Rosmarie Waldrop.
"Non si può pretendere che il deserto sia una distanza, poiché è, ad un tempo, reale distanza e non-distanza assoluta a causa dell'assenza di riferimenti. Ha per confini i quattro punti dell'orizzonte, essendo ciò che li congiunge e ciò che li separa. È la sua stessa separazione nel punto in cui diviene luogo aperto; apertura del luogo. Non si può pretendere che il deserto sia il vuoto, il niente. Non si può neppure pretendere che sia il termine poiché è anche il principio".
"Creare, amare, vi fa crescere le ali, ma ci si accorge un giorno che, a furia di non battere più da molto tempo, piegate l'una sull'altra, esse formano solo una gobba di cui non ci si può sbarazzare." (p. 108)
"Ogni pensiero è forse solo un sussulto spontaneo del Pensiero, un notevole varco nell'ineffabile. La conoscenza non sarebbe, così, che un buco in un buco." (p. 111)
"Se il libro […] giunge a fare di un lettore anonimo, sconosciuto, un amico, questa è per l'autore la prova confortante che il libro al quale ha sacrificato tanto, non era inutile." (p. 125)
« Je me demande, grâce au recul que je prends, maintenant, avec ma vie, si ce goût prononcé pour le silence n’a pas son origine dans la difficulté qui, de tout temps, fut la mienne, de me sentir d’un quelconque lieu. Avant de connaître le désert, je savais qu’il était mon univers. Seul le sable peut accompagner une parole muette jusqu’à l’horizon.» simply sublime.