"Vecchia storia di Gallura" intrisa di efferate violenze e rovinose passioni, Notte sarda segna l'ingresso del Casu nel tempio della letteratura nazionale. Accolto assai favorevolmente dalla critica, nonostante i forti dissensi suscitati nell'ambiente ecclesiastico a cui apparteneva lo stesso autore, resta un'opera «che non si esita a classificare in cima ai valori artistici e letterari della cultura isolana del Novecento».
L'idea è buona e il modo in cui si sviluppa la storia è interessante, ma i difetti sono troppi per poterci passare sopra: alcune delle sottotrame, oltre ad essere completamente inutili allo sviluppo dei personaggi, risultano eccessivamente tirate per le lunghe risultando in una lettura tediosa; spesso i personaggi si ritrovano a comportarsi totalmente out of character; e per finire lo stile di scrittura risulta fin troppo confuso e prolisso, risultando difficile tenere il passo con la cronologia dei fatti che avvengono. D'impatto e inaspettato il finale, nonostante fortemente suggerito, degna chiusura in linea con il resto del racconto.