“Parigi, lurido e puzzolente ombelico di Francia. Il sole, sospeso nel cielo come un occhio di ciclope, gettava sulla città una calura tenace, un’aridità soffocante. Quel caldo torrido si abbatteva su Parigi, cera spessa, bollente, trasformava in inferni i tuguri dei sottotetti, colava nei vicoli angusti, riempiva della sua sostanza ogni vena e ogni arteria, prosciugava le fontane, stagnava nell’aria tremolante dei cortili nauseabondi, nell’abbandono delle piazze”.
Questo incipit è in grado di dare un’idea di ciò che ci aspetta leggendo, il contatto sensuale ininterrotto con il ventre di una metropoli del Settecento: Parigi, la città più popolosa d’Europa.
Fuggendo dalla campagna vi si rifugia il giovane Gaspard, in cerca di emancipazione e di riscatto. Ma la grande città, calda e olezzante dei miasmi più rivoltanti, avviluppa i sensi e ottunde l’intelligenza, offrendo al ragazzo una panoramica di opportunità altrettanto squallide e miserabili di quella da cui con orrore rifugge.
Fino a quando l’incontro casuale con il nobile Etienne de V., affascinante libertino vizioso e senza scrupoli, imprimerà una svolta alla sua ricerca e alla sua vita.
Il desiderio di vivere nel lusso e nell’ozio e condividere i privilegi del ceto dominante diventerà un assillo costante e il vero obiettivo da realizzare con ogni mezzo e a ogni costo. Questo scopo guiderà le scelte e il destino del giovane Gaspard.
Quello che colpisce qui, oltre alla capacità di penetrare nelle pieghe del dramma interiore del giovane protagonista, è la qualità della scrittura: ricercata e impreziosita da descrizioni precise e dettagliate che immergono il lettore nell’atmosfera della Parigi settecentesca, soprattutto quella più oscura e tetra dei bassifondi, quella degli ultimi e dei dimenticati. Da queste descrizioni i sensi sono costantemente sollecitati, immersi in una sorta di sinestesia globale. Si vede, si sente, si odora. E non è mai uno spettacolo esaltante.
Dall’altra parte della città oscura assistiamo a squarci di vita del bel mondo, fatuo e irresponsabile, destinato-lo sappiamo-a deflagrare a breve, senza rimedio.
La vertiginosa ascesa sociale compiuta da Gaspard e la sua formazione alla vita spregiudicata avranno un costo emotivo enorme, un effetto psicologico devastante che la penna affilatissima di Del Amo descrive senza risparmio di dolorosi e macabri particolari.
Premio Gouncourt 2014 Opera prima.