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Dalle parti degli infedeli

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Era convinzione profonda e ben fondata di Sciascia che fra i caratteri peculiari della sua terra vi fosse una certa «refrattarietà dei siciliani alla religione cristiana», paradossalmente confermata dalla profusione delle forme di culto religioso. Tesi non popolare perché duramente vera. E capitò a Sciascia di imbattersi, per quella «casualità» in cui alla fine riconosciamo «il solo ordine possibile», in una vicenda – realmente accaduta a un vescovo – che sembrava riproporre in una sequenza di eventi qualcosa di molto affine al giro di pensieri che l’autore era andato a lungo maturando. Si trattava della storia di monsignor Ficarra, vescovo di Patti, che finì in contrasto col Vaticano per la sua scarsa malleabilità politica e anche per l’audacia di certe sue tesi sulla religiosità (e irreligiosità) siciliana. Come sempre in Sciascia, una storia realmente accaduta viene attraversata da una luce che permette di riconoscere con nettezza il dettaglio significativo e trasforma il tutto in un apologo, per dirci sulla Sicilia – e sulle sue oscurità – qualcosa che invano cercheremmo altrove. Dalle parti degli infedeli apparve per la prima volta nel 1979.

73 pages, Paperback

First published January 1, 1979

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Leonardo Sciascia

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
June 10, 2021
La storia di Mons. Angelo Ficarra (1885-1959), vescovo di Patti, rimosso e promosso a arcivescovo di Leontopoli di Augustamnica (vicino al Cairo, "in partibus infidelium") nel 1957, ricostruita in parte da Sciascia che ebbe modo di visionare il suo archivio privato. Sciascia rimase colpito dalla figura di questo prelato che fu "perseguitato" e alla fine punito dalle gerarchie ecclesiastiche per non essersi voluto immischiare nella politica, quella sporca, della DC sicilana nell'immediato dopoguerra. La DC siciliana attribuirà infatti alla "neutralità" di Mons Angelo Ficarra le sconfitte nelle elezioni politiche a Patti nel 1946 e 1948.
Nato a Canicattì nel 1885, figlio di un muratore delle solfare analfabeta, Mons. Ficarra fu ordinato sacerdote nel 1908. Studioso di patristica, divenne vescovo di Patti nel 1936 e fu inviso al fascismo locale che lo accusa di antifascismo. Ma è soprattutto nel dopoguerra che Mons. Ficarra divenne una figura scomoda, proprio per il suo rifiuto di fare politica, schierarsi ed emarginare quei cristiani che avevano scelto il Fronte popolare. Una bella figura, di persona libera e coerente al vangelo questa presentataci da Sciascia.
Profile Image for AlbertoD.
154 reviews
December 11, 2025
Breve saggio magistralmente scritto, in cui ancora una volta lo scrittore siciliano ricorre alla microstoria per rivelare, attraverso un’analisi lucida e approfondita, dinamiche più ampie. Nel caso specifico ad essere presa in esame è una vicenda “che può assurgere alla generalità della storia italiana tra il 1945 e il 1955 – e della storia della Democrazia Cristiana nella storia italiana.
La vicenda è quella di monsignor Angelo Ficarra, vescovo di Patti, inviso agli ambienti della DC locale, e preso di mira dalle gerarchie ecclesiastiche (e infine allontanato dalla sua diocesi), per aver scelto di non immischiarsi nelle “cose politiche” e non essersi attivamente adoperato a favore della DC in occasione delle locali elezioni politiche e ammistrative.
Sciascia ricostruisce l’episodio attraverso l’archivio personale di Ficarra, in particolare il suo carteggio con la curia romana. Ne emerge un modo di operare della Chiesa negli anni del dopoguerra che si caratterizza per ingerenza in affari laici, attivismo in questioni politiche, e per una totale identificazione con il partito democristiano.
Vengono anche approfonditi i metodi da “processo inquisitoriale” utilizzati dalla Santa Sede per destituire lo scomodo vescovo, ostinato a non voler rassegnare le dimissioni. Metodi che, fondati su costruzione della menzogna e ribaltamento della realtà dei fatti, puntano all’accettazione della colpa da parte dell’accusato da cui, anche se innocente, ci si aspetta assoluta obbedienza, semplicemente perchè si è stati scelti come colpevole da un potere superiore. Ed è interessante il parallelismo che Sciascia propone con i metodi di un’altra chiesa – quella comunista:

Ma «omnibus perpensis», ancora. «Tutto ben ponderato»: tranne che la giustizia, tranne che la verità. A «macinare come il grano», ancora, la fede, la speranza, la dignità umana.
Nella Chiesa di fronte – col bonario, tollerante, arguto ma forse anche confuso e confusionario Krusciov – stava accadendo qualcosa di simile.


Tutto, dunque, fuorchè la ricerca della verità e della giustizia. Che invece è quella che guida la mente e la mano del grande scrittore siciliano.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
May 17, 2021
Indicazioni editoriali
Era convinzione profonda e ben fondata di Sciascia che fra i caratteri peculiari della sua terra vi fosse una certa «refrattarietà dei siciliani alla religione cristiana», paradossalmente confermata dalla profusione delle forme di culto religioso. Tesi non popolare perché duramente vera. E capitò a Sciascia di imbattersi, per quella «casualità» in cui alla fine riconosciamo «il solo ordine possibile», in una vicenda – realmente accaduta a un vescovo – che sembrava riproporre in una sequenza di eventi qualcosa di molto affine al giro di pensieri che l’autore era andato a lungo maturando. Si trattava della storia di monsignor Ficarra, vescovo di Patti, che finì in contrasto col Vaticano per la sua scarsa malleabilità politica e anche per l’audacia di certe sue tesi sulla religiosità (e irreligiosità) siciliana. Come sempre in Sciascia, una storia realmente accaduta viene attraversata da una luce che permette di riconoscere con nettezza il dettaglio significativo e trasforma il tutto in un apologo, per dirci sulla Sicilia – e sulle sue oscurità – qualcosa che invano cercheremmo altrove.
"Dalle parti degli infedeli" apparve per la prima volta nel 1979.
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Un piccolo libro mirabile. Colpisce ancora una volta il consueto metodo filologico di Sciascia teso a demolire sul piano della logica ipocrisie e falsità. Demolire chi, tanti anni prima, aveva demolito, con metodi staliniani (miserabili calunnie, manipolazioni, sofisticate pressioni), un limpido vescovo di provincia colpevole non di aver fatto politica contraria ai dettami del Vaticano, ma di essersene completamente estraniato. Scrive Sciascia:
“… non avrei mai creduto che ad un certo punto della mia vita mi sarei trovato a raccontare la storia di un vescovo (siciliano e titolare di una diocesi in Sicilia) apologeticamente ed ex abundantia cordis: senza distacco, senza ironia, senza avversione. Ma sbaglierebbe chi, leggendo questo piccolo libro, lo giudicasse risultato di una mia evoluzione o involuzione (secondo la parte da cui lo si giudica). Si tratta semplicemente di questo: che l’avere per tanti anni e in tanti libri inseguito i preti “cattivi” inevitabilmente mi ha portato a imbattermi in un prete “buono”.
Profile Image for Pier Francesco Berardinelli.
23 reviews5 followers
November 30, 2018
In Dalle parti degli infedeli, Sciascia divulga - legandolo ad un interessante commento - il carteggio intercorso tra Angelo Ficarra, vescovo della Diocesi di Patti, e la Sacra Congregazione Concistoriale, presieduta dal cardinale Adeodato Giovanni Piazza.

Pastore d'anime fervente, mite, dedito alla meditazione e alla preghiera, Ficarra è stato posto sotto osservazione perché sgradito agli ambienti locali della DC, che addebitano alla sua indifferenza per le vicende elettorali la causa delle successive sconfitte dello scudocrociato nelle elezioni a Patti ed in altri comuni vicini.

Obbedendo a "indirizzi superiori" e con eccesso di zelo, la Sacra Congregazione assedia Ficarra, reo, d'altro canto, d'aver scritto un saggio - poi pubblicato postumo - sulle feste religiose in Sicilia, nel quale si indaga con lucidità sulla sostanziale irreligiosità dei siciliani (nonostante l'attaccamento a riti e tradizioni).

Si vuole che il prelato rinunci alla Diocesi e si ritiri; poi, senza che lui lo chieda, gli si affianca un vescovo ausiliare e, quindi, si costituisce quest'ultimo come amministratore apostolico sede plena, praticamente esautorandolo del tutto; infine lo si nomina arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica, conferendogli un titolo puramente onorifico, come è appunto per i vescovi in partibus infidelium.

Sciascia, nelle brevi noterelle finali, precisa che nell'Enciclopedia Cattolica si fa cenno ad una Leontopoli (senza riferimenti all'Augustamnica), la cui citazione originaria risale a Flavio Giuseppe, probabilmente corrispondente all'attuale Tell el-Jehuddijjeh, circa 30 km dal Cairo e 20 km dall'antica Eliopoli. Una diocesi forse nemmeno mai esistita, se non come sede di un tempio ebraico appena tollerato dai sacerdoti di Gerusalemme, il cui culto considerano illegale; inequivocabilmente in partibus infidelium. Perciò l'autore siciliano conclude: "Saremmo maliziosi a sospettare una certa malizia nella nomina di monsignor Ficarra ad arcivescovo di Leontopoli?"
Profile Image for Matías Godoy.
8 reviews
August 22, 2025
Dice Sciascia que de tanto buscar curas pilluelos para denunciarlos, se topó a uno bueno. Y me sigue pareciendo que la terquedad hamletiana de este cura, que sabe que no hizo nada malo, no es tanto fe en Dios, sino conciencia de que prefiere ser el tipo de persona que tiene la razón aunque pierda la partida, al tipo de persona que prefiere salirse con la suya así le toque condescender a jugar al juego idiota de los otros. Es arrogancia, pero también es más que eso, es cariño propio. Y, además, así es exactamente como escribe Sciascia, con esa misma terquedad (ley empírica: en literatura un cura inteligente siempre es el espejo del escritor - no en cuanto persona, sino en cuanto escritor-, es una personificación de su escritura). Sciascia es uno de esos escritores que habría seguido escribiendo y habría escrito exactamente los mismos libros aunque nunca hubiera vendido ni uno, y al que no le da miedo llenar un relato de cartas escritas por obispos italianos así todos sus lectores y editores conspiaran para jubilarlo forzadamente. Los marearía y los demoraría y jugaría con ellos exactamente como lo hace el obispo de esta historia con sus superiores, y aprovecharía el tiempo ganado para seguir escribiendo como le diera la Bendita Gana.
Profile Image for Laura Noi.
579 reviews19 followers
May 4, 2025
Piccola storia pungente realmente accaduta, che emerge grazie al carteggio che intercorre tra il Vaticano e un vescovo siciliano, tale Monsignor Angelo Ficarra.
Quest'ultimo pagherà la scelta di non immischiarsi nella politica del proprio paese, non avendo sostenuto durante le elezioni il partito della Democrazia Cristiana, che ha poi perso. Ficarra era un ostacolo: "Ostacolo nella sua indifferenza al potere politico, alla politica; nella sua diffidenza o avversione a contaminarsene, a rendersene partecipe o complice."
Era un uomo di estremo candore "Perchè in lui è penetrato il sentimento della giustizia, l'idea della giustizia, la follia della giustizia. Dell'umana giustizia."

L'autore scrive: "Siamo alle radici del processo inquisitoriale- o stalinista. Bisogna, anche se innocenti, rendersi alla colpa: e per il fatto che alla colpa, come esempio di colpevolezza, si è stati scelti."
E con amarezza:
"Ma perchè meravigliarci della casualità della casualità, di tutti gli assortimenti, i ritorni, le ripetizioni, le coincidenze, le speculari rispondenze tra realtà e fantasia, le indefettibili circolarità di cui è fitta la vita e ogni vita: se rappresentano -ormai lo sappiamo- il solo ordine possibile?"
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
December 10, 2023
"Ma perché meravigliarci della causalità della casualità, di tutti gli assortimenti, i ritorni, le ripetizioni, le coincidenze, le speculari rispondenze tra realtà e fantasia, le indefettibili circolarità di cui è fatta la vita e ogni vita: se rappresentano - ormai lo sappiamo - il solo ordine possibile?" (p. 12)
13 reviews
February 22, 2025
Sciascia ti appassiona, come solito fare, a vicenda legate al concetto di "Sicilia Fredda". La vicenda di un vescovo troppo scomodo per la chiesa a causa del suo poco fervore nei confronti dello scudo crociato nelle elezioni a Patti nel secondo dopo guerra.
Profile Image for Phoebes.
597 reviews27 followers
January 10, 2013
Che cosa ci sta a fare ancora questo monsignore al suo posto di vescovo, quando è così evidentemente colpevole? Ma colpevole di che? Di un increscioso delitto: la sconfitta alle elezioni di Patti della Democrazia Cristiana. E la risposta alla domanda “che ci sta a fare?” è davvero molto semplice: il suo dovere, di vescovo, non di politico.
Tra le 3 inchieste di Sciascia che ho letto finora, questa è sicuramente quella che mi è piaciuta di più. Forse perché era un episodio che non conoscevo, forse perché Sciascia m’è sembrato più obiettivo del solito, non lo so, comunque l’ho letto con maggiore interesse rispetto agli altri due.
Tra le altre cose, poi, mi sono piaciuti alcuni riferimenti letterari, per esempio i due ai Promessi Sposi e quello a Il Gattopardo (Tante cose stavano per cambiare: e, si capisce, per non cambiar nulla. Ma appunto perciò cambiavano.)
Per capire però il significato del titolo ho dovuto fare una ricerchina. “Dalle parti degli infedeli” è la traduzione della locuzione latina in partibus infidelium. E’ un’espressione che appartiene alla Chiesa cattolica. In pratica se un vescovo lasciava la propria sede perché invasa da “infedeli”, veniva accolto da altre diocesi cattoliche, e conservava il titolo della sua diocesi d’origine, a cui aggiungeva in partibus infidelium, “nelle terre dei non credenti”. Quando alla fine la Sacra Congregazione riuscirà a togliere a monsignor Ficarra la diocesi di Patti, lo nominerà arcivescovo di Leontopoli di Augustamnica, un luogo che non esiste più. Quindi vescovo “dalle parti degli infedeli”. Ovviamente per Sciascia la questione diventa più che mai metaforica, perché “dalle parti degli infedeli” Ficarra ci si è trovato dal momento in cui ha ricevuto la lettera anonima che lo accusava ingiustamente.

http://www.naufragio.it/iltempodilegg...
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