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Love Between Women: Early Christian Responses to Female Homoeroticism

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Love Between Women examines female homoeroticism and the role of women in the ancient Roman world. Employing an unparalleled range of cultural sources, Brooten finds evidence of marriages between women and establishes that condemnations of female homoerotic practices were based on widespread awareness of love between women.

"An extraordinary accomplishment. . . . A definitive source for all future discussion of homoeroticism and the Bible."—Mary Rose D'Angelo, Harvard Gay & Lesbian Review

"[Brooten's] convincing analysis . . . not only profoundly reshapes our understanding of the past, but it should also shape the way in which that past, particularly the early Christian texts with their immense normative weight, will be used for the future."—Anne L. Clark, Journal of Lesbian Studies

" Love Between Women gives contemporary debates on sexuality a carefully delineated past. It boldly insists upon a different future, one informed by history but not tyrannized by it."—Susan Ackerman, Lambda Book Report

"Fascinating, provocative and lucid. . . . Brooten has made a fundamental contribution to women's and gender studies, gay and lesbian studies, and classics."—Elizabeth A. Castelli, Women's Review of Books

Winner of the Lambda Literary Award for Best Lesbian Studies Book, 1997

446 pages, Paperback

First published January 1, 1996

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Bernadette J. Brooten

5 books3 followers

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Profile Image for luna bizantina  .
15 reviews20 followers
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April 20, 2026
UNA ROSA È UNA ROSA, UNA HETAIRISTRIA È UNA HETAIRISTRIA

Con slancio anti-foucaultiano, Brooten rivendica la necessità confuciana dei nomi, per quanto le rose si presentino sempre differenti l’una dall’altra: se definiamo famiglia anche strutture parentali antiche diverse nei contenuti dalle famiglie moderne, non ha senso mantenere riserve nel servirsi della parola omosessuale, per quanto il significato non coincida precisamente con l'antico; tanto più che la storia dell’identità lesbica (e della sua percezione) ha una storia differente da quella gay, il vocabolario greco-romano non era avaro di definizioni per le donne animate da “desiderio virile” (vale a dire hetairistria, tribas, dihetaristria, lesbia, fricatrix, virago) e tale fenomeno era tutt’altro che invisibile, come spesso si è ripetuto, ma oggetto di scrutinio scientifico e di tentativi classificatori ben prima dell’epoca moderna.

Il libro è articolato in due momenti, pressappoco della stessa lunghezza: il primo fornisce l’orizzonte culturale-scientifico (non cristiano) precedente e coevo al tema della seconda parte - incentrata sulla presentazione e il commento del passo (1:18-32) della Lettera ai Romani del tessitore di tende (Atti 18: 1-3) Paolo, le cui conseguenze deleterie ancora si trascinano, e sui pareri dei padri della Chiesa che viaggiano sulla stessa onda di rigetto paolino.
Se la prima parte ha motivo di curiosità generale - affrontando l’argomento dell’ostilità maschile alla lesbica dal punto di vista retorico, astrologico, medico, con un capitolo sulle pratiche magiche e una parentesi sulle rappresentazioni artistiche - la seconda è di interesse più circoscritto. Inusuali muri di testo in nota occupano spesso metà (o più) della pagina, ma sono graditi in tale forma perché 1) non sono in fondo, 2) hanno il gusto della vertigine della lista bibliografica, 3) riportano il testo in lingua originale facilitando il lavoro di chi se ne serva come riferimento.

In conclusione:
* l’omosessualità femminile era condannata sia in forma passiva che attiva, laddove il giudizio negativo toccava quasi sempre solo l’uomo passivo, e sin dall’epoca romana era pensata come un disturbo di origine fisica, mentale, astrologica e/o persino “genetica”, ritenendo che alle spalle dovesse esservi un antenato/antenata mosso dallo stesso tipo di desiderio “invertito” o una predominanza del “seme” del genitore del sesso opposto sull’altro. Un testo di fisiognomica del IV secolo distingue già per aspetto fra femminili e maschili, che possono formare coppie di opposti o di omologhi;
* nei primi secoli cristiani il rapporto omo-affettivo/sessuale fra donne era lungi dall’essere un fenomeno innominabile che richiedeva giri di parole, se non un vero e proprio scetticismo (come sarà invece in epoca moderna), segno che l’antichità lo aveva sotto gli occhi;
* un passaggio in Clemente d’Alessandria potrebbe suggerire l’esistenza di forme di unione legale fra le amanti conviventi nell’Egitto romano (una briciola di vita vera, un Altrove storico fuori dalle fonti normative, dalle voci dei vincitori e dai testi dei moralisti?);
* Alessandra d’Egitto sembra essere stata per l’antichità quello che Firenze era per il Rinascimento (neoplatonism&fruitiness: name a more iconic duo);
* che a Paolo e al 99% dei suoi contemporanei riuscisse più facile immaginare la fine del mondo che non la fine del dominio androcentrico, del controllo sessuale delle donne e dell’eteronormatività, è comprensibile, visto che chi è calato nell’ideologia (e ne gode i privilegi) la scambia per natura, peccato che per non aver saputo tenere la bocca chiusa nell’assemblea (sebbene dietro Paolo si intraveda sempre l’ombra dell’interpolazione - il Paolo dei mistici e di Tecla mal si coniuga a quello degli ortodossi) si sia assicurato ai secoli a venire il fondamento teologico necessario ad aprire le porte alla criminalizzazione dell’omosessuale, traditore politico e sabotatore sociale del sacro ordine patriarcale, prima ancora che invertito sessuale. L’auspicio finale dell’autrice è che alla luce della contestualizzazione storica il passaggio non venga più ritenuto autoritativo dalle Chiese cristiane, ma per quelle egemoni siamo nel campo delle pie illusioni: è più facile che i cattolici lascino andare Cristo (already been here, already done that) che non il folgorato di Tarso, tacendo degli evidenti limiti cognitivi e di intellezione che popolano il campo dei fanatismi post-luterani.
Profile Image for Ronel.
48 reviews17 followers
Currently Reading
September 5, 2011
I am very curious about this one. Growing up in a conservative, Protestant family, one is exposed to a couple of verses in the Bible which condems homosexuality. No one ever bothered to explain the historical, social and political context in which these verses were written.

Will keep you posted :)
Profile Image for Kevin.
126 reviews3 followers
March 26, 2013
This book is a great treatment of homoeroticism in ancient literature from a specifically female perspective (most books on homoeroticism are male-oriented, with occasional reference to same-sex love between women). This book includes two parts: the first part focuses on texts describing same-sex love between women in the classical world, while the second focuses heavily on Romans 1:18-32 and how ancient church theologians utilized that text (and other texts from the Greco-Roman world) to discuss female homoeroticism. This text does a really good job at subtly hinting that the Bible doesn't actually spend all that much time focusing on homoeroticism of any kind. In addition, it does a great job of contextualizing ancient and biblical references to female homoeroticism. The book is well-researched and very accessible to the average reader, so you should definitely check it out if you have time.
Profile Image for Care.
56 reviews2 followers
October 25, 2018
A must read for anyone interested in reconstructing women’s history and attitudes towards female homoeroticism in the ancient world and early Christianity. Brooten has an in-depth study of Romans 1 which is quite helpful.
Profile Image for ArtemisLuni.
56 reviews
March 19, 2025
Hab sehr viel gelernt, aber irgendwie war alles sehr vague... einfach sehr vorsichtig mit tatsächlichen claims, fast nur Annahmen.
Profile Image for Drianne.
1,332 reviews33 followers
March 21, 2015
Definitely had things I had not read before, although I wish it had also gathered literary sources instead of simply referring to others' (primarily Judy Hallett's) work. I, uh, didn't read the second half, not being interested particularly in the early Christians.
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