SEGUITO DI " ZENZERO E SANGUE " - volume conclusivo della dilogia Drew Halliwell . Dopo l’attacco dei ribelli alla fattoria in cui viveva, Drew Halliwell ha compiuto una seguire Banastre Tarleton nel cuore della guerra. Ma nell’accampamento dei Dragoni Verdi il passato continua a inseguirla, senza lasciarla è nei volti dei soldati che la considerano ancora una prostituta, nella disapprovazione delle donne che la vedono come l’amante del colonnello, e nell’insidia nascosta di un nuovo nemico, qualcuno che complotta per imprimere su di lei la vendetta della Carolina del Sud. Tra ossessioni che diventano fuoco, nella guerra brutale che minaccia di portare via il solo uomo che abbia mai amato, Drew cade nella spirale di violenza che si abbatte sulla sua una crudeltà seminata per lei, un duello tra due nemici dove lei non è che il bottino del vincitore. La corteccia di salice è il rimedio che impiega per alleviare il dolore dei pazienti della sua la guarigione che lei stessa cerca. Il piombo è la devastazione che Banastre è pronto a seminare per proteggerla dall’uomo che cerca di strapparla dalle sue braccia. Alla fine della battaglia, con il dissiparsi del fumo, potrà essere soltanto uno dei due a prevalere, e solo uno a salvarla.
Dopo la relativa quiete di Zenzero e Sangue, nel seguito ci troviamo con Drew (e Ban, ovviamente) nel mondo fuori dal piccolo angolo sicuro di Juneberry Creek, con tutta una serie di nuove problematiche da affrontare e altre che ci si trascina dal volume precedente.
Come c’era da aspettarsi il campo si allarga tantissimo –anche dal punto di vista temporale– e si aggiungono un po’ di personaggi nuovi e vecchie conoscenze dagli altri libri che contribuiscono a questo senso di “dobbiamo affrontare il mondo là fuori”.
E il mondo là fuori si presenta già come pieno di ostacoli dal primo capitolo: non solo perché Ban non è un simpatico scapolo, ma anche perché la posizione di Drew –fuori dalla dinamica di coppia– qual è di preciso? Tutti sembrano volerla piazzare in una determinata categoria (come si ripete attraverso la dilogia: mogli, puttane, vittime – ruoli che spesso si sovrappongono, aggiungo) ma lei ha ancora fresco il ricordo di quel che è stata, sa cosa non vuole essere e deve ancora capire dove collocarsi. Non che questo impedirà agli altri di etichettarla a loro piacimento, ma è fondamentale che *lei* sappia chi è per se stessa prima di tutto.
Se Drew è chiaramente quella che ha un arco più ampio e centrale, sia quando è insieme a Ban sia nei momenti in cui è separata da lui, Banastre ha un suo arco narrativo che dovrebbe giungere a compimento nel quarto volume della saga Where I Belong, come promesso da Priska nelle note finali.
Devo dedicare qualche parola in più al nostro protagonista maschile perché è necessario.
Banastre è tremendo pov umano, è proprio il “villain who gets the girl”, ma il suo fascino è proprio questo: una macchina da distruzione che metterebbe a ferro e fuoco il mondo… per Drew. In qualche modo sembra spuntarla sempre con le sue trovate, anche quando vuol dire pungolare le insicurezze di Drew, ma è vero? Alla fine è pur sempre un uomo, un soldato, in un mondo per uomini e nel mezzo di una guerra. Può fare quel che fa perché qualcuno ne trae vantaggio, però rimangono dei limiti che se decide di superare potrebbero essere un punto di non ritorno anche nel suo privilegio e, per fortuna, c’è Harcoe che glieli evidenzia e lo costringe a fermarsi e riflettere (quando smette di fare il bufalo distruttore, Ban ottiene pure i risultati che stava cercando di ottenere! Surprise!) C’è una fase della storia in cui compie azioni tremende, nascondendosi (?) dietro “lo faccio per Drew”, e da quelle scene sono emerse riflessioni davvero interessanti che sono curiosa di come si evolveranno nell’ultimo atto della sua storia.
Sarà una bestia, ma a Ban voglio bene comunque e mi piace la dinamica con Drew, nonostante di per sé la “morality chain” non mi entusiasma. Allo stesso tempo, però, in questa storia Drew non è davvero la bussola morale di Ban, per quanto sia senza dubbio l’unica persona con cui lui cerca di essere decente (anche solo per non comportarsi come gli uomini di Fort Cumberland), anche se gli viene difficile e deve concentrarsi molto. (E poi non sottovalutiamo la scelta che fa in battaglia. Cioè, BANASTRE TARLETON. A Gloucester Point. Quando dico che ha il fascino di “brucerei il mondo solo per te” intendo anche quello ♥️) Senza contare che il modo in cui tornano il salice e il piombo del titolo nella seconda metà della storia è magnifico pov simbolico, amo la simbologia in questo volume soprattutto. I miei feels :°)
Un’altra dinamica interessante è quella con Priscilla, tra lei e Ban, e soprattutto tra lei e Drew, perché è liberatorio avere una dinamica costruttiva e positiva tra due donne in quelle posizioni. Non importa che sarebbe stata rara per via di tutte le pressioni sociali che ti spingono più facilmente a odiare e diffidare delle altre donne, ma non leggo per trovare la realtà para para XD
È bello ritrovare Harcoe, con le sue risposte che sono in realtà altre domande e i suoi modi galanti, e la sua dinamica con Ban è il genere di amicizia maschile costruttiva (anche nella distruzione della guerra) che mi piace tanto. Anche se è un motivo di tensione pure lui, nel suo ruolo di capo dello spionaggio, ma è comprensibile e giusto pure.
Se il primo volume è stato da cardiopalma super concentrato in pochi giorni, questo è stato altrettanto al cardiopalma esteso nello spazio-tempo ma non per questo la posta in gioco era più bassa. Anzi, era altissima.
Alla fine non dubitavo della buona riuscita delle vicende e procedevo nella lettura per vedere COME si sarebbero risolte nella pratica, ma dopotutto con Priska la questione è: quanto dovrò soffrire per arrivare alle cose belle?
La vita per Drew Halliwell non è mai stata semplice, sin dal giorno della sua nascita; è arrivata ad una conclusione, però: cercare di sopravvivere al meglio delle sue capacità, tanto da seguire il suo carnefice personale, nel cuore dei nemici. E se questo comprende stare dalla parte del diavolo, così sia. Il colonnello Tarleton Banastre non riesce a scindere il proprio dovere verso la corona né l'ossessione che prova verso la ragazza conosciuta poco tempo or sono; averla, possederla quando e dove più gli pare, gli dà quel piccolo giubileo nel cuore da dargli forza per affrontare le prossime sfide. Ma entrambi sanno che questo "rapporto" che tengono non troppo segreto avrà delle grosse conseguenze, sia da parte dei Dragoni Verdi che dei Ribelli che ricercano vendetta in chiunque abbia ricevuto aiuto da parte degli inglesi usurpatori.
⁉️ Sarà l'ultima stoccata a far rinsavire Drew, o scenderà a picco con coloro che l'hanno umiliata?
Nell'arco della storia abbiamo un crescendo dei personaggi già incontrati nel precedente volume: Drew, conosciuta come Mistress del Fort Cumberland, non riesce a non dimenticare il suo passato, e il fatto che il Colonnello Banastre continui con i loro incontri segreti nei suoi alloggi, non aiuta la sua reputazione. La donna ha bisogno di indipendenza, ha bisogno di quella libertà che le è stata privata da sempre; e riesce finalmente a trovarla come medico da campo, soccorrendo i soldati, suoi nemici, ma con il solo pensiero di potersi rendere utile grazie agli insegnamenti del Dottor Jossann.
Dall'altra parte abbiamo Banastre, colui che ha perso credibilità verso i suoi superiori per la sua ostinazione a non seguire le loro direttive. Per quanto il suo ruolo sia importante per lui, non lo è mai quanto il non perdere di vista il suo cuore, la fanciulla che lo ha stregato fino a fargli perdere interesse nella vittoria dell'Inghilterra sugli Americani. Una figura di spicco la incontriamo in via del tutto eccezionale, all'inizio del romanzo: la moglie del colonnello, Priscilla Tarleton - che abbiamo incontrato di sfuggita in Where I Belong. Priscilla, a differenza delle mogli degli ufficiali, non è una donna che vuole essere servita e riverita; ha bisogno di fare, sapere e non restare con le mani in mano mentre si crogiola nell'aspettare notizie per ogni battaglia che si combatte. Mi ha colpito molto il suo comportamento risoluto e non derisorio verso Drew, che cerca di starle accanto e di imparare da lei le poche nozioni di base sulla medicina da campo. Solidarietà femminile ben espressa I vari misteri, agguati e scomparse all'interno della trama vivacizzano il tutto con quella suspence che ti va venire mille dubbi su chi davvero ci si possa fidare, e chi sia davvero a fare il doppio gioco. Un romanzo di passione e delusione, coraggio e sconfitta. Non smetterete di vivere queste sensazioni❤️🔥
⭐⭐⭐⭐⭐ Salice e piombo. Bello, bello, bello. Un modo un po' banale di esprimere il proprio pensiero a favore di una storia, ma a mia discolpa posso dire di essere rimasta senza parole. Ancora una volta mi sono stupita del personaggio di Banaster che se nel libro precedente mi era sembrato innamorato, qui mi sembra proprio folle d'amore (e sappiamo che in quanto a follie non è secondo a nessuno). Non pensavo che potesse essere possibile apprezzare un personaggio dopo averlo odiato profondamente in altri libri, ma hey, qui mi è persino piaciuto e mi è pure venuta voglia di rileggere i passaggi degli altri libri in cui compare per rivalutare le sue azioni e vedere che effetto mi fanno. Quindi Ban promosso, nonostante tutti i suoi enormi e numerosi "difetti". Promossa a pieni voti anche Drew che è cresciuta ed è diventata un personaggio davvero piacevole, con una resistenza e una tenacia davvero invidiabili. È ricca di coraggio e anche di senso di giustizia. E poi anche lei riesce a essere spietata quando l'occasione lo richiede. A dirlo sono le sorti di Trigger e Toyle. Menzione speciale per Priscilla e Harcoe, che ispirano molto e sono curiosissima di leggere anche in altri romanzi.
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