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Camulod Chronicles #8 (1/2)

Il cavaliere di Artù

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381 pages, Paperback

Published June 1, 2007

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About the author

Jack Whyte

62 books772 followers
Jack Whyte is an author and writer born and raised in Scotland, but has been living in western Canada since 1967, and in Kelowna, British Columbia, since 1996.

Whyte's major work to date is the A Dream of Eagles series (as it is titled in Canada, but known as The Camulod Chronicles in the United States and elsewhere). This series of historical novels presents the tale of King Arthur set against the backdrop of Roman Britain. This retelling of the popular legend eschews the use of magic (as in T. H. White’s The Sword in the Stone) to explain Arthur’s ascent to power and instead relies on the historical condition (with some artistic license) of post-Roman Britain to support the theory that Arthur was meant to counter the anarchy left by the Roman departure from Britain in 410 AD and the subsequent colonization and invasion of Britain by various peoples from Northwestern Europe, including the Saxons, Jutes, Franks, and Angles). Whyte incorporates both traditional Arthurian names, places and events (albeit in gaelic or Latin form) as well as the names of various historical figures that have been suggested as being the possible basis for the original King Arthur legend. The tacit implication is that Whyte's version of history is the true story that has become distorted over time to become the legend and stories of magic that we know today.

Jack Whyte served as the official bard of The Calgary Highlanders and performed several tracks of poetry and song on the 1990 recording by the Regimental Pipes and Drums of The Calgary Highlanders entitled Eighty Years of Glory: The Regimental Pipes, Drums and Bard of The Calgary Highlanders.

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Profile Image for Coligne.
76 reviews
May 11, 2011
Primo libro della saga dedicata a Lancillotto, il più famoso dei cavalieri della Tavola Rotonda...

Il libro, e la saga, prende l'avvio con un Lancillotto ormai vecchio, alle prese con la scrittura delle sue memorie, il che segna le due peculiarità di questo ciclo: è scritto tutto in prima persona, e, in sostanza, si tratta di un lunghissimo flash back.

In questo libro, che in realtà è da considerarsi un tutt'uno con il suo seguito, dato che sono le due metà di uno stesso libro, si narra dell'infanzia dell'adolescenza di Clothar, il cavaliere che col tempo sarebbe stato noto come Lancillotto (a causa della sua abilità con la lancia, secondo Whyte).

Assistiamo agli avvenimenti che segnarono la sua infanzia, trascorsa tranquilla, come figlio ultimogenito del Re, in un castello sulle sonde del lago di Genava (che noi oggi conosciamo come Lago di Ginevra): la scoperta di essere stato adottato dopo la morte dei sui veri genitori; e il dover lasciare la sua patria, e l'affetto dei genitori adottivi, per andare a studiare presso la scuola del vescovo Germano, un antico amico di famiglia...

L'azione si sposta poi alla scuola di Auxerre, ancestrale dimora della famiglia del vescovo, un tempo generale dell'esercito imperiale romano, comandante di tutte le Legioni presenti in Gallia.
Qui farà amicizia sia con il Vescovo, sia con il suo principale istruttore, Tiberio catone, i due uomini che maggiormente contribuiranno a formarlo, rendendolo quello che nel corso dei secolo sarebbe divenuto l'archetipo di tutti i cavalieri...

Profile Image for Carmen8094.
414 reviews18 followers
December 13, 2015
Il cavaliere di Artù è il primo volume di una quadrilogia - purtroppo al momento difficilmente reperibile - avente per protagonista quello che sarebbe poi diventato il più famoso dei cavalieri della tavola Rotonda.
Il romanzo comincia con un Lancillotto ormai anziano, che si reca in Britannia per mantenere una promessa fatta anni prima all'amico Merlino, e devo ammettere che questa prima parte è proprio quella che mi ha conquistato per quanto riguarda lo stile, che, a tratti, ho trovato addirittura poetico.
Durante il viaggio di ritorno in Gallia, Lancillotto narra ad uno dei suoi figli, colui che lo ha accompagnato, la propria storia, perché i suoi figli "sapevano che" era "stato al fianco di Artù, re della Britannia, che" era "stato uno dei suoi cavalieri e uno dei suoi più cari amici. Ma nulla sapevano del ruolo che" aveva "giocato nella sua rovina, nella fine di Camelot, nella scomparsa di Excalibur".
La storia, però, comincia molto prima che Lancillotto incontrasse Artù, comincia quando il futuro cavaliere si chiamava Clothar, ed era solo un ragazzino di dieci anni che pensava di essere figlio di Ban, sovrano di Benwick.
Ma una notte il re gli racconta la verità, gli svela le sue vere origini, e così, grazie al suo racconto e a quello di Culderico, assistiamo allo spiegarsi di una storia nella storia, quella dei veri genitori di Clothar, la storia di un tradimento ed un assassinio che probabilmente giocherà un importantissimo ruolo nei volumi successivi.
Il romanzo segue poi Clothar ad Auxerre, dove, nella scuola del vescovo Germano, impara, tra le altre cose, l'arte della guerra, cresce, e diventa fidato amico Di Stefano Lorco, con il quale vive la sua prima, reale, e purtroppo tragica avventura - probabilmente la mia parte preferita dopo quella iniziale -.
Il volume si conclude con la scoperta di un nuovo assassinio, e di un'incombente minaccia che grava sul regno di Benwick...
Il romanzo mi è piaciuto molto, l'ho trovato interessante, mai noioso, ben scritto, con una buona dose di avventura, intrighi e tradimenti. Non vedo l'ora di leggere il seguito, di conoscere i personaggi di Artù e Merlino, e di scoprire se e quanto la saga farà uso della magia.

http://iltesorodicarta.blogspot.it/
280 reviews1 follower
March 16, 2017
Un libro che rende un romanzo la leggenda di Artù e che si concentra soprattutto sui suoi cavalieri rendendoli poco mitologici e molto umani in un periodo in cui la lotta, spesso per la ''sopravvivenza'', fa da padrona.

Un bel libro.
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