Dopo aver rinunciato al distintivo ed essere tornato a Los Angeles, la città in cui è cresciuto, Antonio Alvarado non riesce a mettere insieme i pezzi della sua vita. La morte del fidanzato Philip ha lasciato un segno più profondo di quanto avesse creduto, che manifesta con una crescente repulsione per la magia. Per questo, ha scelto di lavorare nel quartiere più dismagico della città: Los Almirantes.
Ma la parte peggiore del passato sepolto a Starlen City sta per tornare a galla e tingere di rosso la Città degli Angeli dietro una scia di efferati delitti firmati con un inquietante hashtag.
Tra vecchi e nuovi amici, una famiglia invadente e Magici che sanno più di ciò che dicono, riuscirà Antonio a risolvere il più grande dilemma morale della sua vita e resistere alle serrate avances del barista Billy Landen, deciso a conquistare il suo cuore chiuso a doppia mandata?
Melanto Mori (1982, Avellino) è laureatə in Scienze Geologiche. Nostalgicə degli anni ‘80, il suo secondo amore sono i vulcani. È co-founder del blog di scrittura illustrata MattoniGialli.it, dedicato ai più piccoli.
Caccia Aperta è il secondo volume della serie Urban Fantasy Figli di Giuda. Il romanzo comincia dalla fine di "Il Lusso dell’Angelo" e il protagonista è Tony Alvarado, detective di Starlen City ed ex partener della strega Gayle. Non vedevo l’ora di poter approfondire il personaggio di Antonio, mi era piaciuto tantissimo nel libro precedente e tra le pagine di Caccia Aperta ho avuto la conferma di quello che sospettavo: Antonio Alvarado è fantastico, e lo stesso posso dire anche di Billy, una new entry che mi ha conquistato sin dal prologo. Dopo la morte improvvisa di Philip, Antonio decide di dimettersi dalla polizia e di ritornare a Los Angeles, dove vive la sua famiglia. La vita è Starlen City era diventata impossibile per lui, troppi ricordi, troppi sensi di colpa e il dolore che si porta appresso lo rende sempre più insofferente nei confronti della magia. Per questo motivo decide di lavorare come guardia in un centro commerciale di Los Almirantes, il quartiere più dismagico della città. E quando conosce Billy, il sexy barista irlandese, anche il suo cuore colmo di ghiaccio e tristezza sembra riprendere il proprio ritmo. Ma più cerca di stare lontano da stregoni, negromanti ed essere magici più questi sembrano seguirlo ovunque vada. E il passato che aveva sperato di lasciarsi alle spalle ritorna più prepotente che mai, proponendogli nuove sfide sempre più difficili da superare e che lo costringeranno a rivedere anche le sue stesse convinzioni. Billy Landon è un barista di origine irlandese che si è trasferito negli Stati Uniti alla ricerca del “sogno americano”. Un ragazzone dal sorriso accogliente e lo sguardo gentile e appena posa gli occhi su Antonio l’unica cosa che desidera è che lui lo veda, lo veda sul serio. E così Billy non fa mistero di corteggiare il “suo” bell’Antonio, con manicaretti deliziosi e la battuta sempre pronta. Perché tutto quello che desidera è che Antonio sia di nuovo felice.
La trama di Caccia Aperta è avvincente e appassionante, si legge tutto d’un fiato. Adoro questa serie perché riesce ad accostare due generi che mi piacciono molto: l’Urban Fantasy e il poliziesco. In questo volume l’autrice ha inserito una vena molto thriller e cupa, e per come si sviluppano certe cose è importante per il lettore aver letto anche il volume precedente a questo perché molti aspetti in Caccia Aperta verranno approfonditi. La narrazione in terza persona aiuta il lettore a farsi un’idea abbastanza precida di quello che sta accadendo e i colpi di scena così come i momenti adrenalinici non mancano. Lo stile di scrittura di Melanto Mori mi è piaciuto molto: diretto, frizzante a tratti crudo e capace di grandissima ironia. Sono tanti i colpi di scena, i momenti adrenalinici che si intervallano con altri più tranquilli e molto romantici. È stato emozionante vedere Antonio tornare a provare quei sentimenti che tanto lo spaventano e lo è stato anche vedere Billy cercare di conquistarlo giorno dopo giorno, con i suoi sorrisi e con la dolcezza. Il finale è un crescendo di rivelazioni che mi hanno davvero stupito e quando sono arrivata alla parola fine mi sono ritrovata con sentimenti contrastanti perché le ultime pagine sono davvero intense e lasciano anche aperti un sacco di quesiti e speranze che spero non restino inespressi. Insomma, attendo con ansia l’uscita del terzo volume.
Se il lusso dell'angelo ci ha parlato di un mistero, di un serial killer diverso dagli altri, quasi impossibile da prendere caccia aperta dimostra l'evoluzione non solo dello stile della scrittrice, capace di tessere una trama più lunga ed elaborata, ma anche dei personaggi. Se nel lusso dell'angelo Antonio lascia Starlen city triste, ma integro, qui leggiamo di un Antonio spezzato, che ha costruito un muro di ricordi intorno a sé, che voleva liberarsi dal passato tornando a casa, ma che qui l'ha ritrovato più forte di sempre.
Un passato che diventa più felice e meno doloroso un piatto di uova,sesamo e pancetta alla volta, una canzone dopo l'altra. Antonio qui ci viene presentato come pieno di rabbia, una rabbia cieca, rivolta a tutti per la colpa di uno, una rabbia che Antonio sarà capace di superare grazie ad il suo cuore, alla sua empatia ed al suo senso di giustizia.
Ho adorato il personaggio di Billy, mi ha tanto ricordati un periodo della mia vita dove nascondere tutto dietro un sorriso era la cosa più facile, per non soffrire e per non fare soffrire, per vivere di un ottimismo che ho perso e ritrovato. Billy è senza dubbio un uomo forte, ma è indubbio che la sua storia sia complessa, d'altronde solo un cuore cicatrizzato poteva riconoscerne uno che aveva bisogno di punti come quello di Antonio.
E poi gli altri personaggi, Marco, Ester, Miranda una famiglia meravigliosa che insieme a Billy forse è riuscita a far cambiare inconsciamente idea ad Antonio prima ancora che lo facesse in maniera cosciente. E l'agente Ross, indubbiamente una donna forte per quanto giovane, molto più avanti ed aperta di tanti politici, che capisce quanto sia importante difendere i diritti di tutti, dismagici, magici, che siano della scuola della croce o della stella, e anche demidii.
Questo libro non è solo una storia d'amore, non è solo la storia di un uomo che cura le ferite di un altro, non è solo un mistero, è una storia di migrazione, di accettazione, di comprensione, di empatia, di somiglianze ritrovate, ma anche di paura, di terrore e di dittatura, di ipocrisia e voluta ignoranza, una storia che ricorda che è più facile girarsi dall'altra parte, ma che non per questo sia giusto.
Non è d'altronde un caso che tra "agire, guardare o andare via" Antonio abbia scelto di agire.
Nell'attesa di sapere dove ci porterà l'autrice (che ci ha fornito ben pochi indizi dicendoci che non sarà né sulla costa est né sulla costa ovest) e sperando che si tratti della dimensione parallela ricordate che anche voi avete tre scelte, che si tratti di fare parte della resistenza o fare la cosa giusta anche rispetto alle piccole cose, perché ricordate, anche il più spietato dittatore non è nato tale e sarebbe potuto essere fermato molte volte prima di diventare troppo protetto ed intoccabile, ma non è mai troppo tardi per combattere....
Non so dire se mi sia piaciuto di più questo, o Il Lusso dell'Angelo, quello che è certo è che anche questa volta la prosa di Melanto Mori mi ha lasciato senza fiato. Ogni piccolo dettaglio è studiato e inserito perfettamente nel libro, facendoti amare ogni singola scena. Ho adorato la famiglia di Antonio, ma anche quella di Billy e Billy stesso; la crescita di Antonio avviene col giusto tempo e il superamento del lutto è trattato davvero bene, senza essere banale o senza scendere nella pornografia del dolore. Ho già messo in lista il prossimo romanzo di Melanto, ma spero di leggere presto anche i seguiti di questa serie. Vivamente consigliato.
Avevo amato molto il primo libro di questa serie, e anche il secondo non mi ha delusa.
Tony è un personaggio che mi era entrato nel cuore già nel primo. Il suo percorso, emotivo e psicologico, la sua elaborazione del lutto, la sua rinascita è gestita benissimo e niente è lasciato al caso.
Billy l'ho amato dal primo secondo, e non ho smesso di amarlo fino all'ultimo.
Bellissima l'ambientazione di Los Angeles, come del quartiere latino e di tutto ciò che vi gira attorno.
La famiglia di Tony: STREPITOSA!
Nonostante avessi capito un particolare già dai primi capitoli, la trama è perfettamente strutturata, ti tiene con il fiato sospeso con tanta azione e scene adrenaliniche.
La parte fantasy si mescola in armonia con quella thriller e quella romance, senza che una prevalga sull'altra.
Tutto il libro, ancor più del primo, è una perfetta allegoria del nostro mondo, dove l'immigrazione viene vista spesso come un male, senza che se ne guardino le profonde ragioni.
Una sola pecca: ho assoluto bisogno del terzo libro ADESSO! 😅
Dopo più di un anno, torniamo a seguire la serie di Melanto Mori, con il secondo capitolo più incentrato su Tony che nel finale del primo volume perde l’uomo che ama per mano magica.
Tony è un dismagico e la perdita del fidanzato lo porta a lasciare il distintivo e fare i bagagli per rifugiarsi a casa in un quartiere di Los Angeles dove è circondato dall’affetto di tutta la numerosa famiglia, madre, zie, nonna, sorelle e fratelli e i rispettivi cognati e cognate e nipoti.
Da qualche tempo oramai la sua vita è nel quartiere che l’ha visto crescere e andarsene per poi tornare con il cuore a pezzi e la paura di non poter più essere un poliziotto, così si è reinventato guardia di sicurezza per un centro commerciale e buttafuori saltuario.
La sua pace viene sconvolta da alcuni eventi che riportano indietro l’uomo a quello che affrontava a Sterling City, la magia tanto odiata e il timore che qualcosa di grande e spaventoso si sta muovendo nell’ombra del vivace quartiere e molto al di la dei confini, qualcosa sfuggito al controllo della polizia di confine.
Tony ha conosciuto Billy, il cuoco tuttofare della caffetteria dove si ferma spesso e volentieri, una bella presenza che non nasconde tutto l’interesse per diventare qualcosa di più di una conoscenza ma Tony non si lascia andare, il ricordo di Paul è ancora troppo vivido per lasciare che un altro uomo entri nella sua vita.
"«Sono l’agente magico Shelly Ross.» Tirò su gli occhiali dalla punta del naso e gli offrì una salda stretta di mano, altrettanto inaspettata. Tony assentì col capo, ma quando i suoi occhi misero a fuoco la seconda presenza che avanzava in grandi passi lenti dalla porta chiusa, si irrigidì all’improvviso; la figura tarchiata di Gheron’Lah era un ricordo difficile da dimenticare."
Tony è un personaggio che è difficile non amare. Onesto, leale, schietto, un carattere amabile ma ferite nell’animo profonde. Un senso di sfiducia e la paura di legarsi di nuovo a qualcuno, come se potesse “tradire” la memoria dell’uomo che ha amato e perso.
Un poliziotto nell’animo, sempre pronto a mettersi in prima linea nonostante tutto, fedele e determinato a vederci chiaro in queste morti atroci e questa nuovo gruppo di giustizieri che si firma con #cacciaaperta.
Molto interessanti le new entry come l’agente magica Shelly Ross e Billy, un po’ meno felice ritrovare quell’agente di confine che ricorda a Tony vicende che vorrebbe scordare per poter andare avanti, un essere odioso e presuntuoso che prenderesti ripetutamente a schiaffoni.
"Antonio lasciò che gli circondasse il collo; il peso di quel braccio, della mano che ciondolava giù dalla spalla, e in generale la vicinanza dell’uomo al suo fianco lo rilassavano. Doveva essere sempre per il solito discorso che Billy sapeva anestetizzare i sensi di colpa e i pensieri, come la miglior droga senza effetti collaterali di cui avesse conoscenza. L’unico difetto era che creava dipendenza, e le occasioni per vedersi aumentavano senza che se ne accorgesse, senza che riuscisse a dare loro un freno. "
Anche questo secondo volume è stato molto convincente, ricco di colpi di scena, una giusta dose di emozioni e azioni, dove la trama e lo sviluppo dell’investigazione la fa da padrone ovviamente. Se vogliamo trovare un difetto, anche questo volume si chiude con un bel punto di domanda enorme, una cosa che non mi fa impazzire.
Come sempre un grazie alla CE che mi ha permesso di leggere la storia in anteprima, questa volta però nessuna preghiera, esigo un seguito più presto di quando ho aspettato il secondo volume, quando l’avrete letto, capirete e vi unirete a me nella caccia all’autrice
Partiamo da una premessa. Questo libro mi ha fatto innamorare già dalle prime pagine e non tanto per la trama quanto per lo stile di scrittura e quello che accade al protagonista. Perché vi chiederete? Perché in quanto calabrese di adozione ho avuto solo un sentimento verso Antonio: SEI UNO DI NOI! Già dalla scena della sua famiglia che cercava non solo di maritarlo il più possibile, sia di sfamarlo come se fosse appena uscito da un momento di digiuno e carestia decennale, mi sono accorta che io lo amavo già alla follia. Ovviamente il fatto che io abbia amato già il primo libro era un buon fattore per decretare che avrei amato anche questo capitolo, ma devo essere sincera: in realtà i due libri si ambientano nello stesso worldbuilding ma non sono propriamente e strettamente collegati a tal punto da non poter più essere letti se non in sequenza. Non apprezzo spesso questo sistema di scrittura delle saghe, principalmente perché spezza il sentimento di affetto e attaccamento che si sviluppa verso i protagonisti o meno di una saga, ma questa volta ho apprezzato questo stacco. Anche se ritroviamo Tony, l'uomo che abbiamo conosciuto nel primo libro è segnato e provato da tutto quello che ha perso nel primo libro e non solo. Tony è palesemente in fuga, non solo dal suo dolore del passato ma anche da se stesso. La sua ricerca di una nuova vita da ricostruire lo porta a tornare a casa e rifuggere da tutto quello che sia collegato alla magia. Quello che però l'uomo propone la magia dispone e anche se Tony si è costretto nel quartiere più lontano dalla magia che esista in tutta Los Angeles, una scia di sangue lo inseguirà, riportandolo prepotentemente a rivivere quello che avrebbe voluto dimenticare. Che dire? Tony lo amo, follemente. Adoro il suo scappare da un dolore troppo grande per venire affrontato, ma nel contempo mi sono affezionata davvero moltissimo alla forza del suo animo e al suo essere una persona ancora in grado di donare tanto anche nella totale sofferenza che sta vivendo. Anche se il suo dolore lo ha portato a volersi proteggere, il suo cuore non è spento, non si ancora arreso e Billy sarà proprio la spinta che lo riporterà alla vita pian piano. Ho apprezzato che il libro non si concentri solo sul crimine di per sé ma che affronti anche argomenti più forti, psicologici, come quello dell'affrontare il proprio passato e superare gli eventi della vita che non si possono più alterare. Ho apprezzato il rimando al primo libro dato dalla presenza delle due protagoniste precedenti ma, come vi ho detto prima, queste non vanno a sovrapporsi alla nuova narrazione quindi anche per chi avesse fatto l'ignobile errore di non leggere "Il Lusso dell'Angelo" questo resta un libro godibilissimo anche se ovviamente leggendoli entrambi l'esperienza è decisamente più elevata. Detto questo, assolutamente consigliato a chi avesse letto il primo libro e non solo, soprattutto a chi cerca un MM Urban Fantasy a tratti crudo e sentimentalmente provante, ma pieno di scene divertenti e indagini sul filo del rasoio.
Antonio ha lasciato la polizia e Starlen per rintanarsi a Los Angeles e in sé stesso in cerca di pace, ma i ricordi continuano a tormentarlo e a rinchiuderlo in un labirinto di tristezza e disillusione fino a quando per caso non incontra Billy, un barista irlandese che lo colpisce subito coi suoi modi e la sua persona. Per contro Billy dimostra da subito un’attrazione per Tony e comincia a “lavorarselo” fino a stringere amicizia prima e qualcosa di più intimo poi. Nel contempo Antonio si trova invischiato in un omicidio la cui vittima è in realtà un demìdio, fatto che apre una vera e propria serie di atti criminali da parte di gruppi terroristici che si fanno chiamare “suprematisti umani”. Questo secondo volume della saga è un romance MM, ma è molto di più. L’azione è più presente - e molto ben calibrata -, la tensione a tratti tocca livelli altissimi, ma anche il lato romantico e introspettivo è ben strutturato e ben dosato, tanto che nessuna delle parti è sovrabbondante o sottoutilizzata. Il rapporto tra Tony e Billy - che avrà degli sviluppi alquanto interessanti nella parte finale (non dico altro per non spoilerare) -, è credibile proprio per i tempi narrativi con cui è delineato. Questo libro però è molto di più, nel senso che tutta la vicenda narrata è una metafora della situazione che stiamo vivendo nel mondo reale, con una “categoria” di persone che vengono oltraggiate, perseguitate e ritenute inferiori o pericolose solo perché non conformi al dettato della “gente comune” come viene inteso da elementi devianti e soprattutto da chi li manovra. I demìdi del libro in pratica sono dei migranti che fuggono da una situazione insostenibile nella loro dimensione (basta sostituire un paio di sostantivi per vedere quanto il libro rispecchi la situazione attuale). Il finale aperto (da alcuni avversato), io invece l’ho trovato perfetto proprio nell’ottica del fatto che questa sia una saga in più volumi. Inoltre dà delle risposte che lo rendono completo, pur essendo aperto. Libro straconsigliato, come il precedente del resto.
Finalmente sono riuscita a mettere le mie manine sul secondo volume di questa serie! *_* La morte di Philip è stato uno dei momenti più traumatici da me letti negli ultimi anni (non tanto per la morte in sé, quanto per il sadismo dell'autrice che ha voluto prima farci conoscere, e quindi affezionare al personaggio, per poi ucciderlo. Mela, lo sai che sono ancora traumatizzata per questa svolta? Lo sai? XD) Comprensibilmente sconvolto e traumatizzato, Antonio lascia Starlen per ricominciare da capo. È stato dolorossissmo seguire la vicenda di Antonio, il suo senso di colpa per non aver salvato il compagno (come se avesse potuto fare veramente qualcosa, poi!) e per il fatto di aver iniziato a provare interesse verso un uomo diverso da Philip. Ed è stato al contempo bellissimo, vederlo venir fuori dalle sue paure, dal suo odio, peraltro giustificabile, verso i demidi e riscoprire l'amore. Una delle qualità che più apprezzo nella scrittura di Melanto è quella di riuscire a creare personaggi che sanno conquistarti lentamente, quasi senza accorgertene. A differenza del primo romanzo, però, ho trovato questo un po' più sottotono, dal punto di vista della trama. Per carità, la storia è stata ben costruita come sempre e ci ha lasciato un finale che è un "IL PROSSIMO VOLUME ESCE DOMANI, VERO???", però devo ammettere che alcune cose mi sono state chiare fin da subito e che il grande segreto di Billy mi ha deluso parecchio, perché, beh, era abbastanza scontato.
Piccolo commento a parte per l'edizione, nella quale ho trovato vari refusi che, sinceramente, non mi sarei aspettata vista la cura del primo volume.