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Walking in Pimlico A Novel of Victorian Murder
Walking in Pimlico
310 pages, Paperback
First published January 1, 2009
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 40 reviews
May 16, 2011
A great idea for a novel and a promising start to it with a particular smart title - Walking in Pimlico was apparently colloquial for smartly dressed in Victorian times. Written in the Victorian style Corney Sage seemed a good character who, early in the action, discovered a murdered young lady.
Where the story went thereafter I am not sure, it wandered along and lost me quite a bit with different characters giving their thoughts in alternate chapters. But what some of it had to do with the main theme I was not sure.
So in the end a promising book turned out to be very disappointing.
Where the story went thereafter I am not sure, it wandered along and lost me quite a bit with different characters giving their thoughts in alternate chapters. But what some of it had to do with the main theme I was not sure.
So in the end a promising book turned out to be very disappointing.
March 19, 2017
2.5
Il circo maledetto è uno di quei classici libri che finiscono nella propria libreria personale e rimangono lì a prendere la polvere per anni finché, in un malaugurato giorno, si raccoglie abbastanza voglia da rileggerli per dar loro una seconda possibilità. Ebbene, non ha funzionato.
Il mio primo approccio con questo romanzo risale all’anno in cui è uscito, ma allora le mie doti da lettrice non erano granché (non che adesso siano meglio per intenderci) ragion per cui il nostro sollazzo ha avuto vita breve. Ultimamente però, ho notato la quantità imbarazzante di libri che sommergono la mia camera e, presa da un nobile pensiero, ho puntato a quelli che avevo accantonato per altre letture. Pensavo che in tutti questi anni la mia visione del mondo fosse maturata, ma ancora una volta ho fatto una fatica bestiale a continuare questa lettura.
Il che è un peccato.
La Featherstone ricrea l’atmosfera della Londra Vittoriana in modo sublime. Si avverte lo sporco, lo squallore, i fronzoli e la puzza fogna e gin annacquato che contrassegnavano quell’epoca fumosa. I personaggi sono ben caratterizzati e marionette in questo scenario dove il divario tra le classi sociali è insormontabile.
L’unica, grande, incommensurabile pecca è la trama.
Più la storia procede, più si parla del tutto e del niente. Inoltre, per essere un thriller, non si avverte nemmeno una briciola della tensione e della paura che dovrebbero contraddistinguere il genere. La scelta di rivelare subito l’assassino è stata coraggiosa, ma non svolta nel migliore dei modi. Il libro dunque si trasforma in un bel documentario sulla vita di allora, ma decisamente non cattura come romanzo.
Le buone premesse c’erano tutte, ma purtroppo l’insieme si è rivelato deludente.
Il circo maledetto è uno di quei classici libri che finiscono nella propria libreria personale e rimangono lì a prendere la polvere per anni finché, in un malaugurato giorno, si raccoglie abbastanza voglia da rileggerli per dar loro una seconda possibilità. Ebbene, non ha funzionato.
Il mio primo approccio con questo romanzo risale all’anno in cui è uscito, ma allora le mie doti da lettrice non erano granché (non che adesso siano meglio per intenderci) ragion per cui il nostro sollazzo ha avuto vita breve. Ultimamente però, ho notato la quantità imbarazzante di libri che sommergono la mia camera e, presa da un nobile pensiero, ho puntato a quelli che avevo accantonato per altre letture. Pensavo che in tutti questi anni la mia visione del mondo fosse maturata, ma ancora una volta ho fatto una fatica bestiale a continuare questa lettura.
Il che è un peccato.
La Featherstone ricrea l’atmosfera della Londra Vittoriana in modo sublime. Si avverte lo sporco, lo squallore, i fronzoli e la puzza fogna e gin annacquato che contrassegnavano quell’epoca fumosa. I personaggi sono ben caratterizzati e marionette in questo scenario dove il divario tra le classi sociali è insormontabile.
L’unica, grande, incommensurabile pecca è la trama.
Più la storia procede, più si parla del tutto e del niente. Inoltre, per essere un thriller, non si avverte nemmeno una briciola della tensione e della paura che dovrebbero contraddistinguere il genere. La scelta di rivelare subito l’assassino è stata coraggiosa, ma non svolta nel migliore dei modi. Il libro dunque si trasforma in un bel documentario sulla vita di allora, ma decisamente non cattura come romanzo.
Le buone premesse c’erano tutte, ma purtroppo l’insieme si è rivelato deludente.
Read
November 4, 2015Ma guarda, nemmeno le stelline ti meriti!
Ma quanto può avermi annoiato questo libro da uno a "Mi si è slogata la mascella a furia di sbadigliare"??
Il modo in cui l'autrice presenta l'assassino è davvero barbino e stupido, ma come ti salta in mente!
Ah, e vogliamo parlare del doppio POV?
Il primo è quello di Corey, che assiste all'omicidio.. Un personaggio pruriginoso e fastidioso, le sberle che gli avrei dato nemmeno lo so!!
Il secondo - simpaticissimo - è quello dell'assassino; fondamentalmente quindi, il lettore si sente dire due volte le stesse cose perché ci racconta quello che il Sono fyghissimo e fortissimo Corey già ci ha raccontato.. E per carità, io i POV diversi su una stessa cosa solitamente li adoro.. Qui volevo strapparmi le unghie e basta.
C'è giusto un po' di Londra Vittoriana che merita, ma davvero, piuttosto leggetevi una descrizione su Wikipedia!!
Ma quanto può avermi annoiato questo libro da uno a "Mi si è slogata la mascella a furia di sbadigliare"??
Il modo in cui l'autrice presenta l'assassino è davvero barbino e stupido, ma come ti salta in mente!
Ah, e vogliamo parlare del doppio POV?
Il primo è quello di Corey, che assiste all'omicidio.. Un personaggio pruriginoso e fastidioso, le sberle che gli avrei dato nemmeno lo so!!
Il secondo - simpaticissimo - è quello dell'assassino; fondamentalmente quindi, il lettore si sente dire due volte le stesse cose perché ci racconta quello che il Sono fyghissimo e fortissimo Corey già ci ha raccontato.. E per carità, io i POV diversi su una stessa cosa solitamente li adoro.. Qui volevo strapparmi le unghie e basta.
C'è giusto un po' di Londra Vittoriana che merita, ma davvero, piuttosto leggetevi una descrizione su Wikipedia!!
Read
July 26, 2021To be fair, at no point was this book billed as a mystery novel. The fact that I took it as such is more than likely my fault.
The killer is actually revealed in chapter 3 and this put me off. I wanted a mystery. I wanted to piece together clues and explore wild theories. I wanted to face off with the clog dancing hero against "a master of disguise" who is "closing in" as the back cover promised me I would.
Again, the fact that this book is not a mystery story is not the fault of Ann Featherstone. She never actually came out and promised one.
She did, in a way, promise a good story though. She promised to keep me entertained.
And to these promises she failed.
She begins well enough. A paint-by-numbers murder plot followed by some mystery. Then we find out who the murderer is and we realize that instead of a mystery this is going to be less of whodunnit and more of a whydtheydoit. This is fine.
However, six chapters in the story of the murder is abandoned for a transvestite narrative that is shallow at best. There is no real thought put into the psychology of the a character being a transvestite. It's just there to sell books.
That's ok though.
I am not faulting Faetherstone for throwing in a storyline that will attract new readers. I'm not even faulting her for not really giving the story much substance.
I am faulting her for not selling the book to the correct market. I am faulting her for doing everything in her power with the cover design, title, and back cover blurb to bill this book as something it just is not.
The killer is actually revealed in chapter 3 and this put me off. I wanted a mystery. I wanted to piece together clues and explore wild theories. I wanted to face off with the clog dancing hero against "a master of disguise" who is "closing in" as the back cover promised me I would.
Again, the fact that this book is not a mystery story is not the fault of Ann Featherstone. She never actually came out and promised one.
She did, in a way, promise a good story though. She promised to keep me entertained.
And to these promises she failed.
She begins well enough. A paint-by-numbers murder plot followed by some mystery. Then we find out who the murderer is and we realize that instead of a mystery this is going to be less of whodunnit and more of a whydtheydoit. This is fine.
However, six chapters in the story of the murder is abandoned for a transvestite narrative that is shallow at best. There is no real thought put into the psychology of the a character being a transvestite. It's just there to sell books.
That's ok though.
I am not faulting Faetherstone for throwing in a storyline that will attract new readers. I'm not even faulting her for not really giving the story much substance.
I am faulting her for not selling the book to the correct market. I am faulting her for doing everything in her power with the cover design, title, and back cover blurb to bill this book as something it just is not.
October 15, 2018
Questo giallo non è molto intrigante, in quanto l'identità dell'assassino viene rivelata quasi subito.
Niente mistero, niente indagini, solo un assassino singolare e un'ambientazione in cui si respira miseria e orrore.
Ho trovato la narrazione un po' ingarbugliata, i capitoli sono narrati dal punto di vista di personaggi diversi. I salti dall'uno all'altro non sono molto scorrevoli.
Di questo libro, alla fine, mi è piaciuta solo l'ambientazione e vagamente, molto vagamente, la trama ma non il caso in sè, piuttosto le storie dei personaggi.
Niente mistero, niente indagini, solo un assassino singolare e un'ambientazione in cui si respira miseria e orrore.
Ho trovato la narrazione un po' ingarbugliata, i capitoli sono narrati dal punto di vista di personaggi diversi. I salti dall'uno all'altro non sono molto scorrevoli.
Di questo libro, alla fine, mi è piaciuta solo l'ambientazione e vagamente, molto vagamente, la trama ma non il caso in sè, piuttosto le storie dei personaggi.
March 5, 2015
Premessa: dal riassunto in quarta di copertina, mi aspettavo di leggere robaccia.
Premessa #2: l'adattamento del titolo in italiano è quantomeno ridicolo, non rispecchia la natura della storia e non fa giustizia all'originale.
Ciò detto, Il circo maledetto è un piacevolissimo thriller di ispirazione, oltre che di ambientazione, chiaramente vittoriana che la Featherstone ha saputo scrivere con originalità ed arguzia, mantenendo intatti sia il gusto dell'orrido che il senso dell'umorismo del tempo, ma impreziosendo il tutto con dettagli e intuizioni tipici di una narrativa più moderna, non ultima la straordinaria figura di Miss Marweather/James Yates. Intenzionata a fare del suo lavoro un thriller psicologico più che un tipico mystery, la Featherstone concede quasi subito la parola alla sua assassina, ben consapevole di poter elevare l'intreccio piuttosto semplice solo alla voce di un personaggio sulle cui spalle grava la riuscita dell'intero romanzo. E infatti, i capitoli dal punto di vista di Miss Marweather sono senza dubbio i migliori, nonché i più vividi e interessanti.
L'opera non è priva di pecche e purtroppo la più pesante va proprio ad intaccare la storyline di Miss Marweather e del suo rapporto con la splendida ma frivola Helen Shovelton: sarebbe stato gradito un approfondimento migliore del momento in cui Helen tradisce l'amica/amante comportandosi come non l'avesse mai amata davvero, o nel caso in cui Phyllida avesse sempre immaginato tutto sarebbe stato meglio mostrare il cambiamento/la presa di coscienza di Helen più gradualmente, visto che così com'è descritta sembra solo che da un giorno all'altro Helen si svegli con la luna storta e una caratterizzazione completamente diversa rispetto a quella con cui era andata a dormire.
Ma tutto considerato Il circo maledetto è un romanzo di bassissime pretese, che però riesce ad intrattenere ben più di quanto uno possa aspettarsi dalla presentazione un po' trita.
Premessa #2: l'adattamento del titolo in italiano è quantomeno ridicolo, non rispecchia la natura della storia e non fa giustizia all'originale.
Ciò detto, Il circo maledetto è un piacevolissimo thriller di ispirazione, oltre che di ambientazione, chiaramente vittoriana che la Featherstone ha saputo scrivere con originalità ed arguzia, mantenendo intatti sia il gusto dell'orrido che il senso dell'umorismo del tempo, ma impreziosendo il tutto con dettagli e intuizioni tipici di una narrativa più moderna, non ultima la straordinaria figura di Miss Marweather/James Yates. Intenzionata a fare del suo lavoro un thriller psicologico più che un tipico mystery, la Featherstone concede quasi subito la parola alla sua assassina, ben consapevole di poter elevare l'intreccio piuttosto semplice solo alla voce di un personaggio sulle cui spalle grava la riuscita dell'intero romanzo. E infatti, i capitoli dal punto di vista di Miss Marweather sono senza dubbio i migliori, nonché i più vividi e interessanti.
L'opera non è priva di pecche e purtroppo la più pesante va proprio ad intaccare la storyline di Miss Marweather e del suo rapporto con la splendida ma frivola Helen Shovelton: sarebbe stato gradito un approfondimento migliore del momento in cui Helen tradisce l'amica/amante comportandosi come non l'avesse mai amata davvero, o nel caso in cui Phyllida avesse sempre immaginato tutto sarebbe stato meglio mostrare il cambiamento/la presa di coscienza di Helen più gradualmente, visto che così com'è descritta sembra solo che da un giorno all'altro Helen si svegli con la luna storta e una caratterizzazione completamente diversa rispetto a quella con cui era andata a dormire.
Ma tutto considerato Il circo maledetto è un romanzo di bassissime pretese, che però riesce ad intrattenere ben più di quanto uno possa aspettarsi dalla presentazione un po' trita.
March 12, 2012
Sarà per l'alternarsi del punto di vista dei due personaggi e per le scene raccontate come uno script, ma mi è parso di essere davanti ad un film, più che ad un libro. Che comunque non ha niente del thriller psicologico di cui si legge nella quarta di copertina. Vale la pena leggerlo perchè in poche occasioni lo squallore, la deformità, la malattia e la miseria della Londra ottocentesca sono stati descritti in maniera tanto vivida, ricostruendo nei particolari scenari di povertà brulicante di gente disperata capace di qualsiasi cosa pur di sopravvivere. L'identità del colpevole è palese sin dall'inizio e la serie di travestimenti non regala grande suspence. Perchè non hanno aspettato l'ultimo capitolo per svelare che è tutta opera della stessa donna? Finale banalino, col Male che ha la peggio, ma rimane l'amaro in bocca per aver toccato con mano un mondo cinico e impietoso.
July 20, 2014
Absolutely great story and steeped in the time and places it is set in, language and all. Humour without whimsy and rather dark. Just brilliant. I twigged early on where Springwell really is, but I was delighted to be completely surprised by the last twist in the tail!
Even better the second time, especially as I had completely forgotten what the last twist could be! Upgrading to 5 stars. The different voices are well handled but the main voice - Corney Sage - comes across as such a complex living person that by then my emotions were invested heavily and I was completely taken up by the last feverish, dreamy, rushing passages.
Obviously I know Springwell/Matlock Bath but I'm guessing Abbotswelford is Abbots Langley. Burdon Oaks is more of a puzzle.... Church Stretton? and New Clay I like to think is Clay Cross. Anyway LOVE it.
Even better the second time, especially as I had completely forgotten what the last twist could be! Upgrading to 5 stars. The different voices are well handled but the main voice - Corney Sage - comes across as such a complex living person that by then my emotions were invested heavily and I was completely taken up by the last feverish, dreamy, rushing passages.
Obviously I know Springwell/Matlock Bath but I'm guessing Abbotswelford is Abbots Langley. Burdon Oaks is more of a puzzle.... Church Stretton? and New Clay I like to think is Clay Cross. Anyway LOVE it.
February 20, 2010
You really have to suspend your disbelief for the ending of this book, and it suffers from some quite confusing mishandlings of timing (not of pace - it's marvellously paced - but the actual timing of scenes and events are sometimes very poorly conveyed) Despite that I loved this book. LOVED it. The sense of time and place, the strength of voice and character, the sheer grit and salt of the whole thing, blew me away. I actually think this will be a re-reader and that's very rare for me; I hardly ever have time to reread books.
May 30, 2012
intrigante quanto basta ma non super eccellente quanto ci si aspetta.
July 10, 2018
A parte che il titolo non c’entra assolutamente nulla con le vicende centrali del libro in quanto il circo è solo una delle ambientazioni della fuga del protagonista e nemmeno particolarmente rilevante per la trama, e che quando ho preso questo libro mi sarei aspettata tutt’altro, posso dire che comunque non è stato male. L’ambientazione vittoriana è resa magistralmente dalla scrittrice in tutti i particolari, dialoghi e descrizioni compresi. Non manca di sottolineare sapientemente i divertimenti dell’epoca, le attrazioni, il rapporto tra uomini e donne soprattutto nei sobborghi di Londra. Diciamo che dopo i primi capitoli mi sarei aspettata qualcosa di diverso, nel senso che l’inizio è molto più adrenalinico del resto del libro, a parte un capitolo, mentre invece il resto è molto più psicologico che di azione vera e propria. Molto particolare la scelta di far parlare contemporaneamente diversi personaggi, rendendo di capitolo in capitolo, sia il punto di vista di Corney Sage, il protagonista “buono” che nelle prime pagine assiste, come Lucy, all’omicidio dell’amica Bessie, e che quindi si ritroverà a scappare, sempre inseguito, lontano dall’assassino, sia quello del protagonista “cattivo “, che invece lo seguirà per tutto il racconto, fino al finale imprevisto ed imprevedibile. A parte la trama un po’ lenta nei capitoli centrali, in cui si cerca comunque di dare a mio parere un lato più umano all’assassino, ma che sono un po’ eccessivi come aspetti su cui dilungarsi e poco funzionali alla narrazione, non mi è piaciuto tanto il finale, in cui secondo me sono liquidati in modo troppo sbrigativo diversi aspetti che avrebbero potuto invece, sostituendo quella parte inutile di cui dicevo, dare più colore alla storia e portare a conclusione quel disegno di un essere umano non solo cattivo che si è cercato di rendere durante tutto il libro. Inoltre non mi piace tanto il fatto che Lucy e Corney si facciano sempre fregare durante tutto il libro con una sorta di sbadataggine a cui, se aprissero gli occhi, si potrebbe facilmente rimediare. Va bene che la polizia brancoli nel buio visto che allora non esistevano i metodi di indagine scientifica di oggi, ma che loro si scambino messaggi sul giornale pubblicando o rendendo facilmente accessibili a chiunque gli indirizzi delle loro nuove destinazioni, questo fa dire che decisamente un po’ se la siano voluta!!!
August 8, 2021
È senza dubbio un romanzo con molti pregi ma manca quel qualcosa che lo renda un thriller mozzafiato.
L'aspetto incredibile ed estremamente interessante è la ricostruzione accurata e dettagliata dell'epoca vittoriana. È così vivida che sembra di essere lì e non c'è da stupirsene considerato che l'autrice ha scritto numerosi saggi sull'intrattenimento e gli spettacoli in epoca vittoriana.
Una grande varietà di personaggi (gente dello spettacolo, ricchi viziati, povera gente e prostitute) con una caratterizzazione apprezzabile.
Anche lo stile è molto particolare: scritto in prima persona ma il punto di vista si alterna tra Sage Corney (la parte predominante) e l'assassino. Purtroppo la vera identità di quest'ultimo è palese al lettore sin dalle prime pagine e così addio effetto sorpresa ma non mancano colpi di scena inaspettati (il danno ormai è fatto).
Non è molto scorrevole e il finale non mi ha soddisfatto pienamente però la copertina e il formato sono uno spettacolo.
Darò un'altra opportunità all'autrice essendo questa un'opera prima.
L'aspetto incredibile ed estremamente interessante è la ricostruzione accurata e dettagliata dell'epoca vittoriana. È così vivida che sembra di essere lì e non c'è da stupirsene considerato che l'autrice ha scritto numerosi saggi sull'intrattenimento e gli spettacoli in epoca vittoriana.
Una grande varietà di personaggi (gente dello spettacolo, ricchi viziati, povera gente e prostitute) con una caratterizzazione apprezzabile.
Anche lo stile è molto particolare: scritto in prima persona ma il punto di vista si alterna tra Sage Corney (la parte predominante) e l'assassino. Purtroppo la vera identità di quest'ultimo è palese al lettore sin dalle prime pagine e così addio effetto sorpresa ma non mancano colpi di scena inaspettati (il danno ormai è fatto).
Non è molto scorrevole e il finale non mi ha soddisfatto pienamente però la copertina e il formato sono uno spettacolo.
Darò un'altra opportunità all'autrice essendo questa un'opera prima.
March 10, 2024
Un libro fitto sia in termini di narrazione che di impaginazione. Un thriller il cui assassino viene mostrato sin da subito, scelta che può essere anche stimolante, se correttamente sviluppata. L’interesse c’è, ma è troppo altalenante: si prosegue la lettura perché indotti a chiedersi come mai l’autrice abbia svelato così prontamente le sue carte e a immaginarsi mille e più disparate giustificazioni di questa scelta ardita. Il tutto, però, si perde miseramente in lunghi approfondimenti su personaggi che sì, ricoprono un ruolo più o meno importante, ma le cui vicende collaterali servono ben poco ai fini del racconto, o quantomeno, distolgono l’attenzione dal focus principale.
Non mi aspettavo tanto da questo libro, viste anche le recensioni poco entusiasmanti, ma un minimo di verve in più certamente.
Non mi ritrovo pienamente neanche con i pareri positivi sull’ambientazione vittoriana: sì, d’accordo, tante descrizioni, ma a volte ho percepito di essere fuori dal tempo narrativo, cose se fosse una storia troppo moderna per l’epoca scelta, tanto da non riuscire a godermi neanche l’ambientazione.
Ho trovato carina invece l’idea di ripercorrere gli eventi da punti di vista differenti, è un espediente narrativo che mi affascina sempre.
Sì, ma che fatica!!
Non mi aspettavo tanto da questo libro, viste anche le recensioni poco entusiasmanti, ma un minimo di verve in più certamente.
Non mi ritrovo pienamente neanche con i pareri positivi sull’ambientazione vittoriana: sì, d’accordo, tante descrizioni, ma a volte ho percepito di essere fuori dal tempo narrativo, cose se fosse una storia troppo moderna per l’epoca scelta, tanto da non riuscire a godermi neanche l’ambientazione.
Ho trovato carina invece l’idea di ripercorrere gli eventi da punti di vista differenti, è un espediente narrativo che mi affascina sempre.
Sì, ma che fatica!!
August 16, 2020
I am surprised that the overall review rate is fairly low for this story as it does have many strengths such as the author’s undoubtable knowledge of the period, the colourful language, and the realism as a result. Corney Sage was an engaging character, but I was thrown when the narrative reverted to a different character (no spoilers) and stayed with this character for a while, so that you start to wonder where Coney has actually gone. It felt a bit jarring as the story would ‘get going’ with a character and a scene, only for the protagonist and scene to then change again, and so on.
Overall I would say that this is an enjoyable read, and that the narrative moves in a way which is unexpected.
Overall I would say that this is an enjoyable read, and that the narrative moves in a way which is unexpected.
August 2, 2025
Un modesto - modestissimo - thriller con belle ambientazioni nella Londra Vittoriana del XIV secolo e poco… thriller. Personaggi intriganti, in un romanzo che però manca di mordente. Non appassiona, purtroppo. È una lettura, questa, che ho provato a riprendere in mano più volte, senza mai riuscire a completarla. Missione compiuta stavolta, ma solo per “pulire” la mia libreria, perché per il resto, è un libro che non lascia nulla.
2/5
2/5
November 9, 2018
Sopravvalutato. Solo una piacevole lettura.
December 28, 2018
A different and clever Victorian murder mystery.
July 20, 2020
Pessimo, evitatelo. Una falsa copia di tanti libri di questo genere, niente di nuovo. Noioso.
May 17, 2021
Excellent period detail, authentic atmosphere, complex and intriguing plot. Victorian murder mystery well written, just my cup of tea!
September 29, 2024
Scritto bene, ma purtroppo una storia che non cattura e che rimane un po’ insulsa e senza un fine specifico. Una storia che dovrebbe mettere ansia forse, ma che non riesce nel suo intento purtroppo.
November 6, 2024
non lo so rick, mi sa un po' di tempo perso
May 8, 2026
Pessimo, evitatelo. Una falsa copia di tanti libri di questo genere, niente di nuovo. Noioso.
July 16, 2014
Iniziamo con le cose positive di questo libro: viene rappresentata molto bene l'inghilterra vittoriana, quella però del suo lato cupo, fatto di prostitute picchiate dai clienti, locali fumosi, ingaggi poco remunerativi e bambini abbandonati sui gradini freddi.
Ci si immerge in queste atmosfere in modo molto vivido, Whitechapel viene descritta come abbiamo spesso visto nei film o serie tv dedicate a Jack lo Squartatore, buia, umida, violenta.
E anche qui una prostituta di nome Bessie viene uccisa in questo quartiere.
Purtroppo Lucy, una sua amica, e Corney Sage, il protagonista, vedono l'assassino e trovano il corpo martoriato, perchè Bessie è stata uccisa a calci. A questo punto i due devono separarsi e cercare di rimanere in vita, perchè l'assassino li sta cercando.
I capitoli vengono infatti narrati in prima persona alternativamente da Corney e dall'assassino.
Le noti dolenti: innanzittutto il fatto che l'assassino venga svelato nel terzo capitolo. Si perde tutta la sfida, degna di un giallo, di riuscire a capire chi è. E' lui stesso infatti a raccontarci cosa è accaduto, dopo che l'aveva fatto Corney, così abbiamo l'omicidio visto da due punti di vista.
Avvengono molti colpi di scena, alcuni abbastanza clamorosi, ma il linguaggio a volte è molto crudo e scurrile, forse per adeguarsi al livello dei personaggi, non certo nobili o di una classe sociale elevata.
Dalla metà in poi il libro perde molto secondo me, vengono inseriti molti personaggi, ma sembra che i due testimoni si siano quasi dimenticati che l'assassino è sulle loro tracce, e a volte sembra che anche quest'ultimo se ne sia dimenticato.
Il finale delude abbastanza, è piuttosto abbozzato anche questo.
Io poi, nei capitoli narrati da Corney, ho trovato pesante il continuo cambio di tempi verbali: una frase in presente e una in passato remoto, non so se sia volontario o un errore, ma a volte i capitoli, specie all'inizio, sembrano scritti da due autori differenti, e questo non aiuta la lettura.
A meno che non amiate l'ambientazione alla follia, non mi sento di consigliarlo.
Ci si immerge in queste atmosfere in modo molto vivido, Whitechapel viene descritta come abbiamo spesso visto nei film o serie tv dedicate a Jack lo Squartatore, buia, umida, violenta.
E anche qui una prostituta di nome Bessie viene uccisa in questo quartiere.
Purtroppo Lucy, una sua amica, e Corney Sage, il protagonista, vedono l'assassino e trovano il corpo martoriato, perchè Bessie è stata uccisa a calci. A questo punto i due devono separarsi e cercare di rimanere in vita, perchè l'assassino li sta cercando.
I capitoli vengono infatti narrati in prima persona alternativamente da Corney e dall'assassino.
Le noti dolenti: innanzittutto il fatto che l'assassino venga svelato nel terzo capitolo. Si perde tutta la sfida, degna di un giallo, di riuscire a capire chi è. E' lui stesso infatti a raccontarci cosa è accaduto, dopo che l'aveva fatto Corney, così abbiamo l'omicidio visto da due punti di vista.
Avvengono molti colpi di scena, alcuni abbastanza clamorosi, ma il linguaggio a volte è molto crudo e scurrile, forse per adeguarsi al livello dei personaggi, non certo nobili o di una classe sociale elevata.
Dalla metà in poi il libro perde molto secondo me, vengono inseriti molti personaggi, ma sembra che i due testimoni si siano quasi dimenticati che l'assassino è sulle loro tracce, e a volte sembra che anche quest'ultimo se ne sia dimenticato.
Il finale delude abbastanza, è piuttosto abbozzato anche questo.
Io poi, nei capitoli narrati da Corney, ho trovato pesante il continuo cambio di tempi verbali: una frase in presente e una in passato remoto, non so se sia volontario o un errore, ma a volte i capitoli, specie all'inizio, sembrano scritti da due autori differenti, e questo non aiuta la lettura.
A meno che non amiate l'ambientazione alla follia, non mi sento di consigliarlo.
August 5, 2011
*Some slight spoilers - blocked for caution*
'Walking...' follows the life of Corney Sage, comedian, clog dancer and all-round good guy, as he works in a number of concert halls while fleeing the murderer of his good friend Bessie Spooner. Although Corney is the main narrator of the story - and by far the most interesting - the story also follows a Miss Marweather - who is frankly tedious in her early chapters as she drools over best friend Helen - and the mysterious murderer James Yates, who is linked to Marweather in an interesting and unexpected twist.
Overall, the book is intriguing and it's lighter moments bring the reader a wry smile; but it is not without it's faults; Marweather is not the most likeable character, mostly because of her obsession with Helen but also due to her treatment of Helen's dog and in particular Lucy, a friend of Corney and Bessie and witness to the latter's murder. This feeling toward Marweather may have been intentional; nobody should like a villain unless they are an antihero, which Marweather certainly is not.
Another criticism is that I found the climax of the novel a little too abrupt and Yates' fate felt sudden and just a little unsatisfying. That being said, a book is not only about the ending, but also how the ending came about. On the whole, I found the book to be interesting, and I enjoyed it despite my complaints. Our main protagonist is aimiable and warm, and it is clear that a lot of care and attention have been given to the book - Ann Featherstone has definitely done her homework and has successfully made her tale feel realistic with few - if any - anachronisms.
If you like murder mysteries or are interested in Victorian culture (That's why I leapt at this book in the first place), you won't be disappointed if you give this book a shot. Believe me, you will enjoy it and learn at least a little about Victorian entertainment. You won't be sorry.
'Walking...' follows the life of Corney Sage, comedian, clog dancer and all-round good guy, as he works in a number of concert halls while fleeing the murderer of his good friend Bessie Spooner. Although Corney is the main narrator of the story - and by far the most interesting - the story also follows a Miss Marweather - who is frankly tedious in her early chapters as she drools over best friend Helen - and the mysterious murderer James Yates, who is linked to Marweather in an interesting and unexpected twist.
Overall, the book is intriguing and it's lighter moments bring the reader a wry smile; but it is not without it's faults; Marweather is not the most likeable character, mostly because of her obsession with Helen but also due to her treatment of Helen's dog and in particular Lucy, a friend of Corney and Bessie and witness to the latter's murder. This feeling toward Marweather may have been intentional; nobody should like a villain unless they are an antihero, which Marweather certainly is not.
Another criticism is that I found the climax of the novel a little too abrupt and Yates' fate felt sudden and just a little unsatisfying. That being said, a book is not only about the ending, but also how the ending came about. On the whole, I found the book to be interesting, and I enjoyed it despite my complaints. Our main protagonist is aimiable and warm, and it is clear that a lot of care and attention have been given to the book - Ann Featherstone has definitely done her homework and has successfully made her tale feel realistic with few - if any - anachronisms.
If you like murder mysteries or are interested in Victorian culture (That's why I leapt at this book in the first place), you won't be disappointed if you give this book a shot. Believe me, you will enjoy it and learn at least a little about Victorian entertainment. You won't be sorry.
This entire review has been hidden because of spoilers.
June 9, 2013
A brutal murder is committed in the yard and two witnesses are scared that they will be next. Lucy flees the scene, leaving a written account of what she has seen with the other witness, Corney. But the murderer is not content to leave things as they are, even when the police arrest an innocent man, and follows both of them as they try to start new lives.
This really wasn't what I was expecting. As the story starts - written in 1st person by Corney, I thought it would be the usual murder mystery. But then the narrative swaps to the murderer and suddenly, the murder becomes just the start of a weird tale woven through the darker side of the Victorian theatre and entertainment world. Corney is a good character, but as the reader has that knowledge of WHO the murderer is and he doesn't, you instantly feel you are on his side as he pieces together his life. The murderer is a suitably deranged, vicious and cruel person - the motives somewhat slim and so more scary for that. Overall, a great entertaining read from an author I have not come across before and may well read again.
This really wasn't what I was expecting. As the story starts - written in 1st person by Corney, I thought it would be the usual murder mystery. But then the narrative swaps to the murderer and suddenly, the murder becomes just the start of a weird tale woven through the darker side of the Victorian theatre and entertainment world. Corney is a good character, but as the reader has that knowledge of WHO the murderer is and he doesn't, you instantly feel you are on his side as he pieces together his life. The murderer is a suitably deranged, vicious and cruel person - the motives somewhat slim and so more scary for that. Overall, a great entertaining read from an author I have not come across before and may well read again.
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February 14, 2013Il circo maledetto non si può certo dire una cattiva lettura ma, nonostante abbia provato e riprovato a riprendere la lettura, ho sempre, irrimediabilmente, finito con l'abbandonarla dopo alcune pagine.
La rievocazione storica della Londra vittoriana è sicuramente pregevole e assolutamente realistica, tuttavia ho trovato più d'una difficoltà nell'appassionarmi alla narrazione. Un po' come se i personaggi, e le vicende in cui questi sono coinvolti,fossero descritti nel dettaglio ma in maniera fredda e distante.
Non do al romanzo alcuna stella perchè, non avendo terminato di leggerlo, non credo di avere il diritto di dare un giudizio in questo senso.
La rievocazione storica della Londra vittoriana è sicuramente pregevole e assolutamente realistica, tuttavia ho trovato più d'una difficoltà nell'appassionarmi alla narrazione. Un po' come se i personaggi, e le vicende in cui questi sono coinvolti,fossero descritti nel dettaglio ma in maniera fredda e distante.
Non do al romanzo alcuna stella perchè, non avendo terminato di leggerlo, non credo di avere il diritto di dare un giudizio in questo senso.
February 28, 2011
La copertina, le pagine nere, l'idea del libro "ciccione" , il costo contenuto: un plauso alla Newton Compton per il packaging di questa opera prima di Ann Featherstone. Proprio perchè opera prima forse ha dei difetti evidenti: di ritmo, di 'tempi di scoperta', di ingenuità. La Londra Vittoriana come al solito mi attira e vengo comunque risucchiata nel gorgo, il libro enfin si fa leggere ma solo perchè ormai ci sei e porti avanti la storia che pecca di punti di slargo e naufraga nel finale un po' tirato via. Aspettiamo il prossimo libro Ann e ti diamo la seconda possibilità, perchè no.
July 10, 2012
L'esordio brillante e l'eccellente impianto documentario - oltre a un paio di trovate narrative tutt'altro che scontate - non bastano a salvare un romanzo che diventa presto insopportabile.
Particolareggiato - troppo - e inutilmente diffuso su dettagli che non hanno sempre rilevanza ai fini dello sviluppo della narrazione, glissa invece sui profili 'noir' che una quarta di copertina ruffiana e fuorviante promette.
Più che un mistery vittoriano, un saggio di genere spruzzato di morbosità saffiche e fluidi corporei.
Particolareggiato - troppo - e inutilmente diffuso su dettagli che non hanno sempre rilevanza ai fini dello sviluppo della narrazione, glissa invece sui profili 'noir' che una quarta di copertina ruffiana e fuorviante promette.
Più che un mistery vittoriano, un saggio di genere spruzzato di morbosità saffiche e fluidi corporei.
June 15, 2011
This book is amazing. I never thought I'd enjoy a book that lets you know who the murderer is early on and still have surprises. If Charles Dickens were alive today I am pretty sure he'd love this novel. It has all the wonderful Victorian creepiness ( which I adore!)and some really bad ass villains. Actually except for Corney, Joe, and the Shoveltons etc... everyone seems to be some kind of criminal. Some worse than others!I highly recommend this mystery!
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