Uno dei libri peggiori che abbia mai letto. Sintassi completamente inutile, chiarissimo autocompiacimento dell'autrice che si rallegra di saper costruire lunghi periodi trascurando il fatto che dei suddetti periodi non si capisca niente. Cicerone ne è nato solo uno e non è lei. Argomento anche interessante che l'autrice è riuscita magistralmente a rendere una noia mortale, sono più coinvolgenti le Pagine Gialle. Pagine su pagine di informazioni inutili all'argomento dell'opera; ispirazioni classiciste completamente non necessarie, usate forse per dare un tono a un testo che un autore serio e capace di scrivere avrebbe concluso nella metà delle pagine qui impiegate. Finisce il libro e non si capisce nemmeno bene cosa abbia voluto intendere. Non compratelo. Se dovete comprarlo obbligatoriamente, prendetelo come una punizione divina rallegrandovi con la consapevolezza che avete scontato almeno due o tre secoli di karma negativo.