In questa biografia Cesare Marchi presenta un Dante in carne e ossa, con i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue passioni e debolezze, orgoglioso, egoista, fazioso e vendicativo. Pur essendo documentata filologicamente, l'opera si rivolge al vasto pubblico, comprende un riassunto ragionato della "Commedia" e racconta il dramma di un perseguitato politico, guerrigliero inconcludente, professore mancato, cortigiano maldestro, che cominciò come democratico e finì reazionario, sognando un'utopistica Italia pacificata sotto il manto dell'imperatore.
La vita dell'uomo medievale per antonomasia (il che è per me un complimento perché il Medioevo è stato un periodo storico eccezionale, tutt'altro che buoio, ed esserne l'alfiere è davvero un privilegio), raccontata da un grande divulgatore con gusto narrativo (Marchi). Qui siamo entro il limite delle acque sicure, non servono quasi le carte nautiche, il nocchiero tiene ben dritta e salda la barra e la navicella vola sicura e felice. Dante è al suo fianco, vivo, vero e verace. Poco importa se in certi momenti sembra quasi indossare i jeans invece che gli abiti della moda che gli sarebbero più consoni: ci parla, riusciamo a sentire la sua voce e noi che da anni siamo dannati per il libro galeotto e chi lo scrisse, ci crogioliamo felicemente nelle fiamme.