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Le due città

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Torino e due città, due fasi della vita di Emilio Viotti, ragazzo di buona famiglia torinese combattuto tra il conformismo borghese e la curiosità per l’ambiente artistico e operaio. Piero, l’amico proletario, e Veve, figlia di un tranviere, lo salvano dalla solitudine e da studi che non lo appassionano, ma Emilio li abbandona entrambi andando a Roma per laurearsi. Lì il matrimonio senza amore con Elena gli apre le porte della carriera cinematografica e gli fa ritrovare Piero, divenuto apprezzato direttore della fotografia. Verso la fine della guerra Piero si ammala di una malattia incurabile ed Emilio lo perde una seconda volta. Condotta tradizionalmente in terza persona, questa storia descrive nel dettaglio fondali, oggetti, tramonti, profumi che sembrano provenire da memorie proustiane. Se Torino e i dintorni piemontesi sono fin dall’inizio la memoria dell’innocenza, l’illusione di una felicità perduta, Roma è la perdita di questa innocenza, il disfacimento che si sconta giorno dopo giorno vivendo.

560 pages, Paperback

First published November 2, 1964

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About the author

Mario Soldati

103 books19 followers
Nato a Torino nel 1906, spentosi a Tellaro (La Spezia) nel 1999, studia in un collegio di gesuiti e si laurea in lettere nella città natale con una tesi di storia dell’arte. Esordisce nella scrittura con la commedia “Pilato” (1924), ma s’impone all’ attenzione della critica soltanto con i racconti di “Salmace” (1929): non mancano, tuttavia, riserve da parte di prestigiosi recensori - quali Giuseppe A. Borgese ed Eugenio Montale - sui temi affrontati in almeno un paio di occasioni (la novella che dà il titolo alla raccolta e “Scenario”, ambedue di argomento omosessuale). Nel 1929, su invito di Prezzolini, si reca a New York, ove resta sino al ‘31; dal suo soggiorno come insegnante alla Columbia University nasce “America primo amore” (1935), diario narrativo di straordinaria felicità, all’inizio pubblicato su "Il Lavoro" di Genova. Frattanto, inizia ad accostarsi al cinematografo, l’altra passione della sua esistenza, collaborando a varie sceneggiature, segnatamente per pellicole del suo amico Mario Camerini (da “Gli uomini, che mascalzoni!” a “Il signor Max”). Nel 1937 licenzia, con “La verità sul caso Motta”, uno dei suoi libri migliori, muovendosi con abilità tra i registri del mistero e del grottesco; nel 1940 dirige, adattando per lo schermo “Piccolo mondo antico” di Fogazzaro, uno tra i suoifilm più suggestivi, che lo conferma anche nel cinema come “un romanziere dell’Ottocento con l’anima d’uno scrittore del Novecento” (C.Garboli). Le sue pellicole maggiormente significative - con l’eccezione di “Fuga in Francia” (1948), tra impegno sociale e neorealismo - sono trasposizioni di romanzi (“Malombra”, 1942, da Fogazzaro; “La provinciale”, 1952, da Moravia). E’ tuttavia l’attività di scrittore quella cui si dedica con continuità, avendo abbandonato nel ‘59 la regia. Ad interessarlo è il tema del peccato: derivante dalla sua formazione cattolica, è affrontato tuttavia con levità in virtù di un’intelligenza puntuta, vigile, ironica, che gli consente di descrivere i propri personaggi senza gravarli d’un giudizio moralistico. Così è, ad esempio, in due tra i suoi lavori più celebrati, “Le lettere da Capri” (1953) e “La sposa americana” (1978), storie d’adulterio scritte ad un quarto di secolo di distanza l’una dall’altra e contraddistinte da un talento narrativo inossidabile. Ma c’è, per soprammercato, un Soldati amante del “giallo” e propenso alla bonomia, quello de “I racconti del maresciallo” (1967), intrighi polizieschi - che sono innanzitutto ritratti della “più quotidiana provincia italiana, opaca e furba nella sua domestica banalità” (S.S.Nigro) - resi popolari dalla bella serie televisiva diretta da Mario Landi nel 1968. Cos’altro? Bisogna ricordare almeno i tre romanzi brevi di “A cena col commendatore” (1950) ove spicca “La giacca verde”, capolavoro che ha pochi uguali nell’ambito del nostro Novecento letterario; e le inchieste per la Rai "Viaggio nella Valle del Po" (1957) e "Chi legge?" (1960), reportage eccelsi, anticipatori del miglior giornalismo televisivo futuro. Il pianeta Soldati è immenso, quasi quanto la sottovalutazione che - colpevolmente e in tanti - hanno riservato al nostro.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
136 reviews1 follower
October 18, 2024
Il libro è datato, e si sente. Alcune parti sono lente, l’occhio cinematografico dell’autore lo fa disperdersi talvolta in descrizioni eccessivamente dettagliate e poco utili. Il protagonista, però, è meraviglioso nella sua meschinità e grettezza, nella sua fondamentale pavidità, in cui è impossibile non riconoscersi, e vergognarsene un po’, e per questo, in fondo, amarlo e comprenderlo.
Profile Image for Nico Ivaldi.
33 reviews
November 19, 2025
L'ho riletto a distanza di una quindicina di anni e mi ha nuovamente affascinato. La storia di una amicizia profonda tra due ragazzi molto diversi per origine sociale e ambizioni, sullo sfondo di una Torino sempre sobria nelle sue manifestazioni e nelle persone stesse, e di una Roma sfrontata, esagerata e forse più vera. Una scrittura cesellata e perfetta, descrizioni di luoghi e di ambienti davvero impeccabili: è nella mia top ten dei romanzi italiani del Novecento.
Profile Image for Elisa.
708 reviews19 followers
October 15, 2020
650页的历史小说,耽于逸乐的电影制片人在法西斯时代,之前和之后的故事。此书在当时(1964)和后来都不受欢迎,或许因为这些元素组合起来太像一本缺少野心的“大”书,但它却是一本迷人的次要作品:漫步于历史恢弘的(不妨想象为法西斯风格的)柱廊却不必停留,游走于典型人物的锋芒间仍完好无损,因为最终说服我们的不是索尔达蒂的文学企图而是他的个人魅力,他“既在场又不在场”的独特天赋,作者不是人物的父母而是人物的兄弟,没有什么不值得爱(无论相信还是怀疑墨索里尼,诚实还是虚伪,纯洁或堕落)也就没有什么不是真实的。本书也许贡献了意大利文学史上最招人喜欢的一个法西斯主义者(不是男主,男主是个贪婪的自由派);以及最迷人的一场足球比赛,虽然是100%虚构的。只有来自都灵的尤文球迷——Soldati,Ferrero——才能如此精妙地写出足球与生活那无所不在而又空无一物的联系。

(其实在Soldati的小说里,都灵资产阶级也和罗马资产阶级一样虚伪,贪婪,没有底线,但是在主角看来他们身上仍然多少笼罩着一种光环,似乎都灵——一个年轻的、简朴的工业城市——的法西斯分子对领袖的信任更诚实,而都灵的自由派妥协的时候更聪明更有人性;即使明知这层光环在现实的考验面前并没有任何意义,他仍认为这多少有些吸引人,而事实上[小说的一大成功之处]读者也是这么认为的。)
41 reviews
December 14, 2024
Lungo. A tratti affascinante, ma nel complesso piuttosto noioso. Emilio Vietti e la sua amicizia con Piero, onesto lavoratore, semplice e fidato. Varie passioni per donne incontrate prima a Torino, poi a Roma, dove, dopo gli studi in giurisprudenza, diventa un produttore cinematografico di successo: Veve (persa perché di umili origini), Elena (matrimonio di convenienza) e diverse altre, fino ad arrivare a Irma (figlia di Pietro, talmente imprevedibile che arriverà ad ucciderlo)
Profile Image for Edoardo Bergamin.
15 reviews1 follower
September 29, 2024
Nel comprare Le due città mi chiedevo perché un libro con questi elementi --un autore stimato, una trama che attraversa la storia d’Italia, il ruolo delle due città-- non fosse un classico degli anni ’60 italiani, neppure a Torino dove è ambientato per metà.
Una volta iniziato, ho capito: a differenza di alcuni coetanei, è un romanzo che arriva da un’altra epoca, ripetitivo e in ampie parti al limite del feuilleton, pieno di riflessioni a voce alta, con un protagonista degno di Californication per la sua coazione a ripetersi nel possedere ogni donna -- ogni volta senza difficoltà alcuna, poi.
Menomale che esistono il personaggio di Piero e le pagine di descrizione sulla città, commosse, stupende per la loro puntualità ancora mezzo secolo dopo.
Profile Image for Simonetta.
13 reviews
May 10, 2025
Il romanzo, che copre un arco temporale di poco più di 40 anni di storia italiana, narra l'evoluzione di Emilio Viotti dallo stato candido dell'infanzia al ruolo di produttore cinematografico affermato, ricco sciupafemmine astuto opportunista che, dopo aver dispendiosamente goduto di ogni cosa, è costretto a riconoscere, suo malgrado, di aver sprecato la sua vita vivendo sospeso tra un "mai-più" e un "non-ancora".
descritti in maniera magistrale i paesaggi che fanno da sfondo a questo bellissimo romanzo: Torino e Roma.
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