Questo racconto prende ispirazione dal rinvenimento del relitto di una nave risalente al XIV secolo presso San Marco in Boccalama, un'isola della laguna veneta oggi sommersa, usata come luogo di sepoltura (o forse come semplice discarica) dei morti di peste del 1348. Tra quelle migliaia di scheletri consumati dal tempo ce n'è uno che nasconde un enigma di straordinaria importanza. Con la consueta aioità narrativa e la profonda conoscenza del passato che contraddistinguono i suoi libri, Manfredi usa i dati archeologici per dare vita a una storia di intrigo e mistero, dove si dà la caccia a un favoloso tesoro scomparso. I tesoro prezioso, un patrimonio dell'anima lasciato in eredità all'umanità intera da una mente superiore. E così le calli di Venezia e i fondali limacciosi della laguna si trasformano nel teatro in cui si muovono improvvisati ma determinati investigatori che, abituati a indagare negli scavi archeologici i segreti del passato più remoto, si trovano a fare i conti non nemici pericolosi e tremendamente attuali.
Valerio Massimo Manfredi is an Italian historian, writer, archaeologist and journalist. He was born in Piumazzo di Castelfranco Emilia, province of Modena and is married to Christine Fedderson Manfredi, who translates his published works from Italian to English. They have two children and live in a small town near Bologna. Valerio Massimo Manfredi defines himself as an "Ancient World Topographer". Since 1978 he spends his time teaching in several European universities, digging ruins in the Mediterranean and in the Middle East, and writing novels. The Professor of Classical Archaeology in the "Luigi Bocconi" University of Milan and a familiar face on European television, he has led scientific expeditions, excavations and explorations in Italy and overseas. In addition to this, he has published a number of scientific articles and essays as well as thirteen novels, including the Alexander trilogy and The Last Legion. Alexander was published in thirty-six languages in fifty-five countries and The Last Legion was sold for a major film production in the USA. The Last Legion film was released in 2007.
Letto qualche anno fa in un rapido volo intereuropeo, mi è rimasto impresso non per la trama, la scrittura o qualcosa altro di tangibile ma per la domanda che mi sorse spontanea all'uopo: ma perchè VMM l'ha scritto? Perchè s'è preso la briga di riempire queste cento paginette con una storia che quando comincia a prendere forma, già finisce? S'arriva all'ultima pagina increduli che il libro sia già finito, senza avere detto assolutamente nulla su nulla, nè sulla Serenissima Repubblica nè su Dante...è imbarazzante e avvilente per un lettore trovarsi di fronte a qualcosa di simile, ma d'altra parte l'aver comprato il libro - ricordo - solo perchè mi piacque la copertina, merita da solo tale punizione! che fregatura...
Breve racconto con un Manfredi insolito: avvincente, bei dialoghi, ma forse un po' troppo concentrato sull'intrigo e sul mistero, mi sarebbe piaciuto trovare un qualcosa di più riguardo la ricostruzione storica dell'antefatto in epoca medioevale, che invece rimane solo abbozzato. Non concordo con chi critica il finale giudicandolo precipitoso: è fin troppo allusivo e significativo, sia in relazione alla gestione dell'archeologia nel nostro paese... che in relazione alla gestione del paese in generale.
Appena terminato. Una storia interessante e scorrevole, sfortunatamente arrivati al finale non ci svelano se ciò che trovano è effettivamente quello che cercavano, lasciando il lettore in sospeso.
Una delusione, non par quasi un romanzo (o romanzo breve che sia), quanto più un racconto incompiuto. Nel momento in cui la vicenda inizia ad entrare nel vivo, ecco che arriva la brusca conclusione. L'idea era buona, peccato.
Ogni tanto ci casco e leggo 'ste baggianatine da ombrellone, fuori stagione. A mia discolpa posso solo dire che è un regalo ( 6,90 euro, che avrebbero potuto farmi felice se spesi per un pacchetto di cicche e un accendino figo e ricaricabile). Tant'è.
Purtroppo, devo ammettere che questo brevissimo romanzo di Manfredi non mi ha entusiasmato quando avrei sperato.
Lo stile di Manfredi, solitamente molto chiaro ed estremamente coinvolgente che spinge alla curiosità e all’immedesimazione del lettore, in questo caso è lasciato in sottofondo e a tratti sparisce quasi del tutto regalandoci una bellissima trama scritta in modo troppo frettoloso. Ci sono alcune situazioni che sembrano infilate in modo quasi casuale all’interno della trama e ci si aspetta che abbiano uno sviluppo che, però, non arriva mai cosa che confonde non poco le idee al lettore. La geografia di Venezia, tuttavia, è spiegata molto bene e si nota che Manfredi ha una certa dimestichezza con l’archeologia rendendo estremamente realistiche le situazioni ad essa correlata. https://arcadialoscaffalesullalaguna....
Una avventura nella laguna di venezia. Il titolo è più interessante della storia stessa. Un racconto breve in cui 5 professori, specializzati in diversi rami di archeologia, si improvvisano investigatori per scoprire un segreto. Questa volta Manfredi non è riuscito con la sua magistrale scrittura a tenere legato il lettore ed interessarlo fino alla scoperta del mistero. Meno male che era corto, altrimenti l'avrei mollato dopo le prime 30 pagine.
Lo stile di Manfredi si fa riconoscere semplicemente per la presenza di un personaggio erotomane, ma per il resto è decisamente dimenticabile, già una stella è troppo
Gli scavi archeologici sono sempre un momento eccitante, soprattutto quando si inizia a rinvenire reperti significativi. Se però si intromettono persone senza scrupoli che vogliono arricchirsi, allora il pericolo si fa reale e pressante.
Nel caso di questa veloce avventura, abbiamo un gruppo di archeologici ingaggiati per rinvenire e catalogare il contenuto di una nave affondata nella laguna di Venezia. Lucio è incaricato d’ispezionare il relitto, immergendosi per scoprire cosa contiene. Ha agganci e amici in ogni settore, dalla polizia e studio di arte antica, che gli permettono di avere risposte rapide su quello che vede tra il fango. Stavolta però il suo compito sembra essere ostacolato dall’interno del gruppo, come se qualcuno volesse impedire le scoperte o appropriarsene. Lucio però è intenzionato a portare a termine il suo lavoro, cercando di non coinvolgere troppo i colleghi per non farli rischiare nulla.
Fin da subito capiamo che gli scavi potrebbero recuperare un reperto fenomenale, non solo per la storia della letteratura italiana ma per la cultura generale. Non viene però spiegato molto su cosa effettivamente potrebbe essere, ma ci viene lasciata la facoltà d’immaginarlo. Gli indizi e i suggerimenti nella storia sono abbastanza variegati e il finale non fa altro che alimentare i nostri sogni.
Forse il libro non è il lunghissimo, abituati come siamo ad avere avventure più descrittive da parte dell’autore. Qualche pagina in più avrebbe arricchito la storia, facendoci immergere ancora di più nel mistero.
Inutile. Una storia che si svolge in poche ore, tra la notte e l'alba. Una trama appena accennata e priva di sviluppo. Un mistero ipotizzato e risolto alla bene e meglio. Un finale senza finale, che lascia il dubbio al lettore. E, temo, anche un errore nella storia. Praticamente, citando altri commenti, perché VMM l'ha scritto? Ha dato il file sbagliato e già era partita la stampa? Non so! È privo di sentimenti, logica, a tratti pare umoristico. I personaggi non sono nemmeno sviluppati, sono solo voci. A tratti, si ha anche difficoltà a capire chi sia a parlare tra i dialoghi a quattro. BestSeller ma che? Il commento diceva "Manfredi (....) da vita ad una storia di intrigo e mistero"; ma che?
L'idea di partenza del romanzo è una buona idea... ma lo sviluppo della vicenda è troppo frettoloso, troppo scarno per reggere e per dare l'impressione di un bel racconto... la vicenda scivola via così velocemente che sembra manchi qualcosa... E il finale così brusco? Erano davvero stati sottratti dei reperti? Qual era lo scopo di Sir Basel e LiddelScott? Perché Agostino è stato aggredito? Ci sono tante domande che il racconto (non mi sento di chiamarlo romanzo, è troppo breve!) lascia in sospeso, troppe domande!
Due stelline, con la consapevolezza che Manfredi avrebbe potuto fare meglio... molto meglio.
Lo stile di Manfredi si fa riconoscere semplicemente per la presenza di un personaggio erotomane, ma per il resto è decisamente dimenticabile, già una stella è troppo
Lo spunto della trama era più che interessante, ma il finale così incompiuto e appeso lascia l'amaro in bocca. La storia poteva essere sviluppata meglio con un po' di pagine in più.