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Il mar delle blatte e altre storie

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Mille libri di avventure ci hanno narrato del giovane eroe che arditamente parte, forte soltanto della propria fede in un alto destino, alla conquista di terre e amori impervi e lontani. Ma immaginiamo che l’eroe sia un qualunque ragazzo turbato da vendicative insicurezze, guardiamolo trascinare verso un mare nero perché interamente coperto di blatte un padre reso imbelle e una fanciulla sadicamente abbandonata a un fantasioso quanto riprovevole oltraggio – ed eccoci penetrati, attraverso il racconto che dà titolo al volume, nell’universo surreale e letterariamente blasfemo di cui Landolfi regge con accanita destrezza le fila, sino a quel memorabile tour de force che è la descrizione dettagliata degli amori fra un minuscolo verme e l’eroina Lucrezia. È un gioco lieve e perverso, che si rinnova, ogni volta inventando nuovi percorsi e nuovi bersagli, in tutti i testi di questa raccolta di racconti, specialmente celebrata fra quelle del primo Landolfi. Vi incontriamo molte delle vene tipiche dell’autore: dalla vocazione parodica che si esercita, non senza divertimento, sul terreno dell’orrore alla lettura in chiave paradossale dell’ottusa frenesia di chi vive in situazioni soffocanti e chiuse; e, ancora, il gusto dell’intelligenza pura che si scatena in ironiche acrobazie concettuali e stilistiche. Il Mar delle Blatte apparve per la prima volta nel 1939.

164 pages, Paperback

First published January 1, 1939

7 people are currently reading
209 people want to read

About the author

Tommaso Landolfi

93 books78 followers
Tommaso Landolfi was an Italian author, translator and literary critic. His numerous grotesque tales and novels, sometimes on the border of speculative fiction, science fiction and realism, place him in a unique and unorthodox position among Italian writers. He won a number of awards, including the prestigious Strega Prize.

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Carmine R..
633 reviews101 followers
November 10, 2021
Camminare nel sogno

"Certo anche a voi sarà dato percorrere, quando sarete più grandi, questo mondo, che non è degno delle nostre lacrime; possa il cielo esservi ovunque benigno e il vento carezzevole come fu a me in quel paese lontano, in quel tempo lontano. Siate felici, miei cari figliuoli."

"Non so più quanto tempo sia che ogni notte, ogni mattina dopo i più interessanti bagordi, mi domando in definitiva: e poi? E poi? Badate bene, non voglio dire affatto che ho ottenuto tutto quanto desideravo e che ora, stanco di queste gioie e di queste avventure, esse non mi bastano più. No, la cosa è più complicata: non ho avuto niente affatto di ciò che volevo."

Sprofondare nelle visioni di mondi per diventarne parte; morire dentro e rinascere vivo altrove: vivo nella farfalla attratta dalla luce, il cane che corre sotto il sole inondato dalla speranza di poter correre per sempre, la luna celata dalla fuliggine di un nero camino.
Temiamo il futuro, ci ritraiamo da esso, passo dopo passo; ma dei corridoi del passato rimane qualche abito sgualcito, e i silenzi di quello che fu.
E se il passato non implica benevolenza nel suo ridiscenderci attraverso, perché il futuro non regala gaudio e da queste notti di bagordi anelo a un'altra esistenza, lontana e nuova, con niente da dover rendere conto?

Il mar delle blatte 5★
Da: "L'astronomia esposta al popolo", nozioni d'astronomia sideronebulare 2★
Notte di nozze 4★
Ragazze di provincia 4★
Il sogno dell'impiegato 4★
Il racconto del lupo mannaro 5★
Teatrino:
1-la farfalla strappata 4★
2- La tempesta 3★
3- Il dente di cera 2★
4- La matematica non è un'opinione, niente è un'opinione 2★
5 - Asfu 5★
Favola 5★
Profile Image for Erika .
93 reviews106 followers
February 5, 2018
Il Mar delle Blatte risale al 1939, lo stesso anno de La Pietra Lunare, e anche questo può essere definito in senso lato come racconto fantastico, anche se ha delle connotazioni particolari che hanno fatto sì che alcuni critici abbiano ascritto il romanzo al surrealismo. In particolare per la fantasia onirica che sta alla base del racconto e anche per una certa violenza delle scene rappresentate. Altra componente fondamentale del racconto è la componente erotica, che è sempre legata al bestiario landolfiano che, in questo caso, è un verme. Nell’incipit si è già notato come non vi sia uno stacco netto tra la dimensione quotidiana reale e quella fantastica e onirica. Tant’è vero che senza soluzione di continuità noi passiamo dall’una all’altra. Vediamo l’avvocato Coracaglina, immerso nelle sue preoccupazione e pensieri domestici e per il figlio, passeggiando per la via, incontra proprio il figlio Roberto che mostra al padre una ferita da cui escono alcuni oggetti. Il figlio consegna al padre questi oggetti e immediatamente lo scenario cambia, senza che vi sia una spiegazione o una cesura nel testo, e ci troviamo a bordo di un’imbarcazione, brigantino o fregata, e il padre di Roberto consegna gli oggetti ai marinai e ciascuno di loro è custode di un oggetto diverso. Già notiamo alcuni elementi di interesse: dalla situazione quotidiana del padre avvocato con preoccupazioni per il figlio, siamo passati ad un’ambientazione tipica del romanzo d’avventura, una fregata con le vele che sta per salpare verso un avventuroso viaggio in mare e, anche al pari dei romanzi d’avventura. A bordo di questa fregata, viene portata una donna, la bella Lucrezia, ed ha tutte le vesti discinte e il latte che esce dai seni, secondo anche l’iconologia classica della Vergine, e come nell’iconografia classica della Vergine spesso viene accostato il serpente, un chiaro riferimento a tutto il retaggio della tradizione biblico-cristiana, e alla dimensione edenica, quindi ad Eva e al serpente tentatore. Donna Lucrezia nelle sue caratteristiche fa proprio riferimento a questo immaginario biblico, la vergine con il serpente, che richiama ovviamente Eva e il serpente e l’Eden. E qua compare subito il tema dell’erotismo, che è un tema cardine di molta della letteratura fantastica, e in particolare di questo racconto. Roberto è innamorato di Lucrezia e cerca, conducendola in quest’isola misteriosa e attraverso questo viaggio avventuroso, di conquistarla e cerca quindi di sottrarla all’amore del Senatore Giulivotto e, soprattutto, dalla passione amorosa che Lucrezia ha per questo vermiciattolo. Anche il vermiciattolo verrà posto sull’imbarcazione sotto un bicchiere rovesciato e Lucrezia è innamorata di questo verme. Roberto cerca di convincere Lucrezia a lasciare il Senatore Giulivotto e abbandonare questa sua passione per il vermiciattolo e ad innamorarsi di lui, e Lucrezia risponde a tutte queste offerte di Roberto, mettendo in evidenza come Roberto di fatto non sia l’Alto Variago, ma semplicemente un giovanotto piuttosto imbranatello, anonimo e con la forfora. In Landolfi bisogna fare attenzione alla connessione tra il linguaggio e il bacino immaginativo, sembra che il racconto ruoti davvero intorno alla rappresentazione del vile come un verme, tant’è vero che il verme lancia la sfida a Roberto, lo sfida apertamente e gli dice che sarà Lucrezia a scegliere tra l’uno o l’altro in base alle capacità amatorie di ciascuno. E poi avremo questa scena della contesa erotica di Lucrezia, che prima ha un rapporto con Roberto e poi con questo vermiciattolo. Chiaramente Lucrezia preferisce il vermiciattolo e Roberto da vile, schiaccerà il vermiciattolo che si polverizza in una nube azzurrognola. La nube azzurrognola è sempre stata prerogativa dell’immaginario legato al demoniaco e al diavolo, e anche il vermiciattolo ha un che di diabolico. Nel momento in cui Roberto schiaccia il verme, sostanzialmente i marinari decidono di ammutinarsi e qua è interessante notare un altro filone del racconto. Finora si è notata la traduzione in immagini di modi di dire e di espressioni, ma l’altro aspetto è il costante riferimento al racconto d’avventura perché Roberto trascina questa imbarcazione attraverso il Mar delle Blatte per raggiungere un’isola misteriosa. prima di entrare nel mar delle blatte, un canotto istoriato pieno di uomini semi-nudi ed anche qui la rappresentazione è grottesca perché questi uomini che appartengono all’antica tribù di cui ci viene raccontata anche la leggenda sono tutti nudi ed hanno in testa solo una specie di cresta che ricorda quella delle cameriere, siamo di fronte ad una rappresentazione che è grottesca e che sfrutta anche i luoghi comuni della letteratura d’avventura per ragazzi per cambiargli di segno in modo parodico e grottesco. La nave comincia a navigare in questo mare, ovviamente tutto l’equipaggio deve rispettare una condizione: nessuno di loro deve schiacciare le blatte perché altrimenti tutte le altre blatte si vendicherebbero ricoprendo la nave. Quando Roberto perde il duello con il vermiciattolo e lo schiaccia, l’equipaggio preso dalla rivolta comincia a schiacciare le blatte, col risultato che in sostanza le blatte sommergono l’imbarcazione. E, a questo punto, ha fine il sogno-incubo di Roberto solo che, in questo caso, a differenza degli altri che abbiamo visto, non c’è una chiara connotazione, un’indicazione di un passaggio da un sonno sogno alla realtà, ma così come non vi era nell’incipit non vi era un chiaro passaggio dalla realtà quotidiana a quella onirica, così anche nella conclusione non abbiamo nessuna indicazione di questo passaggio. Questo romanzo è infatti stato accostato al surrealismo, perché appunto non c’è nessun tipo di spiegazione logica nel passaggio tra la realtà quotidiana a questa realtà onirica del racconto fantastico, anzi le due dimensioni vengono presentate come compenetrate l’una nell’altra. Questo tema, per esempi, del linguaggio è ripreso nel racconto successivo a Il Mar delle Blatte, cioè il racconto di Astronomia esposto al Popolo, in questo racconto che si struttura come un trattato, molto simile a Il Dialogo dei Massimi Sistemi, parla di che cosa sia questa astronomia sidero-nebulare, si parla delle nebulose e del nostro universo. Landolfi ci conduce all’interno di un ragionamento complicatissimo, che passa continuamente dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, cercando quello che sia la causa prima. Alla fine tutta questa speculazione fisico-matematica, la causa prima non è che una causa di tipo estetico, dice Landolfi, vale a dire una parola inaudita, una parola che è principio di creazione di tutto l’universo. “Inaudita” significa “mai in vita prima, nuova” e che genere anche turbamento e meraviglia, di una cosa che non si è mai sentita e che ha quasi dell’incredibile e anche inaudibile, cioè che non si può mai udire e sentire. È una sorta di parola innominabile, una parola-forma che si pone a principio di tutto e che, secondo Landolfi, coincide con Dio ma questa coincidenza viene avanzata da un narratore come Landolfi che è laico, quindi bisogna prenderla come un riferimento a “In principio fu il verbo”. Questo elemento dell’universo e anche della speculazione scientifica lo troviamo anche in due raccontini finali che fanno parte de La Tempesta, nella sequenza quattro e cinque. La sequenza quattro è dedicata alla matematica e la sequenza cinque ASFU. Nella sequenza quattro, ancora una volta, Landolfi si diverte a decostruire tutte le rigorosissime teorie scientifiche, non è detto che 2+2 faccia 4 e non è detto che la legge di Keplero sia giusta perché le orbite dei nostri pianeti potrebbero pure essere quadrate o triangolari. E, del resto, questa non è nemmeno una cosa del tutto fuori da ogni grazia di Dio, perché il fatto che 2+2 faccia 4 è una convenzione, praticamente indimostrabile, è uno dei postulati della matematica. Sono questioni che noi diamo per scontate, ma che scontate non sono. Ci viene detto che è così perché, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio matematico, si tratta di una convenzione. È la natura convenzionale del linguaggio matematico. Come l’alfabeto. Ciò che ci interessa di questo racconto è che, tra l’altro, Landolfi nella sua conclusione della quarta sequenza, La Matematica non è un’Opinione, Niente è un’Opinione. L’ultimo movimento, il cinque di Teatrino, s’intitola ASFU è un racconto fantascientifico, in cui al modo de Il Mar delle Blatte, viene messa in scena questa sorta di meta irraggiungibile, questa sorta di paradiso terrestre che proprio perché è irraggiungibile, costituisce la felicità, la felicità non è tanto nell’arrivare in un luogo determinato, ma nel viaggio, nel tragitto, nella speranza di arrivare a questo luogo. Questo luogo che è un luogo dell’immaginazione, del desiderio, ma che non esiste nella realtà. . Ma questo elemento del riferimento agli animali compare anche in un altro racconto, in Notte di Nozze, dove viene descritto il lavoro di uno spazzacamino che via via prende le connotazioni di un animale e sembra quasi un ragno, ma la presenza dell’animale mostruoso c’è anche nel racconto dei lupi mannari, qui sono dei banali lupi mannari di provincia, molto scocciati di essere dei lupi mannari che cercano di porre fine a questa loro condanna di trasformazione, addirittura cercando un modo di far scomparire la luna, o in qualche modo di annebbiarla ed oscurarla, in modo che possano per un po’ rimanere a riparo dalle loro trasformazioni. Trovano un espediente che non avrà lunga durata e ben presto torneranno a trasformarsi costantemente in lupi mannari. L’invenzione linguistica l’abbiamo anche in un altro movimento di Teatrino, che è Il Dente di Cera Giassa, questa parola non esiste e la protagonista sostiene, ogni qualvolta le cade un dente, sostiene di rifarsi questo dente con della cera giassa. Il suo interlocutore la rimprovera dicendole che questo termine non esiste, e che quindi sta parlando di una cosa inesistente. L’invenzione linguistica e la capacità del linguaggio di creare la realtà.
Profile Image for Daniele.
323 reviews68 followers
June 19, 2024
Sapevo che sarei andato incontro a qualcosa che mi avrebbe fatto storcere il naso...mi ricorda un po' Borges, un po' Cortazar, un po' anche Manganelli con l'italiano ricercato, arcaico ed erudito, tutti autori che non digerisco molto.

Alcuni racconti mi sono anche piaciuti, ma la maggior parte non li ho capiti e non ho compreso dove volessero andare a parare ...

Signore, il Cielo vi salvi. Ma prima di dirvi addio per sempre voglio darvi un consiglio. Com'è bello, Signore, un mondo in cui gli uccelli volano le fronde stormiscono i cani abbaiano, e solo l'uomo parla, e magari i giovani rispettano l'onorata canizie (non vedete per l'appunto quanti capelli bigi ho già?)! E con ciò v'ho dato il consiglio che volevo. Non so se m'abbiate capito. Addio Signore.

Uomini, avete già fatto tanto, fate ancora questo dunque, o vermiciattoli, scoiattoli e iene se non saprete farlo: uscite dal cerchio della natura, che non esiste. La vostra natura non è ferreamente determinata, come voi credete, essa non esiste, anzi; tutto è possibile, e da voi stessi potrete crearvi la vostra natura, e la natura. Abrogate tutte le leggi, conquistate la vostra divina indipendenza, potete farlo. Finora foste fatti, ora fatevi. Solo così potrete essere voi stessi, non essendolo, non immaginando neppure per un istante che foste già fatti, ma sapendo che siete da farvi, che siete nulla e da nulla dovete farvi tutto; e soltanto nel farvi, e poi nella pienezza del vostro possesso, sarete voi stessi! Uomini! Voi potete essere simili a Dio.
Profile Image for Ellis ♥.
1,016 reviews10 followers
June 26, 2020
Prima esperienza di lettura con uno scrittore italiano del ‘900, a stento conosciuto: Tommaso Landolfi. Lo stile si distingue per la ricercatezza del lessico selezionato e per la sua poliedricità; si passa da intensi e raffinati momenti descrittivi a storie parodiate, ingarbugliate e al limite del no-sense. Devo ammettere che, nel complesso, la mia curiosità è stata appagata e seppur si tratti di un testo di stampo alquanto bizzarro e surreale ha comunque suscitato una buona prima impressione, per questo cercherò di approfondirlo con altri suoi scritti.
La mia valutazione alla raccolta nel suo insieme è di 3,5 su 5.
A seguire il mio giudizio ad ogni singolo racconto.
• Il mar delle Blatte: ****
• Da: «L’astronomia esposta al popolo» - Nozioni d’astronomia sideronebulare: *
• Notte di nozze: ***
• Ragazze di provincia: **
• Il sogno dell’impiegato: ***
• Il racconto del lupo mannaro: *****
• Teatrino, che a sua volta si divide in 5 mini racconti:
- La farfalla spezzata: ****
- La tempesta: ***
- Dente di cera: *
- La matematica non è un’opinione, niente è un’opinione: **
- Asfu: ****
• Favola: *****
Profile Image for Flynth Shower.
45 reviews
September 28, 2025
Questa raccolta di racconti, francamente, non brilla tanto quanto un "Dialogo dei massimi sistemi" o un "A caso" anche se al suo interno contiene delle vere perle da recuperare (il mar delle blatte, l'astronomia esposta al popolo, favola); è piacevolmente scorrevole e, solo in rari casi, utilizza un linguaggio più erudito, tipico della letteratura landolfiana.
Una piacevole lettura.
Profile Image for Laginestra.
187 reviews44 followers
November 16, 2010
Rinnovata lettura, cambio di commento. Forse avevo tenuto le maglie strette al primo giro, più convincente in appello. Mi era rimasta una sgradevole impressione legata allo stile che non ho ritrovato, fortunatamente aggiungerei.
Profile Image for Margot.
168 reviews61 followers
January 4, 2020
Soprattutto:
- Il mar delle Blatte
- Da: “L’Astronomia esposta al popolo”. Nozioni d’astronomia sideronebulare.
Profile Image for Pino Sabatelli.
607 reviews68 followers
November 20, 2021
Tre stelle e mezza
Quando Landolfi, come in questo caso, sposa un registro troppo virato sui toni del grottesco, produce risultati a mio avviso discutibili e non sempre all'altezza del suo rango.
Profile Image for Abbé A..
8 reviews
April 9, 2024
Con la sua prosa ricercata e d'altri tempi, che delizia e innervosisce, Landolfi ti porta dove vuole lui, e non te ne accorgi, mentre chiedi pietà. C'è forse un gusto sadico in quel che fa, e non credo sia un caso che egli esprima il suo meglio proprio quando i salti spaziali e temporali sono applicati all'interno dello stesso racconto. Ma, andando avanti, verso il finire, ti chiedi se i racconti, benché indipendenti, siano incastrati, interconnessi, in maniera prima impensabile, e un senso di vertigine misto a sorpresa ti assale: quello di non averci capito molto, di non aver scoperto i meccanismi, gli intrecci, nel mentre. O forse a riapparire lungo il tragitto sono temi personali, scaltramente giustapposti per far sì che il lettore, senza appigli, vi ci veda un accenno di senso, la ragion d'essere di questo insieme di racconti che, altrimenti, sfuggirebbe: seni nudi a metà, camini fuligginosi, cani parlanti, scritti da un futuro intergalattico. La bizzarrìa letteraria landolfiana è assimilabile alla capacità en passant di certe animazioni liminali, che pur mantenendo intatta la qualità dell'esperienza visiva, o alzandola, sovvertono ogni principio di realtà... O forse tale libertà associativa sembra gratuita e svincolata solo dalla prosettiva che ne interpreta il grado di difficoltà?
E così può capitare che ci si senta di essere colui al quale il Landolfi riferisce l'appellativo sgradevole di "cane", seguito a breve da un rispettosissimo "Signore", affinché l'offesa sembri elegante e l'intento giocoso palpabile.
Profile Image for Mmir.
1 review
April 27, 2019
Una raccolta di racconti molto interessante ed ottima come prima esperienza con questo autore decisamente fuori dalle righe. Credo che a grandi linee vi siano raccolti i temi più importanti di Landolfi, esposti con il suo stile a metà fra una sorta realismo magico e l'onirico. Stupefacente.
Profile Image for Gobro.
59 reviews
Read
January 25, 2022
Questi racconti giovanili sono il delineamento del suo stile inconfondibile che si inserisce come un cuneo tra un febbrile paesaggio paludoso e i più ampi spazi sideronebulari. Sono curioso di leggere la trasposizione in fumetto, ad opera di Scozzari, de "Il mar delle blatte".
Profile Image for Phoebes.
609 reviews30 followers
March 1, 2014
A lettura finita avevo dato a questo libro solo tre stelline, perché anche se gli ultimi racconti mi erano piaciuti, il fastidio provato coi primi due mi aveva fatto optare per abbassargli il voto. Dopo però c’ho ripensato, anche perché mi sono resa conto che il bello di questo libro è stato proprio poter pensare a tutte le interpretazioni possibili dei vari racconti, sulle quali in un primo momento non avevo riflettuto. Perfino analizzare “Il Mar delle Blatte”, che pure continuo a non apprezzare, mi ha intrigato e suscitato riflessioni.
Sicuramente leggerò altro di Landolfi. Mi incuriosisce soprattutto il suo unico romanzo, La pietra lunare, che già dal titolo mi affascina non poco.

http://www.naufragio.it/iltempodilegg...

COMMENTINO BREVE BREVISSIMO AI SINGOLI RACCONTI.
Il Mar delle Blatte: brutto.
Da: «L’Astronomia esposta al popolo». Nozioni d’astronomia sideronebulare: brutto brutto.
Notte di nozze: intrigante. Una ventata d’aria fresca dopo i due primi racconti.
Ragazze di provincia: strano, non l’ho capito bene, a partire dal titolo.
Il sogno dell’impiegato: il meno metaforico, a parer mio, o forse semplicemente quello che ho faticato meno a capire.
Il racconto del lupo mannaro: mi ha affascinato un sacco!
Teatrino comprende 5 raccontini:
La farfalla strappata: triste!
La tempesta: questo non mi è piaciuto tanto, mi ha irritato.
Il dente di cera: stranissimo pure questo!
La matematica non è un’opinione, niente è un’opinione: un po’ irritante, come “La tempesta”.
Asfu: bello, un tema non nuovo, ma trattato in maniera molto originale.
Favola: molto molto bello.
Profile Image for Federica Pistono.
7 reviews4 followers
March 22, 2014
Una delle mie prime letture, destinate a lasciare un segno indelebile nella mia formazione letteraria.
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