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El tiempo envejece deprisa: Nueve historias

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Todos los personajes de este libro parecen empeñados en confrontarse con el tiempo: el tiempo de las vicisitudes que han vivido o están viviendo y el de la memoria y la conciencia. Pero es como si en sus clepsidras se hubiera levantado una tormenta de arena: el tiempo huye y se detiene, da vueltas sobre sí mismo, se oculta, reaparece para exigir cuentas. Del pasado surgen fantasmas socarrones, las cosas que antes se distinguían claramente ahora se asemejan, las certezas estallan, las versiones oficiales y los destinos individuales no coinciden.

Un ex agente de la difunta República Democrática Alemana, que durante años se encargó de espiar a Bertolt Brecht, deambula sin meta por Berlín hasta llegar a la tumba del escritor para confiarle un secreto. En una localidad turística, un oficial italiano que ha sufrido radiaciones de uranio empobrecido en Kosovo enseña a una muchacha el arte de leer el futuro en las nubes. Un hombre que engaña su propia soledad contándose historias a sí mismo se convierte en protagonista de las mismas historias que se había inventado en una noche de insomnio.

Como en un cuadro de Arcimboldo, en el que las figuras singulares componen en perspectiva la figura mayor que las alberga, los personajes de este libro dibujan el inefable rostro de una estación. Es nuestra época impiadosa y fútil, hecha de un tiempo anfibio que ya no escande la vida y del que nos sentimos huéspedes ajenos. Historias extraordinarias que penetran de modo indeleble en nuestra imaginación, por más que ya no pertenezcan al mundo de la imaginación, sino a una realidad cuyo código tal vez hayamos extraviado. Son las historias de Antonio Tabucchi.

176 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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About the author

Antonio Tabucchi

149 books853 followers
Antonio Tabucchi was an Italian writer and academic who taught Portuguese language and literature at the University of Siena, Italy.

Deeply in love with Portugal, he was an expert, critic and translator of the works of the writer Fernando Pessoa from whom he drew the conceptions of saudade, of fiction and of the heteronyms. Tabucchi was first introduced to Pessoa's works in the 1960s when attending the Sorbonne. He was so charmed that, back in Italy, he attended a course of Portuguese language for a better comprehension of the poet.

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Profile Image for MJ Nicholls.
2,277 reviews4,859 followers
January 22, 2015
These nine stories floated past like the melancholic drift of a shoegazing album (something in the Slowdive or Cocteau Twins range)—an inviting sequence of long breakless paragraphs with short clauses spiralling from speaker to narrator, tripping the light fantastic along the commas until their unhurried stop. Famous for exploring the concept of saudade, a popular tone in Portuguese literature of epic nostalgia and yearning for the never-was, the what-is-lost, the can’t-remember-ever-having and so on, the ur-text of which is Pessoa’s tear-drenched masterplea, The Book of Disquiet, Tabucchi in his final published collection before his terminal cancer in 2012 continues his subtle burrowing into the human and European psyche in these nomadic, nation-hopping tales in search of a named character, often overt in their politics but always personal, touching, and—that perfect descriptor—elegiac.
Profile Image for Simona.
975 reviews228 followers
October 25, 2013
Poesia. I 9 racconti di questa raccolta sono permeati di poesia, la poesia di un uomo, uno scrittore come Tabucchi.
Sonor acconti che hanno come tematica il tempo. Tutti i personaggi di questo luogo combattono contro il tempo, il tempo delle illusioni, il tempo passato, il tempo presente, il tempo scandagliato in tutti i suoi attimi e momenti.
Il tempo, un nostro amico, un nostro alleato, il tempo prezioso, questo sconosciuto che gioca con noi e contro di noi.
Profile Image for Albus Eugene Percival Wulfric Brian Dumbledore.
587 reviews96 followers
January 17, 2020
Le emozioni non si spengono …
“Vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non calcolate quanto tempo è già trascorso; lo perdete come se poteste disporne a volontà, mentre quel giorno stesso che regalate a una persona o a una azione potrebbe essere l’ultimo.” [Seneca - De brevitate vitae]
Non è il magnifico Tabucchi di Sostiene …, è un Tabucchi più maturo, meditativo, a tratti dolente. Ed è forse questa caratteristica che lega i protagonisti dei nove racconti. Sullo sfondo, talvolta, pagine buie della storia dell’umanità. L’invasione russa dell’Ungheria, il nazismo, la pulizia etnica nell’ex Jugoslavia e altre amenità.
Racconti dove, di volta in volta, ritroviamo personaggi sospesi tra il reale e l’immaginario. Ma ognuno di questi personaggi è Tabucchi stesso che, come un vecchio, istrionico capocomico della commedia dell’arte, interpreta di volta in volta l’ex agente della DDR, la donna svizzera originaria del Maghreb, l’ufficiale italiano contaminato dall’uranio impoverito delle bombe del Kosovo, l’ex generale ungherese del ’56, …
È Tabucchi che, quasi personaggio della mia amata J.K., assume la pozione polisucco e mette in scena, nel breve volgere di qualche pagina, la summa della vita di personaggi che hanno ormai da lungo tempo superato la loro ‘linea d’ombra’.
Ogni racconto è una piccola sceneggiatura di cortometraggi legati da un unico fil rouge, testimoniato dal titolo della poesia di Yeats Men improve with the Years. Ma dove quel “improve” ha piuttosto un significato di “modifica” (giorno dopo giorno) e testimonia quanto noi spesso restiamo ancorati ad una immagine statica di noi stessi, mentre un giorno per l’altro diventiamo persone sempre diverse. Così come del resto, ci racconta Calvino nella sua Molteplicità.
Come ogni libro, anche questo avrà diverse chiavi di lettura, anche a seconda dell’età del suo lettore. Mi piace però pensare che questo, più di altri, si rivolga, per un pieno godimento del ‘messaggio’, ad un uditorio che si avvia verso il … Sunset Boulevard.
Trascrivo una poesia di Fernando Pessoa che mi sembra possa ben conformarsi all’atmosfera di questo delicato, sognante contributo ‘tabucchiano’ alla riflessione:
”Rientro e chiudo la finestra.
Mi portano il lume e mi danno la buona notte.
E la mia voce allegra dà la buona notte.
Magari la mia vita fosse sempre questo:
il giorno pieno di sole, o addolcito dalla pioggia,
o tempestoso come se finisse il Mondo,
la sera mite e la gente che passa
guarda con interesse dalla finestra,
l'ultimo sguardo amico alla quiete delle piante,
e poi, chiusa la finestra, il lume acceso,
senza leggere niente, senza pensare a niente, senza neanche dormire,
sentire la vita scorrere in me come un fiume nel suo letto.
E fuori un grande silenzio, come un dio che dorme.”

[Fernando Pessoa (da Il guardiano di greggi - Poesie di Alberto Caeiro)]
Profile Image for Lucrezia.
178 reviews99 followers
October 12, 2013
-E nel frattempo cosa fai tutto il giorno qui sotto l' ombrellone, non ti annoi?
-Niente Affatto, disse l' uomo, esercito l' arte della nefelomanzia.
(...)
-E in cosa consisterebbe questa roba qui, come si chiama?
-Nefelomanzia, rispose l' uomo, è una parola greca, nefele vuol dire nuvola, e manzìa indovinare, la nefelomanzia è l' arte di indovinare il futuro osservando le nuvole, o meglio, la forma delle nuvole, perché in quest' arte la forma è la sostanza, ed è per questo che sono venuto in vacanza su questa spiaggia, perchè un amico dell' aeronautica militare che si occupa di meteorologia mi ha assicurato che nel Mediterraneo non c' è altra costa come questa dove le nuvole si formano all' orizzonte in un attimo. E così come si sono formate, in un attimo si dissolvono, ed è proprio in quell' attimo che un vero nefelomante deve esercitare la propria arte, per capire cosa predice la forma di una certa nuvola prima che il vento la dissolva, prima che si trasformi in aria trasparente e diventi cielo (...)
Puntò il dito verso il mare.
-La vedi quella nuvoletta bianca, laggiù?, segui il mio dito, più a destra, vicino al promontorio.
-La vedo, dice Isabella
Era un piccolo batuffolo che rotolava nell' aria, lontanissimo, nel cielo di smalto.
-Osservala bene, disse l' uomo, e rifletti, per la nefelomanzia ci vuole un' intuizione rapida ma la riflessione è indispensabile, non perderla di vista.
(...)
-Si è aperta sui lati, esclamò Isabella, come se avesse messo le ali.
-Farfalla, disse l' uomo con competenza, e la farfalla ha un solo significato, non c' è dubbio.
-Cioè? chiese Isabella.
-Le persone che hanno dissenzi esistenziali cesseranno di averli, le persone che sono separate saranno riunite e la loro vita sarà graziosa come il volo di una farfalla, Strabone, pagina ventisei del libro principale.
-Che libro è?, chiese Isabella.
-Il libro principale di Strabone, disse l' uomo, è questo il titolo, purtroppo non è mai stato tradotto nelle lingue moderne, si studia all' ultimo anno di università perché si può leggere solo in greco antico.
-E perché non è mai stato tradotto?
-Perché le lingue moderne sono troppo frettolose, rispose l' uomo, nella fretta di comunicare diventano sintetiche e così facendo perdono l' analisi, per esempio il greco antico nella declinazione dei verbi ha il duale, noi abbiamo solo il plurale, e quando noi diciamo noi, in questo caso io e te, possiamo significare anche molte persone, ma i greci antichi, che erano molto esatti, se quella cosa la stiamo facendo o dicendo solo io e te, che siamo in due, usavano il duale. Per esempio, la nefelomanzia di quella nuvola la stiamo facendo solo io e te, la sappiamo solo noi, e per questo loro avevano il duale.
-Carinissimo, disse Isabella, ed emise un gridolino mettendosi una mano sulla bocca, guarda dall' altra parte, dall' altra parte!
- È un cirro, specificò l' uomo, un bellissimo cirro bambino che fra poco sarà inghiottito dal cielo, le persone comuni potrebbero scambiarlo per un nembo, ma un cirro è un cirro, ci dispiace per loro, e la forma di un cirro non può avere altro significato se non il proprio, che altre nuvole non hanno.
-Cioè?, chiese Isabella.
-Dipende dalla forma, disse l' uomo, devi interpretarla, è qui che ti voglio, altrimenti che nefelomanti siamo.
-Mi sembra che si stia dividendo in due, disse Isabella, guarda, si è proprio diviso in due, sembrano due pecorelle che trottano l' una accanto all' altra.
-Due agnelli cirrini, anche qui non ci sono dubbi.
-Non capisco proprio.
-Facile, disse l' uomo, il mite agnello da solo rappresenta le evoluzioni dell' umanità, Strabone, pagina trentuno del libro principale, guarda bene, ma quando si divide ci sono due guerre che procedono in parallelo, una è giusta e l' altra è ingiusta, è impossibile distinguerle, cosa che del resto ci interessa poco, l' importante è capire che fine faranno entrambe, quale sarà il loro futuro.
Isabella lo guardò con l' aria di chi aspetta una risposta urgente.
-Una misera fine, te lo posso assicurare, cara Isabèl.
-Sei proprio sicuro?, chiese lei con voce ansiosa.
-Me lo devi dire tu, sussurrò l' uomo, io adesso chiudo gli occhi, sei tu che devi interpretarle, guardale e aspetta con pazienza, ma cerca di cogliere l' attimo, perché poi non sarai più in tempo. L' uomo chiuse gli occhi, distese le gambe, si calo un cappello sul volto e rimase immobile come se si fosse addormentato. Forse passo un minuto, anche di più.
Sulla spiaggia c' era un grande silenzio, i bagnanti avevano raggiunto il ristorante.
-Si stanno sfaldando in una specie di stracciatella, disse Isabella a bassa voce, come quando la scia degli aeroplani si sfilaccia, ora non si vedono quasi più, che strano, non riesco quasi più a vederle, guarda anche tu.
L' uomo non si mosse.
-Non c' è bisogno, disse, Strabone, pagina ventiquattro del libro principale, lui non si sbagliava, la profezia della fine di ogni guerra la fece duemila anni fa, solo che nessuno finora l' aveva letta bene e noi oggi finalmente l' abbiamo decifrata su questa spiaggia, noi due.
-Sai che tu sei un uomo carinissimo?, disse Isabella
-Ne sono perfettamente consapevole, rispose l' uomo. (Le nuvole)

Nove racconti per dimostrarci, come se non lo sapessimo già, che il tempo ha un influenza potentissima sulle nostre vite.
Ma siccome Tabucchi scrive divinamente , concediamoglielo, questi nove racconti sono meravigliosi chi più chi meno (anche se devo ammettere che "Le nuvole" mi ha completamente stregato, e quindi un altro stralcio :

-Stai qui all’ombra tutto il giorno, disse la ragazzina,
non ti piace fare il bagno?
L’uomo fece un vago cenno con la testa che poteva
sembrare un si e un no e non disse niente.
-Ti posso dare del tu?, chiese la ragazzina.
-Se non mi sbaglio me l’hai già dato, disse l’uomo sorridendo.
-Nella mia classe diamo del tu anche ai grandi, disse la ragazzina,
alcuni professori ce lo permettono, ma i miei me l’hanno proibito,
dicono che è da maleducati, lei che ne pensa?
-Penso che hanno ragione, rispose l’uomo, ma puoi darmi del tu,
non lo dirò a nessuno.
-Non ti piace fare il bagno?, chiese lei, io lo trovo singolare.
-Singolare?, ripeté l’uomo.
-La mia professoressa ci ha spiegato che non si può usare carinissimo
per ogni cosa, che in certi casi si può dire singolare,
facevo per dire carinissimo, io fare il bagno su questa spiaggia lo trovo singolare.
-Ah, disse l’uomo, sono d’accordo, anche secondo me è carinissimo
perfino singolare.
-Anche prendere il sole è carinissimo, continuò la ragazzina…
Ma perché lei è così bianco? E’ arrivato da una settimana e stà sempre
sotto l’ombrellone, non le piace neppure il sole?
-Lo trovo carinissimo, disse l’uomo, giuro, secondo me prendere il sole è carinissimo.
-Ha paura di scottarsi?, chiese la ragazzina.
-Tu che ne pensi?, rispose l’uomo.
-Io penso che lei a paura di scottarsi, ma se uno non comincia piano piano
non si abbronza mai.
-E’ vero, confermò l’uomo, mi sembra logico, ma credi che sia obbligatorio abbronzarsi?
-Proprio obbligatorio no, niente è obbligatorio, a parte le cose obbligatorie, ma se uno viene al mare non si abbronza e non fà il bagno, cosa ci viene a fare al mare?
-Sai una cosa?, disse l’uomo, tu sei una ragazza logica
hai il dono della logica, e questo è carinissimo secondo me
oggigiorno il mondo ha perso la logica, è un vero piacere
incontrare una ragazza con logica, posso avere il piacere di fare
la tua conoscenza, come ti chiami?
-Mi chiamo Isabella, però gli amici intimi mi chiamano Isabèl,
con l’accento sulla e, non come gli italiani che dicono Isabel
con l’accento sulla i.
-Perché tu non sei italiana?, chiese l’uomo.
Certo che sono italiana, obiettò lei, italianissima
ma al nome che mi danno gli amici ci tengo,…
mi piacciono le lingue e sò anche l’inno di Mameli a memoria
quest’anno il Presidente della Repubblica è venuto a visitare la nostra scuola
e ci ha parlato dell’importanza dell’inno di Mameli, che è la nostra identità italiana
c’è voluto tanto tempo per fare l’unità del nostro paese,
a me per esempio quel signore della politica che vuole abolire
l’inno di Mameli non mi piace.
L’uomo non disse niente, teneva le palpebre socchiuse, la luce era intensa
e l’azzurro del mare si confondeva con quello del cielo.
L’uomo non parlò, la ragazzina sembrò esitare, con un dito
faceva ghirigori sulla sabbia.
-Non vorrei che lei fosse del suo partito, continuò poi
come facendosi coraggio, a casa mi hanno sempre
insegnato che bisogna sempre rispettare le opinioni altrui,
però a me l’opinione di quel signore non mi piace, mi sono spiegata?
-Perfettamente, disse l’uomo, bisogna rispettare le opinioni altrui
ma non mancare di rispetto alle proprie.
-Parlo troppo?, chiese lei, in casa dicono che parlo troppo
e rischio di dar fastidio, le stò dando fastidio?
-Niente affatto, rispose l’uomo, quello che dici è addirittura singolare,
continua pure.
-E poi il Presidente ci ha fatto una lezione di storia,
perché come lei saprà la storia moderna a scuola non si studia,
in terza media i professori più bravi riescono ad arrivare
fino alla prima guerra mondiale, altrimenti ci si ferma a Garibaldi
e all’unità d’Italia, noi invece abbiamo imparato un sacco di cose moderne
perchè la professoressa è stata brava, ma il merito è del Presidente perché
è lui che ha dato l’imput.
-Cosa ha dato? chiese l’uomo.
-Si dice così, spiegò Isabel, è una parola nuova
vuol dire che uno comincia e trascina gli altri,
se vuole le ripeto quello che ho imparato.
L’uomo non rispose teneva gli occhi chiusi.
-Si è addormentato?,Isabel aveva un tono timido, come dispiaciuto.
-Mi scusi, forse l ho fatta addormentare a furia di chiacchiere
è anche per questo che i miei genitori non mi hanno voluto comprare il cellulare,
dicono che gli arriverebbe un conto astronomico con tutto quello che parlo,
sa, in casa nostra non ci possiamo permettere il superfluo, mio padre è
architetto ma lavora per il Comune, e quando uno lavora per il Comune…
-Tuo padre è un uomo fortunato, disse l’uomo senza aprire gli occhi.
Sia come sia, la professione di costruire case è bellissima,
molto meglio della professione di distruggerle.
Dio mio c’è anche la professione di distruggerle?
-Insomma disse l’uomo non è che sia proprio una professione…
Isabel ti vorrei dire una cosa, che forse a scuola non ti hanno detto,
in fondo in fondo la storia si riassume a questo: ci sono uomini come tuo padre
che per professione le case le costruiscono e uomini del mio mestiere, militari,
che le case le distruggono, e la faccenda và avanti in questo modo da secoli,
alcuni costruiscono le case e altri le distruggono, costruire, distruggere,
costruire, distruggere, è un pò noioso no ti pare?
-Noiosissimo, rispose Isabel, davvero noiosissimo, se non ci fossero gli ideali,
per fortuna ci sono gli ideali.
-Certo, confermò l’uomo, per fortuna nella storia ci sono gli ideali,
te lo ha detto il Presidente o la professoressa?
-Ora non saprei bene chi lo ha spiegato.
-Magari è il Presidente che ha dato l’imput, e cosa mi sai dire sugli ideali?
-Che sono tutti rispettabili se uno ci crede, rispose Isabel,
per esempio in quello della Patria, poi uno magari si sbaglia
perché è giovane, però se è in buona fede l’ideale è valido.
-Ah, disse l’uomo, è una cosa su cui devo riflettere, ma non mi pare la giornata adatta, oggi fà un gran caldo e il mare mi sembra così invitante.
-Allora fatti un bagno, lo pungolò lei.
-Non ne ho molta voglia, rispose l’uomo.
E’ perché non sei motivato, secondo me il tuo è stress…
vuoi che ti vada apprendere qualcosa al bar dell’albergo
qualcosa per combattere lo stress?,
purché non sia una Coca-Cola, quella mi rifiuto.
-Questa me la devi spiegare, me la devi proprio spiegare, disse l’uomo.
-Perché la Coca-Cola e il McDonald’s sono la rovina del’umanità
lo sanno tutti, nella mia scuola lo sanno persino i bidelli…
-Isabel ti posso dire una cosa in confidenza?
La Coca-Cola e il McDonald’s non hanno mai portato nessuno
ad Auschwuitz, in quei campi di sterminio di cui a scuola ti avranno parlato,
invece gli ideali si, ci avevi mai pensato Isabel?

E ora basta sennò finisce che vi riporto tutto il racconto.

I racconti che compongono questo libro come dicevo sono nove:
-Il cerchio : Non ci ho capito granché, ma questa citazione voglio riportarvela : "E chissà perché ebbe l' immagine di un bambino che per mano alla mamma torna da una fiera di paese, la fiera è finita, è domenica sera e il bambino porta un palloncino pieno d' aria legato al polso, lo regge con fierezza come un trofeo e all' improvviso, ploff, il palloncino si sgonfia, qualcosa lo ha bucato,ma cosa , forse la spina di una siepe?
Le parve di essere quel bambino che all' improvviso si ritrovava con un palloncino floscio fra le mani, qualcuno glielo aveva rubato, ma no il palloncino c' era ancora, gli avevano solo sottratto l' aria che c' era dentro. Era dunque così, il tempo era aria e lei l' aveva lasciata esalare da un forellino minuscolo di cui non si era accorta? Ma dov' era il foro?"
-Clof, clop, cloffete, cloppete : Chiaramente questo titolo parafrasa la poesia di Palazzeschi (La povera fontana ammalata),però in questo caso stà a rappresentare il rumore delle gocce di morfina che scendono inesorabili a lenire le sofferenze di una persona cara...
"Se ne stava lì, con la moneta in mano, guardando la cabina telefonica. Indeciso, fra il dire e il fare. Chiamare qualcuno dopo tre anni che non lo senti, e di mattina presto, poi, mica è cosa facile: bisogna avere bene in mente quello che si deve dire, bisogna impostare bene il discorso, la professoressa in classe lo diceva sempre: se uno imposta bene il discorso è salvo, anche se si esprime male. Sicuro.
Senti, sono tornato, sono qui all’ospedale, no, io sto benissimo, o meglio, benissimo non sto, è che questi tre anni si sono rincalcati uno sull’altro come se fossero un giorno solo, anzi, una notte sola, lo so che non mi spiego, cerco di spiegarmi meglio, pensa alle bottiglie di plastica, quelle dell’acqua minerale, la bottiglia ha un senso finché è piena d’acqua, ma quando l’hai bevuta la puoi accartocciare su se stessa e poi la butti via, mi è successo così, mi si è accartocciato il tempo, e anche un po’ le vertebre, se così posso dire, lo so che salto di palo in frasca ma non so esprimermi meglio, abbi pazienza.
Magari però prima di entrare in argomento ci vorrebbe un codice, pensava, qualcosa che indicasse la complicità di un tempo, tipo parola d’ordine. Pensò: mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Sì, avrebbe capito. E poi avrebbe detto: lo so bene che non si può svegliare uno a quest’ora dopo che non lo si chiama da tre anni, ma il fatto è che mi ero dato un po’ alla macchia. Mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Mi ero messo in testa di scrivere un romanzo, sai, un grosso romanzo, quello che tutti si aspettano, prima o poi tutti quanti lo aspettano il romanzo, perché certo, dicono, i racconti sono splendidi, e anche quei due libri di divagazioni, e persino il finto diario è un testo di prim’ordine, non c’è dubbio, ma il romanzo, quando ce lo scrive un vero romanzo?, sono tutti fissati col romanzo, editori e critici e tutti, e così mi ci ero fissato anche io, e per scrivere il romanzo che tutti vogliono da te, che sarà il tuo capolavoro, capisci che ci vuole l’atmosfera giusta, e il posto giusto, e il posto giusto bisogna andarlo a cercare chissà dove, perché dove ci si trova non è mai il posto giusto, e così mi ero dato alla macchia a cercare il posto giusto per scrivere il capolavoro, mi spiego?
Mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Sta morendo mia zia. La mia, non la tua. Ma non è tanto per questo che ti telefono, è che in realtà volevo leggerti almeno un brano del romanzo che ho scritto in questi tre anni di silenzio affinché tu abbia un’idea dell’impegno che ci ho messo, sono certo che capirai perché non mi sono fatto più, sei pronto? Dice.
Se ne stava lì, con la moneta in mano, guardando la cabina telefonica. Sì alzò, per andare a telefonare, o almeno ci provò. Rimase a mezz’aria, bloccato, come il giorno prima alzandosi dal letto, o meglio provando ad alzarsi dal letto, la solita lama di rasoio gli era penetrata nella schiena, di nuovo, trapassandolo. Colonna infame.
Due voci stavano venendo verso di lui, due voci allegre, tipo un cinguettio, come dei passerotti che si dicano qualcosa. Una donna in là con gli anni spingeva una bambina su una carrozzella. Quando furono vicine a lui la bambina disse qualcosa, la sua era un’affermazione, lo capì dal tono. Aveva una voce gioiosa, piena di vita, come quando la vita, attraverso la voce, afferma se stessa, caparbia. Disse: ma questa è la cosa più bella del mondo! E nel dirla sorrise.
La cosa più bella del mondo. Lo aveva detto una bambina calva trascinata in carrozzella da un’infermiera. Lei sapeva quale era la cosa più bella del mondo. Lui invece non lo sapeva. Alla sua età, con tutto quello che aveva visto e conosciuto, non sapeva cosa fosse la cosa più bella del mondo.
Non lo sapeva."
-Nuvole: Di nuvole credo di aver già parlato abbastanza.
-I morti a tavola: Questo racconto è fantastico anche parla indirettamente di un' altro scrittore famoso Brecht.E inoltre della vita vissuta tramite la vita di un' altro. Come? A voi scoprirlo.
- Fra generali: In un certo senso mi ha ricordato, non so come ne perché: http://www.youtube.com/watch?v=d27gTr... (anche perché il protagonista decisamente non è inglese ma Ungherese). In ogni caso un bellissimo racconto ammantato di una malinconia sottile..
-Yo me enamore de l'aire: Bellissimo, un impressione, una malinconia dolce , dolcissima. Mi ha fatto venire ancora più voglia di andare a Lisbona partirei domani se potessi ...
-Festival: Beh, decisamente il più originale di tutti.Cosa succede quando un avvocato d' ufficio pagato dal regime Comunista per intervenire in processi farsa si allea con un documentarista. Assolutamente imperdibile.
-Bucarest non è cambiata per niente: E nemmeno i vecchi padri testoni e combattivi, a cui pure vogliamo bene.
-Controtempo: C' è un motivo preciso per cui questo racconto è stato messo a chiusura del volume? Io penso di sì...Ma non saprei rispondere al perché , solo che "Il cerchio" del primo racconto iniziato in Svizzera, si chiude qui, a Creta in un monastero greco...
Profile Image for Lito.
70 reviews45 followers
January 4, 2020
Χρόνος...
Χρόνος που φεύγει, χρόνος που κυλάει.
Χρόνος εφήμερος, χρόνος μελαγχολικός, χρόνος της μνήμης αλλά και της συνείδησης.
Σαν ένας μίτος που συνοδεύει και οδηγεί τον αναγνώστη στα 9 διηγήματα, μεταδίδοντάς του μια αίσθηση νοσταλγίας, ανησυχίας αλλά και στοχασμού.
Μιά λογοτεχνία που όπως έλεγε και ο ίδιος ο Tabucchi "δεν διασκεδάζει τα καλλιεργημένα και ανέμελα πνεύματα". Στόχος της, να προκαλεί αλλά και να αφυπνίζει. Να θέτει ερωτήματα, όχι να βγάζει συμπεράσματα.
Εννέα ιστορίες, εννέα φωνές, εννέα διαμαντάκια.
Ο λόγος ποιητικός, ρευστός, αφηγηματικός, λόγος που σε κερδίζει, σε συνεπαίρνει...
" Μήπως, τέλος, είναι ο Χρόνος όπως ο αέρας μέσα σε ένα φουσκωμένο μπαλόνι που διαρρέει από μια τόσο δα τρυπούλα, αδύνατον να την εντοπίσεις, παρά μόνον όταν είναι πολύ αργά;"
Profile Image for Argos.
1,262 reviews495 followers
September 11, 2019
Tabucchi’nin “Tersyüz Oyunu” adlı öykü kitabını daha önce okumuş ve pek etkileyici bulmamıştım. Hakkında yazılan olumlu birçok yorum ve düşünce nedeniyle bir başka kitabını okumak istedim.
Bu kitaptaki dokuz kısa öykü de kısa kısa ve birbirleriyle konu bağlantısı içermiyor. Öykü seviyorsanız ve sonu açık bırakılan, muğlak öykületden hoşlanıyorsanız sevebilirsiniz. Ya da benim gibi bir şans daha vermem Tabucchi’ye diyebilirsiniz.
Profile Image for Adem Yüce.
160 reviews15 followers
December 17, 2017
Antonio Tabucchi
1943 yılında Pisa'da doğan Antonio Tabucchi, Sienna Üniversitesi'nde Portekiz edebiyatı dersleri verdi. Portekizli eşiyle birlikte Fernando Pessoa'nın eserlerini İtalyanca'ya kazandırmışlardır. Fernando Pessoa uğraşı beni Tabucchı okumaya sevk eden önemli bir olgu oldu çünkü Pessoa çok ayrı bir yere sahip Lizbon'lu bir yazardır. Tabucchı de 2012 yılında Lizbon'lu hayatını kaybeder.

Hindistan'da arşiv araştırmaları yapan yazar için Hindistan Portekiz'den sonra yakın olduğu ikinci ülkedir.

Kitapta dokuz öykü mevcut üçüncü sırada olan Bulutlar öyküsünü büyük bir beğeni ile okudum emekli bir asker ile Isabélla adında küçük bir kızın konuşmasından oluşan öykü Isabél İtalyanların ilk hece vurgusu ile değil é harfiyle vurgulanan saf olmayan ırktan gelen küçük kızın öyküsü.

"BenBen sizin yanmaktan korktuğunuzu düşünüyorum, ama insan yavaş yavaş başlamazsa eğer, hiç bronzlaşamaz."
"Doğru söylüyorsun", dedi adam, bana da akla yakın geliyor, ama sence broznlaşmak zorunlu mudur?" 
Kız biraz düşündü. "Tam zorunludur denemez, hiçbir şey zorunlu değildir, zorunlu olanların dışında, ama eğer insan deniz kıyısına gelip de denize girmez ve bronzlaşmazsa, o halde ne yapmaya gelir denize?"
"Biliyor musun", dedi adam, "sen aklı başında bir çocuksun, mantıklı gibi olma bir yeteneğin var, bu da çok güzel bir şey, ama bugün dünya mantığını yitirmiş durumda, mantıklı bir kızla karşılaşmak gerçekten büyük zevk,seninle tanışma zevkine erişebilir miyim? Adın ne?"
"Adım Isabélla..."

*****
"
Biraz daha açıkla.

Şey, ne yazık ki kimi zaman savaş, adalet olmayan ülkelere adalet getirmek için zorunlu olur, ama günün birinde, adalet götürülen bir ülkeden iki çocuk geldi ve onları bizim oturduğumuz kentin hastanesine kaldırdılar, bizim sınıf onlara şeker ve meyve götürdü, daha doğrusu en önde sınıfın en iyileri, yani ben, Simone ve Samantha, anlatabiliyor muyum?
Devam et, dedi adam.
Muhammed aşağı yukarı benim yaşımda, kız kardeşi daha küçük, ama adını anımsamıyorum şimdi, hastanenin küçücük odasına girdiğimizde Muhamed'in kolları yoktu ve kız kardeşi de...
Isabélla sustu.."
Profile Image for Sandra.
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October 23, 2012
Il mio primo libro di Tabucchi. Ho scoperto una scrittura elegante ed uno stile scorrevole. Peccato che non tutti i nove racconti contenuti nella raccolta mi siano piaciuti. Ce ne sono alcuni davvero belli, con una vena di malinconia (mi viene da pensare alla “saudade” portoghese) soffusa, come “Yo me enamoré del aire”, ambientato in una Lisbona mai nominata ma chiaramente identificabile, oppure “Clof, clop, cloffete, cloppete”, che racconta un momento tragico: mentre il protagonista assiste una persona cara che sta morendo, sottoposta alla morfina che a gocce lente penetra nel suo corpo, si verifica in lui un uguale fenomeno, i ricordi dell’infanzia si fanno vividi, si placano le sofferenze del passato, e “il tempo si accartoccia”.
Altri racconti non mi hanno coinvolta particolarmente, come il primo racconto, “il cerchio”, che mi è sembrato affrettato e confuso, come l’ultimo, “controtempo”.
In tutti il tema di fondo è lo scorrere inesorabile del tempo, la memoria del passato in cui si guarda per fare un bilancio della propria esistenza; anche per questo la malinconia, come dicevo sopra, è lo sfondo impalpabile ed onnipresente in ogni storia, la cui lettura lascia addosso un leggero ma avvolgente velo di tristezza.

Profile Image for Tonymess.
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February 25, 2015
Italian writer Antonio Tabucchi was a professor of Portuguese literature at the University of Siena and spent six months of each year in Portugal as well as translating Portuguese writers into Italian. So familiar with the Portuguese language he wrote “Requiem: A Hallucination” (Requiem, uma Alucinacao”, 1991) in it.

It is said that he travelled around Europe in the footsteps of his favourite literary characters and in Paris he found the poem “Tabacaria” (“The Tobacco Shop”, 1928) by the Portuguese Fernando Pessoa, where his love of Portugal was defined.

In Archipelago Book’s latest publication, “Time Ages In A Hurry” Tabucchi explores memory, a raft of different European destinations and of course the passing of time. In this collection there are nine short stories and running to only 140 pages, it is not a challenging read, although an extremely rewarding one.

Our collections begins with “The Circle” where a family reunion is underway to remember the passing of one member ten years earlier. Although our female centre of the story has been married for fifteen years she is childless and being in her late thirties, this is frowned upon:

For my full review go to http://messybooker.blogspot.com.au/
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December 27, 2012
Tiden åldras fort: 9 berättelser.

I really only liked one of the stories here, the one about a girl and a man on the sea-side interpreting the clouds.
The rest of these sorties felt unfocused, repetitive and vague. I guess I just wasn't in the mood for the melancholy.
Profile Image for Jee Koh.
Author 24 books185 followers
April 15, 2015
I am grateful to translators Martha Cooley and Antonio Romani for introducing me to the short fiction of Antonio Tabucchi. Time Ages in a Hurry collects nine stories: "The Circle," "Drip, Drop, Drippity-Drop," "Clouds," "The Dead at the Table," "Between Generals," "Yo me enamore del aire," "Festival," "Bucharest Hasn't Changed a Bit" and "Against Time." The stories are closely observed, often revolving around two people in conversation. The late Italian writer is profoundly concerned with the passing of time and its effects on memory, desire and fantasy. In the very poignant "Drip, Drop," a man waits beside his dying aunt, who has taken custody of not only him as a young boy, but also the childhood memories that he was too young to remember.

The stories do not remain in Italy but range across Europe and beyond. "The Circle" is narrated from the perspective of a woman from the Maghreb who grew up in Paris, and is now married into a rich and illustrious family of Germans, possibly Jewish, living in Geneva. "Between Generals" tell the story of the Soviet invasion of Hungary through the point of view of an Hungarian general who spent "the best days of [his] life" in Moscow with the Russian general he fought against. In "Bucharest Hasn't Changed a Bit," a son, who still lives and works in Europe, visits his senile father in Tel Aviv who cannot forget the old family home in Bucharest.

The last story "Against Time" is, at least in part, an ars poetica, as the translators said during the book launch at the Center for Fiction, New York City. The narrator becomes a character in his own story, following the trail of his protagonist from Italy to Athens and then to Crete, to an old monastery. In an epiphany at the end, the narrator understands:

Everything changed perspective, in a flash he felt the euphoria of discovery, a subtle nausea, a mortal melancholy. But also a sense of infinite liberation, as when we finally understand something we'd known all along and didn't want to know: it wasn't the already-seen that was swallowing him in a never-lived past, he instead was capturing it in a future yet to be lived.


To write down what is first conceived in the mind is not to be sucked back into an imagined past, but to render the story into a human future to come.
Profile Image for La mia.
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January 23, 2013
Per un libro di racconti (ho già scritto che non amo i racconti?) il giudizio non può che essere una media (non matematica, sentimentale) del giudizio sui singoli racconti. E allora credo che "Il cerchio" valga da solo la spesa del libro. Altri li ho meno apprezzati, "Nuvole" è quasi didascalico, il rapporto tra l'uomo e la bambina non funziona, stretto in cosi poche pagine, mentre, nella mia personale classifica un altro campione è "Festival". Complessivamente un bel libro, una galleria di personaggi soli, ma in lotta per dare un senso alla propria (nostra?) vita.
Profile Image for Azzurra Usher.
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March 1, 2018
Finalmente posso scrivere di nuovo due righe sui miei amati libri dopo troppi mesi di forzata interruzione.

Ricomincio alla grande con questa raccolta di racconti del mio amatissimo Tabucchi. Ormai il viaggio con lui sta per terminare, ma sono certa che potrò riprenderlo quando voglio con la medesima eccitazione e riperdermi nei suoi onirici limbi letterari anche in futuro... E soprattutto ammirare le sue perfette malinconie sempre con occhi di bimba incantata.

Pare quasi che Tabucchi con Il Tempo invecchia in fretta abbia fatto una virata inattesa e sia tornato indietro alle atmosfere dei suoi scritti giovanili... Probabilmente per ricalcare il senso di inquietudine e impotenza dato dall'inesorabilità del passaggio e dello sfiorire.

description

Ciò che è nuovo (a dimostrazione della curiosità mai sopita dello scrittore e soprattutto del suo senso di appartenenza ai luoghi che trasudano nostalgie) sono gli scenari che si susseguono nei vari racconti. Il Portogallo fa da sfondo ad un solo ricordo/visione e lascia spazio a nuovi (o riscoperti, come nel caso della Grecia e di Cipro) contesti: Budapest, New York, Berlino, Tel Aviv, Bucarest.

Incantato ed emozionante, spiccatamente tabucchiano è il racconto Nuvole. Pungente e dannato quello dal bellissimo titolo I morti a tavola.

Un libro da non perdere.

Approfitto per allegare il link di un'intervista rilasciata dall'autore proprio in occasione dell'uscita di questo libro (2009), per chi volesse saperne di più e per rivederla con più facilità:

https://www.youtube.com/watch?v=jkMCB...

Alla prossima, mio amato Antonio!
Profile Image for Federica Rampi.
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June 22, 2020
Se il tempo passa, dove va?

Il tempo, il vero protagonista del lavoro di Tabucchi entra nell'intimità di nove personaggi, che sono successioni di istantanee impalpabili fatte di dubbi e fragilità

È una riflessione sul tempo e sulla consapevolezza che ne abbiamo, quando i ricordi si susseguono e cerchiamo di ricomporli nella p memoria, consapevoli dell’incapacità di dominare passato e futuro e dell’incapacità di condividere con gli altri i nostri ricordi perché il problema non è tanto nella difficoltà di comunicare con l'altro, quanto nell'impossibilità di trovare negli altri gli stessi punti di riferimento, le stesse chiavi di lettura ed esperienze, perché semplicemente ognuno di noi è unico.


Una scrittura cesellata, allusiva e raffinata
Profile Image for Esma T.
526 reviews74 followers
May 24, 2018
Kitap zamanın engellenemez ilerleyişi, hayatımızdaki etkileri gibi düşüncelerin çevresinde şekillenmiş öykülerden oluşuyor. Öyküler ve yapıları birbirinden farklıydı, bazıları benzer özelliklere sahip olsa da genel farklılar ve ortak noktalar mevcut. Öykülerin ana fikileri hoş görünse de hepsini severek okuduğumu söyleyemem. Kitapta en çok Bulutlar adlı öyküyü beğendim ve okumaktan büyük zevk aldım, hiç bitmese diyerek okusam da sonu çok çabuk geldi.

Zaman Hızla Yaşlanıyor sayesinde Antonio Tabucchi ile tanıştım, ileride başka kitabını okur muyum bilmiyorum ama şimdilik bende böyle bir istek uyandırmadı.
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
394 reviews24 followers
June 4, 2022
Come sempre Tabucchi non delude, seppure questa raccolta di racconti non è al livello di Pereira o requiem, offre molti spunti interessanti su tempo, il suo passare, essere compagno e tiranno, arricchimento e ladro: tematica comunque a lui sempre cara.
Il titolo è estremamente evocativo, e a mio parere la copertina è ben azzeccata, decisamente migliore di quella hardcover perché in pieno coglie la beffarda malinconia che accompagna quello scherzo crudele a cui, nonostante tutto, dedichiamo completamente noi stessi che è Chronos, in una eterna lotta ad anticiparlo, recuperarlo, fermarlo, viverlo mentre lui ineluttabile, talvolta di soppiatto, altre volte come un uragano che distrugge o almeno ribalta, impalpabile ci scorre fra le dita: anche se percettivamente impantanati in alcuni momenti o sospesi dalla realtà quando prendiamo consapevolezza di questa dimensione e riguardiamo indietro sempre il prima è diventato passato troppo velocemente e in mano cosa ci resta? Follia, consapevolezza e sempre meno futuro, per dare un senso o fuggire da ciò che è stato.
Personaggi che si muovono in una quarta dimensione estremamente contemporanea, fluida e vissuta nella mente in modo non lineare, certamente non scandita da un inesorabile orologio uguale per tutti, con le fasi prestabilite, perché ciò che conta è l'influenza, il suo ruolo non sull'esterno ma sul nostro interno con la sua percezione alterata e a fisarmonica, che rifiuta la regolarità delle lancette: inevitabile trovare qualche briciola di sé in almeno uno di questi soffusi drammi.
Profile Image for Nate D.
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August 14, 2019
Given how many of Tabucchi's novels are just a series of encounters, you'd think the short story an ideal form for him, but somehow these miss the mood of low-key enchantment and semi-fatedness that pervade those longer works. But I often have this problem with novelists I love, don't I? This did win me over a little more as it progressed and the broad survey of 20th century political history came more into focus. These are the laments of those caught up in histories that they are powerless, as any individual, to deflect, and finally are left behind by changing times, their sacrifices meaningless to the present. The final story hits closest to the Tabucchi I love, even as it draws these threads together in a spectral death-map of recent memory.
Profile Image for Francesco Robbiano.
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October 30, 2012
In questa raccolta di racconti Tabucchi "parla del tempo". Di quello che scorre, dalla prospettiva posteriore del ricordo, che assume in questo caso un ruolo attivo: quello di illuminare (od abbagliare) il passato con luci delicatamente singolari, figlie di una sua rielaborazione che spesso si potrebbe definire tattile, e dare a questi ricordi valori differenti, renderli vivi, tangibili, quasi malleabili, fino addirittura al punto di poterli mescolare con il presente o giungere a modellare il futuro a loro immagine. Il tutto in un piacevolissimo italiano.
Profile Image for Stefano Da Rui.
15 reviews2 followers
March 6, 2014
Il tempo è un'entità invisibile che viene raramente chiamata in causa dai personaggi del libro: è al contempo protagonista e non protagonista; trasporta le persone e guida le loro azioni, pur facendo loro credere di essere padroni del proprio destino. Tanti e diversi tra loro sono i personaggi, accomunati soltanto da quest'entità esterna e interna alle loro vite. Un libro da leggere, assolutamente.
Profile Image for Darryl.
416 reviews1 follower
May 14, 2015
This collection of nine short stories written toward the end of the author's career all concern the passage of time, and how the different characters in them confront significant life challenges and overcome them. I only liked one of the stories, "Clouds", in which a young girl and a former military man both on holiday have a conversation about his past while sitting on a beach. I found the other stories to be unfocused, uninteresting and lacking in insight.
Profile Image for MARIALO.
40 reviews1 follower
May 20, 2023
Μου αρέσει πάρα πολύ το στυλ του Tabucchi.
Σε αυτές τις εννιά μικρές ιστορίες οντως οι ήρωες έρχονται σε αναμέτρηση με το χρόνο ο καθένας με τον τρόπο του. Η νοσταλγία είναι το βασικό συναισθημα αλλά παραδόξως εμφανίζεται με ενα ευχάριστο τσίμπημα.
Ένα ευχάριστο ανάγνωσμα
Profile Image for Gabriele.
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June 21, 2013
Tabucchi, mi eri rimasto tu...

Nutro una profonda ammirazione per il signor Tabucchi. Il suo modo di raccontare storie anche molto semplici, procedendo per immagini e sensazioni, mi ha fatto adorare diversi dei suoi libri, dai noti "Sostiene Pereira" e "Notturno Indiano", fino al non tanto apprezzato "Tristano muore" e così via.

Fatta questa veloce premessa, sono rimasto leggermente deluso da questa raccolta di racconti: nonostante ce ne sia qualcuno molto valido (mi vengono in mente l'ultimo "Controtempo", oppure "Nuvole" o "Yo me enamorè del aire"), nei restanti ho fatto molta difficoltà a calarmi nelle varie situazioni, spesso perché troppo fuori contesto, come se, di questi racconti facenti parte di storie molto più grandi, al lettore non fosse dato tutto il contesto per capirli. Sprazzi presi di punto in bianco e lasciati a sé altrettanto velocemente.

Il risultato è che ho fatto molta fatica a leggere più di un paio di racconti per volta, ritrovandomi a doverli necessariamente inframezzare con lunghe pause. E la cosa mi dispiace, soprattutto perché tutto il grande senso esposto nella nota finale riguardo questi racconti... io non l'ho trovato quasi per niente o, meglio, l'ho fatto solamente a posteriori, ripensandoci sopra.

Non escludo ora di averlo letto in un momento poco adatto e dove forse ero stanco di mio, quindi finirà fra qualche tempo nuovamente in wishlist, sperando di rivalutarlo. In ogni caso, lo stile di scrittura di Tabucchi non perde un colpo, il contenuto, quello magari un po'...
Profile Image for Karenina.
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November 15, 2010
Il cerchio **

Clof, clop, cloffete, cloppete ***

Nuvole *****

I morti a tavola ***

Fra generali **

Yo me enamoré del aire ***

Festival ***

Bucarest non è cambiata per niente *****

Controtempo *****



Voto medio **** arrotondato per eccesso.



Nove racconti il cui filo conduttore è, com’è facile immaginare, il trascorrere del tempo, scandito dal cadenzare delle gocce in una flebo nel racconto Clof, clop, cloffete, cloppete , o semplicemente passato, mutando situazioni e persone, dall’ex agente della Stasi che si ritrova borghese in una nuova Berlino, all’ex internato ebreo, ora perso nella senilità, o ancora come dimensione spazio/temporale in cui perdersi dell’ultimo, bellissimo racconto.

La scrittura di Tabucchi è scarna, occorre procedere nella lettura per scoprire i luoghi e le situazioni, a volte risulta un po’ fastidioso (nel primo racconto ho avuto qualche difficoltà a disticarmi nelle parentele) però riesce a farsi perdonare qualche macchinosità di superficie con l’innegabile poesia di fondo.

Profile Image for Giulia Letizia.
Author 7 books36 followers
May 4, 2022
«Come può essere presente la notte. Fatta solo di se stessa, è assoluta, ogni spazio è suo, si impone di sola presenza, della stessa presenza fantasma che sai che è lì di fronte a te ma è dappertutto, anche alle tue spalle, e se ti rifugi in un piccolo luogo di luce di esso sei prigioniero perché intorno, come un mare che circonda il tuo piccolo faro, c’è l’invalicabile presenza della notte.»
.
Primo Tabucchi, a cui seguiranno sicuramente altri.
Nove racconti brevi accomunati dal tema del tempo e della sua inclemenza: un tempo che suscita malinconia, rimpianti, follia, allegria, rimorsi, speranza, passato e futuro.
Alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri (ma solo uno su nove non mi ha granché interessato), ma tutti sono riusciti a far riflettere e a suscitare in me qualcosa: tristezza, perlopiù, ma anche bellezza. Una prosa delicata, quasi poesia. Un uso delle parole e delle metafore preciso e tagliente.
Bello.
Profile Image for Tuck.
2,264 reviews252 followers
July 6, 2015
my first tabucchi, and why?! why, I"M saudade incarnate! AND im in love with pessoa, just like tabucchi. these stories use 'real' history and socio-political settings to consider individuals pasts and past actions, and asks why? the good part though, is there is a certain mercy in the answers. a certain self-mercy. we all need that. archipelago books should be getting peace prizes for stuff like this.
Profile Image for Alexandra  Rodrigues.
238 reviews
November 27, 2016
"Julgo ter compreendido uma coisa, que as histórias são sempre maiores do que nós, aconteceram-nos e sem o sabermos fomos nós os protagonistas, só que o verdadeiro protagonista da história que vivemos não somos nós, é a história que vivemos."

" os sonhos não são tanto o que acontece mas a emoção que sentes ao viveres aquilo que acontec, e eu seria incapaz de explicar a emoção que sentia porque as emoções não se explicam."
Profile Image for Utti.
511 reviews35 followers
August 13, 2021
Tabucchi ha un posto speciale nel mio cuore, ma questa raccolta di racconti non ha trovato la sua strada per conquistarmi.

Alcuni racconti sono estremamente belli, ma la dimensione dell'onirico e del non detto, che in molti scritti di Tabucchi è una forza, in un racconto è penalizzante e lascia la sensazione che ogni personaggio avesse molto di più da dire.
È vero che è il tempo l'unico protagonista della raccolta, ma avrei tanto voluto che alcuni racconti venissero espansi e sviluppati.
Displaying 1 - 30 of 128 reviews

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