In una terra al collasso, popolata ormai solo da piccole “tribu” di sopravvissuti e infestata da tanti predoni, Peter Stone, scrittore che aveva previsto tutto, si trova a vagare con la sua bicicletta in queste lande desolate ed è proprio durante uno di questi suoi peregrinaggi che incontra lo scaltro Kudjo Wilson, vedetta di una carovana guidata Istael “Honon” Baunberg, uomo che pare avere in serbo un ultimo asso nella manica per far sopravvivere la razza umana.
“La carovana”, pubblicato nel 1975 da Stephen Goldin, si offre al lettore come un romanzo di fantascienza apocalittica diverso dagli altri, se in questi ultimi infatti la fine dell’umanità è causata da eventi violenti ed improvvisi, in questo lavoro, invece, il tutto avviene per il fisiologico crollo sociale ed economico dovuto ad errori umani, quegli stessi errori che tutt’oggi si possono vedere, sempre più spesso, nel nostro mondo.
I personaggi, tratteggiati ottimamente, risultano accattivanti, credibili e ben sviluppati e riescono, anche grazie ad ottime interazioni ben congeniate, a sviluppare una storia piacevole da leggere sin dalle prime pagine.
Un romanzo che fa sicuramente del ritmo il suo punto forte, ritmo peró inframezzato da parti più descrittive e altre in cui i protagonisti dissertano, anche se non in maniera approfondita, di situazioni problematiche legate alla società (affascinante è notare quanto siano aderenti a situazioni odierne), riuscendo, con questa commistione di cose, a tenere il lettore incollato alle pagine.
Un romanzo meritevole di essere letto e che si conclude con un finale aperto particolarmente riuscito.