Come tutte le grandi città cresciute con lo sviluppo industriale, Milano, dopo oltre un secolo di espansione, sta subendo un profondo processo di trasformazione oltre che economica e sociale, anche urbanistica. Nel testo si rilegge la vicenda urbanistica della città nel XX secolo con un punto di vista del tutto nuovo rispetto alla consuetudine della cultura urbanistica: evidenziando gli esiti concreti, i depositi fisici e quelli culturali, lasciati dai cinque piani regolatori e dagli altri piani urbanistici che la città ha avuto in questo periodo. La descrizione della vicenda milanese rappresenta peraltro l'occasione per una riflessione complessiva sull'urbanistica italiana, sui suoi successi e sui molti insuccessi, ma anche sulle prospettive future. Il testo è corredato di una ricca documentazione fotografica originale e ogni capitolo è introdotto da una carta aerofotogrammetrica relativa al tessuto urbano o al quartiere del piano descritto. A fine volume sei itinerari, proposti in forma di guida con una planimetria toponomastica che evidenzia le tappe del percorso, conducono tra i luoghi più significativi della città moderna.
Volete capire perché a Milano in pieno centro di città sorgono i complessi edilizi e i palazzoni di uffici più brutti e fuori contesto concepibili? Colate di cemento spacciate come piazze pubbliche? Meglio ancora, sapere chi l’ha consentita? Qui troverete tutta la vicenda penosa del secolo scorso raccontata nei minimi dettagli, dagli inizi fino all’ultimo chiodo nella bara di una città deturpata e derubata dalla sua storicità nelle viscere, continuamente e bruscamente. Ciascuno l’ha mutilata a piacer suo, diventando sempre più miope nei modi intervento dopo intervento. Una città cavia, soprattutto grazie agli sviluppi nel dopoguerra (veramente è una pratica che continua fino ad oggi, basta vedere tutta le atrocità in corso nella zona di Porta Romana-Vigentino), e poco altro.
Ma non è tutto così tragico alla fine. Se ci si vive, è un libro che ha molto da offrire anche come una guida pratica. Interessante l’appendice degli “itinerari”. Come libro ha due grandi pecche: la mancanza di mappe dettagliate relative ai singoli piani (specialmente quando si parla a lungo di quartieri specifici oppure interventi su strade singole; le carte tecniche iniziali sono poco chiare) e l’ordine spesso confusionario delle fotografie (sarebbe sufficiente aggiungere semplici numerini con riferimento alle immagini).